“Crescono le aziende agrituristiche in Italia, con un aumento del 3,5% annuo nel 2023, raggiungendo il numero complessivo di oltre 26.000. Cresce anche il fatturato, che  nel 2023 ha toccato 2 miliardi di euro. In aumento anche le aziende gestite da donne, soprattutto al Sud. In Sicilia nel 2023 si sono superate le 1.000 aziende agrituristiche. Inoltre, nello stesso anno, gli arrivi nelle strutture agrituristiche in Italia hanno superato i 4 milioni, registrando quindi un forte recupero, non solo rispetto al 2022 (+35%), ma anche rispetto al 2019 (+ 8,5%). Tra i servizi non direttamente connessi alle attività di alloggio e ristorazione si segnala la forte crescita delle strutture con attività di degustazione, fattorie didattiche, equitazione, di osservazione naturalistica ed attività si agricoltura sociale che Confagricoltura sostiene con convinzione quale modello in cui l’impresa diventa strumento di integrazione e di emancipazione”.

Questi i dati condivisi dal Vice Presidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza, all’interno del talk “Turismo, oggi e domani. Il valore di una prospettiva” che si è tenuto mercoledì 1 maggio al Pala Exagone, all’interno dell’Expo della Contea a Modica nel giorno della sua inaugurazione. Hanno partecipato al dibattito l’On. Elvira Amata (Assessore Regionale al Turismo), Maria Monisteri (Sindaco di Modica e Presidente GAL Terra Barocca), Giorgio Moncada (ASCOM Sicilia), Felice Di Donato (Amministratore Modica Hotel) e Ray Bondin (Ambasciatore UNESCO), alla presenza della Deputazione regionale e nazionale e delle Autorità Militari.

“Numeri incoraggianti – ha spiegato Gambuzza – che fotografano un dinamismo che va sostenuto e incentivato per ottenere risultati importanti e strutturali. Turismo e cibo, e quindi agricoltura, sono strettamente legati, in particolar modo nel territorio siciliano. Il patrimonio enogastronomico è parte essenziale del paesaggio culturale italiano con 316 prodotti DOP, IGP, STG e 526 vini DOCG, DOC, IGT. In questo contesto, le aree rurali interne svolgono un ruolo attivo nella transizione verde e digitale attraverso la produzione sostenibile di alimenti e la lotta contro i cambiamenti climatici”.

“Al Sud, e in particolar modo in Sicilia, gli agriturismi sono i custodi più autentici della Dieta Mediterranea (Patrimonio Immateriale Unesco), espressione genuina dell’agroalimentare italiano, principale elemento attrattivo per un turismo esperienziale e legato al cibo”.

“La rete capillare dei borghi e delle comunità rurali deve diventare il fattore trainante delle politiche legate alla transizione ambientale ed alla green economy, quali aree privilegiate per lo sviluppo di attività artigianali tradizionali, dell’enogastronomia, del turismo sostenibile e di un razionale utilizzo del territorio. Occorre valorizzare – ha aggiunto il Vice Presidente di Confagricoltura – queste aree, ponendo particolare attenzione alle infrastrutture materiali e immateriali, e tra queste il potenziamento della connessione digitale, attraverso investimenti ed agevolazioni economiche e fiscali ad hoc. Occorre ragionare su una strategia di tipo sistemico e di sviluppo integrale, sia dal punto di vista economico, incentivando la competitività aziendale, sia da un punto di vista sociale e ambientale”.

“Confagricoltura – ha aggiunto il Vice Presidente – crede fermamente e sta investendo sul rafforzamento delle sinergie tra il settore turistico e quello agricolo, all’insegna dei principi della sostenibilità e dell’ecocompatibilità, per lo sviluppo di un turismo rurale che valorizzi il territorio nel suo complesso, compreso il ruolo delle aziende agricole e degli agriturismi. A questo proposito, particolare rilievo va attribuito al ruolo di Agriturist, Associazione Nazionale per l’Agriturismo, l’Ambiente e il Territorio, prima in Italia in questo settore e costituita da Confagricoltura nel 1965. La parola “agriturismo” è nata in concomitanza con la nostra associazione”.

 

L’Addetto Stampa

Bartolo Lorefice