L’agricoltura torna a crescere, ma la qualità del lavoro resta la sfida: Confagricoltura Sicilia alla presentazione del Rendiconto INPS 2025

Il Vice Presidente di Confagricoltura Sicilia, Antonino Pirrè, è intervenuto venerdì 24 luglio alla Sala Magna del Complesso Monumentale allo Steri, a Palermo, alla tavola rotonda “Riaffermare il ruolo del lavoro di qualità per contrastare le distorsioni del mercato del lavoro”, all’interno dei lavori per la Presentazione del Rendiconto Sociale 2025 di INPS Sicilia.

Muovendo dai dati contributivi del documento, Pirrè ha ricordato che l’agricoltura è uno dei pochi comparti privati in risalita: nel 2025 il lavoro dipendente agricolo torna a crescere dopo tre anni di flessione. Una dinamica che convive però con il calo del lavoro autonomo, segno di un settore che si concentra più di quanto si espanda e composto in larga parte da piccole imprese.

Al centro dell’intervento, la specificità del lavoro agricolo: “La stagionalità è un dato agronomico, non una scelta organizzativa”. La raccolta non si contratta e non si sposta, la questione non è eliminare il tempo determinato in agricoltura, ma renderlo “continuativo, tracciabile e previdenzialmente utile” , una direzione già indicata dal rinnovo del CCNL degli operai agricoli e florovivaisti.

Netto il passaggio sulla legalità: meno controlli non significano meno irregolarità, ma meno visibilità. Confagricoltura non chiede meno ispezioni, ne chiede di più e meglio mirate, perché il caporalato è “falsa la concorrenza a danno di chi il contratto lo applica”.

Pirrè ha poi richiamato il nodo dei tempi sui flussi dei lavoratori stranieri, dove “il tempo amministrativo deve allinearsi al tempo agronomico, non il contrario”, e ha indicato nella previdenza il vero indicatore della qualità del lavoro, chiedendo all’Istituto un’informazione previdenziale preventiva e personalizzata per gli operai agricoli.

In chiusura, il riconoscimento del peso dell’agricoltura siciliana, alla quale l’INPS ha destinato tre delle cinque nuove Agenzie complesse regionali: “È la premessa giusta. Ora serve che il resto del sistema si allinei”.

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Ciclone Harry, contributi per i danni alle strutture agricole: domande entro il 27 luglio

Pubblicato l’avviso per l’accesso agli aiuti previsti dal decreto-legge n. 25/2026. Le istanze vanno presentate telematicamente tramite il portale AGEA

È stato pubblicato l’avviso per la presentazione delle domande di aiuto destinate alle imprese agricole che hanno subito danni alle strutture produttive in seguito ai cicloni che hanno colpito la Sicilia tra gennaio e febbraio 2026, a partire dal ciclone Harry.

La misura, prevista dal decreto-legge n. 25 del 27 febbraio 2026, riguarda esclusivamente i danni strutturali: sono ammissibili gli interventi relativi a stalle, serre, magazzini e recinzioni compromessi dagli eventi meteorologici. Restano invece esclusi i danni alle colture e alle produzioni agricole, per i quali è atteso un successivo avviso dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, ad oggi non ancora pubblicato.

Possono presentare domanda le imprese agricole, in forma singola o associata, regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e in possesso del fascicolo aziendale.

Le istanze devono essere trasmesse esclusivamente in via telematica attraverso il portale AGEA, a pena di irricevibilità, entro e non oltre le ore 24:00 del 27 luglio 2026. Il termine è stato aggiornato dall’avviso AGEA prot. n. 58428 del 10 luglio 2026, che sostituisce il precedente avviso della stessa data. I requisiti di ammissibilità, la documentazione richiesta e le modalità operative sono dettagliati nell’avviso pubblico, disponibile sul sito della Regione Siciliana insieme all’avviso AGEA.

Vista la ristrettezza dei tempi, Confagricoltura Ragusa invita le aziende associate ad attivarsi tempestivamente per la predisposizione della documentazione. I nostri uffici sono a disposizione per assistenza nella presentazione delle domande.

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Welfare Index PMI 2026: Natura Iblea di nuovo “Welfare Champion” e fra le sole tre imprese italiane premiate per l’inclusione sociale

Per il nono anno consecutivo l’azienda ortofrutticola biologica di Ispica, associata a Confagricoltura Ragusa, entra tra le migliori 100 PMI d’Italia per il welfare aziendale. A Roma, al Palazzo della Cancelleria, il premio è stato ritirato da Andrea Giadone.

Confagricoltura Ragusa esprime grande soddisfazione e si congratula con la Società Agricola Natura Iblea, azienda di Ispica associata all’Unione provinciale, premiata oggi a Roma presso il Palazzo della Cancelleria, nell’ambito di Welfare Index PMI 2026 con il prestigioso rating di “Welfare Champion”.

A rendere il riconoscimento ancora più prezioso è la Menzione Speciale “Inclusione e responsabilità sociale”, attribuita a Natura Iblea per essersi particolarmente distinta nelle iniziative di welfare aziendale in questo ambito specifico. Si tratta di un traguardo di assoluto rilievo, ottenuto soltanto da tre imprese in tutta Italia tra le Welfare Champion di quest’anno, che smentisce le ricorrenti narrazioni giornalistiche sul territorio ragusano che lo dipingono come luogo di sfruttamento e di negazione dei diritti dei lavoratori. Natura Iblea non è un’oasi nel deserto, ma un esempio virtuoso e non isolato di un tessuto produttivo sano che vede nel rispetto, nella valorizzazione e nell’integrazione dei lavoratori condizioni imprescindibili per creare sviluppo e benessere diffuso.

A ritirare il premio in rappresentanza dell’azienda è stato Andrea Giadone, amministratore delegato di Natura Iblea.

Clicca qui per il video della cerimonia di premiazione

Welfare Index PMI, promossa da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è la più ampia indagine in Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese: un’iniziativa che vede Confagricoltura tra i suoi partner e che conferma quanto il benessere dei lavoratori sia ormai un valore centrale anche per il mondo agricolo. La classe “Welfare Champion” individua le eccellenze assolute del settore: per l’edizione 2026 il rating è stato assegnato alle prime 100 imprese classificate su oltre 7.000 partecipanti.

Per Natura Iblea non è una novità. L’azienda iblea è ormai una presenza stabile nell’albo d’oro del welfare italiano: ha conquistato il riconoscimento in ogni edizione a partire dal 2017, anno in cui le fu già assegnata una menzione speciale per l’integrazione sociale. Quello di oggi è il nono riconoscimento consecutivo, conferma di un impegno autentico e duraturo, che ha fatto dell’attenzione alle persone un tratto identitario dell’impresa. Una visione che il Presidente Roberto Giadone ha sempre rivendicato, legando la solidità e la crescita dell’azienda alla cura per chi vi lavora e per la comunità in cui opera.

Tra le realtà più importanti del Sud Italia nella produzione ortofrutticola biologica, con coltivazioni nel cuore degli Iblei ed esportazioni in tutta Europa, Natura Iblea ha costruito negli anni un modello di welfare fortemente orientato all’inclusione: ricongiungimenti familiari per le maestranze straniere, borse di studio per i figli dei dipendenti, corsi di lingua italiana e percorsi di formazione, sostegno per l’alloggio e assistenza nelle pratiche burocratiche. Misure concrete che valorizzano le diverse provenienze dei lavoratori e ne accompagnano l’integrazione nel territorio.

“Il risultato di Natura Iblea è un orgoglio per tutta l’agricoltura ragusana e per la nostra Organizzazione”, dichiara Antonino Pirrè, Presidente di Confagricoltura Ragusa. “Essere tra le prime cento PMI d’Italia per il welfare e tra le tre imprese premiate per l’inclusione e la responsabilità sociale significa aver fatto del benessere delle persone una scelta strutturale, non occasionale. La famiglia Giadone dimostra da anni che competitività e attenzione ai lavoratori non solo possono convivere, ma si rafforzano a vicenda. Ad Andrea e a tutta l’azienda vanno le nostre più sincere congratulazioni”.

“Natura Iblea è un esempio che parla a tutto il comparto”, aggiunge il Direttore Giovanni Scucces. “Dimostra come un’impresa agricola possa essere insieme competitiva sui mercati internazionali e profondamente radicata nei valori della comunità. In un’agricoltura che fa i conti ogni giorno con la difficoltà di reperire e trattenere manodopera, l’esperienza di Natura Iblea indica una via concreta: prendersi cura delle persone conviene, all’impresa e all’intero territorio”.

 

Ragusa, 1° luglio 2026

 

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Spighe Verdi 2026: confermate Modica, Ragusa e Vittoria, uniche premiate in Sicilia

Modica, Ragusa e Vittoria hanno ottenuto la Spiga Verde 2026, i soli tre riconoscimenti assegnati quest’anno in Sicilia. Il premio, promosso da FEE Italia in collaborazione con Confagricoltura per i Comuni rurali più virtuosi, è stato consegnato ieri a Roma, al CNR, alla presenza dei sindaci. A differenza del 2025 nessuno dei tre Comuni è una nuova entrata: tutti confermano il riconoscimento. Ragusa lo detiene ormai da diversi anni, Modica e Vittoria, entrate per la prima volta lo scorso anno, ottengono la loro prima riconferma.

L’undicesima edizione del programma ha premiato 97 Comuni in 15 regioni (erano 90 nel 2025), con 10 nuovi ingressi. Il Piemonte guida con 22 riconoscimenti; la provincia di Ragusa resta l’unica realtà premiata in Sicilia. Confagricoltura contribuisce  alla definizione degli indicatori di valutazione, mettendo al centro la qualità della gestione del territorio e l’attenzione agli aspetti ambientali, sociali ed economici.

“Le nostre campagne raccontano una terra che ha fatto della sostenibilità un modo di essere, non una moda”, dichiara il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Dietro ogni Spiga Verde – aggiunge – ci sono imprenditori agricoli che custodiscono il paesaggio, producono qualità e tengono vive le tradizioni del territorio ibleo”.

“È questa l’agricoltura che vogliamo: protagonista dello sviluppo, motore di turismo ed enogastronomia, presidio del territorio e della sua bellezza”, sottolinea il direttore di Confagricoltura Ragusa, Giovanni Scucces. “La Spiga Verde non è un punto di arrivo ma un metodo di lavoro: come Confagricoltura continueremo ad affiancare Comuni e imprese perché qualità delle produzioni, tutela ambientale e crescita economica camminino insieme”.

Soddisfazione anche dai territori premiati. “Ricevere per il secondo anno la Spiga Verde conferma la bontà del percorso intrapreso dalla nostra amministrazione per la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del patrimonio rurale”, afferma il sindaco di Modica, Maria Monisteri. “Non è un traguardo ma un altro passo, da compiere in un lavoro di squadra con le imprese e il mondo agricolo”.

“Questo premio, ottenuto per il secondo anno consecutivo, conferma che Vittoria ha scelto con determinazione la strada della qualità, della sostenibilità e della valorizzazione del proprio sistema produttivo”, afferma il sindaco di Vittoria, Francesco Aiello . “Lo dedichiamo ai nostri agricoltori, ai produttori e a tutti i cittadini che credono nel futuro di questa terra, che resta un punto di riferimento dell’agricoltura siciliana e italiana”.

“Spighe Verdi è un riconoscimento difficile da ottenere, con criteri stringenti sulla sostenibilità ambientale: solo tre in Sicilia e 97 in tutta Italia”, afferma il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì . “Averlo confermato dal 2017 fa di Ragusa ‘uno dei principali modelli di sostenibilità rurale e agricola in Sicilia’: un risultato che non è merito di una singola amministrazione, ma dell’attenzione per l’ambiente della stragrande maggioranza dei ragusani”.

Il programma valuta i Comuni su indicatori che vanno dall’uso del suolo alle produzioni tipiche, dalla gestione dei rifiuti alla qualità dell’offerta turistica. È promosso da FEE  (la stessa organizzazione delle Bandiere Blu) con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Sono intervenuti alla cerimonia Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, il senatore Giorgio Salvitti, in rappresentanza del MASAF, e, per Confagricoltura, Filippo Schiavone, componente della Giunta nazionale.

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Stop al lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle 16:00 nei settori agricolo, florovivaistico, edile e nei piazzali della logistica: l’ordinanza

In data 12 giugno 2026 il Presidente della Regione Siciliana ha emanato l’Ordinanza n. 01, che si allega alla presente, recante disposizioni urgenti in materia di igiene e sanità pubblica per le attività lavorative svolte in condizioni di esposizione prolungata al caldo e alla radiazione solare, tra cui il settore agricolo e florovivaistico.

L’Ordinanza dispone, con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2026 (salvo successivi provvedimenti):

– il divieto di svolgimento dell’attività lavorativa all’aperto, su tutto il territorio siciliano, dalle ore 12:30 alle ore 16:00;


– il divieto si applica nei giorni e nelle aree in cui la mappa di rischio pubblicata sul sito www.worklimate.it (sezione “lavoratori esposti al sole” – “attività fisica intensa”, ore 12:00) segnali un livello di rischio “ALTO”;

– resta comunque fermo l’obbligo per i datori di lavoro di adottare idonee misure organizzative e operative, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, per ricondurre il rischio da esposizione alle alte temperature a un livello accettabile, anche al di fuori della fascia oraria e dei giorni di divieto;

– l’inosservanza del provvedimento è punita ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale, salvo che il fatto non costituisca più grave reato.
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Vertice in Prefettura sulle fumarole, Confagricoltura Ragusa: “Impegno comune a tutela del territorio e della salute pubblica”

Si è tenuta ieri presso la Prefettura di Ragusa una nuova conferenza dei servizi dedicata al contrasto al fenomeno delle “fumarole, l’annoso problema legato all’incendio indiscriminato dei materiali di scarto della serricoltura nella fascia trasformata del ragusano.

All’incontro, presieduto da Sua Eccellenza il Prefetto, Dott.ssa Tania Giallongo, hanno preso parte i sindaci dei comuni iblei, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, nonché le principali organizzazioni di categoria del mondo agricolo e industriale, tra cui Confagricoltura Ragusa.

La riunione si inserisce in un percorso istituzionale avviato da tempo dalla Prefettura per fare fronte a una problematica ambientale e sanitaria che riguarda l’intero territorio provinciale: la combustione incontrollata di residui vegetali, unitamente a materiali plastici, polistirolo, lacci e gancetti in plastica provenienti dalle lavorazioni in serra genera fumi tossici che danneggiano la salute pubblica, inquinano l’aria e offuscano l’immagine di un territorio vocato all’agricoltura di qualità e sempre più orientato al turismo.

Durante i lavori, sono state condivise le risultanze dell’intensificazione dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine che si stanno operando e che si continueranno ad operare nelle prossime settimane su tutto il territorio provinciale.

Confagricoltura Ragusa ha partecipato attivamente al confronto, evidenziando che il divieto di ricorrere alle fumarole fuori dai casi consentiti dalla legge e quello assoluto di bruciare lacci e gancetti in plastica sono norme che le imprese associate conoscono, rispettano e applicano nel loro operare quotidiano. L’Organizzazione raccomanda comunque alle imprese associate il rispetto rigoroso di tutti i divieti in materia, nella consapevolezza che la tutela dell’ambiente e della salute pubblica non è soltanto un obbligo di legge, ma un valore fondante di un’agricoltura moderna, responsabile e sostenibile. Bruciare plastica non è solo un reato: è un danno al territorio che le stesse imprese agricole abitano e coltivano ogni giorno.

Confagricoltura Ragusa è impegnata su questo fronte anche sul piano della cultura d’impresa, organizzando ciclicamente momenti di formazione e aggiornamento per le proprie associate dedicati alla corretta gestione dei rifiuti agricoli, alle procedure di smaltimento regolari e alle opportunità offerte dai sistemi di raccolta differenziata. Si tratta di un impegno continuativo che nasce dalla convinzione che la prevenzione e la conoscenza siano gli strumenti più efficaci per affrontare fenomeni come quello delle fumarole che ledono l’immagine dell’intero comparto.

L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ragusani continuerà a collaborare con la Prefettura e con tutte le istituzioni coinvolte, nella certezza che solo attraverso un’azione coordinata tra imprese virtuose, enti locali e Forze dell’Ordine sarà possibile ridurre stabilmente il fenomeno e restituire alle campagne iblee la dignità che meritano.

 

Ragusa, 29 maggio 2026

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

 

 

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Sicilia terra di innovazione: due start-up siciliane protagoniste del Bando STEP con un progetto all’avanguardia per la tracciabilità alimentare

Alimenti e Ambiente Lab e Digsource candidano un progetto innovativo nell’ambito dell’Avviso STEP della Regione Siciliana, da oltre 315 milioni di euro, per sviluppare soluzioni digitali a supporto della filiera agroalimentare

 

La Sicilia si conferma terra fertile per l’innovazione e l’imprenditoria tecnologica. Due start-up siciliane — Alimenti e Ambiente Lab e Digsource — hanno unito le proprie competenze per candidarsi al Bando STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), il programma di investimenti innovativi promosso dalla Regione Siciliana nell’ambito del Programma Regionale FESR Sicilia 2021-2027, con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 315 milioni di euro.

Il Bando STEP, pubblicato il 3 dicembre 2025, nasce con l’obiettivo di sostenere la sovranità digitale e tecnologica dell’Unione Europea, finanziando la creazione e l’applicazione di tecnologie emergenti nelle filiere produttive. In questo contesto, il progetto proposto dalle due realtà siciliane si inserisce pienamente nella visione strategica europea, coniugando innovazione digitale, sicurezza alimentare e valorizzazione del territorio.

 

Il progetto: digitalizzazione e controllo della filiera agroalimentare

Il progetto, denominato STEP, punta a sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate per il tracciamento della filiera agroalimentare e il controllo dei residui alimentari, settori strategici per la competitività del sistema produttivo siciliano e la tutela della salute dei consumatori.

Alimenti e Ambiente Lab, in qualità di soggetto proponente, apporta al progetto la propria expertise nella consulenza tecnica relativa alle attività di tracciamento della filiera e ai controlli sui residui di pesticidi nei prodotti alimentari. Digsource, fornitore IT del progetto, si occupa dello sviluppo del software e della gestione organizzativa, gestionale e finanziaria dell’iniziativa. L’integrazione tra le due competenze — scientifica e tecnologica — rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra start-up innovative, capace di generare soluzioni concrete e scalabili per il settore agroalimentare.

 

Le voci dei protagonisti

Questo progetto rappresenta un’opportunità concreta per portare innovazione e valore aggiunto al territorio siciliano” — afferma Calogero Raspanti, Microbiologo e Co-founder di Alimenti e Ambiente Lab. “Siamo convinti che la tracciabilità digitale della filiera alimentare non sia solo una risposta alle esigenze di mercato, ma un elemento chiave per garantire qualità, sicurezza e competitività alle produzioni siciliane. Grazie al Bando STEP, possiamo trasformare questa visione in realtà, contribuendo a creare occupazione qualificata in Sicilia”.

Il Bando STEP ci offre la cornice ideale per sviluppare tecnologie che abbiano un impatto reale sull’economia del territorio” — dichiara Matteo Pirrè, Business Developer Manager e Co-founder di Digsource. “Come start-up tecnologica siciliana, il nostro obiettivo è quello di dimostrare che l’innovazione digitale può nascere e crescere in Sicilia, generando valore sul territorio e attirando nuove competenze. La collaborazione con Alimenti e Ambiente Lab è l’esempio concreto di come due realtà complementari possano insieme rispondere a sfide complesse”.

 

Il Bando STEP: la Sicilia nel cuore dell’innovazione europea

L’Avviso STEP della Regione Siciliana è articolato su due azioni principali: l’Azione 1.6.1, con oltre 69 milioni di euro destinati alle tecnologie digitali, deep tech e biotecnologiche, e l’Azione 2.9.1, con oltre 246 milioni di euro rivolti alle tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse. Possono accedere alla misura le imprese di qualsiasi dimensione, anche in forma aggregata con organismi di ricerca e investitori europei e internazionali, con obbligo di realizzazione del progetto in Sicilia.

Confagricoltura Sicilia accoglie con favore iniziative come quella di Alimenti e Ambiente Lab e Digsource, che testimoniano la vivacità dell’ecosistema imprenditoriale siciliano e la sua capacità di intercettare le opportunità offerte dai programmi europei di innovazione. La tracciabilità della filiera agroalimentare è uno strumento fondamentale per valorizzare le eccellenze produttive siciliane sui mercati nazionali e internazionali, aumentarne la competitività e garantire maggiore trasparenza ai consumatori.

Il progetto rappresenta un segnale positivo per l’intero comparto agricolo regionale: la Sicilia non è solo terra di tradizioni e qualità, ma anche terra di innovazione e di start-up capaci di costruire un futuro di valore per il territorio e le sue comunità.

 

 

Alimenti e Ambiente Lab

Start-up innovativa siciliana specializzata nella consulenza tecnica per il tracciamento della filiera agroalimentare e il controllo dei residui alimentari. Co-founder e referente del progetto STEP: Calogero Raspanti, Microbiologo.

 

Digsource

Start-up innovativa siciliana attiva nello sviluppo software e nella gestione di progetti ad alto contenuto tecnologico. Fornitore IT del progetto STEP, con responsabilità organizzative, gestionali e finanziarie. Co-founder e referente del progetto STEP: Matteo Pirrè, Business Developer Manager.

 

Palermo, 23 febbraio 2026

 

L’addetto stampa di

Confagricoltura Sicilia

Bartolo Lorefice

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L’azienda agricola ragusana Tirollallà sul podio dei vincitori della X edizione del Bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale

 Premiata per il progetto “Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza” con il premio speciale celebrativo del decennale del bando riservato alle aziende under 35

 

Ha celebrato i primi dieci anni dalla sua nascita il bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, con la cerimonia di premiazione che si è tenuta oggi a Roma, a Palazzo della Valle, luogo simbolo di un lungo percorso che ha contribuito in modo concreto alla crescita dell’agricoltura sociale in Italia. L’evento, sempre molto partecipato, ha avuto il patrocinio del MASAF e il contributo di Unioncamere.

 

Il bando è promosso da Confagricoltura, Senior L’Età della Saggezza Onlus e Reale Foundation, in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali.

 

A salire sul podio dei vincitori, ottenendo il premio speciale celebrativo del decennale, la giovane azienda agricola Tirollallà di Monterosso Almo e operante a Santa Croce Camerina con il progetto “Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza”.

Paolo Scollo, titolare insieme a Sebastiano Giaquinta di Tirollallà, ha ritirato il premio dalle mani del Sottosegretario all’Agricoltura, alla Sovranità alimentare e alle Foreste, Patrizio La Pietra, insieme al collaboratore Bira Diarra.

Tirollallà Società Agricola Srls opera nella coltivazione di frutti di bosco e altri alberi da frutto e si distingue per una produzione sostenibile che comprende anche confetture artigianali (lamponi e more) realizzate con frutti a residuo zero. Con il progetto Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza, l’impresa vuole creare un hub nell’area di Santa Croce Camerina, un modello di agricoltura sociale che punta a garantire il diritto al lavoro in un ambiente accogliente e partecipativo, favorendo anche supporto nell’iter burocratico di regolarizzazione del soggiorno in Italia degli immigrati che intendono integrarsi. L’iniziativa mira ad abbattere le barriere geografiche all’ingresso nel settore agricolo, offrendo opportunità lavorative a persone in condizione di fragilità, valorizzando le loro competenze e guidandoli verso la completa autonomia. Per Tirollallà i lavoratori sono i veri pilastri dell’impresa e partecipano attivamente alla vita aziendale, contribuendo alla crescita economica e sociale della realtà produttiva.

“Siamo orgogliosi per l’importante riconoscimento ottenuto da un’azienda innovativa, giovane e che ha fatto della sfida della sostenibilità sociale la propria mission”, commenta il Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Il vero progresso nasce quando l’economia si mette al servizio delle persone e dei territori, creando opportunità per tutti. E Paolo Scollo e Sebastiano Giaquinta, a cui vanno le nostre vive congratulazioni, con il loro progetto aziendale visionario ed innovativo, sono la dimostrazione che la tenacia e il duro lavoro possono dare sostenibilità anche ai progetti più ambiziosi”. “Un fiore all’occhiello del nostro tessuto produttivo – conclude Pirrè – che incarna in pieno i valori e la mission della grande famiglia di Confagricoltura”.

 

“La cerimonia di oggi è stata per noi un’emozione grandissima. Esprimiamo profonda gratitudine a chi ha creduto nel nostro progetto e ci sta permettendo di gettare le basi, attraverso la formazione master e il finanziamento, per costruire qualcosa di concreto per il nostro territorio ibleo”, commentano Paolo Scollo e Sebastiano Giaquinta.  “Adesso – aggiungono – con profonda umiltà ma con tenacia, tocca a noi portare avanti il progetto in collaborazione con gli enti locali e con chi vorrà darci una mano per concretizzare quello che abbiamo ideato. L’hub di Tirollallà dovrà essere un punto di partenza e di riferimento per tutti: dai nostri collaboratori in primis, alle aziende vicine. Dovrà essere una porta sempre aperta. Dedichiamo questo premio innanzitutto a tutti i nostri collaboratori e a quanti ci hanno da sempre sostenuto, ci sostengono e ci sosterranno in questo percorso”.

In dieci anni il bando “Coltiviamo agricoltura sociale” ha erogato 1,2 milioni di euro a fondo perduto, finanziando 33 progetti, tutti monitorati e pienamente operativi, 728 presentati in totale negli anni, e 29 borse di studio, dati che confermano concretamente come il bando, nato all’indomani della legge 141 del 18 agosto 2015 – Disposizioni in materia di agricoltura sociale (che ha fissato il primo quadro normativo dedicato al comparto), sia uno strumento capace di valorizzare concretamente imprese che uniscono innovazione, sostenibilità ed etica, generando impatto positivo sui territori e rafforzando la coesione sociale.

 

Le iniziative nel corso degli anni hanno sostenuto prevalentemente persone con disabilità fisiche, mentali e disturbi dello spettro autistico; giovani e minori in situazioni di disagio educativo; immigrati, rifugiati e richiedenti asilo; donne fragili e vittime di violenza.  I tre progetti vincitori della sezione ordinaria ricevono 40.000 euro ciascuno, ai quali si aggiungono tre borse di studio per il Master in Agricoltura Sociale dell’Università di Roma Tor Vergata.

 

Non sono mancate integrazioni nel corso del tempo: nel 2017 è stato premiato un progetto ambientato nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016; dal 2022 è stata istituita una sezione speciale di gestione e riqualificazione del verde pubblico con un premio da 20.000 euro.

E quest’anno, per i dieci anni, c’è un ulteriore premio celebrativo del valore di 20.000 euro, ideato da Senior L’età della Saggezza Onlus e assegnato a un’impresa guidata da under 35.

 

I VINCITORI (40.000 euro ciascuno)

 

 Azienda Agricola Abellonio Roberto Cascina Piccaluga – 8pari = Vino Sociale e Pari Opportunità – Piemonte – Alba (CN)

 

 Azienda vivaistica Tammaro società agricola srl – Vivaio sociale: coltiviamo inclusione – Campania – Pozzuoli (NA)

 

 Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra – L’Orto dell’Inclusione – Coltivare competenze e relazioni per una comunità solidale – Emilia-Romagna – (FE)

 

Il Premio celebrativo del decennale (20.000 euro) è stato consegnato a:

-Tirollallà srls –Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza

Sicilia – Santa Croce Camerina (RG)

 

Il premio “Sezione speciale” (20.000 euro) a favore delle cooperative sociali che si occupano della gestione e riqualificazione del verde pubblico, è andato a:

– Ventotenemia APS – L’agricoltura non ISOLA: percorsi di inclusione socio-lavorativa a Ventotene – Lazio – Ventotene (LT)

 

 

Ragusa, 27 gennaio 2026

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Ragusa prima in Italia per nuove imprese. Confagricoltura: “L’agricoltura conferma il suo ruolo strategico”

La provincia di Ragusa conquista il primato nazionale per tasso di crescita imprenditoriale. I dati diffusi da Unioncamere sul terzo trimestre 2025 certificano un risultato storico per il territorio ibleo: 427 nuove attività e 191 cessazioni, con un saldo attivo di 236 imprese e un tasso di crescita record dello 0,67%, il più alto d’Italia.

Confagricoltura Ragusa evidenzia con particolare soddisfazione il contributo significativo del settore agricolo a questo exploit: tra le nuove imprese costituite, una quota importante opera nel comparto primario, confermando l’agricoltura come uno dei pilastri dell’economia provinciale.

“È un risultato straordinario che ci riempie di orgoglio e che testimonia la vitalità del tessuto economico ragusano”, dichiara il Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Questo primato nazionale è il frutto della cultura imprenditoriale che da sempre caratterizza il nostro territorio e della capacità di innovare pur mantenendo salde le proprie radici”.

“In questo quadro, il settore agricolo si conferma motore di sviluppo e attrattore di nuova imprenditorialità, soprattutto giovanile”, prosegue il presidente Pirrè. “I numeri fotografati dalla rilevazione camerale riflettano non solo la tradizionale vocazione agricola del ragusano, ma anche il rinnovato interesse verso un settore che sa coniugare tradizione e innovazione, sostenibilità ambientale e opportunità economiche”.

“Confagricoltura Ragusa – conclude Pirrè – continuerà a sostenere e accompagnare questo fermento imprenditoriale, offrendo alle nuove aziende agricole gli strumenti, la formazione e l’assistenza necessari per consolidarsi e crescere in un mercato sempre più complesso e competitivo”.

 

Ragusa, 23 ottobre 2025

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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“Mi aspetto rispetto”: la cultura della parità di genere conquista le aziende agricole ragusane

 Successo del primo ciclo di incontri in azienda organizzati da Confagricoltura Ragusa in collaborazione con il Centro Antiviolenza “Donne a Sud”

Si è concluso il primo ciclo della campagna “Mi aspetto rispetto”, organizzata da Confagricoltura Ragusa in collaborazione con il Centro Antiviolenza “Donne a Sud, che ha portato la cultura della parità di genere nelle aziende agricole del territorio attraverso qualificati e partecipati incontri formativi.

L’iniziativa, articolata in una serie di appuntamenti presso diverse realtà produttive su tutto il territorio provinciale, da Modica a Vittoria, passando per Santa Croce Camerina, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e sensibilizzazione sui temi della parità di genere e della prevenzione della violenza, coinvolgendo operai e operaie del settore agricolo in un dialogo costruttivo e partecipato.

Le aziende partecipanti hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, riconoscendo il valore educativo e formativo di un programma affrontato con sensibilità e competenza. “Siamo lieti di aver aderito – dichiara Emma Zisa (Zisa Group) – davvero encomiabile il tatto con cui l’avv. Caudullo è riuscita ad entrare in connessione intima con le nostre collaboratrici su un tema di rilevantissima attualità”.

“Un momento delicato e molto interessante che ha toccato da vicino le nostre operaie. Tutte le aziende dovrebbero organizzare momenti così”, commenta Roberta Tardera (Ioppì).

L’impegno comune è stato quello di promuovere una riflessione profonda su tematiche fondamentali per la costruzione di una società più consapevole. “Un dialogo aperto, coinvolgente e necessario – spiega Carlo Scollo (Ecofaber) – conoscere, riconoscere, educare per prevenire e contrastare la violenza. Ringraziamo di cuore tutte le partecipanti e i partecipanti, le relatrici, e chi ogni giorno lavora per creare una cultura di rispetto e inclusione”.

Confagricoltura Ragusa esprime soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa che rientra tra le attività sostenute dall’Organizzazione agricola per promuovere la crescita non solo economica, ma anche culturale e sociale della comunità agricola del territorio.

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