Giansanti (Confagricoltura): il taglio della PAC svantaggia le imprese e la competitività dell’UE

“La proposta della Presidenza irlandese del Consiglio Ue conferma oggi il taglio alla PAC del 20% già presente nel primo disegno della Commissione. Non è quello che ci aspettavamo. Non si tratta di un buon risultato, in un momento in cui l’agricoltura è saldamente collegata alla sicurezza dell’Unione. Non smettiamo di ribadirlo: il cibo è potere. Non destinare risorse economiche alla produzione di cibo è una decisione politica che svantaggia le imprese, il settore, i cittadini europei e la competitività dell’Europa nel mondo. E che minaccia la nostra sicurezza”.

Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, commenta la bozza negoziale definita “nego box” circolata dalla presidenza irlandese del Consiglio Ue.

“Rispetto alla prima proposta della presidente Von der Leyen, – aggiunge – ci aspettavamo l’aggiunta del Rural target, l’anticipo dei due terzi dei fondi dell’agricoltura e della coesione, nonché il conteggio dell’inflazione. L’attuale “nego box” è molto distante da questo scenario. Insieme al COPA porteremo avanti un’azione oppositiva. Difendere la PAC significa difendere l’Unione Europea”.

“In quest’ottica – conclude Giansanti – sottolineiamo l’azione positiva del presidente del Consiglio Meloni che è riuscita a costituire un gruppo di 17 Paesi che faranno sentire la propria voce nel prossimo incontro dei capi di governo, previsto a novembre. L’obiettivo è che la presidente Von der Leyen modifichi la proposta e trovi maggiori fondi”.

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Ortofrutta italiana in fiera a Madrid. Confagricoltura: comparto trainante che guarda al futuro

 Sebbene il contesto internazionale sia sempre più complesso e i costi di produzione più elevati, a Fruit Attraction, la fiera internazionale dell’ortofrutta in corso a Madrid, l’atmosfera è vivace e proiettata al futuro.

Nei padiglioni, tra gli stand delle numerose aziende di Confagricoltura presenti in questi giorni in Spagna, sono numerosissimi i buyer e gli operatori che confermano la vitalità del comparto. Lo ha evidenziato Paolo Mele, componente della Giunta nazionale di Confagricoltura, all’evento organizzato ieri sera dall’Ambasciata d’Italia dedicato alle imprese in occasione della fiera.

“Con un valore della produzione intorno ai 18 miliardi nel 2025, anche se in flessione rispetto all’anno precedente, – ricorda Mele – il settore ortofrutticolo continua a rappresentare circa ¼ della produzione agricola complessiva. L’export supera ormai stabilmente i 12 miliardi di euro, su poco più di 70 miliardi totali”.

Fruit Attraction si colloca in un momento dell’anno in cui si archivia la raccolta della frutta estiva, penalizzata dall’andamento climatico, ed entra nel vivo quella autunnale: dopo uva e kiwi, è la volta di mele, pere, castagne, zucche. Comparti in cui l’Italia ha un ruolo di primo piano a livello internazionale per la qualità delle produzioni.

“Rimangono tuttavia numerose preoccupazioni – aggiunge Mele – All’aumento dei costi di produzione per carburanti, fertilizzanti, imballaggi, logistica, si aggiungono le persistenti criticità derivanti alla carenza di manodopera e dalla continua riduzione delle molecole efficaci per contrastare le fitopatie”.

Sul fronte del clima, il caldo prolungato di quest’estate ha certamente impattato sulle produzioni, pur con differenziazione per territori e comparti.

“Complesso è anche il quadro legislativo relativo alla riforma della Pac post 2027, che ad oggi presenta ancora poca chiarezza, a partire dall’effettiva disponibilità delle risorse. Il tempo stringe e le OP hanno necessità di regole chiare per fare delle scelte. Anche su questa tematica, come su altre, – conclude Mele – Confagricoltura è intervenuta per sensibilizzare le istituzioni a definire un quadro di regole che consentano alle imprese di continuare a operare e fare investimenti”.

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Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) confermato alla presidenza del COPA a Bruxelles

Difendere l’agricoltura europea con un budget adeguato alle sfide

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, è stato confermato nel ruolo di presidente del COPA, l’Associazione che riunisce le principali organizzazioni professionali agricole europee. Il comitato di Presidenza si è riunito oggi a Bruxelles in sessione plenaria.

“Ora o mai più. È tempo che l’agricoltura europea si rafforzi, in quanto asset di posizionamento nello scacchiere globale. Il cibo è soft power, la nostra sicurezza alimentare deve restare in cima all’agenda politica dell’Unione, al pari della difesa dei confini e dell’approvvigionamento energetico. Per raggiungere questo obiettivo, serve un budget adeguato alle sfide che siamo chiamati ad affrontare. Per reagire allo shock climatico e a quello petrolifero, le grandi potenze mondiali stanno investendo sulle risorse strategiche. L’impegno del COPA è che l’agricoltura europea sia riconosciuta come tale”. Così ha commentato Giansanti, ringraziando i presidenti delle organizzazioni parte del COPA e sottolineando: “Affronto questo nuovo incarico con grande senso di responsabilità e impegno. Intendo proseguire nel percorso avviato verso una nuova PAC che possa tutelare il reddito e il ruolo degli agricoltori europei, in prima linea ogni giorno per garantire a tutti noi beni di prima necessità, nonché la tenuta delle nostre preziose aree rurali”.

Il primo mandato del presidente Giansanti si è concentrato sul consolidamento di un’azione collettiva, tesa a portare la voce degli agricoltori in cima all’agenda politica europea. Tra i risultati più evidenti si citano due manifestazioni altamente partecipate: la prima, tenutasi a dicembre 2025 a Bruxelles, ha spinto la Commissione europea a riconoscere le carenze per il mondo agricolo all’interno del Quadro Finanziario Pluriennale proposto. La seconda, organizzata a gennaio 2026 a Strasburgo, ha portato il Parlamento europeo a deferire l’accordo con il Mercosur alla Corte di giustizia per un esame giuridico, in risposta alle richieste del comparto. Queste azioni hanno contribuito a portare in discussione ulteriori risorse finanziarie per il comparto e a rafforzare le restrizioni sulla carne proveniente dal Brasile.

“Due importanti risultati – ha commentato Giansanti – a dimostrazione che mobilitazioni forti, unite a un efficace impegno politico ai tavoli istituzionali, possono portare benefici tangibili agli agricoltori europei e alle comunità rurali. Queste iniziative hanno contribuito a spostare il dibattito, dal considerare l’agricoltura come un problema al riconoscerla come una risorsa strategica per l’Europa”.

Le principali sfide affrontate durante il mandato appena concluso hanno riguardato le conseguenze della nuova politica commerciale statunitense, l’aumento dei costi dei fattori di produzione, in particolare dei fertilizzanti, gli accordi commerciali con Paesi Terzi, nuovi e preesistenti, l’impegno per la semplificazione burocratica e per preparare il terreno per la nuova PAC, nonché la relativa proposta di un bilancio più ampio. L’azione del COPA, sotto la guida di Giansanti insieme ai vicepresidenti, ha rafforzato la competitività delle imprese, garantito prezzi più equi per i produttori, promosso la semplificazione e il contrasto alle fake news, migliorato atti normativi, portato a termine il regolamento sulle TEA e aumentato la trasparenza per i consumatori, anche attraverso norme più chiare sulle denominazioni relative alle carni.

Queste iniziative convergono verso un unico macro-obiettivo che resta fondamentale per la nuova presidenza 2026-2028: rafforzare il ruolo dell’agricoltura europea nel mondo e quello degli agricoltori all’interno della filiera alimentare dell’Unione.

Massimiliano Giansanti, 52 anni, romano, è imprenditore agricolo. Presidente di Agricola Giansanti srl e amministratore delegato del Gruppo Aziende Agricole Di Muzio, presente nelle province di Roma, Viterbo e Parma. Le aziende, specializzate nella produzione di cereali, kiwi, latte e prodotti zootecnici, sono attive in ambito agroindustriale e agroenergetico.

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Zootecnia, al via gli stanziamenti Ue sollecitati di Confagricoltura

Ha avuto esito positivo la richiesta, avanzata da Confagricoltura al MASAF fin dai primi mesi del 2025, per lo stanziamento di risorse europee a sostegno degli allevamenti avicoli colpiti dall’Influenza aviaria (HPAI) e di quelli suinicoli, che hanno subito danni a causa della Peste Suina Africana (PSA).

Su impulso del governo italiano, che ha inoltre incrementato le risorse disponibili attraverso un cofinanziamento nazionale, la Commissione europea ha approvato i regolamenti che consentono di destinare agli allevatori italiani, colpiti da perdite indirette nelle zone sottoposte a restrizioni sanitarie, fondi attinti dalla riserva di crisi del bilancio dell’Unione europea.

Si tratta di un traguardo importante per le imprese italiane, raggiunto grazie al lavoro del ministro Lollobrigida, anche attraverso l’utilizzo di strumenti avanzati. La raccolta di dati, alla quale le sedi territoriali di Confagricoltura hanno contribuito con slancio e meticolosità, è infatti avvenuta tramite una piattaforma digitale che ha reso i controlli accurati e precisi.

Il comparto zootecnico italiano è stato colpito da una crisi senza precedenti a causa della recrudescenza delle epizoozie sopra richiamate. Come più volte evidenziato da Confagricoltura nelle sedi istituzionali, era urgente intervenire con misure in grado di offrire un concreto sostegno agli allevatori e alle imprese colpite.

La Confederazione ringrazia il governo per il concreto supporto e auspica che si proceda con la massima rapidità all’emanazione dei provvedimenti attuativi, così da rendere quanto prima disponibili le risorse a favore degli allevatori.

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CBAM, Confagricoltura delusa dal voto dell’Europarlamento

Il Parlamento europeo ha respinto l’articolo 27-bis nella revisione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) che avrebbe consentito una sospensione temporanea della misura in circostanze eccezionali, tutelando gli agricoltori rispetto ai forti aumenti dei prezzi dei fertilizzanti e, più in generale, dei costi di produzione.

Confagricoltura evidenzia che, in una fase così difficile per il settore primario, la sua eliminazione rischia di gravare sulla capacità produttiva europea e di trasferire ulteriori rincari sui prezzi alimentari per i consumatori finali.

Non sembra inoltre sufficiente la proposta di consentire il reindirizzamento dei proventi del CBAM a favore dei settori colpiti dalla crisi, con valutazione in capo alla Commissione di estendere l’erogazione anche a periodi normali e non caratterizzati da emergenza.

Per Confagricoltura si tratta di una risposta parziale, che apre uno spiraglio sul problema dei maggiori costi dei fertilizzanti per gli agricoltori, ma che non offre ancora una risposta definitiva alle preoccupazioni sollevate.

La Confederazione, pertanto, ribadendo la necessità di un piano strutturato per contrastare il caro fertilizzanti, esorta gli eurodeputati e gli Stati membri a sfruttare i prossimi negoziati nell’ambito del Trilogo affinché il testo definitivo garantisca una tutela effettiva alle imprese agricole.

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L’impatto del caldo estremo sull’agricoltura: serve un chiaro indirizzo politico da parte dell’UE

Giansanti con il COPA-COGECA da Hansen con un’analisi puntuale della situazione in Europa

In vista del prossimo Agrifish a Dublino, i rappresentanti del Copa-Cogeca dei Paesi maggiormente colpiti da fenomeni meteorologici estremi durante l’estate in corso hanno evidenziato al commissario Christophe Hansen e al ministro Martin Heydon (in rappresentanza della presidenza irlandese) il diffuso deterioramento dell’agricoltura europea.

Da un’analisi del Copa-Cogeca, i Paesi maggiormente colpiti sono quelli a sud, centro e ovest. Slovenia, Austria, Francia e Italia segnalano le conseguenze più gravi. Danni significativi a livello regionale sono stati, inoltre, registrati in Spagna, Ungheria, Germania, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda e Romania.

Danneggiate soprattutto le colture erbacee: cereali, mais e semi oleosi. Per quanto riguarda il mais, ad esempio, la Slovenia ha registrato perdite del 50-70%, la Francia del 40% e l’Italia del 20-25%, con picchi fino al 70% in alcune aree non irrigue. Anche patate, barbabietole da zucchero e ortaggi hanno accusato un duro colpo, soprattutto nelle zone meno irrigate. Frutta, uva e olive hanno subito stress da calore, scottature solari, caduta precoce e una riduzione delle dimensioni e della qualità dei prodotti, con conseguenze particolarmente gravi segnalate in Croazia, Italia, Slovenia e Spagna. In Croazia la produzione di frutta, e di uva in particolare, è stimata in calo di circa il 30%, mentre oltre il 90% degli uliveti non dispone di irrigazione.

Anche la zootecnia è sottoposta a una pressione crescente. La riduzione della disponibilità di pascoli e foraggi ha determinato un forte calo della produzione di fieno, con perdite che raggiungono almeno il 50% in Ungheria e il 30-90% nelle aree colpite della Germania. Anche Francia, Slovenia, Spagna e Irlanda segnalano significative carenze di mangimi.

In alcune zone (Italia compresa), la produzione di latte è già diminuita tra il 10% e il 15%, mentre sono stati registrati impatti negativi anche sul benessere animale. La necessità di acquistare mangimi sta aumentando i costi di produzione, alimentando preoccupazioni per il prossimo inverno.

Questa crisi climatica, che si aggiunge alla già esistente crisi dei fattori produttivi e ai forti aumenti dei costi dei fertilizzanti e dell’energia, non rappresenta più soltanto una questione legata al raccolto di quest’estate; sta, infatti, generando rischi produttivi, economici, inflazionistici e di sicurezza alimentare che si protrarranno nei prossimi mesi.

Al momento le risposte a questa situazione sono limitate e prevalentemente di carattere nazionale o regionale. I vertici del Copa-Cogeca ritengono tali misure insufficienti, considerata la dimensione europea e l’ampia diffusione geografica degli impatti. Chiedono, pertanto, una risposta più incisiva e rapida da parte dell’Unione Europea con raggi di azione nel breve, medio e lungo periodo. Servono: un immediato sostegno alla liquidità delle imprese agricole, un utilizzo più flessibile degli strumenti della PAC, più coordinamento a livello europeo e maggiori investimenti per adattarsi al cambiamento climatico (varietà più resilienti, gestione delle risorse idriche, infrastrutture per l’irrigazione e strumenti più efficaci di gestione del rischio).

Nel medio periodo, l’auspicio è che l’Europa possa superare i vincoli strutturali che limitano la capacità degli agricoltori di adattarsi. Servirebbero: interventi sulle Direttive Nitrati, la sospensione del CBAM e l’attuazione dell’Omnibus Food and Feed al fine di snellire la burocrazia per agevolare soluzioni concrete, compreso un più semplice accesso a prodotti fitosanitari efficaci.

Quest’estate ha reso evidente che gli eventi meteorologici estremi non sono più fenomeni eccezionali. L’agricoltura europea ha bisogno di un chiaro indirizzo politico di lungo periodo e di risorse finanziarie adeguate a costruire la propria resilienza. La futura PAC e l’OCM, insieme al Fondo europeo per la competitività, devono garantire la capacità di investimento necessaria per l’adattamento, l’innovazione, la gestione delle risorse idriche e la gestione del rischio.

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Stop all’import di carni dal Brasile nell’UE, Confagricoltura: accolte le segnalazioni di mancanza di reciprocità degli standard produttivi

Il 3 settembre entra in vigore il divieto, per il Brasile, di esportare nell’Unione europea diversi prodotti agroalimentari di origine animale. Lo stop riguarda in particolare bovini, equini, pollame, uova, prodotti dell’acquacoltura, miele e budella.

La decisione della Commissione UE entra in vigore ufficialmente, accogliendo le segnalazioni di numerosi Stati membri e della stessa Confagricoltura, che aveva evidenziato la grande disparità delle regole di produzione tra il Brasile e l’Unione europea. Nel Paese sudamericano, infatti, si fa un uso di antimicrobici e ormoni della crescita negli allevamenti ben al di fuori degli standard europei. I nostri allevamenti, invece, sono soggetti a norme attente non solo al benessere animale, ma anche alla tracciabilità della filiera, alla salubrità del prodotto finale e alla trasparenza di ogni fase di produzione e macellazione.

In sostanza, non è rispettato il principio di reciprocità degli standard nello scambio commerciale. Dall’entrata in vigore dell’accordo Mercosur il 1° maggio scorso, si sono verificati casi di inadeguatezza delle importazioni dal Brasile, leader mondiale nella produzione di carne bovina.

Nei primi sei mesi del 2026 il Brasile – aggiunge Confagricoltura – è l’unico Paese che ha aumentato l’export verso l’Ue, mentre è calato quello degli altri “top exporter”.

E’ importante – conclude Confagricoltura – che venga tutelato il principio di reciprocità a tutela della salute dei consumatori e della competitività delle imprese agricole europee.

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Vertice Antibes Italia-Francia: Bene fronte comune su dossier strategici per la sicurezza alimentare

Esprimiamo apprezzamento per l’esito del Vertice intergovernativo Italia-Francia, svoltosi ad Antibes, sui temi che riguardano il settore primario. Riteniamo positivo il rilancio di un dialogo bilaterale, in linea con lo spirito del Trattato del Quirinale, siglato cinque anni fa tra i due Paesi che sono ai primi posti in ambito europeo per valore complessivo della produzione agricola e per valore aggiunto.

Fondamentale l’impegno sui fertilizzanti a ridotto impatto ambientale, per rafforzare la filiera produttiva, così da favorire maggiore accessibilità ed emancipazione dall’estero, a vantaggio dei nostri agricoltori e, più in generale, della sicurezza alimentare di tutti. Bene l’attenzione verso i “benefici reciproci, che tengano conto dell’impatto cumulativo delle concessioni sui nostri settori agricoli” e l’intento condiviso di “ridurre la dipendenza dell’UE”: un principio necessario per una competizione sana e una crescita mutuamente vantaggiosa.

Ottimo il comune impegno a rafforzare la PAC; così come la responsabilità verso una vicendevole promozione di produzioni DOP e IGP.

Positiva la volontà di rafforzare la collaborazione su dossier necessari per la resilienza e lo sviluppo del settore; nello specifico: ricerca agricola, istruzione e formazione professionale.

La scelta di inserire l’agricoltura tra i settori strategici della cooperazione bilaterale rappresenta un segnale importante in una fase in cui il comparto primario europeo è chiamato ad affrontare sfide decisive, come: emergenza climatica, sicurezza alimentare, tutela del reddito degli agricoltori e competitività delle filiere. Accogliamo, quindi, con favore l’impegno assunto dai due Governi a rafforzare il coordinamento politico e tecnico su temi di comune interesse.

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NGT, battaglia storica di Confagricoltura: voto fondamentale per aumentare la competitività dell’agricoltura

Il voto di oggi dell’Europarlamento, che ha approvato definitivamente il Regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche, segna l’avvio di una nuova fase per l’agricoltura europea, ma allo stesso tempo è un traguardo rispetto a una battaglia che Confagricoltura da sempre ha portato avanti e che ha visto l’Italia e le sue istituzioni avere un ruolo decisivo in questo processo.

Confagricoltura commenta così l’approvazione definitiva del Regolamento che permetterà di aumentare la competitività del settore primario europeo, che oggi sconta un ritardo rispetto ad altri Paesi in cui le nuove tecniche genomiche sono già utilizzate.

Il testo finale recepisce diversi elementi che la Confederazione ha sostenuto nel corso del confronto istituzionale europeo.  In primo luogo, viene riconosciuta la specificità delle piante NGT-1, considerate equivalenti alle varietà ottenute con tecniche convenzionali. Per queste varietà non viene introdotto alcun obbligo di etichettatura degli alimenti derivati, evitando oneri sproporzionati e possibili effetti distorsivi sul mercato.

Permangono tuttavia alcuni elementi che Confagricoltura aveva contestato durante il negoziato. In particolare, il Regolamento mantiene la possibilità per gli Stati membri di vietare sul proprio territorio la coltivazione delle piante NGT-2 (cosiddetto opt-out nazionale), una scelta che rischia di frammentare il mercato interno e di limitare l’accesso uniforme all’innovazione all’interno dell’Unione europea.

Infine, il testo legislativo introduce un chiarimento per il settore biologico, secondo cui la presenza accidentale e non intenzionale di materiale NGT-1 non comporta sanzioni o responsabilità per gli operatori. Si tratta di una previsione importante per garantire certezza giuridica agli agricoltori e favorire la coesistenza tra diversi modelli produttivi.

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Pac, Confagricoltura: si prenda atto dei rischi messi in luce anche dalla Corte dei Conti europea

 Il parere odierno della Corte dei Conti europea relativo al budget e all’impalcatura della nuova Pac evidenzia le stesse perplessità già espresse da Confagricoltura: la complessità della prossima programmazione rischia di creare incertezza, ritardare l’erogazione dei fondi e compromettere l’obiettivo di semplificazione. Di fatto significa non raggiungere gli obiettivi stessi della politica agricola comune.

La struttura del Fondo Unico, inoltre, minaccia l’ordinata programmazione degli interventi, così come l’affidamento agli Stati membri della possibilità di finanziare la Pac mette a rischio l’omogeneità e lo spirito comune della politica agricola. Il fatto che i governi possano decidere di destinare o meno, al di fuori della “riserva agricola garantita” una consistente quota di risorse al settore primario o ad altri àmbiti – sottolinea Confagricoltura – crea una conseguente potenziale disparità nella capacità competitiva delle imprese agricole nell’ambito stesso dell’Ue.

E’ invece indispensabile che si garantisca una politica agricola adeguata alle sfide a cui gli agricoltori sono chiamati. Non è un caso – aggiunge Palazzo della Valle – che anche la Corte dei Conti abbia oggi evidenziato che la maggiore flessibilità per i Paesi nella gestione delle risorse “non dovrebbe compromettere gli obiettivi comuni della Pac, ad iniziare da un reddito equo per gli agricoltori, la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente”.

Confagricoltura auspica quindi che il parere odierno porti i colegislatori a riflettere su queste preoccupazioni messe in luce anche dalla Corte dei Conti europea e ad adattare la proposta della Commissione recependo i suggerimenti necessari a contrastare i rischi enunciati.

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