Welfare Index PMI 2026: Natura Iblea di nuovo “Welfare Champion” e fra le sole tre imprese italiane premiate per l’inclusione sociale

Per il nono anno consecutivo l’azienda ortofrutticola biologica di Ispica, associata a Confagricoltura Ragusa, entra tra le migliori 100 PMI d’Italia per il welfare aziendale. A Roma, al Palazzo della Cancelleria, il premio è stato ritirato da Andrea Giadone.

Confagricoltura Ragusa esprime grande soddisfazione e si congratula con la Società Agricola Natura Iblea, azienda di Ispica associata all’Unione provinciale, premiata oggi a Roma presso il Palazzo della Cancelleria, nell’ambito di Welfare Index PMI 2026 con il prestigioso rating di “Welfare Champion”.

A rendere il riconoscimento ancora più prezioso è la Menzione Speciale “Inclusione e responsabilità sociale”, attribuita a Natura Iblea per essersi particolarmente distinta nelle iniziative di welfare aziendale in questo ambito specifico. Si tratta di un traguardo di assoluto rilievo, ottenuto soltanto da tre imprese in tutta Italia tra le Welfare Champion di quest’anno, che smentisce le ricorrenti narrazioni giornalistiche sul territorio ragusano che lo dipingono come luogo di sfruttamento e di negazione dei diritti dei lavoratori. Natura Iblea non è un’oasi nel deserto, ma un esempio virtuoso e non isolato di un tessuto produttivo sano che vede nel rispetto, nella valorizzazione e nell’integrazione dei lavoratori condizioni imprescindibili per creare sviluppo e benessere diffuso.

A ritirare il premio in rappresentanza dell’azienda è stato Andrea Giadone, amministratore delegato di Natura Iblea.

Clicca qui per il video della cerimonia di premiazione

Welfare Index PMI, promossa da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è la più ampia indagine in Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese: un’iniziativa che vede Confagricoltura tra i suoi partner e che conferma quanto il benessere dei lavoratori sia ormai un valore centrale anche per il mondo agricolo. La classe “Welfare Champion” individua le eccellenze assolute del settore: per l’edizione 2026 il rating è stato assegnato alle prime 100 imprese classificate su oltre 7.000 partecipanti.

Per Natura Iblea non è una novità. L’azienda iblea è ormai una presenza stabile nell’albo d’oro del welfare italiano: ha conquistato il riconoscimento in ogni edizione a partire dal 2017, anno in cui le fu già assegnata una menzione speciale per l’integrazione sociale. Quello di oggi è il nono riconoscimento consecutivo, conferma di un impegno autentico e duraturo, che ha fatto dell’attenzione alle persone un tratto identitario dell’impresa. Una visione che il Presidente Roberto Giadone ha sempre rivendicato, legando la solidità e la crescita dell’azienda alla cura per chi vi lavora e per la comunità in cui opera.

Tra le realtà più importanti del Sud Italia nella produzione ortofrutticola biologica, con coltivazioni nel cuore degli Iblei ed esportazioni in tutta Europa, Natura Iblea ha costruito negli anni un modello di welfare fortemente orientato all’inclusione: ricongiungimenti familiari per le maestranze straniere, borse di studio per i figli dei dipendenti, corsi di lingua italiana e percorsi di formazione, sostegno per l’alloggio e assistenza nelle pratiche burocratiche. Misure concrete che valorizzano le diverse provenienze dei lavoratori e ne accompagnano l’integrazione nel territorio.

“Il risultato di Natura Iblea è un orgoglio per tutta l’agricoltura ragusana e per la nostra Organizzazione”, dichiara Antonino Pirrè, Presidente di Confagricoltura Ragusa. “Essere tra le prime cento PMI d’Italia per il welfare e tra le tre imprese premiate per l’inclusione e la responsabilità sociale significa aver fatto del benessere delle persone una scelta strutturale, non occasionale. La famiglia Giadone dimostra da anni che competitività e attenzione ai lavoratori non solo possono convivere, ma si rafforzano a vicenda. Ad Andrea e a tutta l’azienda vanno le nostre più sincere congratulazioni”.

“Natura Iblea è un esempio che parla a tutto il comparto”, aggiunge il Direttore Giovanni Scucces. “Dimostra come un’impresa agricola possa essere insieme competitiva sui mercati internazionali e profondamente radicata nei valori della comunità. In un’agricoltura che fa i conti ogni giorno con la difficoltà di reperire e trattenere manodopera, l’esperienza di Natura Iblea indica una via concreta: prendersi cura delle persone conviene, all’impresa e all’intero territorio”.

 

Ragusa, 1° luglio 2026

 

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Vertice Antibes Italia-Francia: Bene fronte comune su dossier strategici per la sicurezza alimentare

Esprimiamo apprezzamento per l’esito del Vertice intergovernativo Italia-Francia, svoltosi ad Antibes, sui temi che riguardano il settore primario. Riteniamo positivo il rilancio di un dialogo bilaterale, in linea con lo spirito del Trattato del Quirinale, siglato cinque anni fa tra i due Paesi che sono ai primi posti in ambito europeo per valore complessivo della produzione agricola e per valore aggiunto.

Fondamentale l’impegno sui fertilizzanti a ridotto impatto ambientale, per rafforzare la filiera produttiva, così da favorire maggiore accessibilità ed emancipazione dall’estero, a vantaggio dei nostri agricoltori e, più in generale, della sicurezza alimentare di tutti. Bene l’attenzione verso i “benefici reciproci, che tengano conto dell’impatto cumulativo delle concessioni sui nostri settori agricoli” e l’intento condiviso di “ridurre la dipendenza dell’UE”: un principio necessario per una competizione sana e una crescita mutuamente vantaggiosa.

Ottimo il comune impegno a rafforzare la PAC; così come la responsabilità verso una vicendevole promozione di produzioni DOP e IGP.

Positiva la volontà di rafforzare la collaborazione su dossier necessari per la resilienza e lo sviluppo del settore; nello specifico: ricerca agricola, istruzione e formazione professionale.

La scelta di inserire l’agricoltura tra i settori strategici della cooperazione bilaterale rappresenta un segnale importante in una fase in cui il comparto primario europeo è chiamato ad affrontare sfide decisive, come: emergenza climatica, sicurezza alimentare, tutela del reddito degli agricoltori e competitività delle filiere. Accogliamo, quindi, con favore l’impegno assunto dai due Governi a rafforzare il coordinamento politico e tecnico su temi di comune interesse.

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Spighe Verdi 2026: confermate Modica, Ragusa e Vittoria, uniche premiate in Sicilia

Modica, Ragusa e Vittoria hanno ottenuto la Spiga Verde 2026, i soli tre riconoscimenti assegnati quest’anno in Sicilia. Il premio, promosso da FEE Italia in collaborazione con Confagricoltura per i Comuni rurali più virtuosi, è stato consegnato ieri a Roma, al CNR, alla presenza dei sindaci. A differenza del 2025 nessuno dei tre Comuni è una nuova entrata: tutti confermano il riconoscimento. Ragusa lo detiene ormai da diversi anni, Modica e Vittoria, entrate per la prima volta lo scorso anno, ottengono la loro prima riconferma.

L’undicesima edizione del programma ha premiato 97 Comuni in 15 regioni (erano 90 nel 2025), con 10 nuovi ingressi. Il Piemonte guida con 22 riconoscimenti; la provincia di Ragusa resta l’unica realtà premiata in Sicilia. Confagricoltura contribuisce  alla definizione degli indicatori di valutazione, mettendo al centro la qualità della gestione del territorio e l’attenzione agli aspetti ambientali, sociali ed economici.

“Le nostre campagne raccontano una terra che ha fatto della sostenibilità un modo di essere, non una moda”, dichiara il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Dietro ogni Spiga Verde – aggiunge – ci sono imprenditori agricoli che custodiscono il paesaggio, producono qualità e tengono vive le tradizioni del territorio ibleo”.

“È questa l’agricoltura che vogliamo: protagonista dello sviluppo, motore di turismo ed enogastronomia, presidio del territorio e della sua bellezza”, sottolinea il direttore di Confagricoltura Ragusa, Giovanni Scucces. “La Spiga Verde non è un punto di arrivo ma un metodo di lavoro: come Confagricoltura continueremo ad affiancare Comuni e imprese perché qualità delle produzioni, tutela ambientale e crescita economica camminino insieme”.

Soddisfazione anche dai territori premiati. “Ricevere per il secondo anno la Spiga Verde conferma la bontà del percorso intrapreso dalla nostra amministrazione per la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del patrimonio rurale”, afferma il sindaco di Modica, Maria Monisteri. “Non è un traguardo ma un altro passo, da compiere in un lavoro di squadra con le imprese e il mondo agricolo”.

“Questo premio, ottenuto per il secondo anno consecutivo, conferma che Vittoria ha scelto con determinazione la strada della qualità, della sostenibilità e della valorizzazione del proprio sistema produttivo”, afferma il sindaco di Vittoria, Francesco Aiello . “Lo dedichiamo ai nostri agricoltori, ai produttori e a tutti i cittadini che credono nel futuro di questa terra, che resta un punto di riferimento dell’agricoltura siciliana e italiana”.

“Spighe Verdi è un riconoscimento difficile da ottenere, con criteri stringenti sulla sostenibilità ambientale: solo tre in Sicilia e 97 in tutta Italia”, afferma il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì . “Averlo confermato dal 2017 fa di Ragusa ‘uno dei principali modelli di sostenibilità rurale e agricola in Sicilia’: un risultato che non è merito di una singola amministrazione, ma dell’attenzione per l’ambiente della stragrande maggioranza dei ragusani”.

Il programma valuta i Comuni su indicatori che vanno dall’uso del suolo alle produzioni tipiche, dalla gestione dei rifiuti alla qualità dell’offerta turistica. È promosso da FEE  (la stessa organizzazione delle Bandiere Blu) con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Sono intervenuti alla cerimonia Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, il senatore Giorgio Salvitti, in rappresentanza del MASAF, e, per Confagricoltura, Filippo Schiavone, componente della Giunta nazionale.

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Latte, Statti: L’intesa non è una soluzione definitiva ai problemi del settore, ma è un passo avanti importante

Confagricoltura accoglie positivamente l’intesa sul prezzo del latte raggiunto ieri sera dopo un serrato confronto al tavolo convocato al MASAF, alla presenza del ministro Lollobrigida.

L’accordo attesta un cambio di rotta rispetto agli ultimi sei mesi, in cui il prezzo stabilito aveva avuto un andamento decrescente. Il tavolo di ieri ha infatti concordato una quotazione in aumento sui prossimi sei mesi: 48 centesimi per luglio e agosto, 49 centesimi per settembre e ottobre, e 50 centesimi per novembre e dicembre. Le produzioni in esubero, invece, saranno oggetto di trattativa tra le singole aziende e gli acquirenti.

Per affrontare la crisi scaturita anche dalla sovrapproduzione, il tavolo ha concordato di mantenere per i prossimi sei mesi i quantitativi produttivi medi del 2025.

“L’intesa non è una soluzione definitiva ai problemi del settore, ma è un passo avanti importante perché cerca di dare stabilità al comparto in un momento di forte fluttuazione del mercato europeo e mondiale – commenta Alberto Statti, componente di Giunta di Confagricoltura intervenuto al MASAF -. L’export sta trainando bene il settore, ma i costi di produzione stanno superando i 50 centesimi, raggiungendo anche i 55 centesimi in alcune aree, creando forte preoccupazione tra gli operatori”.

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Pensionati di Confagricoltura: Vittorio Brianti presidente nell’anno del Cinquantenario ANPA

l segretario nazionale Angelo Santori: “Anziani risorsa per l’Italia, l’associazione aperta a tutti i settori”

Vittorio Brianti è il nuovo presidente nazionale dell’ANPA (Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori di Confagricoltura) per il quadriennio 2026-2030.

Incarna perfettamente il valore dell’invecchiamento attivo: Brianti conduce tuttora un’azienda di 20 ettari coltivati a erba medica ad uso zootecnico a Roncole Verdi, frazione di Busseto (Parma). Pioniere dell’innovazione, fu tra i primi a introdurre la raccolta meccanica nei suoi campi di pomodori da industria.

Padre di due figlie, affianca al lavoro della terra una grande passione per la poesia e la musica, che lo ha portato a comporre l’inno ufficiale dell’ANPA, un brano che risuona stabilmente in tutti i momenti istituzionali dell’organizzazione.

“Il nostro Sindacato – ha osservato Brianti – è portatore di valori solidi e di un entusiasmo autentico che ci unisce tutti, esattamente la stessa energia che ho cercato di trasmettere scrivendo il nostro inno. Nel simbolo della spiga che ci lega a Confagricoltura, noi pensionati costituiamo un patrimonio umano e di esperienza che dà nuova linfa a tutto il settore e alla società intera”.

Il baricentro politico dell’assemblea ANPA è stato segnato dall’articolata relazione del segretario nazionale Angelo Santori, che ha delineato la visione strategica e valoriale dell’organizzazione proprio nell’anno in cui si celebra lo storico traguardo del Cinquantenario di fondazione.

Ha tracciato la rotta di un Sindacato Pensionati che, pur mantenendo salde le proprie radici identitarie nel mondo agricolo, è una realtà moderna e pienamente aperta alla tutela di tutti i pensionati, anche quelli non agricoli. Una relazione a tutto tondo su previdenza, welfare, salute, ruolo degli anziani nella società e nei territori. Ponendo con forza l’accento sul tema dell’invecchiamento attivo, ha descritto la terza età non come un peso per il welfare, ma come una straordinaria risorsa per l’Italia intera. Un ruolo attivo che richiede, come condizione imprescindibile, il diritto di invecchiare dignitosamente: “Per questo rivendichiamo con forza pensioni adeguate, – ha detto Santori – un’assistenza sociale e sanitaria efficiente e un sistema di welfare vicino alle reali esigenze delle persone, capace di garantire servizi concreti e di tutelare a 360 gradi la dignità della persona”.

“Gli anziani sono il vero motore delle nostre comunità, dai centri urbani fino ai piccoli borghi rurali e alle aree di montagna, realtà in cui – ha aggiunto – sono le sentinelle di un tessuto sociale che l’ANPA intende proteggere e per questo sollecita reti di vicinato e servizi sociosanitari di prossimità per prevenire l’isolamento in ogni contesto territoriale”.

Ad avviso di Santori, in tale scenario, diventa cruciale il rapporto intergenerazionale: “L’obiettivo è un patto strategico in cui la terza età si conferma un prezioso scrigno di memoria, fondamentale per agevolare il passaggio del testimone e la trasmissione di competenze inestimabili ai giovani”.

Quindi ha ribadito il ruolo dell’ANPA all’interno della casa madre: “Il sindacato pensionati agisce come un’articolazione attiva e propositiva, capace di contribuire concretamente all’azione di Confagricoltura su tutto il territorio nazionale”.

I lavori della ricca giornata sindacale hanno visto in prima battuta l’assemblea dei presidenti delle strutture provinciali, interprovinciali e regionali procedere alla nomina del nuovo Consiglio Direttivo Nazionale per il prossimo quadriennio. A conclusione dei lavori assembleari, si è riunito il Consiglio Direttivo ANPA, ai cui lavori è intervenuto anche il vicepresidente di Confagricoltura Sandro Gambuzza.

Membri di diritto nell’organo di governo di Anpa sono il vicepresidente vicario Angelo Santori (designato dal presidente di Confagricoltura) e Carlo Lasagna in qualità di presidente FIIAF (Federazione Italiana Imprese Familiari). Gambuzza, nella riunione, ha ufficializzato la decisione di Confagricoltura di riconfermare Angelo Santori anche nel ruolo di Segretario nazionale.

Vicepresidenti sono stati nominati Antonio Zampedri (Lombardia) e Michele D’Apolito (Puglia) e nel Comitato Esecutivo Americo Cretaro (Lazio).

Gli altri consiglieri eletti dall’assemblea sono: Salvatore Castaldo (Campania), Leandro Cuzzocrea (Calabria), Benno Endrizzi (Prov.Aut.Trento), Calogero Farruggia (Sicilia), Sergio Nucibella (Veneto), Giovanni Occhioni (Sardegna) e Valter Roattino (Piemonte).

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Giunta Confagricoltura: a rischio filiere identitarie del sistema agricolo nazionale

Urgono misure risolutive non più rinviabili”

La Giunta esecutiva di Confagricoltura, riunita a Palazzo della Valle, dopo un’attenta analisi rivolta ai comparti-chiave del nostro sistema agricolo, ha registrato forti criticità per produzioni identitarie del made in Italy. La situazione è insostenibile per le imprese agricole che affrontano, contestualmente, un incremento medio dei costi, legato alla situazione internazionale drasticamente peggiorata negli ultimi tempi (ad aprile, produrre riso e frumento è costato circa l’11 per cento in più; +7,4 per cento per l’olivicoltura). Dall’incontro sono emerse proposte concrete alle istituzioni per interventi mirati.

Di seguito si riportano i principali rilevamenti. Le quotazioni del grano duro, negli ultimi anni, si sono dimezzate. Alla Commissione Unica Nazionale, il prezzo medio si è ridotto costantemente, tanto che quello del frumento duro “fino” – ossia il raccolto di fascia medio-alta destinato alla produzione di semola di qualità – è sceso di quasi il 50 per cento rispetto a quattro campagne fa. Per quanto riguarda il risone, il prezzo è crollato repentinamente nell’ultima campagna. Le principali varietà da risotto – Carnaroli, Arborio e Volano – nel mese corrente registrano una flessione ormai superiore al 33 per cento su base annua; con il Vialone Nano che a giugno è quotato oltre il 60 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Le quotazioni dei suini da macello si collocano ormai stabilmente intorno al 20 per cento in meno rispetto agli ultimi due anni, non registrando l’inversione di tendenza che è indicata dai fondamentali di mercato. Infine, l’olio EVO negli ultimi 12 mesi è andato incontro a una riduzione delle quotazioni di più del 33 per cento, con tagli, in alcune situazioni specifiche, che raggiungono e superano il 50 per cento su base annua; il tutto aggravato da un “fermo” degli scambi che sta ulteriormente complicando la congiuntura di mercato.

“Questo grave deterioramento della ragione di scambio – commenta la Giunta nazionale di Confagricoltura – mette a repentaglio le produzioni agricole alla base di filiere strategiche per il sistema agroalimentare nazionale. Urgono misure risolutive non più rinviabili: sia interventi pubblici di politica agricola che intese di filiera tra operatori, che attenuino i gravi effetti di una dinamica di mercato che sta mettendo a serio rischio la fiducia e la tenuta delle imprese agricole di questi comparti”.

Confagricoltura proporrà alle istituzioni una serie di interventi. Per il grano duro, è essenziale valorizzare il prodotto nazionale aumentando il dettaglio dei Paesi di origine, nel caso della miscela, e la percentuale minima – oggi fissata al 50 per cento – che consente di indicare il principale Paese di provenienza. Riguardo al riso, è essenziale agire, anche a livello comunitario, per aumentare i controlli sanitari sulle importazioni, favorendo la reciprocità. Circa il mercato suinicolo, occorre un attento monitoraggio di tutte le possibili perturbazioni – come l’aumento delle importazioni e gli effetti delle malattie animali (es. Peste Suina Africana) – affinché si riflettano correttamente sulle quotazioni. Per il comparto olivicolo, è urgente il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi e l’istituzione di un apposito fondo per finanziare misure specifiche, indirizzate a sostenere la liquidità, a coprire gli oneri creditizi e a promuovere il prodotto nazionale.

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Giunta Confagricoltura: a rischio filiere identitarie del sistema agricolo nazionale

Urgono misure risolutive non più rinviabili”

La Giunta esecutiva di Confagricoltura, riunita a Palazzo della Valle, dopo un’attenta analisi rivolta ai comparti-chiave del nostro sistema agricolo, ha registrato forti criticità per produzioni identitarie del made in Italy. La situazione è insostenibile per le imprese agricole che affrontano, contestualmente, un incremento medio dei costi, legato alla situazione internazionale drasticamente peggiorata negli ultimi tempi (ad aprile, produrre riso e frumento è costato circa l’11 per cento in più; +7,4 per cento per l’olivicoltura). Dall’incontro sono emerse proposte concrete alle istituzioni per interventi mirati.

Di seguito si riportano i principali rilevamenti. Le quotazioni del grano duro, negli ultimi anni, si sono dimezzate. Alla Commissione Unica Nazionale, il prezzo medio si è ridotto costantemente, tanto che quello del frumento duro “fino” – ossia il raccolto di fascia medio-alta destinato alla produzione di semola di qualità – è sceso di quasi il 50 per cento rispetto a quattro campagne fa. Per quanto riguarda il risone, il prezzo è crollato repentinamente nell’ultima campagna. Le principali varietà da risotto – Carnaroli, Arborio e Volano – nel mese corrente registrano una flessione ormai superiore al 33 per cento su base annua; con il Vialone Nano che a giugno è quotato oltre il 60 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Le quotazioni dei suini da macello si collocano ormai stabilmente intorno al 20 per cento in meno rispetto agli ultimi due anni, non registrando l’inversione di tendenza che è indicata dai fondamentali di mercato. Infine, l’olio EVO negli ultimi 12 mesi è andato incontro a una riduzione delle quotazioni di più del 33 per cento, con tagli, in alcune situazioni specifiche, che raggiungono e superano il 50 per cento su base annua; il tutto aggravato da un “fermo” degli scambi che sta ulteriormente complicando la congiuntura di mercato.

“Questo grave deterioramento della ragione di scambio – commenta la Giunta nazionale di Confagricoltura – mette a repentaglio le produzioni agricole alla base di filiere strategiche per il sistema agroalimentare nazionale. Urgono misure risolutive non più rinviabili: sia interventi pubblici di politica agricola che intese di filiera tra operatori, che attenuino i gravi effetti di una dinamica di mercato che sta mettendo a serio rischio la fiducia e la tenuta delle imprese agricole di questi comparti”.

Confagricoltura proporrà alle istituzioni una serie di interventi. Per il grano duro, è essenziale valorizzare il prodotto nazionale aumentando il dettaglio dei Paesi di origine, nel caso della miscela, e la percentuale minima – oggi fissata al 50 per cento – che consente di indicare il principale Paese di provenienza. Riguardo al riso, è essenziale agire, anche a livello comunitario, per aumentare i controlli sanitari sulle importazioni, favorendo la reciprocità. Circa il mercato suinicolo, occorre un attento monitoraggio di tutte le possibili perturbazioni – come l’aumento delle importazioni e gli effetti delle malattie animali (es. Peste Suina Africana) – affinché si riflettano correttamente sulle quotazioni. Per il comparto olivicolo, è urgente il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi e l’istituzione di un apposito fondo per finanziare misure specifiche, indirizzate a sostenere la liquidità, a coprire gli oneri creditizi e a promuovere il prodotto nazionale.

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Stop al lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle 16:00 nei settori agricolo, florovivaistico, edile e nei piazzali della logistica: l’ordinanza

In data 12 giugno 2026 il Presidente della Regione Siciliana ha emanato l’Ordinanza n. 01, che si allega alla presente, recante disposizioni urgenti in materia di igiene e sanità pubblica per le attività lavorative svolte in condizioni di esposizione prolungata al caldo e alla radiazione solare, tra cui il settore agricolo e florovivaistico.

L’Ordinanza dispone, con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2026 (salvo successivi provvedimenti):

– il divieto di svolgimento dell’attività lavorativa all’aperto, su tutto il territorio siciliano, dalle ore 12:30 alle ore 16:00;


– il divieto si applica nei giorni e nelle aree in cui la mappa di rischio pubblicata sul sito www.worklimate.it (sezione “lavoratori esposti al sole” – “attività fisica intensa”, ore 12:00) segnali un livello di rischio “ALTO”;

– resta comunque fermo l’obbligo per i datori di lavoro di adottare idonee misure organizzative e operative, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, per ricondurre il rischio da esposizione alle alte temperature a un livello accettabile, anche al di fuori della fascia oraria e dei giorni di divieto;

– l’inosservanza del provvedimento è punita ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale, salvo che il fatto non costituisca più grave reato.
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NGT, battaglia storica di Confagricoltura: voto fondamentale per aumentare la competitività dell’agricoltura

Il voto di oggi dell’Europarlamento, che ha approvato definitivamente il Regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche, segna l’avvio di una nuova fase per l’agricoltura europea, ma allo stesso tempo è un traguardo rispetto a una battaglia che Confagricoltura da sempre ha portato avanti e che ha visto l’Italia e le sue istituzioni avere un ruolo decisivo in questo processo.

Confagricoltura commenta così l’approvazione definitiva del Regolamento che permetterà di aumentare la competitività del settore primario europeo, che oggi sconta un ritardo rispetto ad altri Paesi in cui le nuove tecniche genomiche sono già utilizzate.

Il testo finale recepisce diversi elementi che la Confederazione ha sostenuto nel corso del confronto istituzionale europeo.  In primo luogo, viene riconosciuta la specificità delle piante NGT-1, considerate equivalenti alle varietà ottenute con tecniche convenzionali. Per queste varietà non viene introdotto alcun obbligo di etichettatura degli alimenti derivati, evitando oneri sproporzionati e possibili effetti distorsivi sul mercato.

Permangono tuttavia alcuni elementi che Confagricoltura aveva contestato durante il negoziato. In particolare, il Regolamento mantiene la possibilità per gli Stati membri di vietare sul proprio territorio la coltivazione delle piante NGT-2 (cosiddetto opt-out nazionale), una scelta che rischia di frammentare il mercato interno e di limitare l’accesso uniforme all’innovazione all’interno dell’Unione europea.

Infine, il testo legislativo introduce un chiarimento per il settore biologico, secondo cui la presenza accidentale e non intenzionale di materiale NGT-1 non comporta sanzioni o responsabilità per gli operatori. Si tratta di una previsione importante per garantire certezza giuridica agli agricoltori e favorire la coesistenza tra diversi modelli produttivi.

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