Circolare n. 17689 – TAR Lazio, Sentenza n. 13264/2026 – Pratiche sleali – Monitoraggio ISMEA dei costi medi di produzione

Il TAR Lazio, con sentenza n. 13264/2026, ha annullato il Monitoraggio ISMEA 2025 sui costi medi di produzione del frumento, in accoglimento parziale delle istanze di Italmopa e numerose aziende operanti nel settore molitorio. Il Tribunale ha chiarito che i “costi medi di produzione”, come determinati da ISMEA ai sensi del D.lgs. n. 198/2021, non costituiscono un “prezzo minimo inderogabile” e non determinano automatismi sanzionatori, rilevando solo come indice sintomatico di eventuali pratiche commerciali sleali (in specie, della fattispecie di vendita sottocosto). Al contempo, tuttavia, ha riconosciuto l’impatto “para-regolatorio” di tale rilevazione statistica sul mercato e la rilevanza dello stesso nelle sostituzioni automatiche dei prezzi ex art. 7, comma 3, D.lgs. n. 198/2021, imponendo ad ISMEA di garantire un confronto preventivo e trasparente alle associazioni e agli operatori della filiera.

Circolare n. 17689 – Sentenza TAR Lazio – pratiche sleali

Sentenza TAR Lazio n. 13264-2026

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Pratiche sleali, un passo avanti per l’equilibrio della filiera agroalimentare

“L’approvazione, in Consiglio dei Ministri, dello schema di decreto legislativo che vieta le pratiche sleali nei rapporti commerciali della filiera agroalimentare è una notizia positiva. Ci riserviamo di valutare nel dettaglio il testo definitivo, non appena verrà ufficialmente licenziato”.

Questo il commento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al provvedimento approvato che tutela le imprese nei rapporti tra filiera agricola e alimentare. “Da sempre – aggiunge – chiedevamo di recepire la direttiva comunitaria per ridare fiducia e stabilità agli operatori e al mercato, razionalizzando e rafforzando il quadro nazionale esistente sin dal 2012”.

L’impianto del decreto garantisce la riservatezza nella presentazione delle denunce e valorizza il ruolo delle organizzazioni a tutela dei propri associati.

Tra le pratiche sleali individuate, di attualità la garanzia del divieto della vendita di prodotti agricoli a prezzi al di sotto dei costi di produzione “che – precisa Giansanti – tutela la redditività dei nostri imprenditori”.

Confagricoltura auspica infine che nella formulazione finale del testo vengano tenute in adeguata considerazione le specifiche esigenze del settore vivaistico, comparto di primo piano del settore primario.

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