Ortofrutta italiana in fiera a Madrid. Confagricoltura: comparto trainante che guarda al futuro

 Sebbene il contesto internazionale sia sempre più complesso e i costi di produzione più elevati, a Fruit Attraction, la fiera internazionale dell’ortofrutta in corso a Madrid, l’atmosfera è vivace e proiettata al futuro.

Nei padiglioni, tra gli stand delle numerose aziende di Confagricoltura presenti in questi giorni in Spagna, sono numerosissimi i buyer e gli operatori che confermano la vitalità del comparto. Lo ha evidenziato Paolo Mele, componente della Giunta nazionale di Confagricoltura, all’evento organizzato ieri sera dall’Ambasciata d’Italia dedicato alle imprese in occasione della fiera.

“Con un valore della produzione intorno ai 18 miliardi nel 2025, anche se in flessione rispetto all’anno precedente, – ricorda Mele – il settore ortofrutticolo continua a rappresentare circa ¼ della produzione agricola complessiva. L’export supera ormai stabilmente i 12 miliardi di euro, su poco più di 70 miliardi totali”.

Fruit Attraction si colloca in un momento dell’anno in cui si archivia la raccolta della frutta estiva, penalizzata dall’andamento climatico, ed entra nel vivo quella autunnale: dopo uva e kiwi, è la volta di mele, pere, castagne, zucche. Comparti in cui l’Italia ha un ruolo di primo piano a livello internazionale per la qualità delle produzioni.

“Rimangono tuttavia numerose preoccupazioni – aggiunge Mele – All’aumento dei costi di produzione per carburanti, fertilizzanti, imballaggi, logistica, si aggiungono le persistenti criticità derivanti alla carenza di manodopera e dalla continua riduzione delle molecole efficaci per contrastare le fitopatie”.

Sul fronte del clima, il caldo prolungato di quest’estate ha certamente impattato sulle produzioni, pur con differenziazione per territori e comparti.

“Complesso è anche il quadro legislativo relativo alla riforma della Pac post 2027, che ad oggi presenta ancora poca chiarezza, a partire dall’effettiva disponibilità delle risorse. Il tempo stringe e le OP hanno necessità di regole chiare per fare delle scelte. Anche su questa tematica, come su altre, – conclude Mele – Confagricoltura è intervenuta per sensibilizzare le istituzioni a definire un quadro di regole che consentano alle imprese di continuare a operare e fare investimenti”.

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Crisi Mar Rosso, Confagricoltura: l’Italia tra i Paesi più esposti. Gli effetti sull’agricoltura devono essere portati sui tavoli europei

“L’Italia è tra i Paesi più esposti in seguito al blocco del transito delle navi nel canale di Suez. Il 40% dell’intero interscambio marittimo passa dal Mar Rosso e il settore agroalimentare risente più degli altri di questa situazione, che deve essere esaminata e approfondita sul piano europeo”.

Lo afferma il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, evidenziando le preoccupazioni del settore agricolo e, in particolare, dei comparti ortofrutticolo e vitivinicolo.

“Soltanto per l’agroalimentare, il transito verso i mercati asiatici vale 4 miliardi di euro di prodotti. Il circumnavigare l’Africa per evitare il canale di Suez comporta problemi di conservazione dei prodotti freschi, ma anche di tipo economico, con costi raddoppiati delle merci, tensioni sui consumi e un generale rallentamento degli scambi”.

Nell’ambito della frutta, le esportazioni di questo periodo sono costituite principalmente da mele (soprattutto verso l’India), kiwi e agrumi. La qualità delle nostre produzioni – sottolinea Confagricoltura – rappresenta un valore importante e riconosciuto, ma la prolungata percorrenza verso i mercati finali dell’Asia non garantisce più le stesse caratteristiche di freschezza. Inoltre, nei Paesi importatori, la merce deve essere venduta a un prezzo inevitabilmente più alto per far fronte alle nuove rotte del trasporto marittimo intercontinentale.  

La situazione acuisce le difficoltà che il comparto ortofrutticolo italiano sta attraversando per la minore produzione dovuta alla siccità e all’aumento dei costi di produzione.

Anche per il comparto vitivinicolo il blocco delle navi verso i mercati asiatici è un ulteriore colpo all’equilibrio economico delle aziende e all’export del settore.

“Portiamo all’attenzione delle istituzioni europee un’ulteriore emergenza per il settore primario. Dobbiamo evitare – conclude Giansanti – che questa congiuntura incida in modo irreversibile sulle imprese agricole, già alle prese con una situazione complessa dal punto di vista climatico, economico e degli scambi internazionali. Se aumenta l’inflazione, infine, sarà inevitabile un ulteriore calo dei consumi agroalimentari, già in discesa di quasi 5 punti percentuali nello scorso anno”.

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I primati dell’ortofrutta italiana: pubblicato il report statistico di Fondazione Edison e Confagricoltura

La pubblicazione del rapporto statistico in lingua inglese “I punti di forza dell’agricoltura italiana (produttore leader in Europa e nel Mondo)”, nasce dalla collaborazione avviata tra Confagricoltura e Fondazione Edison. Confagricoltura considera l’analisi e gli studi della Fondazione un supporto prezioso per le iniziative dell’Organizzazione in un periodo molto complesso, ma allo stesso tempo ricco di opportunità da cogliere.

Il rapporto statistico illustra i primati dell’Italia in prodotti vegetali quali ortaggi, frutta e cereali.

Dall’analisi realizzata da Fondazione Edison e Confagricoltura emerge che l’Italia è al primo posto per valore aggiunto tra i principali paesi produttori di frutta e verdura, ma anche nel settore del vino, del riso e del grano duro. Inoltre, la qualità dei nostri prodotti è considerata eccezionale a livello globale. La filiera agroalimentare, dall’azienda agricola al consumatore finale, è la più grande filiera in Italia, con un fatturato annuo di circa 540 miliardi di euro, ovvero circa il 25% del prodotto interno lordo.

Fondazione Edison - Confagricoltura

“Siamo orgogliosi di questi risultati, ma – annota il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nell’introduzione del report – siamo anche convinti di avere ancora un enorme potenziale da sfruttare. Il tasso di autosufficienza interna è stimato intorno al 75% e, in termini di valore, le nostre esportazioni, circa 45 miliardi di euro all’anno, sono inferiori a quelle di Francia, Germania e Spagna”.

“L’emergenza sanitaria ha dimostrato che l’Italia può contare su un solido sistema agroalimentare – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. Le forniture sono sempre state garantite. Ma dobbiamo andare avanti. Una volta che la pandemia sarà finita, non potremo certo tornare al punto di partenza. Esiste un potenziale di crescita, innovazione e creazione di posti di lavoro qualificati. Una maggiore consapevolezza dei nostri punti di forza, unita ad azioni che valorizzino le nostre tante eccellenze, la maggior parte delle quali ancora sconosciute, potrebbero rappresentare l’elemento essenziale che manca alla nostra politica agroalimentare”.

C’è ancora molto lavoro da fare, anche in termini di analisi e progetti. In questa prospettiva, la collaborazione di Confagricoltura con Fondazione Edison fornisce un supporto importante di conoscenza e valorizzazione, anche a livello europeo.

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