Giansanti (Confagricoltura): risorse europee e nazionali per evitare inflazione alimentare

Trovare le risorse, in Europa e a livello nazionale, per mettere gli agricoltori nelle condizioni di produrre di più e competere sui mercati internazionali. Questa è la priorità evidenziata oggi al Corriere della Sera da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, recentemente riconfermato alla guida del COPA (l’Associazione di rappresentanza delle principali organizzazioni agricole europee).

Interrogato sulla prossima Legge di Bilancio, Giansanti sottolinea: “La manovra deve contenere due elementi fondamentali. Vanno trovate le risorse per l’agevolazione dell’Irpef in agricoltura. Il secondo punto è procedere con il ripristino di Agricoltura 4.0, ossia le risorse per le imprese che investono in innovazione e tecnologia attraverso un credito d’imposta”. In Europa, è necessario lo stanziamento di un budget adeguato alle sfide e che l’agricoltura torni asset strategico. “La guerra nello stretto di Hormuz, oltre a generare un enorme danno in termini di costo dell’energia e dei fertilizzanti, rischia di far esplodere l’inflazione alimentare per mancanza di produzione. I prossimi due anni saranno fondamentali nella definizione del quadro finanziario e delle risorse per la politica agricola comune”.

Sugli accordi internazionali, il presidente di Confagricoltura ribadisce la necessità di tutelare la reciprocità. In merito al MERCOSUR, “avevamo segnalato che era necessario incrementare i livelli di controllo e tutela delle produzioni e degli standard da noi adottati all’interno dell’Unione europea. Non a caso sono state scoperte nel porto di Atene carni brasiliane con presenza di antibiotici vietati, come conseguenza è stato disposto il blocco dell’export di carne sul territorio europeo da parte dei Paesi sudamericani”.

Giansanti conclude evidenziando le maggiori preoccupazioni per le imprese del settore: energia e clima. “Oltre all’incremento del costo energetico pari al 100%, preoccupa il cambiamento climatico. Il caldo ricorrente ha condizionato le produzioni agricole, con un aumento dei costi e una diminuzione dei ricavi”.

Leggi

Ortofrutta italiana in fiera a Madrid. Confagricoltura: comparto trainante che guarda al futuro

 Sebbene il contesto internazionale sia sempre più complesso e i costi di produzione più elevati, a Fruit Attraction, la fiera internazionale dell’ortofrutta in corso a Madrid, l’atmosfera è vivace e proiettata al futuro.

Nei padiglioni, tra gli stand delle numerose aziende di Confagricoltura presenti in questi giorni in Spagna, sono numerosissimi i buyer e gli operatori che confermano la vitalità del comparto. Lo ha evidenziato Paolo Mele, componente della Giunta nazionale di Confagricoltura, all’evento organizzato ieri sera dall’Ambasciata d’Italia dedicato alle imprese in occasione della fiera.

“Con un valore della produzione intorno ai 18 miliardi nel 2025, anche se in flessione rispetto all’anno precedente, – ricorda Mele – il settore ortofrutticolo continua a rappresentare circa ¼ della produzione agricola complessiva. L’export supera ormai stabilmente i 12 miliardi di euro, su poco più di 70 miliardi totali”.

Fruit Attraction si colloca in un momento dell’anno in cui si archivia la raccolta della frutta estiva, penalizzata dall’andamento climatico, ed entra nel vivo quella autunnale: dopo uva e kiwi, è la volta di mele, pere, castagne, zucche. Comparti in cui l’Italia ha un ruolo di primo piano a livello internazionale per la qualità delle produzioni.

“Rimangono tuttavia numerose preoccupazioni – aggiunge Mele – All’aumento dei costi di produzione per carburanti, fertilizzanti, imballaggi, logistica, si aggiungono le persistenti criticità derivanti alla carenza di manodopera e dalla continua riduzione delle molecole efficaci per contrastare le fitopatie”.

Sul fronte del clima, il caldo prolungato di quest’estate ha certamente impattato sulle produzioni, pur con differenziazione per territori e comparti.

“Complesso è anche il quadro legislativo relativo alla riforma della Pac post 2027, che ad oggi presenta ancora poca chiarezza, a partire dall’effettiva disponibilità delle risorse. Il tempo stringe e le OP hanno necessità di regole chiare per fare delle scelte. Anche su questa tematica, come su altre, – conclude Mele – Confagricoltura è intervenuta per sensibilizzare le istituzioni a definire un quadro di regole che consentano alle imprese di continuare a operare e fare investimenti”.

Leggi

Santori (ANPA Confagricoltura): “Gli anziani usano la tecnologia, ma la disinformazione e le truffe oggi ingannano anche gli esperti. Vanno tutelati”

Al convegno regionale dell’Associazione Pensionati di Confagricoltura a Sovizzo (Vicenza) Villa Curti, il segretario generale dell’ANPA Angelo Santori lancia l’allarme sulla sofisticazione di fake news e raggiri digitali: “Gli anziani cercano il contatto con la rete, ma servono regole e tutele chiare per proteggerli dall’incrocio tra trappole informative e reati informatici”

“I dati smentiscono gli stereotipi: oggi gli anziani usano lo smartphone, le app e frequentano i social media, dimostrando un forte desiderio di partecipazione e di informazione. Tuttavia, proprio perché sono attivi online, vanno fortemente tutelati. Il problema, infatti, è che la disinformazione e le truffe si sono fatte così sofisticate e intrecciate tra loro – tra intelligenza artificiale, voci clonate e deepfake – da mettere in difficoltà persino i tecnici e gli addetti ai lavori. Se un inganno digitale avanzato sfida gli esperti, immaginiamo quanto possa diventare pericoloso per una persona anziana. Garantire informazione veritiera e protezione dai raggiri online non è assistenzialismo, ma un fondamentale diritto di cittadinanza e di dignità”.

Con queste parole Angelo Santori, segretario generale nazionale dell’ANPA (Associazione Nazionale Pensionati Agricoli di Confagricoltura), ha aperto il suo intervento alle conclusioni del convegno regionale dell’ANPA Veneto intitolato «Comunicazione e Informazione: Come tenersi aggiornati in una società in continuo e rapido cambiamento – Tra fake news e social media», oggi a Villa Curti a Sovizzo, in provincia di Vicenza.

I dati del Censis evidenziano infatti la crescente familiarità dei longevi con la tecnologia: tra gli over 65 italiani il 72,8% utilizza quotidianamente le app sullo smartphone, il 58,7% frequenta regolarmente i social media e il 31,7% fa uso di assistenti virtuali. Inoltre, per il 56,9% degli anziani, “mantenere la mente allenata” tenendosi informati rappresenta il primo fattore in assoluto di salute e benessere.

A fronte di questa apertura al digitale, i cittadini si trovano però immersi in un ecosistema digitale rischioso, dove il 76,5% degli italiani ritiene le notizie false e le trappole web ormai pervasive e difficilissime da individuare. Se a livello nazionale il 20,2% della popolazione ammette di non saper riconoscere una fake news, la percentuale di incertezza sale al 29,5% nei piccoli Comuni sotto i 10.000 abitanti e raggiunge il 39,5% tra gli over 65.

Si genera così – rimarca ANPA – una condizione di marcata vulnerabilità, in cui alla tecnologia a portata di mano si sovrappone l’aggressione congiunta di disinformazione e reati informatici, dalle truffe finanziarie sulle pensioni con voci clonate fino alle notizie manipolate sui mercati e sul territorio. L’allarme cresce con l’IA generativa: il 68,3% degli italiani teme che con gli algoritmi aumenteranno le notizie non verificabili, e le cronache documentano persino casi di “allucinazioni” dell’IA che hanno generato falsi report d’intelligence militare simulando escalation belliche tra superpotenze.

Per tutelare gli utenti e chi si affaccia alla rete, l’ANPA richiama la rigorosa applicazione del Regolamento Europeo sull’IA (EU AI Act – Reg. UE 2024/1689), che all’articolo 50 impone l’obbligo di etichettatura chiara (watermarking e marcatori visivi) per i contenuti generati o manipolati da algoritmi, ribadendo la centralità del controllo umano (human-in-the-loop).

In questo contesto, per affiancare gli anziani nel loro rapporto con l’innovazione e garantire sicurezza e presenza dello Stato anche nelle aree interne dove l’indice di vecchiaia sfiora i 223 anziani ogni 100 giovani, Angelo Santori ha sintetizzato così le proposte prioritarie dell’ANPA per fronteggiare la disinformazione:

-programma di alfabetizzazione mediatica e digitale: corsi capillari, soprattutto nei piccoli comuni, per fornire agli anziani strumenti pratici di verifica delle fonti, riconoscimento delle fake news e prevenzione delle truffe informatiche;

-completamento della banda ultra-larga: abbattimento del digital divide nelle campagne e nei borghi agricoli per garantire connessioni stabili e sicure;

-presidi fisici e di sicurezza sul territorio: salvaguardia e potenziamento degli sportelli bancari, postali, degli ospedali e dei centri di medicina di prossimità, dei punti di facilitazione digitale e dei presidi di pubblica sicurezza, indispensabili per la tutela e la serenità dei cittadini nei centri minori.

I diritti e la tutela degli anziani attivi rappresentano infatti la pietra angolare per il futuro del Paese intero. “Quando costruiamo una rete informativa sicura e proteggiamo i cittadini dalle trappole del digitale – ha concluso il segretario generale dell’ANPA – stiamo rendendo l’Italia un Paese più giusto e solido anche per le nuove generazioni. Perché, come ci insegna il Censis, costruire un Paese a misura di anziano è la condizione indispensabile per continuare a fare dell’Italia uno dei Paesi più avanzati e civili al mondo”.

Leggi

Carburanti, Confagricoltura: bene MASAF, da ENI ottima notizia per il settore

L’annuncio di Eni della riduzione del 20% del prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive al mondo agricolo e della pesca è un’ottima notizia.

L’intervento di Eni, che Confagricoltura auspica venga emulato dalle altre compagnie petrolifere, risponde all’appello del ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, in un momento di particolare difficoltà per il settore primario. E’ un contributo tangibile – aggiunge la Confederazione – che si aggiunge alle misure messe in atto dal governo a sostegno dell’agricoltura italiana, sotto pressione per la crisi internazionale.

Lo sconto sarà applicato fino al 31 ottobre e potrà essere esteso fino a fine dicembre sulla base dell’andamento del mercato e delle disponibilità di prodotto.

Leggi

Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) confermato alla presidenza del COPA a Bruxelles

Difendere l’agricoltura europea con un budget adeguato alle sfide

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, è stato confermato nel ruolo di presidente del COPA, l’Associazione che riunisce le principali organizzazioni professionali agricole europee. Il comitato di Presidenza si è riunito oggi a Bruxelles in sessione plenaria.

“Ora o mai più. È tempo che l’agricoltura europea si rafforzi, in quanto asset di posizionamento nello scacchiere globale. Il cibo è soft power, la nostra sicurezza alimentare deve restare in cima all’agenda politica dell’Unione, al pari della difesa dei confini e dell’approvvigionamento energetico. Per raggiungere questo obiettivo, serve un budget adeguato alle sfide che siamo chiamati ad affrontare. Per reagire allo shock climatico e a quello petrolifero, le grandi potenze mondiali stanno investendo sulle risorse strategiche. L’impegno del COPA è che l’agricoltura europea sia riconosciuta come tale”. Così ha commentato Giansanti, ringraziando i presidenti delle organizzazioni parte del COPA e sottolineando: “Affronto questo nuovo incarico con grande senso di responsabilità e impegno. Intendo proseguire nel percorso avviato verso una nuova PAC che possa tutelare il reddito e il ruolo degli agricoltori europei, in prima linea ogni giorno per garantire a tutti noi beni di prima necessità, nonché la tenuta delle nostre preziose aree rurali”.

Il primo mandato del presidente Giansanti si è concentrato sul consolidamento di un’azione collettiva, tesa a portare la voce degli agricoltori in cima all’agenda politica europea. Tra i risultati più evidenti si citano due manifestazioni altamente partecipate: la prima, tenutasi a dicembre 2025 a Bruxelles, ha spinto la Commissione europea a riconoscere le carenze per il mondo agricolo all’interno del Quadro Finanziario Pluriennale proposto. La seconda, organizzata a gennaio 2026 a Strasburgo, ha portato il Parlamento europeo a deferire l’accordo con il Mercosur alla Corte di giustizia per un esame giuridico, in risposta alle richieste del comparto. Queste azioni hanno contribuito a portare in discussione ulteriori risorse finanziarie per il comparto e a rafforzare le restrizioni sulla carne proveniente dal Brasile.

“Due importanti risultati – ha commentato Giansanti – a dimostrazione che mobilitazioni forti, unite a un efficace impegno politico ai tavoli istituzionali, possono portare benefici tangibili agli agricoltori europei e alle comunità rurali. Queste iniziative hanno contribuito a spostare il dibattito, dal considerare l’agricoltura come un problema al riconoscerla come una risorsa strategica per l’Europa”.

Le principali sfide affrontate durante il mandato appena concluso hanno riguardato le conseguenze della nuova politica commerciale statunitense, l’aumento dei costi dei fattori di produzione, in particolare dei fertilizzanti, gli accordi commerciali con Paesi Terzi, nuovi e preesistenti, l’impegno per la semplificazione burocratica e per preparare il terreno per la nuova PAC, nonché la relativa proposta di un bilancio più ampio. L’azione del COPA, sotto la guida di Giansanti insieme ai vicepresidenti, ha rafforzato la competitività delle imprese, garantito prezzi più equi per i produttori, promosso la semplificazione e il contrasto alle fake news, migliorato atti normativi, portato a termine il regolamento sulle TEA e aumentato la trasparenza per i consumatori, anche attraverso norme più chiare sulle denominazioni relative alle carni.

Queste iniziative convergono verso un unico macro-obiettivo che resta fondamentale per la nuova presidenza 2026-2028: rafforzare il ruolo dell’agricoltura europea nel mondo e quello degli agricoltori all’interno della filiera alimentare dell’Unione.

Massimiliano Giansanti, 52 anni, romano, è imprenditore agricolo. Presidente di Agricola Giansanti srl e amministratore delegato del Gruppo Aziende Agricole Di Muzio, presente nelle province di Roma, Viterbo e Parma. Le aziende, specializzate nella produzione di cereali, kiwi, latte e prodotti zootecnici, sono attive in ambito agroindustriale e agroenergetico.

Leggi

Accordo Confagricoltura e Uniceb per valorizzare la filiera italiana delle carni bovine

Rafforzare la filiera italiana delle carni bovine e favorire la produzione nazionale di capi attraverso un percorso comune. E’ l’obiettivo del protocollo di intesa firmato oggi da Confagricoltura e Uniceb (Unione Italiana Filiera delle Carni) per rispondere alle esigenze del comparto, anche alla luce del calo del numero di vitelli provenienti dalla Francia, storico Paese fornitore.

Sempre più frequentemente, infatti, si registra una crescente richiesta di aumentare la produzione di carne proveniente da una filiera totalmente Made in Italy, considerata la sensibilità del consumatore verso prodotti nazionali caratterizzati da un livello qualitativo elevato.

Attualmente, circa il 50% della carne prodotta in Italia deriva dall’ingrasso di animali provenienti dall’estero: il principale esportatore verso il nostro Paese è la Francia, dalla quale proviene oltre il 70% dei ristalli (circa 800.000 capi).

L’Italia è il quarto produttore europeo di carne bovina (con una quota del 10%), al pari della Polonia, e dopo Francia (20%), Germania (15%) e Spagna (11%) (fonte Ismeamercati). La produzione italiana è calcolata in circa 670.000 tonnellate, di cui 320.000, ovvero poco meno del 50%, derivano dall’importazione di animali vivi, mentre l’importazione delle carni si attesta intorno alle 430.000 tonnellate (fonte Ismeamercati su dati 2024). Quindi, l’autoapprovvigionamento si attesta intorno al 40%.

L’intesa, firmata a Palazzo della Valle dai presidenti Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) e Carlo Siciliani (Uniceb), punta a incentivare l’autoapprovvigionamento e una produzione di qualità, offrendo alle imprese associate un canale di commercializzazione stabile, fondato su standard condivisi e su criteri oggettivi per la determinazione dei prezzi e delle premialità.

Il progetto riguarda in dettaglio specifiche linee di produzione e di allevamento. Particolare attenzione viene riservata alla qualità delle produzioni, alle buone pratiche di gestione del vitello sin dalla nascita, alla sostenibilità ambientale, al benessere animale e alla riduzione dell’impiego di antibiotici.

Questa collaborazione tra Confagricoltura e Uniceb – è stato evidenziato – contribuisce alla crescita equilibrata della filiera agroalimentare italiana, sostenendo la competitività delle imprese italiane e una più equa distribuzione del valore lungo tutti i suoi passaggi.

Leggi

Giornata Anziani e Festa dei Nonni: ANPA Confagricoltura chiede un welfare di prossimità per valorizzare la “Generazione Custode”

L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa, con gli over 65 che rappresentano il 25,1% della popolazione (pari a 14,8 milioni di persone, dato Censis 2026). La Giornata Internazionale delle Persone Anziane (1° ottobre), promossa dall’ONU, e la Festa dei Nonni (2 ottobre) rappresentano due appuntamenti importanti per accendere i riflettori sulla terza età e sconfiggere quella che Papa Francesco aveva definito la “cultura dello scarto”.

Secondo l’ANPA, l’Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori di Confagricoltura, è urgente passare dalla logica del peso sociale ed economico al paradigma della longevità attiva. Le previsioni demografiche di Istat del 31 agosto 2026 delineano un forte invecchiamento strutturale: entro il 2050 gli over 65 saranno il 34,5% degli italiani; nelle aree interne l’indice di vecchiaia già oggi sfiora i 223 anziani ogni 100 giovani (contro una media nazionale di 182,6).

Il “Rapporto Longevità” del Censis (luglio 2026) conferma che gli anziani sono il vero motore del welfare informale italiano: il 37,9% dei nonni accudisce quotidianamente i nipoti per consentire ai genitori di lavorare; il 36,4% dei longevi fornisce un sostegno finanziario diretto a figli e nipoti.

Tuttavia, all’innalzamento della speranza di vita (83,7 anni) non corrisponde un’eguale qualità dell’esistenza. “La speranza di vita deve far rima con la qualità della vita”, sottolinea Vittorio Brianti, presidente di ANPA Confagricoltura.

“I dati Istat indicano che la speranza di vita in buona salute si ferma ad appena 59,1 anni, lasciando un gap di oltre 24 anni caratterizzato da fragilità e bisogni di assistenza quotidiana – commenta Angelo Santori, segretario generale di ANPA -. Inoltre, secondo il Censis, per il 69,4% degli anziani l’ingresso ‘reale’ nella vecchiaia coincide con la perdita dell’autosufficienza. C’è un’ampia fascia di fragilità intermedia che necessita di aiuti quotidiani che non vengono fornite dal servizio pubblico”.

“Nei piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti, gli anziani rappresentano un’insostituibile ‘generazione custode’ che presidia le comunità e tutela il territorio dal dissesto idrogeologico – spiega il segretario generale dell’ANPA -. Eppure, a fronte di questa funzione sociale, i dati del Censis ci dicono che appena l’1,9% degli anziani fruisce dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) o di infermieri pubblici. E sebbene gli obiettivi del PNRR abbiano puntato a raggiungere una copertura del 10%, parliamo comunque di una quota del tutto insufficiente a coprire i bisogni reali, che lascia oltre il 90% del carico assistenziale gravante interamente sulle spalle delle famiglie”.

A confermare la gravità dei divari geografici è uno studio del DIMET – UPO (Dipartimento di Medicina Traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale) del dicembre 2025. Mettendo a confronto Lombardia, Toscana e Molise, l’indagine evidenzia che nelle regioni del Nord e del Centro oltre il 60% dei comuni gode di una buona copertura sanitaria a breve distanza; nelle aree rurali del Mezzogiorno (es. Molise) il 19,5% degli anziani risiede in comuni privi di strutture sanitarie raggiungibili entro 30 minuti di viaggio.

A tal proposito l’ANPA rivolge alle istituzioni quattro precise richieste politiche per i borghi rurali, le campagne e le aree interne e montane:

Potenziamento della rete Internet nelle aree interne: sviluppare la banda ultra-larga nei borghi agricoli per abbattere il digital divide e abilitare la telemedicina e i servizi online.

Valorizzazione della “generazione custode”: tutelare i servizi essenziali nei piccoli centri (trasporti, uffici postali, presidi sanitari e delle forze dell’ordine) per permettere la continuità della vita nelle comunità rurali.

Sanità di prossimità e medicina di territorio: potenziare i presidi medici locali, le Case di Comunità e l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) per evitare lunghi spostamenti agli anziani.

Tutele per la non autosufficienza: dare piena e rapida attuazione alla legge delega 33/2023, garantendo un supporto concreto e sistemico ai caregiver familiari.

“Il disegno di legge del governo sui caregiver familiari il 2 ottobre approda in aula per l’esame conclusivo per poi passare al Senato – comunica Angelo Santori -. È un bel regalo per la Festa dei Nonni. La dotazione finanziaria resta del tutto insufficiente anche se l’importo supera qualsiasi stanziamento precedentemente disposto dalle leggi in materia”.

“Come ha ricordato il Censis – conclude Vittorio Brianti – costruire un Paese a misura di anziano non è una scelta regressiva o una rinuncia allo sviluppo, ma è la condizione indispensabile per continuare a fare dell’Italia uno dei Paesi più avanzati al mondo”.

Leggi

Euro Mediterranean Water Forum: Agronetwork punta su infrastrutture, innovazione e una nuova governance della risorsa idrica

I cambiamenti climatici stanno modificando profondamente gli equilibri idrici, rendendo sempre più necessario per le aziende un approccio che sappia coniugare adattamento e innovazione: investire in sistemi irrigui efficienti genera benefici sul territorio, per cittadini e imprese.

È questo il filo conduttore di “Restituire acqua, rigenerare territori – Quando l’impegno delle imprese diventa investimento sul territorio”, il convegno promosso da Agronetwork nell’ambito del Forum Euromediterraneo dell’Acqua, al Centro Congressi La Nuvola di Roma, introdotto da Giulia Callini, Segretaria Generale dell’Associazione.

Per Confagricoltura è intervenuto Alberto Statti, componente della Giunta nazionale, evidenziando la necessità di una strategia di medio e lungo periodo per efficientare le infrastrutture: “La rete di distribuzione nazionale perde in media oltre il 40% di acqua lungo il percorso, anche a causa di invasi datati. È necessario un intervento tempestivo e strutturale, attraverso un’azione sinergica che coinvolga tutti gli attori coinvolti: istituzioni, consorzi di bonifica, gestori del servizio idrico, comunità scientifica e imprese. Anche in quest’ambito, ricerca, innovazione e digitalizzazione sono alleati fondamentali sui quali puntate per ottimizzare, riutilizzare e contrastare perdite”.

Al centro del dibattito, le esperienze di due aziende associate ad Agronetwork. Per Coca-Cola Italia, Cristina Camilli, Direttore Relazioni Istituzionali, Comunicazione e Sostenibilità ha sottolineato: “Coca-Cola è attiva in Italia dal 1927 con una presenza produttiva diffusa su tutto il territorio nazionale, e promuove iniziative a supporto delle comunità in cui opera. Anche nel segno di Fanta, marchio nato proprio in Italia nel 1955, abbiamo sostenuto da oltre un decennio progetti in Sicilia, dedicati alla competitività e alla resilienza della filiera agrumicola, in collaborazione con il Distretto Agrumi di Sicilia e l’Università di Catania. Negli ultimi anni, l’impegno si è concentrato sull’uso sostenibile della risorsa idrica, una sfida strategica per il futuro di un settore che è tra le eccellenze del nostro Paese”.

Tra le iniziative a supporto della resilienza idrica dei territori si inserisce il progetto “Valore Acqua” di HEINEKEN Italia, sviluppato insieme ad ARIF nel territorio di Massafra, in Puglia. Un progetto di rigenerazione delle risorse idriche che punta a tutelare la falda della Murgia, attraverso il recupero e la costruzione di infrastrutture, per consentire l’utilizzo di acque superficiali già disponibili sul territorio. L’iniziativa consentirà di alleggerire la pressione sulla falda acquifera della Murgia e rafforzare la resilienza idrica del territorio a favore del sistema agricolo locale.

Il Vicepresidente di Agronetwork, Alfredo Pratolongo, anche Direttore Comunicazione e Affari Istituzionali di Heineken Italia, ha affermato: “Per un’azienda come la nostra, la gestione responsabile dell’acqua significa oggi andare oltre l’efficienza dei propri processi e contribuire concretamente alla resilienza dei territori in cui opera. Con “Valore Acqua” abbiamo scelto di investire nella rigenerazione di una risorsa fondamentale per la comunità e per il sistema agricolo locale, attraverso il recupero di infrastrutture esistenti e la valorizzazione di una risorsa idrica superficiale già disponibile sul territorio. È un esempio concreto di come la collaborazione tra impresa e istituzioni possa generare un beneficio idrico condiviso e rafforzare, nel lungo periodo, la resilienza di comunità, agricoltura ed ecosistemi”.

Giosuè Arcoria, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, ha ricordato come la sicurezza idrica rappresenti una condizione essenziale per garantire continuità produttiva e competitività all’agricoltura italiana.

Al confronto hanno partecipato anche l’on. Maria Spena, presidente del Comitato One Water, e Alessandro Bratti, componente del Collegio di ARERA.

Leggi

Zootecnia, al via gli stanziamenti Ue sollecitati di Confagricoltura

Ha avuto esito positivo la richiesta, avanzata da Confagricoltura al MASAF fin dai primi mesi del 2025, per lo stanziamento di risorse europee a sostegno degli allevamenti avicoli colpiti dall’Influenza aviaria (HPAI) e di quelli suinicoli, che hanno subito danni a causa della Peste Suina Africana (PSA).

Su impulso del governo italiano, che ha inoltre incrementato le risorse disponibili attraverso un cofinanziamento nazionale, la Commissione europea ha approvato i regolamenti che consentono di destinare agli allevatori italiani, colpiti da perdite indirette nelle zone sottoposte a restrizioni sanitarie, fondi attinti dalla riserva di crisi del bilancio dell’Unione europea.

Si tratta di un traguardo importante per le imprese italiane, raggiunto grazie al lavoro del ministro Lollobrigida, anche attraverso l’utilizzo di strumenti avanzati. La raccolta di dati, alla quale le sedi territoriali di Confagricoltura hanno contribuito con slancio e meticolosità, è infatti avvenuta tramite una piattaforma digitale che ha reso i controlli accurati e precisi.

Il comparto zootecnico italiano è stato colpito da una crisi senza precedenti a causa della recrudescenza delle epizoozie sopra richiamate. Come più volte evidenziato da Confagricoltura nelle sedi istituzionali, era urgente intervenire con misure in grado di offrire un concreto sostegno agli allevatori e alle imprese colpite.

La Confederazione ringrazia il governo per il concreto supporto e auspica che si proceda con la massima rapidità all’emanazione dei provvedimenti attuativi, così da rendere quanto prima disponibili le risorse a favore degli allevatori.

Leggi

Giansanti al World Durum and Pasta Day: pasta asset strategico, servono strumenti finanziari per garantire giusto prezzo agli agricoltori

“Non si può costruire una filiera d’eccellenza sul fallimento sistematico di chi la alimenta. La nostra pasta non è una commodity; è cultura, valore, territorio. Dopo il vino, è il secondo prodotto più esportato. Non dimentichiamoci che la pasta viene dal grano duro e che i produttori sono allo stremo. Quest’anno abbiamo operato in perdita, abbiamo perso il 10% delle superfici coltivate a grano duro. Ci mancano 880mila ettari per raggiungere l’autosufficienza. Le quotazioni del grano duro oggi si attestano a 260€/tonnellata, mentre nel 2022, nel picco della guerra tra Russia e Ucraina, superavano 500€/tonnellata. A fronte di un forte incremento dei costi produttivi. Non si può continuare così. Dobbiamo avere il coraggio di condividere lo sforzo. È arrivato il momento di ridefinire gli accordi di filiera, con il sostegno del Governo, per mettere a disposizione nuovi strumenti finanziari che possano garantire agli agricoltori un giusto prezzo e un giusto reddito. L’obiettivo è importante: salvaguardare la pasta come asset strategico della nostra economia, una delle migliori immagini dell’Italia nel mondo.

In uno scenario globale in fermento dobbiamo difendere il nostro posizionamento. Il Brasile è il principale esportatore di proteine, la Russia di cereali, l’India di latte e la Cina detiene gli stock. L’UE dove vuole andare? Di certo noi agricoltori italiani vogliamo fare la nostra parte. Se i presupposti sono quelli di una condivisione di intenti all’interno della filiera della pasta, noi ci siamo: pronti a sederci attorno a un tavolo per creare valore aggiunto per tutti. A cominciare dagli agricoltori”.

Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, alla terza edizione del “World Durum and Pasta Forum” a Palazzo Brancaccio, Roma.

Leggi