Autotrasporto, revocati i blocchi in Sicilia. Confagricoltura Ragusa ringrazia la Prefettura per l’ascolto e la disponibilità

In Sicilia la situazione dei blocchi dell’autotrasporto è sostanzialmente rientrata. Nella notte, al termine di un tavolo in Prefettura a Catania, è stata concordata la revoca dei presidi ancora attivi sulle strade e nei porti dell’Isola.

Confagricoltura Ragusa ringrazia la Prefettura di Ragusa, nella persona di S.E. il Prefetto, Dott.ssa Tania Giallongo, per la tempestività con cui ha ascoltato le ragioni degli imprenditori agricoli e per la disponibilità ad accogliere la richiesta dell’Organizzazione di scortare fino ai porti d’imbarco i camion carichi di merce deperibile. Fortunatamente non è stato necessario farvi ricorso.

“Adesso la priorità è recuperare i clienti che in questi giorni hanno dovuto rivolgersi altrove. Il caro gasolio, all’origine della protesta, pesa sull’autotrasporto come sull’agricoltura: le misure annunciate dal Governo dovranno dare risposte a entrambi i settori”, afferma Confagricoltura Ragusa.

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Dallo smartphone al campo: a Modica la giornata formativa del CAA Confagricoltura Ragusa su AgriFoto

Domenica 18 ottobre l’azienda agricola Vilardo Rosaria, a Modica, ha ospitato una giornata formativa dedicata ad AgriFoto. È l’applicazione di AGEA che consente agli agricoltori di scattare foto georeferenziate dei propri terreni e di documentare così, direttamente dal campo, quanto dichiarato nella domanda PAC.

L’iniziativa, promossa dal CAA Confagricoltura Ragusa con la supervisione del dottore agronomo Luca La Licata, ha riunito i responsabili e gli operatori degli uffici della provincia.

Dopo una prima parte sulle funzionalità dell’applicazione, la mattinata si è spostata in campo per una dimostrazione pratica. Provata nella versione per iPhone, AgriFoto ha funzionato senza alcuna difficoltà.

All’incontro di domenica seguiranno altri appuntamenti nelle sedi della provincia, questa volta rivolti direttamente alle aziende. Il CAA considera irrinunciabile la formazione continua svolta a contatto con le imprese: è così che chi lavora la terra può stare al passo con strumenti digitali che cambiano rapidamente.

Il programma si è chiuso a tavola, in un agriturismo della zona, tra i sapori del territorio. Un ringraziamento va all’azienda agricola Vilardo Rosaria per l’ospitalità.

Nella foto, gli operatori degli Ragusa.

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Blocchi dei trasporti, agricoltura allo stremo: a rischio imprese, occupazione e sicurezza alimentare

Confagricoltura: Non possiamo più permetterci di distruggere cibo e reddito. Ripristinare immediatamente la normalità

I blocchi degli autotrasportatori, ancora in corso in numerose regioni del Sud Italia, stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole, con danni economici che rischiano di diventare irreversibili.

Numerosi produttori sono costretti a distruggere insalate, zucchine, melanzane, pomodori e altri ortaggi e frutta di stagione. Nelle stalle il latte resta fermo per giorni, senza essere ritirato e conferito ai caseifici. In alcuni casi, i produttori sono costretti a destinarlo all’alimentazione degli animali, svalutando completamente un prodotto che dovrebbe generare reddito. I prodotti freschi sono altamente deperibili e non si può attendere un giorno di più.

Sono a rischio il reddito delle imprese agricole, la tenuta occupazionale e il futuro di interi territori. E se i prodotti italiani non arrivano ai supermercati, a pagare sono anche i consumatori, con ripercussioni sulla disponibilità e sui prezzi degli alimenti.

Tuttavia, non si tratta soltanto di un’emergenza agricola, ma di un problema per l’economia del Paese. Mentre le aziende italiane perdono le proprie produzioni, i concorrenti stranieri sono pronti a occupare gli spazi vuoti sugli scaffali. Quote di mercato conquistate con anni di lavoro rischiano così di essere cedute alla concorrenza estera, con conseguenze che potrebbero protrarsi ben oltre la fine dei blocchi.

Non solo. Chi produce cibo non produce una merce qualsiasi: garantisce la sicurezza alimentare di tutti.

Confagricoltura chiede alle istituzioni interventi urgenti per ripristinare la regolarità dei trasporti così da tornare al più presto alla normalità: per gli agricoltori, già vessati dagli effetti del clima e dal caro carburante, e per i consumatori.

Siamo di fronte a una paralisi che mette a rischio l’interesse collettivo. Ogni giorno perso significa altro cibo distrutto, altro reddito bruciato e nuove opportunità regalate ai produttori stranieri. Il tempo è scaduto: servono risposte immediate, prima che i danni diventino irreparabili.

 

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Blocco autotrasporti, Confagricoltura Ragusa al tavolo in Prefettura: garantire il transito per le derrate deperibili fino ai porti d’imbarco

Confagricoltura Ragusa ha partecipato questa mattina, con il presidente Antonino Pirrè, il direttore Giovanni Scucces e Roberto Giadone, componente del consiglio direttivo, al tavolo sull’autotrasporto convocato da S.E. il Prefetto di Ragusa, Dott.ssa Tania Giallongo, al quale l’Organizzazione aveva chiesto ieri un incontro urgente. Presenti, tra gli altri, rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria, imprese di trasporto e Forze dell’ordine.

L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ragusani ringrazia il Prefetto per la rapidità con cui ha riunito le parti e per l’ascolto riservato agli operatori. Dalla discussione è emerso che il perdurare del blocco sta conducendo a risultati che peggiorano la situazione: la merce resta nei magazzini e gli operai sono a casa senza stipendio.

La revoca del fermo annunciata in Sicilia, da sola, non basta a sbloccare le spedizioni. In alcuni punti dell’Isola i presidi restano attivi e per raggiungere i mercati del Centro e del Nord i camion devono attraversare regioni in cui la protesta prosegue: nessuno mette in viaggio un carico deperibile senza la certezza di arrivare.

Per questo Confagricoltura Ragusa ha chiesto, insieme alle altre organizzazioni presenti, che lo Stato garantisca il transito dei mezzi carichi di prodotto fresco fino ai porti da cui la merce può proseguire via mare, con un raccordo tra le prefetture lungo il tragitto. Ha proposto inoltre che le decisioni vengano rese note con una comunicazione ufficiale: in giorni in cui circolano notizie contraddittorie, una fonte certa consente alle aziende di programmare le spedizioni e toglie spazio alle voci.

“Le ragioni degli autotrasportatori le abbiamo riconosciute dal primo giorno. Il caro gasolio lo paghiamo anche noi, nelle tariffe di trasporto che si adeguano ogni mese al prezzo del carburante. Una protesta, però, ha senso quando ha un inizio e una fine certi”, afferma Confagricoltura Ragusa.

“I camion fermi pesano su tutti, ma di più su chi produce beni deperibili. Gli ordini vengono revocati e a perdere mercati è la Sicilia: i clienti esteri rischiano di non fidarsi più di aziende abituate a rispettare i programmi di consegna. Il Governo ha preso impegni che deve onorare senza ritardi e il confronto proseguirà il 27 ottobre. Fino ad allora, chi vuole lavorare deve poterlo fare”.

Confagricoltura Ragusa attende ora le determinazioni della Prefettura e resta a disposizione per ogni ulteriore passaggio.

Ragusa, 21 ottobre 2026

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Fermo dell’autotrasporto, Confagricoltura Ragusa scrive al Prefetto: “Ogni giorno di attesa significa merce perduta e lavoratori mandati a casa

Chiesta la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura. A rischio l’ortofrutta già confezionata e la raccolta del latte nelle stalle

Confagricoltura Ragusa ha chiesto in data odierna a S.E. il Prefetto di Ragusa, Dott.ssa Tania Giallongo, la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura sulle conseguenze che il fermo dell’autotrasporto, in atto dal 16 ottobre, sta producendo sulle aziende agricole iblee.

L’Organizzazione riconosce la fondatezza delle ragioni degli autotrasportatori: il caro gasolio e i costi di attraversamento dello Stretto gravano sulle imprese di trasporto come gravano su quelle agricole. Il conto del blocco, però, lo sta pagando un terzo soggetto, l’agricoltura, che in quella vertenza non ha parte né potere di risolverla.

La fascia trasformata iblea lavora un prodotto raccolto, confezionato e spedito nell’arco della stessa giornata. Con i mezzi fermi nei piazzali e i semirimorchi non ritirati negli scali portuali, la merce resta nelle celle e, superata la soglia di conservazione, esce dal mercato. Si sono fermati anche i flussi in entrata di imballaggi, piantine e mezzi tecnici, con effetti che si scaricheranno sulla campagna dei prossimi mesi. Nelle ultime ore diverse aziende associate hanno comunicato che saranno costrette a sospendere le lavorazioni, a interrompere i rapporti di lavoro di centinaia di operai, in larga parte stagionali, e ad avviare allo smaltimento tonnellate di prodotto già confezionato.

Sul fronte lattiero-caseario i margini sono ancora più stretti. La mungitura è quotidiana e il latte si conserva in cisterna aziendale non oltre un paio di giorni. Dalla filiera arriva la segnalazione che, se i presidi non si sbloccano in serata, già da domani la raccolta nelle stalle rischia di fermarsi: il latte non ritirato andrebbe smaltito giorno per giorno, interamente a carico degli allevatori.

Il fermo non pesa allo stesso modo lungo la penisola, osserva Confagricoltura Ragusa. La protesta è concentrata nel Mezzogiorno e colpisce i territori che già scontano la distanza dai mercati di sbocco e i costi dell’insularità. Al Nord gli effetti si avvertono in misura sensibilmente minore, e questo spiega perché sul piano nazionale la vertenza venga letta come un disagio circoscritto, mentre qui ha assunto i caratteri di una crisi di settore».

Al tavolo chiesto in Prefettura l’Organizzazione porta tre richieste: la circolazione dei mezzi frigo e delle merci deperibili nelle due direzioni, in uscita verso i mercati nazionali ed esteri e in entrata per la raccolta del latte nelle stalle; il ritiro dei semirimorchi carichi fermi negli scali portuali dell’Isola; misure per prevenire tensioni nei piazzali e lungo le direttrici di collegamento. Il confronto convocato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è fissato al 27 ottobre, oltre i tempi che il prodotto fresco può sopportare.

“La nostra richiesta non si pone in contrapposizione alla protesta”, precisa Confagricoltura Ragusa. “Chiediamo che l’esercizio di un diritto non si traduca nella distruzione di prodotto e di posti di lavoro in un territorio che su questa filiera fonda la propria economia”.

Ragusa, 20 ottobre 2026

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Fermo autotrasporti, Confagricoltura Sicilia: “Le ragioni sono giuste, il blocco no. Con i camion fermi l’uva e l’ortofrutta restano in magazzino”

Confagricoltura Sicilia non condivide il fermo dell’autotrasporto proclamato dal 16 al 22 ottobre, pur riconoscendo la fondatezza delle ragioni della protesta.

Quelle ragioni, del resto, sono le stesse che l’organizzazione porta da mesi ai tavoli istituzionali. Ciò che Confagricoltura Sicilia non condivide è il metodo: un blocco di sei giorni non produce alcun effetto sui bilanci dei governi, mentre i suoi costi ricadono per intero sulle aziende agricole, che di margini da erodere non ne hanno più.

I numeri trasmessi dalle aziende associate danno la misura di quanto è accaduto. Le tariffe dei vettori seguono il prezzo medio mensile del gasolio rilevato dal Ministero dell’ambiente e salgono di pari passo con il carburante: a gennaio, con il gasolio a 1,666 euro al litro, l’adeguamento era del 3 per cento; a settembre, a 2,248 euro, è arrivato al 22.

Diciannove punti in nove mesi, che si traducono in un viaggio che oggi costa oltre il 18 per cento in più.

Si tratta di aumenti che le aziende agricole hanno assorbito una volta dopo l’altra, sommandoli a quelli del gasolio, dei fertilizzanti e dell’energia, sopportando poi il caldo dei mesi scorsi, che ha tagliato rese e qualità in tutta l’Isola. Proprio adesso, però, l’uva e l’ortofrutta sono pronte per essere commercializzate: se i camion si fermano per una settimana, gli ordini non partono e la merce resta a marcire in magazzino.

Le piattaforme commerciali, intanto, non restano sguarnite: a rifornirle arriva il prodotto di altre regioni, dove nessun fermo è stato proclamato, o quello importato dall’estero. È un danno che il comparto si infliggerebbe da solo, cedendo in piena campagna di commercializzazione uno spazio di mercato che non si riconquista con la stessa rapidità con cui si perde.

Per questo Confagricoltura Sicilia conferma la propria linea, che consiste nel portare le istanze degli agricoltori nei luoghi in cui si assumono le decisioni, attraverso interlocuzione diretta con il governo regionale e con quello nazionale.

È il metodo che ha già prodotto risultati concreti: l’aumento fino al 30 per cento delle assegnazioni di gasolio agricolo agevolato è nato da una richiesta puntuale all’assessorato all’Agricoltura, non da un blocco stradale.

Con lo stesso approccio l’organizzazione sta seguendo gli stanziamenti in discussione all’Ars su gasolio agricolo e cerealicoltura, la proroga del credito d’imposta sul carburante e il nodo irrisolto dei costi dell’insularità.

Su questi temi l’Organizzazione di rappresentanza degli imprenditori agricoli siciliani non arretrerà di un passo e continuerà a proporre interventi concreti, con la stessa determinazione di sempre, nella convinzione che sia questa la strada che produce risultati.

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Giansanti (Confagricoltura): da Meloni segnale importante a tutela dell’agricoltura

“Le parole del presidente del Consiglio Giorgia Meloni relative al fatto che l’Italia ‘non accetterà un bilancio che ridimensioni PAC, pesca e coesione’ sono estremamente importanti per tutti gli agricoltori.

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, commenta così l’intervento della premier in Senato in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani.

“Ribadire con forza che l’agricoltura e la pesca riguardano la nostra sicurezza alimentare ‘che è una componente essenziale dell’autonomia strategica europea’ – aggiunge Giansanti – non è soltanto un richiamo ai fondamenti dell’Europa, ma anche un impegno che il nostro Paese si prende per tutelare queste priorità fondamentali e attuare le misure concrete per il settore.

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Benessere animale in allevamento, il 29 ottobre l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia incontra gli allevatori presso Confagricoltura Ragusa

Appuntamento alle 10:30 in via Spampinato 4. Al centro igiene delle produzioni, benessere degli animali da reddito e biosicurezza negli allevamenti.

Giovedì 29 ottobre, alle 10:30, la sede di Confagricoltura Ragusa ospita l’incontro di informazione per gli stakeholder “Il benessere animale in allevamento”. L’iniziativa è dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri” (IZS Sicilia), diretto dalla prof.ssa Francesca Di Gaudio, e rientra nel progetto obiettivo IZSSI 1.4.1.

Al centro del confronto con gli allevatori ci sono l’igiene delle produzioni, il benessere degli animali da reddito e la biosicurezza negli allevamenti.

Il punto di partenza lo indica l’Istituto: benessere e sanità animale sono strumenti cruciali per l’Unione europea nel controllo delle filiere, ai fini della sicurezza alimentare. Per questo i programmi di assicurazione della qualità nelle aziende zootecniche non possono prescindere dalla tutela del benessere animale, né dai futuri programmi europei di etichettatura “Welfare Friendly”, che riconoscono a questo requisito un valore aggiunto nel prezzo di vendita dei prodotti alimentari di origine animale.

È su questo terreno che l’IZS Sicilia incontra gli allevatori, a supporto di percorsi comuni. Confagricoltura Ragusa ospita l’appuntamento e invita le aziende zootecniche associate a partecipare.

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Giansanti (Confagricoltura): il taglio della PAC svantaggia le imprese e la competitività dell’UE

“La proposta della Presidenza irlandese del Consiglio Ue conferma oggi il taglio alla PAC del 20% già presente nel primo disegno della Commissione. Non è quello che ci aspettavamo. Non si tratta di un buon risultato, in un momento in cui l’agricoltura è saldamente collegata alla sicurezza dell’Unione. Non smettiamo di ribadirlo: il cibo è potere. Non destinare risorse economiche alla produzione di cibo è una decisione politica che svantaggia le imprese, il settore, i cittadini europei e la competitività dell’Europa nel mondo. E che minaccia la nostra sicurezza”.

Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, commenta la bozza negoziale definita “nego box” circolata dalla presidenza irlandese del Consiglio Ue.

“Rispetto alla prima proposta della presidente Von der Leyen, – aggiunge – ci aspettavamo l’aggiunta del Rural target, l’anticipo dei due terzi dei fondi dell’agricoltura e della coesione, nonché il conteggio dell’inflazione. L’attuale “nego box” è molto distante da questo scenario. Insieme al COPA porteremo avanti un’azione oppositiva. Difendere la PAC significa difendere l’Unione Europea”.

“In quest’ottica – conclude Giansanti – sottolineiamo l’azione positiva del presidente del Consiglio Meloni che è riuscita a costituire un gruppo di 17 Paesi che faranno sentire la propria voce nel prossimo incontro dei capi di governo, previsto a novembre. L’obiettivo è che la presidente Von der Leyen modifichi la proposta e trovi maggiori fondi”.

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Caro carburanti, Confagricoltura: imprese in grave difficoltà. Intervenire urgentemente e lavorare a strategie di lungo periodo

Tutti gli strumenti sul tavolo utili a intervenire sul prezzo dei carburanti devono essere presi in considerazione.

È la sollecitazione di Confagricoltura al governo a fronte delle difficoltà che le imprese agricole stanno affrontando. Gli aumenti del gasolio stanno colpendo tutte le fasi produttive dell’agricoltura: dal riscaldamento delle serre e delle stalle, ai lavori in campo come semine e irrigazione. E la situazione non è più sostenibile.

Le soluzioni sul breve periodo, al vaglio del governo, sono il rinnovo dello sconto fiscale, la previsione di un fondo dedicato, oppure l’applicazione di un sistema di accise mobili.

Confidando anche nel buon esito delle interlocuzioni in corso tra governo e compagnie petrolifere, Confagricoltura ritiene che tutti gli strumenti a disposizione debbano essere presi in considerazione. Tenendo presente, però, l’urgenza di un intervento adeguato.

Necessarie anche strategie di lungo periodo per ridurre l’esposizione agli effetti delle crisi energetiche. Ad esempio, c’è l’esigenza di un piano per l’incremento delle attuali limitate capacità di raffinazione dell’Ue.

Parallelamente, a livello nazionale, la Confederazione ribadisce la necessità di interventi economici a sostegno del potere d’acquisto dei cittadini, sui quali ricadono inevitabilmente tutti i rincari lungo le filiere produttive.

Confagricoltura ribadisce, infine, la necessità che l’Unione Europea vari un temporary framework straordinario per imprese e cittadini, e valuti una maggiore flessibilità di spesa per gli Stati. Con due guerre alle porte dell’Europa, gli effetti del cambiamento climatico e la crisi dei mercati finanziari, se non ora quando?

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