Olivicoltura vicina al collasso. Confagricoltura: a poche settimane dalla nuova campagna, rischio crisi senza precedenti

A poche settimane dall’avvio della nuova campagna olearia, il comparto olivicolo italiano vive una delle crisi più gravi della sua storia recente. Confagricoltura segnala, infatti, che le transazioni di olio extravergine di oliva italiano sono pressoché ferme, mentre le giacenze restano elevate e i prezzi riconosciuti alle imprese compressi. Inoltre, i costi di produzione, trasformazione, stoccaggio e finanziamento, rimangono insostenibilmente elevati.

In questo contesto di assoluta emergenza, Confagricoltura Unapol e Assofrantoi, rinnovano la richiesta di attivare con urgenza misure straordinarie per dare risposte capaci di garantire liquidità, sostenere il credito, alleggerire il peso finanziario delle aziende e consentire loro di affrontare la prossima campagna.

LEGGI L’ELENCO DELLE RICHIESTE DI CONFAGRICOLTURA, UNAPOL E ASSOFRANTOI

La situazione è ormai arrivata a un punto di non ritorno. Bene hanno fatto le Regioni Puglia e Calabria a richiedere il riconoscimento dello stato di crisi del comparto. Molti frantoi operano con i depositi ancora pieni e con gravi difficoltà di accesso al credito.

Sono tanti i produttori che si interrogano sulla possibilità stessa di raccogliere le olive, non essendovi la certezza di poter collocare il prodotto sul mercato né di coprire i costi di produzione.

Il rischio concreto è che la prossima raccolta si trasformi in una crisi senza precedenti, con pesanti ripercussioni economiche e occupazionali lungo tutta la filiera.

L’olivicoltura italiana rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale del Paese. Lasciare sole le aziende, in questo momento, significa mettere a rischio anche le decine di migliaia di posti di lavoro del comparto, uno dei simboli più rappresentativi del Made in Italy agroalimentare.

Confagricoltura Unapol e Assofrantoi auspicano che nelle prossime settimane arriveranno interventi concreti e tempestivi.

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Sì della Camera al Coltivaitalia, Confagricoltura: previsto 1 miliardo a sostegno del settore agricolo. Adesso, subito il voto definitivo in Senato

Confagricoltura commenta positivamente l’approvazione alla Camera del disegno di legge Coltivaitalia. Grazie all’impegno del ministro, Francesco Lollobrigida, il provvedimento recupera 1 miliardo di euro da destinare al settore primario e alle produzioni più strategiche per l’intero sistema economico italiano.

Per la Confederazione si tratta di risorse importanti, che arrivano in una fase molto delicata per l’intera produzione agricola, da tempo alle prese con aumenti dei costi di produzione (acqua, fitofarmaci, energia), cambiamenti climatici che assediano le rese delle colture e contesti di mercato internazionali sempre più complessi e sfidanti.

L’approvazione del disegno di legge alla Camera con 150 sì, nessuno no e 97 astenuti, esprime un’importante vicinanza del mondo politico al settore primario. Una vicinanza che, adesso, Confagricoltura auspica venga espressa anche nel passaggio definitivo del DDL in Senato, così da permettere alle aziende di poter contare sulla disponibilità di queste risorse già dall’inizio del 2027.

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Ortofrutta, Confagricoltura: urgono sostegni alle imprese contro danni provocati da grandine e dal protrarsi delle alte temperature

Confagricoltura lancia l’allarme per le difficoltà che il settore ortofrutticolo sta vivendo a causa dei danni derivanti dal cambiamento climatico e dal continuo incremento dei costi di produzione. Il rischio è che nonostante gli standard qualitativi assolutamente elevati, l’incremento dei costi, la riduzione delle rese e il calo dei prezzi all’origine per numerosi prodotti, portino ad un’ulteriore riduzione degli esigui margini aziendali.

“I territori più vocati stanno facendo i conti con alte temperature che mettono a dura prova le produzioni, ma anche con violente grandinate, che hanno colpito in maniera rilevante colture e strutture aziendali”, dice Michele Ponso, presidente della Federazione Nazionale Frutticoltura di Confagricoltura. “A ciò si aggiunge il pesante aumento dei costi energetici che impatta sul maggior fabbisogno irriguo, su tutte le fasi di lavorazione a partire dalle concimazioni, sullo stoccaggio, sugli imballaggi e sul trasporto”.

“Oltre alle avversità climatiche e all’aumento dei costi, le aziende continuano a vivere la cronica difficoltà di reperimento della manodopera. Compresa quella specializzata”, commenta il presidente della Federazione Nazionale Orticola, Massimiliano Del Core . “Per continuare ad operare in maniera eccellente in questo composito scenario di pesanti criticità, i nostri imprenditori hanno dunque bisogno di misure di sostegno adeguate e di semplificazione dei processi burocratici per la ricerca di personale”.

La richiesta della Confederazione è di interventi emergenziali che comprendano sostegni alle produzioni danneggiate, ma anche un piano di ripristino degli impianti e delle strutture di protezione compromesse dalle violente grandinate e più in generale, l’attivazione di misure straordinarie in favore del comparto ortofrutticolo.

Su Emilia Romagna, Veneto, Marche, Piemonte e Lombardia, il clima alterna lunghi periodi di caldo estremo con violenti fenomeni atmosferici. Tante le grandinate con ingenti danni agli impianti e alle colture. Per pesche, nettarine, albicocche, susine, pere, mele, kiwi, zucche, zucchine e pomodori, le alte e prolungate temperature provocano forte stress idrico rischiando di comprometterne i normali processi fisiologici, a partire dalla fotosintesi. Inoltre, l’alternarsi di precipitazioni violente ed elevate temperature sta favorendo la proliferazione di parassiti e malattie fungine.

Nel 2025 l’ortofrutta italiana si è attestata sui 18 miliardi di euro di valore. Il settore, che rappresenta più di 1/4 della produzione agricola complessiva e la metà del valore delle produzioni vegetali nazionali, si  conferma (tra ortofrutta fresca e trasformata) anche il primo dell’export agricolo nazionale con 13 miliardi di euro. In crescita di quasi il 6% su base annua e pari al 18% del totale dell’export agroalimentare.

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Alloggi braccianti agricoli, Confagricoltura: bene lo stanziamento di 150 milioni in CdM, ma non usare risorse PNRR è un’occasione mancata

Confagricoltura accoglie positivamente l’approvazione in Consiglio dei ministri del provvedimento per il superamento degli insediamenti abusivi e il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura.

Lo stanziamento di 150 milioni di euro, inserito nel nuovo Piano Casa, è un passo in avanti importante verso la risoluzione del problema degli alloggi, uno dei principali per i lavoratori agricoli.

Per Confagricoltura, però, poteva essere fatto un ulteriore passo in avanti impegnando nel progetto le risorse residue del PNRR (Missione 5, Componente 2) destinate proprio al superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura.

“L’impiego delle risorse residue del Pnrr, come da noi suggerito, avrebbe dato ulteriore forza al fondo”, commenta il vicepresidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza. “Tali risorse avrebbero permesso una maggiore programmazione degli interventi di recupero di fabbricati rurali e di edifici già esistenti, al fine di adibirli ad alloggi per i lavoratori agricoli stagionali. Dando vita, così, ad un efficace strumento di prevenzione contro il triste fenomeno dello sfruttamento e del caporalato”.

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Agriturist-Confagricoltura: agosto traina l’estate della vacanza in campagna, luglio positivo e settembre già promettente

Un luglio che ha confermato la forte attrattività delle vacanze in campagna, un agosto che si annuncia tra i migliori degli ultimi anni e un settembre che registra già segnali incoraggianti nelle prenotazioni. È un’estate all’insegna dell’ottimismo per gli agriturismi italiani, sostenuti da una domanda che continua a premiare la qualità dell’accoglienza rurale, la varietà delle esperienze offerte e la valorizzazione delle eccellenze locali.

Dalle colline alle zone montane, fino alle campagne vicine ai borghi d’arte e in prossimità del mare, il turismo esperienziale si conferma una delle formule più apprezzate da italiani e stranieri in cerca di relax, contatto con la natura e buona cucina.

“Le prenotazioni registrate finora ci restituiscono un quadro positivo e confermano la solidità dell’attrattività degli agriturismi italiani – dichiara Augusto Congionti, presidente di Agriturist -. È il riconoscimento del lavoro svolto dagli agriturismi nel proporre un’accoglienza di qualità, con servizi sempre più in linea con le aspettative di chi cerca benessere, sostenibilità e ama scoprire le tradizioni locali. Non a caso, l’80% degli ospiti indica proprio questi elementi tra le principali motivazioni di scelta”.

Quest’anno le rilevazioni dell’associazione di Confagricoltura indicano infatti una buona performance delle strutture diffuse nel Paese, con una domanda orientata verso soggiorni che integrano ospitalità, eventi culturali o musicali nei borghi limitrofi (27%), visite in cantina e nei caseifici con degustazioni guidate (25%), escursioni (18%), attività per bambini, sport come trekking, cicloturismo e ippoturismo. Una tendenza che potrebbe estendersi oltre l’alta stagione, come dimostrano le richieste già pervenute per settembre. A influire sulle scelte dei turisti è anche il caldo sempre più intenso, che favorisce soggiorni in collina e montagna e una maggiore propensione a viaggiare fuori dai periodi di picco, che influenzano anche le scelte delle destinazioni.

Già da luglio si registra un aumento delle prenotazioni nelle aree collinari e montane, che si confermano tra le mete preferite anche per il pranzo di Ferragosto.

Da un’indagine a campione, Agriturist osserva come quest’anno Veneto, Friuli, Liguria, Toscana e Umbria siano le destinazioni agrituristiche con le migliori prospettive, seguite da PiemonteLombardia, Emilia-Romagna, Abruzzo, Lazio, Marche, Campania, Sicilia e Sardegna, con oltre il 65% di ospiti stranieri (principalmente coppie e famiglie con bambini).

Agriturist in questi giorni sta seguendo con attenzione la messa in atto dei provvedimenti in materia di sicurezza delle piscine, un tema particolarmente rilevante per le molte aziende agrituristiche che offrono questo servizio ai propri ospiti: “La sicurezza delle persone nelle nostre strutture è e resta una priorità assoluta – sottolinea il presidente Congionti – Per questo chiediamo che l’applicazione delle nuove norme sia accompagnata da tempi di adeguamento compatibili con l’operatività delle imprese, soprattutto in una fase delicata come questa, in cui gli agriturismi sono impegnati a pieno regime nell’accoglienza estiva”.

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CAA Confagricoltura, confermato il CdA: Thurn Valsassina presidente, Diomeda consigliere delegato

E’ stato integralmente confermato per il triennio 2026/2029 il consiglio di amministrazione del CAA (Centro Assistenza Agricola) Confagricoltura Srl. L’assemblea dei soci (che comprende Confagricoltura, ANPA e FIIAF) ha rinnovato al vertice Philip Thurn Valsassina nel ruolo di presidente e i consiglieri Roberto Abellonio, Giuseppe Adducci, Mauro D’Arcangeli, Vito Antonio Diomeda, Natale Giuseppe Gentile, Vincenzo Villani, avendone apprezzato i risultati ottenuti nel triennio appena terminato.

Il neoconfermato CdA ha quindi proceduto alla nomina del consigliere delegato, nella persona di Vito Antonio Diomeda, che dovrà occuparsi in prima persona della gestione del CAA e delle numerose funzioni connesse.

Il CAA è il vertice nazionale di un sistema che comprende in Italia 51 sedi convenzionate provinciali e 5 centri regionali coordinati, istituito dal legislatore oltre venti anni fa per assicurare l’assistenza operativa alle imprese agricole quale interfaccia con AGEA, Agricat, AGECONTROL e le Regioni.

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Agricoltura sociale: apre il bando nazionale di Confagricoltura, Senior L’Età della Saggezza ETS e Reale Foundation

Si è aperta ieri, mercoledì 22 luglio, l’undicesima edizione di “Coltiviamo agricoltura sociale”, il bando ideato da Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza ETS e Reale Foundation, in collaborazione con la Rete Fattorie Sociali, che premia i migliori progetti di agricoltura sociale in Italia.

Due le sezioni previste. In quella ordinaria verranno erogati tre premi da 40.000 euro ciascuno. Oltre ai contributi in denaro, a ogni vincitore sarà assegnata una borsa di studio per la frequenza all’edizione 2027 del Master di Agricoltura Sociale presso l’Università di Roma Tor Vergata.

Nella sezione speciale verrà erogato un premio da 20.000 euro per un progetto dedicato alla gestione e riqualificazione del verde pubblico. Potranno partecipare anche gli enti del terzo settore non agricoli, purché attivi in questo ambito.

Tutti i progetti vincitori dovranno essere realizzati entro il 31 ottobre 2027.

Obiettivo del bando è favorire le attività che l’agricoltura realizza in ambito sociale a vantaggio di individui, famiglie e piccole comunità in condizioni di bisogno e che necessitano di sostegno.

Con questa iniziativa, Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza ETS e Reale Foundation promuovono e valorizzano le attività delle aziende agricole e delle cooperative sociali, con particolare riferimento alla solidarietà tra le generazioni, all’assistenza sociale e sociosanitaria dei gruppi svantaggiati, alla tutela dei diritti civili e all’inclusione di chi vive nelle aree rurali.

L’undicesima edizione consecutiva del bando conferma questo impegno e testimonia un investimento che va oltre il sostegno economico: l’azienda che pratica l’agricoltura sociale si confronta con la dimensione etica d’impresa e si responsabilizza nei confronti del territorio, proponendosi come risposta concreta ai bisogni della collettività.

Al bando 2026 possono partecipare imprese agricole e cooperative sociali, anche in associazione con altri attori del terzo settore, purché il progetto preveda come capofila un imprenditore agricolo oppure una cooperativa sociale che svolga attività agricole.

progetti dovranno essere presentati entro il 26 ottobre 2026, sia via e-mail a coltiviamoagricolturasociale@confagricoltura.it sia con raccomandata A/R a Confagricoltura – Agricoltura Sociale – Corso Vittorio Emanuele II, 101 – 00186 Roma.

La giuria valuterà tutti i progetti pervenuti entro la fine dell’anno. I vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia a Roma, a Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura.

Info: www.coltiviamoagricolturasociale.it.

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Olio, Confagricoltura: bene i controlli. Valorizzare il prodotto italiano e garantire liquidità alle imprese

Favorire la liquidità delle imprese e insistere sulla valorizzazione del prodotto italiano in Italia e all’estero promuovendone il consumo e contribuendo concretamente alla ripresa del mercato.

Queste le principali direttrici proposte dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al tavolo di settore convocato ieri al Masaf, nell’ambito delle riunioni indette per affrontare la crisi del comparto olio.

Sul fronte economico, Confagricoltura ha ribadito la necessità di strumenti di accesso e sostegno al credito per le imprese, attivando misure fiscali utili alla liquidità aziendale e alla tenuta economica del settore.

L’olio di oliva italiano resta in difficoltà, soprattutto a causa di fattori esterni che frenano il mercato. Il prodotto fatica a trovare un’adeguata collocazione, con ricadute sempre più pesanti sulla tenuta economica delle aziende olivicole.

“Bene l’impegno del governo e l’attività di controllo per le verifiche sulle importazioni e sulle miscele comunitarie ed extracomunitarie, come avevamo sollecitato, perché – ha ribadito Giansanti – è importante garantire trasparenza nei confronti del consumatore”.

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Suini: PSA e aumento dei costi fanno chiudere le aziende

Persi oltre 5mila impianti in cinque anni. Confagricoltura: necessari interventi per sostenere il settore

Il contesto internazionale e la Peste Suina Africana (PSA) stanno colpendo il settore suinicolo italiano ed europeo alle sue fondamenta, erodendo la redditività delle aziende. Confagricoltura fa luce sul comparto, a oltre quattro anni dalla diffusione nazionale della PSA che tutt’oggi mina l’export extra UE di prodotti suinicoli causando blocchi sanitari e l’incremento delle tariffe doganali.

Molti i mercati importanti per l’Italia attualmente chiusi a causa della malattia. Tra questi Giappone, Thailandia e Cina, con cui Confagricoltura chiede di intensificare gli sforzi diplomatici per accordi bilaterali che contemplino il principio di regionalizzazione già sperimentato in altri Paesi Ue.

Il comparto suinicolo si trova anche ad affrontare gli effetti del conflitto mediorientale, in particolare l’incremento dei costi di produzione, soprattutto quelli legati a mangimi, energia, carburanti e servizi.

Preoccupano i contenuti della direttiva sulle emissioni industriali che, così come modificata, creerà molte problematiche soprattutto alle aziende meno strutturate e di minore dimensione.

Oggi in Italia ci sono circa 25mila allevamenti suinicoli, 5.200 in meno rispetto al 2021, con un calo del 17% (fonte: Ismea, 2026). Per Confagricoltura è necessario quindi mettere al sicuro la continuità finanziaria delle aziende attive con sostegni agli investimenti avviati e ai costi di gestione.

Sul fronte della PSA, la Confederazione ritiene positiva la scelta del Masaf di richiedere alla Commissione europea di attingere al Fondo UE di crisi per contribuire ai ristori da riconoscere alle aziende colpite indirettamente dalle restrizioni sanitarie con la forte riduzione dei prezzi di vendita.

Palazzo della Valle auspica anche il miglioramento della gestione della popolazione dei cinghiali selvatici, principale vettore della Peste Suina Africana e responsabile tra il 2015 e il 2023 di danni al settore primario per 171 milioni di euro. Una gestione che deve comprendere piani di contenimento e il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti suinicoli da finanziare anche con i piani di Sviluppo Rurale.

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Allarme cereali: produciamo in perdita e ci allontaniamo dall’autoapprovvigionamento

Sul grano duro i numeri sono preoccupanti. Le quotazioni della CUN per il frumento duro di qualità superiore sono oggi inferiori a 300 euro per tonnellata: al di sotto dei costi medi di produzione. Allarme da Palazzo della Valle: chi raccoglie grano duro quest’estate lo fa in perdita.

Il Centro Studi di Confagricoltura evidenzia un dato ancora più preoccupante, che va oltre la crisi congiunturale. Dal 2012 al 2025, le superfici coltivate a grano duro in Italia si sono ridotte del 10%. Il tasso di autoapprovvigionamento è sceso dal 78% al 56,5%. Oggi, per raggiungere l’autosufficienza mancherebbero oltre 880mila ettari. L’Italia dipende dall’estero per quasi la metà del grano duro che trasforma in pasta e questa dipendenza cresce ogni anno, con margini in contrazione per i cerealicoltori, o addirittura in perdita. Confagricoltura afferma che non si tratta di una crisi di mercato, ma di una crisi di sovranità produttiva.

Basandoci sulle stime a disposizione, a livello mondiale è previsto, per il 2026, un aumento dell’offerta di grano duro. Di conseguenza, le scorte globali cresceranno. Tuttavia, auspichiamo che la qualità della materia prima nazionale porti a un incremento delle quotazioni con una valorizzazione della pasta sui mercati italiani ed esteri.

La Confederazione non intende incentivare polemiche sullo strumento di rilevazione dei prezzi (la CUN), quanto piuttosto promuovere una strategia di filiera che inverta la tendenza strutturale alla riduzione delle superfici coltivate e riporti il tasso di autoapprovvigionamento sopra una soglia di sicurezza, garantendo un reddito ai nostri agricoltori.

Il 15 luglio, durante l’Assemblea estiva dell’associazione, Confagricoltura porterà questi dati e alcune proposte al ministro Lollobrigida. L’obiettivo è sedare lamentele sterili e puntare a risposte concrete che convergano su una visione di lungo periodo per la filiera del grano duro italiano.

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