L’azienda agricola ragusana Tirollallà sul podio dei vincitori della X edizione del Bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale

 Premiata per il progetto “Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza” con il premio speciale celebrativo del decennale del bando riservato alle aziende under 35

 

Ha celebrato i primi dieci anni dalla sua nascita il bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, con la cerimonia di premiazione che si è tenuta oggi a Roma, a Palazzo della Valle, luogo simbolo di un lungo percorso che ha contribuito in modo concreto alla crescita dell’agricoltura sociale in Italia. L’evento, sempre molto partecipato, ha avuto il patrocinio del MASAF e il contributo di Unioncamere.

 

Il bando è promosso da Confagricoltura, Senior L’Età della Saggezza Onlus e Reale Foundation, in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali.

 

A salire sul podio dei vincitori, ottenendo il premio speciale celebrativo del decennale, la giovane azienda agricola Tirollallà di Monterosso Almo e operante a Santa Croce Camerina con il progetto “Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza”.

Paolo Scollo, titolare insieme a Sebastiano Giaquinta di Tirollallà, ha ritirato il premio dalle mani del Sottosegretario all’Agricoltura, alla Sovranità alimentare e alle Foreste, Patrizio La Pietra, insieme al collaboratore Bira Diarra.

Tirollallà Società Agricola Srls opera nella coltivazione di frutti di bosco e altri alberi da frutto e si distingue per una produzione sostenibile che comprende anche confetture artigianali (lamponi e more) realizzate con frutti a residuo zero. Con il progetto Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza, l’impresa vuole creare un hub nell’area di Santa Croce Camerina, un modello di agricoltura sociale che punta a garantire il diritto al lavoro in un ambiente accogliente e partecipativo, favorendo anche supporto nell’iter burocratico di regolarizzazione del soggiorno in Italia degli immigrati che intendono integrarsi. L’iniziativa mira ad abbattere le barriere geografiche all’ingresso nel settore agricolo, offrendo opportunità lavorative a persone in condizione di fragilità, valorizzando le loro competenze e guidandoli verso la completa autonomia. Per Tirollallà i lavoratori sono i veri pilastri dell’impresa e partecipano attivamente alla vita aziendale, contribuendo alla crescita economica e sociale della realtà produttiva.

“Siamo orgogliosi per l’importante riconoscimento ottenuto da un’azienda innovativa, giovane e che ha fatto della sfida della sostenibilità sociale la propria mission”, commenta il Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Il vero progresso nasce quando l’economia si mette al servizio delle persone e dei territori, creando opportunità per tutti. E Paolo Scollo e Sebastiano Giaquinta, a cui vanno le nostre vive congratulazioni, con il loro progetto aziendale visionario ed innovativo, sono la dimostrazione che la tenacia e il duro lavoro possono dare sostenibilità anche ai progetti più ambiziosi”. “Un fiore all’occhiello del nostro tessuto produttivo – conclude Pirrè – che incarna in pieno i valori e la mission della grande famiglia di Confagricoltura”.

 

“La cerimonia di oggi è stata per noi un’emozione grandissima. Esprimiamo profonda gratitudine a chi ha creduto nel nostro progetto e ci sta permettendo di gettare le basi, attraverso la formazione master e il finanziamento, per costruire qualcosa di concreto per il nostro territorio ibleo”, commentano Paolo Scollo e Sebastiano Giaquinta.  “Adesso – aggiungono – con profonda umiltà ma con tenacia, tocca a noi portare avanti il progetto in collaborazione con gli enti locali e con chi vorrà darci una mano per concretizzare quello che abbiamo ideato. L’hub di Tirollallà dovrà essere un punto di partenza e di riferimento per tutti: dai nostri collaboratori in primis, alle aziende vicine. Dovrà essere una porta sempre aperta. Dedichiamo questo premio innanzitutto a tutti i nostri collaboratori e a quanti ci hanno da sempre sostenuto, ci sostengono e ci sosterranno in questo percorso”.

In dieci anni il bando “Coltiviamo agricoltura sociale” ha erogato 1,2 milioni di euro a fondo perduto, finanziando 33 progetti, tutti monitorati e pienamente operativi, 728 presentati in totale negli anni, e 29 borse di studio, dati che confermano concretamente come il bando, nato all’indomani della legge 141 del 18 agosto 2015 – Disposizioni in materia di agricoltura sociale (che ha fissato il primo quadro normativo dedicato al comparto), sia uno strumento capace di valorizzare concretamente imprese che uniscono innovazione, sostenibilità ed etica, generando impatto positivo sui territori e rafforzando la coesione sociale.

 

Le iniziative nel corso degli anni hanno sostenuto prevalentemente persone con disabilità fisiche, mentali e disturbi dello spettro autistico; giovani e minori in situazioni di disagio educativo; immigrati, rifugiati e richiedenti asilo; donne fragili e vittime di violenza.  I tre progetti vincitori della sezione ordinaria ricevono 40.000 euro ciascuno, ai quali si aggiungono tre borse di studio per il Master in Agricoltura Sociale dell’Università di Roma Tor Vergata.

 

Non sono mancate integrazioni nel corso del tempo: nel 2017 è stato premiato un progetto ambientato nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016; dal 2022 è stata istituita una sezione speciale di gestione e riqualificazione del verde pubblico con un premio da 20.000 euro.

E quest’anno, per i dieci anni, c’è un ulteriore premio celebrativo del valore di 20.000 euro, ideato da Senior L’età della Saggezza Onlus e assegnato a un’impresa guidata da under 35.

 

I VINCITORI (40.000 euro ciascuno)

 

 Azienda Agricola Abellonio Roberto Cascina Piccaluga – 8pari = Vino Sociale e Pari Opportunità – Piemonte – Alba (CN)

 

 Azienda vivaistica Tammaro società agricola srl – Vivaio sociale: coltiviamo inclusione – Campania – Pozzuoli (NA)

 

 Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra – L’Orto dell’Inclusione – Coltivare competenze e relazioni per una comunità solidale – Emilia-Romagna – (FE)

 

Il Premio celebrativo del decennale (20.000 euro) è stato consegnato a:

-Tirollallà srls –Everyone is an alien somewhere – Coltiviamo speranza

Sicilia – Santa Croce Camerina (RG)

 

Il premio “Sezione speciale” (20.000 euro) a favore delle cooperative sociali che si occupano della gestione e riqualificazione del verde pubblico, è andato a:

– Ventotenemia APS – L’agricoltura non ISOLA: percorsi di inclusione socio-lavorativa a Ventotene – Lazio – Ventotene (LT)

 

 

Ragusa, 27 gennaio 2026

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Ragusa prima in Italia per nuove imprese. Confagricoltura: “L’agricoltura conferma il suo ruolo strategico”

La provincia di Ragusa conquista il primato nazionale per tasso di crescita imprenditoriale. I dati diffusi da Unioncamere sul terzo trimestre 2025 certificano un risultato storico per il territorio ibleo: 427 nuove attività e 191 cessazioni, con un saldo attivo di 236 imprese e un tasso di crescita record dello 0,67%, il più alto d’Italia.

Confagricoltura Ragusa evidenzia con particolare soddisfazione il contributo significativo del settore agricolo a questo exploit: tra le nuove imprese costituite, una quota importante opera nel comparto primario, confermando l’agricoltura come uno dei pilastri dell’economia provinciale.

“È un risultato straordinario che ci riempie di orgoglio e che testimonia la vitalità del tessuto economico ragusano”, dichiara il Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Questo primato nazionale è il frutto della cultura imprenditoriale che da sempre caratterizza il nostro territorio e della capacità di innovare pur mantenendo salde le proprie radici”.

“In questo quadro, il settore agricolo si conferma motore di sviluppo e attrattore di nuova imprenditorialità, soprattutto giovanile”, prosegue il presidente Pirrè. “I numeri fotografati dalla rilevazione camerale riflettano non solo la tradizionale vocazione agricola del ragusano, ma anche il rinnovato interesse verso un settore che sa coniugare tradizione e innovazione, sostenibilità ambientale e opportunità economiche”.

“Confagricoltura Ragusa – conclude Pirrè – continuerà a sostenere e accompagnare questo fermento imprenditoriale, offrendo alle nuove aziende agricole gli strumenti, la formazione e l’assistenza necessari per consolidarsi e crescere in un mercato sempre più complesso e competitivo”.

 

Ragusa, 23 ottobre 2025

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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“Mi aspetto rispetto”: la cultura della parità di genere conquista le aziende agricole ragusane

 Successo del primo ciclo di incontri in azienda organizzati da Confagricoltura Ragusa in collaborazione con il Centro Antiviolenza “Donne a Sud”

Si è concluso il primo ciclo della campagna “Mi aspetto rispetto”, organizzata da Confagricoltura Ragusa in collaborazione con il Centro Antiviolenza “Donne a Sud, che ha portato la cultura della parità di genere nelle aziende agricole del territorio attraverso qualificati e partecipati incontri formativi.

L’iniziativa, articolata in una serie di appuntamenti presso diverse realtà produttive su tutto il territorio provinciale, da Modica a Vittoria, passando per Santa Croce Camerina, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e sensibilizzazione sui temi della parità di genere e della prevenzione della violenza, coinvolgendo operai e operaie del settore agricolo in un dialogo costruttivo e partecipato.

Le aziende partecipanti hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, riconoscendo il valore educativo e formativo di un programma affrontato con sensibilità e competenza. “Siamo lieti di aver aderito – dichiara Emma Zisa (Zisa Group) – davvero encomiabile il tatto con cui l’avv. Caudullo è riuscita ad entrare in connessione intima con le nostre collaboratrici su un tema di rilevantissima attualità”.

“Un momento delicato e molto interessante che ha toccato da vicino le nostre operaie. Tutte le aziende dovrebbero organizzare momenti così”, commenta Roberta Tardera (Ioppì).

L’impegno comune è stato quello di promuovere una riflessione profonda su tematiche fondamentali per la costruzione di una società più consapevole. “Un dialogo aperto, coinvolgente e necessario – spiega Carlo Scollo (Ecofaber) – conoscere, riconoscere, educare per prevenire e contrastare la violenza. Ringraziamo di cuore tutte le partecipanti e i partecipanti, le relatrici, e chi ogni giorno lavora per creare una cultura di rispetto e inclusione”.

Confagricoltura Ragusa esprime soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa che rientra tra le attività sostenute dall’Organizzazione agricola per promuovere la crescita non solo economica, ma anche culturale e sociale della comunità agricola del territorio.

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Presentati i risultati della ricerca sulla gestione sostenibile dei residui colturali: dopo la ricerca, si passa alle buone pratiche per gli agricoltori della Fascia Trasformata

Si è tenuto ieri presso la Fiera Agroalimentare Mediterranea a Ragusa l’evento di presentazione dei risultati della ricerca applicata sostenuta e promossa da Confagricoltura Ragusa e condotta dall’Università di Trento sulla gestione dei residui colturali nella Fascia Trasformata e del Vademecum delle buone pratiche per gli agricoltori del territorio. I lavori sono stati preceduti dal saluto del Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Nel suo intervento il Presidente Schifani ha sottolineato la centralità del Distretto agroalimentare di qualità Ibleo, la disponibilità della Regione a sostenere le imprese agricole in relazione agli effetti dei dazi USA sull’export agroalimentare siciliano e il valore strategico del progetto Cargo presso l’aeroporto di Comiso per la crescita e lo sviluppo del comparto agricolo dell’isola, fortemente voluto dal Governo regionale. Presenti ai lavori il Vice Presidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza, e il Presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona.

La ricerca, coordinata dalla Dott.ssa Cecilia Insinna e dal Prof. Massimo Zortea, ha affrontato due obiettivi strategici: la gestione dei residui colturali, comunemente chiamati fratta, in ottica di filiera e la realizzazione di un manuale operativo per gli agricoltori. L’approccio adottato è andato oltre gli aspetti puramente tecnologici per abbracciare anche quelli operativi, economici e normativi.

Il lavoro ha portato alla mappatura di diciannove attività presenti sul territorio, individuando per ciascuna il soggetto coinvolto, il possibile ruolo nella filiera e il referente di contatto. Tra le realtà censite emergono esperienze particolarmente significative ed innovative nel settore del trattamento e della valorizzazione dei residui agricoli.

Lo studio ha elaborato una proposta di filiera integrata articolata in tre fasi. La prima riguarda la raccolta e lo stoccaggio di due flussi separati, distinguendo tra fratta compostabile e fratta spuria. La seconda prevede una gestione differenziata: trattamenti biologici per la fratta compostabile e trattamenti termochimici per quella spuria. La terza fase prevede la reimmissione nel ciclo produttivo dei materiali trattati, utilizzandoli come ammendante agricolo oppure per la produzione di energia. La filiera proposta prevede inoltre la creazione di un polo multiplo per il trattamento, con l’obiettivo di ridurre significativamente le emissioni di anidride carbonica.

Parallelamente è stato sviluppato un Vademecum delle buone pratiche composto da dieci schede operative. Ciascuna scheda è articolata in tre sezioni: panoramica generale con analisi dei rischi, normativa di riferimento con le relative sanzioni, e proposte concrete di buone pratiche da implementare. Il manuale rappresenta un esempio di ricerca partecipata, realizzato “con e per gli agricoltori” attraverso focus group, riunioni operative con un gruppo di lavoro locale, interviste a produttori e tecnici agronomi, e sopralluoghi in centri di raccolta e impianti.

L’evento ha delineato le prospettive future attraverso diverse forme organizzative: la creazione di una commissione permanente interna a Confagricoltura, la costituzione di un comitato o rete contratto tra imprese, e la definizione di un consorzio senza scopo di lucro che coordini tutte le attività della filiera.

   

 

“Questa ricerca rappresenta un passo fondamentale verso la sostenibilità ambientale del nostro territorio agricolo”, ha dichiarato il Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “La mappatura delle realtà operative e la proposta di filiera integrata offrono agli agricoltori della Fascia Trasformata strumenti concreti per una gestione più efficiente e sostenibile dei residui colturali, trasformando quello che fino ad oggi è stato percepito come un problema in una risorsa per l’economia circolare del territorio”.

“Dopo la ricerca – conclude Pirrè – adesso è il momento di passare all’azione per gli imprenditori agricoli della Fascia trasformata. Confagricoltura c’è e continuerà a sostenere questo processo innovativo necessario”.

Il Vademecum delle buone pratiche sarà ora sottoposto a una fase di test sul campo da parte degli agricoltori del territorio, per raccogliere feedback operativi che permetteranno un ulteriore aggiornamento e perfezionamento delle procedure proposte.

 

Ragusa, 27 settembre 2025

 

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

 

 

 

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“Gestione sostenibile dei residui colturali, dalla ricerca alle buone pratiche”: presentazione dei risultati della ricerca dell’Università di Trento alla FAM a Ragusa

“Gestione sostenibile dei residui colturali: dalla ricerca alle buone pratiche”: si presentano presso la Fiera Agroalimentare Mediterranea a Ragusa, in via Prof. V. Malfitano, i i risultati della ricerca condotta dall’Università di Trento e sostenuta da Confagricoltura Ragusa sulla gestione dei residui colturali (fratta) in ottica di filiera e il Vademecum delle buone pratiche per gli agricoltori della Fascia trasformata. I lavori si terranno domani, 26 settembre, con inizio alle ore 15.30. Un momento significativo di condivisione e confronto sui risultati di un’importante ricerca applicata che interessa direttamente il nostro territorio e il settore serricolo della Fascia trasformata.

Il pomeriggio si articolerà in due momenti complementari e interconnessi. La prima parte sarà dedicata a una panel session per la presentazione dei risultati, una sessione a più voci che restituirà il lavoro di ricerca svolto attraverso la mappatura completa della filiera, i risultati dei focus group realizzati, l’analisi degli spunti emersi dai confronti territoriali e le prospettive di sviluppo individuate per il settore.

In questa fase interverranno:  il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per i saluti istituzionali, il Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè, per i saluti introduttivi, il Professor Massimo Zortea (Università di Trento) per l’introduzione ai lavori e la Dottoressa Cecilia Insinna, ricercatrice dell’ateneo trentino, per la presentazione dettagliata dei risultati della ricerca.

La seconda parte dell’evento sarà caratterizzata da un pubblico dibattito condotto con tecniche partecipative innovative. Questo momento di confronto aperto sarà facilitato attraverso metodologie interattive quali tavoli tematici, mappature visive e raccolta di proposte direttamente dal pubblico, con l’obiettivo di alimentare il dibattito sui temi emersi, raccogliere proposte concrete per il futuro e definire prospettive di sviluppo condivise per la filiera dei residui colturali.

L’iniziativa è rivolta a tutti gli stakeholder del settore serricolo e agroalimentare della Fascia trasformata, compresi autorità locali e regionali, rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore agricolo, istituti di ricerca e università, associazioni di categoria, tecnici e consulenti. La partecipazione è gratuita e rappresenta un’occasione unica di confronto e condivisione su tematiche di grande attualità per lo sviluppo sostenibile del comparto agricolo regionale.

L’evento costituisce un importante momento di restituzione alla comunità territoriale dei risultati di una ricerca che ha visto il coinvolgimento attivo di numerosi soggetti del settore e che promette di fornire strumenti concreti e pratici per migliorare la gestione dei residui colturali in una logica di sostenibilità ambientale ed economica.

 

Ragusa, 25 settembre 2025

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

 

 

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Corso online per operatori zootecnici

Iscrizioni aperte per il corso di formazione obbligatorio sul benessere animale per gli allevatori. Formazione obbligatoria entro il 2025

Si comunica che il 6 settembre 2023, il Ministero della Salute ha emanato un decreto che stabilisce nuovi requisiti per la formazione obbligatoria in materia di sanità animale per fronteggiare le nuove emergenze fitosanitarie.
Dal 1 gennaio 2024, tutti gli allevatori e i trasportatori sono obbligati a seguire una formazione di minimo 18 ore, completandola entro il 31 dicembre 2025.

Gli allevatori e i trasportatori di bovini, equini, ovini e caprini, suini, pollame e conigli sono obbligati a partecipare al corso.
Ad esempio, se in un’azienda si allevano più specie, è sufficiente un unico corso, scegliendo la specie prevalente.
Se l’allevamento è suddiviso in più sedi operative, è consigliabile che per ciascuna sede ci sia almeno un operatore che abbia completato il corso. Sebbene non obbligatorio, è fortemente consigliato che il corso venga frequentato da tutti coloro che operano nell’allevamento, compresi i dipendenti.

Il mancato rispetto dell’obbligo formativo costituisce una violazione sanabile ai sensi dell’articolo 31, comma 5, del D.LGS 136/2022. Si applica il regime di diffida, come previsto dal D.L. n. 91/2014, con possibilità di regolarizzare la propria posizione entro i termini previsti dalle norme.

Il corso sarà erogato in modalità di formazione a distanza (FAD) asincrona, consentendo ai partecipanti di seguire le lezioni secondo le proprie disponibilità, ed avrà un costo di 75 euro (70 per i Soci di Confagricoltura).

E’ possibile iscriversi entro il 15 ottobre.

Per maggiorni info: info@enfagaragusa.it – 0932642492 

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“Fare rete come strategia vincente per portare avanti la visione di sviluppo condivisa del territorio ibleo”

Ieri sera nella suggestiva Terrazza sul Porto di Marina di Ragusa, il nostro Presidente Pirrè ha partecipato al prestigioso evento “Oro degli Iblei”, organizzato dal giornale La Sicilia. Un confronto di alto livello che ha riunito i protagonisti del tessuto economico, sociale ed istituzionale della nostra Provincia in uno scenario straordinario.
“Un’organizzazione moderna deve saper guardare oltre i confini del proprio settore. E noi di Confagricoltura lo stiamo facendo erogando servizi di assistenza alle imprese innovativi e avanzati e sostenendo iniziative sociali e culturali”, ha dichiarato il Presidente Pirrè
“Il nostro territorio ha bisogni complessi che richiedono risposte articolate e innovative. Per questo crediamo fermamente nel fare rete come strategia vincente per costruire una visione condivisa di sviluppo sostenibile. Confagricoltura Ragusa vuole essere il partner strategico di riferimento, il vero snodo di interessi diffusi capace di aggregare energie e competenze per la crescita economica, sociale e culturale della nostra comunità iblea”.
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Confagricoltura Ragusa sostiene le “Olimpiadi del Teatro”: l’agricoltura protagonista nella ricerca della felicità

 Dal 25 al 28 settembre Ragusa Ibla si trasforma in città-palcoscenico con un progetto speciale del Ministero della Cultura che unisce arte, natura e territorio

Confagricoltura Ragusa annuncia con orgoglio la propria partecipazione alle “Olimpiadi del Teatro – Alla ricerca della felicità”, l’importante iniziativa culturale promossa dal Ministero della Cultura e diretta da Vicky DiQuattro per il Teatro Donnafugata, che dal 25 al 28 settembre trasformerà Ragusa Ibla in uno straordinario laboratorio artistico a cielo aperto.

L’Organizzazione agricola ragusana contribuisce in modo determinante alla realizzazione del suggestivo “Giardino della Felicità”, un’installazione poetica e sensoriale che sorgerà all’interno dei Magazzini Donnafugata. Questo spazio unico, reso possibile anche dalla collaborazione del Barocco Garden Club, si trasformerà in una piccola “foresta urbana” dove piante e alberi creeranno un ambiente di riflessione e condivisione.

“La terra, con i suoi cicli naturali e le sue stagioni, è da sempre maestra di felicità”, dichiara il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Abbiamo creduto sin dall’inizio in questa straordinaria manifestazione perché rappresenta perfettamente i valori che animano il nostro settore: la cura, la semina, l’attesa e la gioia che nasce dal rapporto autentico con la natura. Portiamo la nostra esperienza agricola per ricordare che la vera felicità nasce anche dal lavoro paziente della terra e dal rispetto dei suoi tempi”.

Il “Giardino della Felicità” rappresenta un ponte ideale tra tradizione agricola e innovazione culturale, offrendo ai visitatori un percorso esperienziale dove scoprire, tra le fronde e i fiori, citazioni di grandi autori che nei secoli hanno meditato sulla gioia, e lasciare a loro volta messaggi personali su un muro dedicato alla condivisione di pensieri ed emozioni.

Le “Olimpiadi del Teatro” si articolano intorno ai Cinque Cerchi dell’Umanesimo Contemporaneo – Parola, Natura, Memoria, Filosofia e Musica – e vedranno protagonisti nomi di primo piano della cultura italiana come Alessandro Baricco, Marcello Veneziani, Alessandro Preziosi, Mario Incudine e molti altri. Il programma prevede dialoghi, spettacoli, passeggiate naturalistiche e momenti di riflessione che culmineranno nella rappresentazione de “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar.

“Questo progetto”, sottolinea il Direttore di Confagricoltura Ragusa, Giovanni Scucces, “dimostra come l’agricoltura sia parte integrante del tessuto culturale e sociale del territorio ibleo. La nostra partecipazione alle Olimpiadi del Teatro conferma l’impegno della categoria agricola ragusana nel sostenere iniziative che valorizzano il patrimonio paesaggistico e culturale del territorio, creando sinergie virtuose tra mondo rurale e proposte artistiche di eccellenza”.

L’iniziativa, che gode del supporto di prestigiosi partner istituzionali e privati, rappresenta un modello di collaborazione tra settori diversi uniti dalla volontà comune di promuovere la bellezza, la cultura e l’identità territoriale ragusana.

Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito, ad eccezione dello spettacolo di Alessandro Preziosi.

Informazioni e prenotazioni: www.teatrodonnafugata.it

 

Ragusa, 18 settembre 2025

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Dieci proposte concrete per il rilancio dell’agricoltura ragusana

A delinearle il Vice Presidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza

Il settore agricolo ragusano ha bisogno di interventi concreti e mirati per affrontare le sfide attuali e proiettarsi verso un futuro sostenibile. È quanto emerge dalle proposte elaborate da Sandro Gambuzza, Vice Presidente di Confagricoltura, sollecitato dall’incontro avvenuto presso il Libero Consorzio Comunale di Ragusa sulla crisi agricola.

“Oltre che schierarsi a fianco delle aziende agricole e promuovere ordini del giorno alle altre Istituzioni – iniziative sempre apprezzabili – il territorio ragusano necessita di azioni concrete e immediate”, ha dichiarato Gambuzza, proponendo 10 priorità concrete che spaziano dal supporto diretto agli agricoltori fino all’innovazione tecnologica più avanzata.

Supporto immediato alle aziende agricole

La prima priorità individuata da Gambuzza riguarda il supporto diretto agli agricoltori attraverso fondi emergenziali destinati a coprire i costi di produzione sempre più elevati, dai fitofarmaci al carburante, dal trasporto alle sementi. Parallelamente, il vice presidente di Confagricoltura propone contributi specifici per il miglioramento delle sistemazioni irrigue, elemento chiave per aumentare le rese e promuovere coltivazioni più efficienti in un territorio che fa dell’agricoltura intensiva uno dei suoi punti di forza.

Diversificazione e valorizzazione del territorio

Il secondo pilastro della strategia punta sulla diversificazione produttiva e l’apertura a nuovi mercati. Gambuzza propone la creazione di impianti cooperativi per la trasformazione locale dei prodotti agricoli, dalle conserve agli oli, dai vini ai succhi, con l’obiettivo di aumentare il valore aggiunto delle produzioni locali. Particolare attenzione viene rivolta ai progetti per l’agricoltura biologica e sostenibile, supportati da campagne di marketing mirate e percorsi di certificazione.

Formazione e innovazione tecnologica

La formazione e l’innovazione tecnologica rappresentano il terzo asse di intervento. Il piano prevede corsi gratuiti per agricoltori su tecniche ecosostenibili, uso di droni, precision farming e agricoltura digitale. L’obiettivo è promuovere l’adozione di tecnologie verdi, come sistemi di monitoraggio colturale e sensori di irrigazione, per rendere le aziende agricole ragusane sempre più competitive e sostenibili.

Cooperazione e ricambio generazionale

Il quarto punto si concentra sulla cooperazione e il ricambio generazionale. Gambuzza propone di incentivare le cooperative agricole e le reti locali tra agricoltori, facilitando la vendita attraverso piattaforme digitali. Particolare enfasi viene posta sulle iniziative finalizzate ad agevolare il ricambio generazionale nelle imprese agricole e il sostegno alle start-up agroalimentari, elementi fondamentali per garantire continuità e innovazione al settore. Queste iniziative dovranno prevedere percorsi di accompagnamento per i giovani agricoltori, agevolazioni fiscali e creditizie specifiche, oltre a programmi di mentoring con imprenditori esperti del territorio. Non manca l’attenzione alla manutenzione delle strade a maggiore percorrenza agricola attraverso cooperative specializzate.

Ponte verso finanziamenti e credito

La quinta proposta prevede una collaborazione strategica con Regione, UE e sistema bancario. Il Libero Consorzio dovrebbe agire da ponte tra agricoltori e bandi regionali del PSR (Programma di Sviluppo Rurale) o fondi europei di emergenza, facilitando accordi con istituti di credito per prestiti agevolati e garanzie locali. Viene inoltre proposta la costituzione di fondi rotativi di garanzia specifici per gli agricoltori.

Marketing territoriale e turismo rurale

Il sesto pilastro riguarda il marketing territoriale e il turismo rurale. Gambuzza immagina la promozione del brand “Agricoltura di Ragusa” attraverso campagne di comunicazione, eventi enogastronomici e percorsi agro-turistici. Il piano include il supporto agli agriturismi, la creazione di itinerari gastronomici, visite aziendali e “agri-esperienze” dedicate ai turisti, valorizzando così il patrimonio agricolo locale anche sotto il profilo turistico.

Servizi tecnici e sicurezza

La settima proposta si focalizza su vigilanza e consulenza tecnica, con l’offerta di servizi tecnici gratuiti quali assistenza fitosanitaria, supporto contabile e consulenza per certificazioni biologiche, IGP e DOP. Viene inoltre prevista una maggiore attenzione alla sicurezza delle aziende agricole e dei beni aziendali.

Agricoltura sociale e sostenibilità

L’ottavo punto promuove iniziative sociali attraverso Gruppi di acquisto solidali, progetti di agricoltura sociale e collaborazione con il Banco Alimentare. Particolare attenzione viene rivolta agli interventi a favore di alloggi e trasporti per i lavoratori migranti, elemento cruciale per un territorio che fa ampio ricorso alla manodopera stagionale.

Semplificazione burocratica

Il nono intervento riguarda lo snellimento burocratico con l’introduzione di procedure amministrative semplificate specificamente dedicate alle imprese agricole della provincia, per ridurre i tempi e i costi delle pratiche amministrative.

Innovazione e agricoltura del futuro

L’ultimo punto del piano di Gambuzza guarda al futuro con proposte di innovazione avanzata: prototipi di agricoltura circolare, impiego dell’intelligenza artificiale per fini agricoli e digitalizzazione con l’agricoltura 5.0. Il vice presidente di Confagricoltura propone inoltre la promozione delle comunità energetiche agricole, strumento innovativo che consente alle aziende agricole di produrre, condividere e autoconsumare energia rinnovabile, riducendo i costi energetici e aumentando l’autonomia del settore. Queste comunità energetiche potranno sfruttare il fotovoltaico sui tetti delle strutture agricole, l’agrovoltaico sui terreni coltivati e altre fonti rinnovabili, creando un modello di sviluppo sostenibile e circolare per l’agricoltura ragusana.

Dieci proposte che delineano una visione integrata e moderna dell’agricoltura ragusana, in grado di coniugare tradizione produttiva e innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e competitività economica. Un piano concreto per costruire un modello di sviluppo agricolo sostenibile per tutto il territorio siciliano che non può realizzarsi attraverso ordini del giorno o dichiarazioni d’intenti.

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“Il Peso delle Parole”: una mostra sulla parità di genere attraverso il linguaggio presso l’azienda florovivaistica La Mediterranea ad Acate

Le parole come strumento di cambiamento culturale, come veicolo di una cultura inclusiva e non ostile, per disinnescare il sessismo e il patriarcato e per costruire un immaginario culturale condiviso che non sia ostile alle donne: è questo il senso della mostra “Il Peso delle Parole” organizzata presso l’azienda florovivaistica “La Mediterranea” ad Acate da Paola, Franco e Piero Gurrieri, in collaborazione con la Consulta Femminile di Ragusa, associazione Toponomastica Femminile e Confagricoltura Ragusa.

La mostra, che è stata inaugurata il 24 giugno alla presenza del sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, e del Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè, ha visto la partecipazione delle operaie e degli operai dell’azienda, sarà visitabile fino al 15 luglio, invita a riflettere su un aspetto specifico, ma profondamente rivelatore: la consuetudine, ancora oggi diffusa, di usare nomi comuni quasi esclusivamente al maschile, trascurando – talvolta inconsapevolmente – la declinazione al femminile.

“È un tema – spiega Paola Gurrieri – che tocca la lingua ma attraversa la società, svelando un’abitudine culturale che tende a rendere invisibile una parte fondamentale del reale. Ma c’è di più. Questa riflessione linguistica ci spinge ad aprire lo sguardo su un piano più ampio: il linguaggio stesso, nella sua totalità, è il primo ponte tra gli individui. È il filo invisibile che unisce storie, esperienze, identità. È ciò che ci consente non solo di comunicare, ma di comprenderci”.

“In un’azienda come la nostra – aggiunge -, fatta di persone con provenienze, lingue, accenti e vissuti diversi, il linguaggio è ciò che ci tiene insieme. È collante e ponte, strumento operativo ma anche veicolo di rispetto, inclusione, riconoscimento reciproco. È grazie alle parole che creiamo collaborazione, fiducia, senso di appartenenza. È grazie al linguaggio che possiamo dire: “siamo una squadra”, anche quando veniamo da angoli del mondo lontanissimi. Ecco perché parlare del peso delle parole non è un esercizio astratto o intellettuale. È una necessità concreta. Le parole che scegliamo – o che omettiamo – raccontano chi siamo e cosa vogliamo costruire insieme. Dare valore alle parole significa dare valore alle persone”.

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