Olio, Confagricoltura: bene i controlli. Valorizzare il prodotto italiano e garantire liquidità alle imprese

Favorire la liquidità delle imprese e insistere sulla valorizzazione del prodotto italiano in Italia e all’estero promuovendone il consumo e contribuendo concretamente alla ripresa del mercato.

Queste le principali direttrici proposte dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al tavolo di settore convocato ieri al Masaf, nell’ambito delle riunioni indette per affrontare la crisi del comparto olio.

Sul fronte economico, Confagricoltura ha ribadito la necessità di strumenti di accesso e sostegno al credito per le imprese, attivando misure fiscali utili alla liquidità aziendale e alla tenuta economica del settore.

L’olio di oliva italiano resta in difficoltà, soprattutto a causa di fattori esterni che frenano il mercato. Il prodotto fatica a trovare un’adeguata collocazione, con ricadute sempre più pesanti sulla tenuta economica delle aziende olivicole.

“Bene l’impegno del governo e l’attività di controllo per le verifiche sulle importazioni e sulle miscele comunitarie ed extracomunitarie, come avevamo sollecitato, perché – ha ribadito Giansanti – è importante garantire trasparenza nei confronti del consumatore”.

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Ciclone Harry, contributi per i danni alle strutture agricole: domande entro il 27 luglio

Pubblicato l’avviso per l’accesso agli aiuti previsti dal decreto-legge n. 25/2026. Le istanze vanno presentate telematicamente tramite il portale AGEA

È stato pubblicato l’avviso per la presentazione delle domande di aiuto destinate alle imprese agricole che hanno subito danni alle strutture produttive in seguito ai cicloni che hanno colpito la Sicilia tra gennaio e febbraio 2026, a partire dal ciclone Harry.

La misura, prevista dal decreto-legge n. 25 del 27 febbraio 2026, riguarda esclusivamente i danni strutturali: sono ammissibili gli interventi relativi a stalle, serre, magazzini e recinzioni compromessi dagli eventi meteorologici. Restano invece esclusi i danni alle colture e alle produzioni agricole, per i quali è atteso un successivo avviso dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, ad oggi non ancora pubblicato.

Possono presentare domanda le imprese agricole, in forma singola o associata, regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e in possesso del fascicolo aziendale.

Le istanze devono essere trasmesse esclusivamente in via telematica attraverso il portale AGEA, a pena di irricevibilità, entro e non oltre le ore 24:00 del 27 luglio 2026. Il termine è stato aggiornato dall’avviso AGEA prot. n. 58428 del 10 luglio 2026, che sostituisce il precedente avviso della stessa data. I requisiti di ammissibilità, la documentazione richiesta e le modalità operative sono dettagliati nell’avviso pubblico, disponibile sul sito della Regione Siciliana insieme all’avviso AGEA.

Vista la ristrettezza dei tempi, Confagricoltura Ragusa invita le aziende associate ad attivarsi tempestivamente per la predisposizione della documentazione. I nostri uffici sono a disposizione per assistenza nella presentazione delle domande.

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Suini: PSA e aumento dei costi fanno chiudere le aziende

Persi oltre 5mila impianti in cinque anni. Confagricoltura: necessari interventi per sostenere il settore

Il contesto internazionale e la Peste Suina Africana (PSA) stanno colpendo il settore suinicolo italiano ed europeo alle sue fondamenta, erodendo la redditività delle aziende. Confagricoltura fa luce sul comparto, a oltre quattro anni dalla diffusione nazionale della PSA che tutt’oggi mina l’export extra UE di prodotti suinicoli causando blocchi sanitari e l’incremento delle tariffe doganali.

Molti i mercati importanti per l’Italia attualmente chiusi a causa della malattia. Tra questi Giappone, Thailandia e Cina, con cui Confagricoltura chiede di intensificare gli sforzi diplomatici per accordi bilaterali che contemplino il principio di regionalizzazione già sperimentato in altri Paesi Ue.

Il comparto suinicolo si trova anche ad affrontare gli effetti del conflitto mediorientale, in particolare l’incremento dei costi di produzione, soprattutto quelli legati a mangimi, energia, carburanti e servizi.

Preoccupano i contenuti della direttiva sulle emissioni industriali che, così come modificata, creerà molte problematiche soprattutto alle aziende meno strutturate e di minore dimensione.

Oggi in Italia ci sono circa 25mila allevamenti suinicoli, 5.200 in meno rispetto al 2021, con un calo del 17% (fonte: Ismea, 2026). Per Confagricoltura è necessario quindi mettere al sicuro la continuità finanziaria delle aziende attive con sostegni agli investimenti avviati e ai costi di gestione.

Sul fronte della PSA, la Confederazione ritiene positiva la scelta del Masaf di richiedere alla Commissione europea di attingere al Fondo UE di crisi per contribuire ai ristori da riconoscere alle aziende colpite indirettamente dalle restrizioni sanitarie con la forte riduzione dei prezzi di vendita.

Palazzo della Valle auspica anche il miglioramento della gestione della popolazione dei cinghiali selvatici, principale vettore della Peste Suina Africana e responsabile tra il 2015 e il 2023 di danni al settore primario per 171 milioni di euro. Una gestione che deve comprendere piani di contenimento e il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti suinicoli da finanziare anche con i piani di Sviluppo Rurale.

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Allarme cereali: produciamo in perdita e ci allontaniamo dall’autoapprovvigionamento

Sul grano duro i numeri sono preoccupanti. Le quotazioni della CUN per il frumento duro di qualità superiore sono oggi inferiori a 300 euro per tonnellata: al di sotto dei costi medi di produzione. Allarme da Palazzo della Valle: chi raccoglie grano duro quest’estate lo fa in perdita.

Il Centro Studi di Confagricoltura evidenzia un dato ancora più preoccupante, che va oltre la crisi congiunturale. Dal 2012 al 2025, le superfici coltivate a grano duro in Italia si sono ridotte del 10%. Il tasso di autoapprovvigionamento è sceso dal 78% al 56,5%. Oggi, per raggiungere l’autosufficienza mancherebbero oltre 880mila ettari. L’Italia dipende dall’estero per quasi la metà del grano duro che trasforma in pasta e questa dipendenza cresce ogni anno, con margini in contrazione per i cerealicoltori, o addirittura in perdita. Confagricoltura afferma che non si tratta di una crisi di mercato, ma di una crisi di sovranità produttiva.

Basandoci sulle stime a disposizione, a livello mondiale è previsto, per il 2026, un aumento dell’offerta di grano duro. Di conseguenza, le scorte globali cresceranno. Tuttavia, auspichiamo che la qualità della materia prima nazionale porti a un incremento delle quotazioni con una valorizzazione della pasta sui mercati italiani ed esteri.

La Confederazione non intende incentivare polemiche sullo strumento di rilevazione dei prezzi (la CUN), quanto piuttosto promuovere una strategia di filiera che inverta la tendenza strutturale alla riduzione delle superfici coltivate e riporti il tasso di autoapprovvigionamento sopra una soglia di sicurezza, garantendo un reddito ai nostri agricoltori.

Il 15 luglio, durante l’Assemblea estiva dell’associazione, Confagricoltura porterà questi dati e alcune proposte al ministro Lollobrigida. L’obiettivo è sedare lamentele sterili e puntare a risposte concrete che convergano su una visione di lungo periodo per la filiera del grano duro italiano.

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Giunta Confagricoltura: a rischio filiere identitarie del sistema agricolo nazionale

Urgono misure risolutive non più rinviabili”

La Giunta esecutiva di Confagricoltura, riunita a Palazzo della Valle, dopo un’attenta analisi rivolta ai comparti-chiave del nostro sistema agricolo, ha registrato forti criticità per produzioni identitarie del made in Italy. La situazione è insostenibile per le imprese agricole che affrontano, contestualmente, un incremento medio dei costi, legato alla situazione internazionale drasticamente peggiorata negli ultimi tempi (ad aprile, produrre riso e frumento è costato circa l’11 per cento in più; +7,4 per cento per l’olivicoltura). Dall’incontro sono emerse proposte concrete alle istituzioni per interventi mirati.

Di seguito si riportano i principali rilevamenti. Le quotazioni del grano duro, negli ultimi anni, si sono dimezzate. Alla Commissione Unica Nazionale, il prezzo medio si è ridotto costantemente, tanto che quello del frumento duro “fino” – ossia il raccolto di fascia medio-alta destinato alla produzione di semola di qualità – è sceso di quasi il 50 per cento rispetto a quattro campagne fa. Per quanto riguarda il risone, il prezzo è crollato repentinamente nell’ultima campagna. Le principali varietà da risotto – Carnaroli, Arborio e Volano – nel mese corrente registrano una flessione ormai superiore al 33 per cento su base annua; con il Vialone Nano che a giugno è quotato oltre il 60 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Le quotazioni dei suini da macello si collocano ormai stabilmente intorno al 20 per cento in meno rispetto agli ultimi due anni, non registrando l’inversione di tendenza che è indicata dai fondamentali di mercato. Infine, l’olio EVO negli ultimi 12 mesi è andato incontro a una riduzione delle quotazioni di più del 33 per cento, con tagli, in alcune situazioni specifiche, che raggiungono e superano il 50 per cento su base annua; il tutto aggravato da un “fermo” degli scambi che sta ulteriormente complicando la congiuntura di mercato.

“Questo grave deterioramento della ragione di scambio  commenta la Giunta nazionale di Confagricoltura  mette a repentaglio le produzioni agricole alla base di filiere strategiche per il sistema agroalimentare nazionale. Urgono misure risolutive non più rinviabili: sia interventi pubblici di politica agricola che intese di filiera tra operatori, che attenuino i gravi effetti di una dinamica di mercato che sta mettendo a serio rischio la fiducia e la tenuta delle imprese agricole di questi comparti”.

Confagricoltura proporrà alle istituzioni una serie di interventi. Per il grano duro, è essenziale valorizzare il prodotto nazionale aumentando il dettaglio dei Paesi di origine, nel caso della miscela, e la percentuale minima – oggi fissata al 50 per cento – che consente di indicare il principale Paese di provenienza. Riguardo al riso, è essenziale agire, anche a livello comunitario, per aumentare i controlli sanitari sulle importazioni, favorendo la reciprocità. Circa il mercato suinicolo, occorre un attento monitoraggio di tutte le possibili perturbazioni – come l’aumento delle importazioni e gli effetti delle malattie animali (es. Peste Suina Africana) – affinché si riflettano correttamente sulle quotazioni. Per il comparto olivicolo, è urgente il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi e l’istituzione di un apposito fondo per finanziare misure specifiche, indirizzate a sostenere la liquidità, a coprire gli oneri creditizi e a promuovere il prodotto nazionale.

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“Agrifood Forum 2026”: Il 18 giugno torna l’appuntamento di Rinnovabili con il contributo di Confagricoltura

Anche quest’anno Confagricoltura conferma la propria partnership all’iniziativa promossa da Rinnovabili, “Energia che vale: meno costi, meno rischi, più sostenibilità per la filiera agricola italiana”, contribuendo a promuovere un confronto qualificato su modelli energetici efficienti e competitivi a sostegno del settore.

Giovedì 18 giugno, dalle 9 alle 17 a Palazzo della Valle, a Roma, istituzioni, imprese, stakeholder e mondo della ricerca si confronteranno sulle sfide energetiche che stanno ridefinendo il futuro dell’agroalimentare, ma anche sulle principali criticità: il costo dell’energia e le strategie per rafforzare competitività e resilienza del settore. Al centro dell’incontro le agroenergie, l’autoproduzione da fonti rinnovabili, l’efficienza nell’uso delle risorse, la digitalizzazione dei consumi e gli strumenti finanziari e normativi a supporto degli investimenti.

Confagricoltura contribuirà ai lavori con gli interventi di Alessandro Bettoni, presidente FNP Bioeconomia, Donato Rotundo, direttore Area Politiche di Sviluppo sostenibile e Innovazione, e Nicola Gherardi, componente della giunta nazionale dell’Organizzazione.

La giornata sarà articolata in panel e tavole rotonde con rappresentanti del governo, associazioni e aziende protagoniste della transizione energetica. L’obiettivo è offrire soluzioni concrete e visioni strategiche per accompagnare le imprese agricole verso un modello più efficiente, sostenibile e competitivo.

Tra gli ospiti il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, il presidente della commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo, il Consigliere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Alberto Romagnoli, il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci, il direttore generale di Area Science Park Giorgio Graditi, l’AD di RSE Franco Cotana, insieme a rappresentanti di ENEA, CREA, Earth Day Italia, Unioncamere e delle principali organizzazioni del settore energetico e agroalimentare. Aprirà i lavori Mauro Spagnolo, direttore Rinnovabili.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

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PAC 2028-2034, Giansanti: Serve più budget per sicurezza nazionale e autoapprovvigionamento

“Investire in agricoltura equivale a investire in sicurezza nazionale e nella crescita dell’autoapprovvigionamento, per non dipendere da importazioni che spesso non rispettano gli stessi standard delle nostre produzioni. Penso al Mercosur. Per questo serve una nuova PAC più forte, con un budget superiore rispetto a quello attuale”.

Lo ha detto il presidente di Confagricoltura e del Copa, Massimiliano Giansanti, al convegno “Verso la PAC 2028–2034: prospettive e priorità per l’agricoltura italiana ed europea”, negli spazi dell’Ufficio del Parlamento europeo a Roma, organizzato dall’eurodeputato Dario Nardella.

“Noi come Copa e Confagricoltura riteniamo che la proposta della Commissione non sia adeguata alle aspettative e a quello che viene chiesto oggi all’agricoltura. Bene che il Parlamento europeo chieda di incrementare le disponibilità delle risorse e che possiamo ragionare almeno partendo dall’attuale budget. Sono convinto che sapremo trovare un giusto equilibrio – ha concluso Giansanti -. Mi auguro e spero che i presidenti e i leader dei singoli Paesi possano arrivare alla definizione del quadro finanziario nel minor tempo possibile, perché questa è la priorità: è evidente che la cifra totale darà il senso di quello che potrà essere la spesa vera e propria e la struttura stessa della Pac”.

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Confagricoltura: Soddisfazione per la posizione dei gruppi della “maggioranza Ursula” sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale

Giansanti: “Un risultato frutto anche delle azioni messe in campo dalla Confederazione”

Confagricoltura accoglie con soddisfazione la posizione espressa dai presidenti dei gruppi PPE, S&D, Renew Europe e Verdi del Parlamento europeo – i partiti della cosiddetta “maggioranza Ursula” – che con una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno chiesto di modificare la proposta sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) post-2027, ponendo tale revisione come condizione per l’avvio dei negoziati.

Già nel corso dell’estate, Confagricoltura aveva espresso forti riserve sulla decisione di dar vita a un Fondo Unico, sottolineando come tale impostazione comportasse una riduzione significativa delle risorse destinate alla Politica Agricola Comune.

“La missiva indirizzata alla presidente della Commissione è anche un risultato tangibile dell’azione messa in atto in queste settimane da parte della Confederazione e dei tanti agricoltori che hanno deciso di opporsi, in maniera netta ed evidente, alla proposta avanzata dalla presidente von der Leyen” ha commentato il presidente Massimiliano Giansanti. “Ricordo a questo riguardo la manifestazione dello scorso 16 luglio a Bruxelles”.

Confagricoltura ribadisce che è necessario archiviare l’attuale proposta di riforma della PAC, superando l’idea del Fondo Unico, che determinerebbe la soppressione dei due storici strumenti di finanziamento della politica agricola europea – il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) – con conseguenze negative sulla competitività del settore e sulla stabilità delle aree rurali europee.

Come evidenziato nella lettera dei presidenti dei gruppi parlamentari, la Commissione deve inoltre garantire un pieno coinvolgimento del Parlamento europeo nel processo di approvazione e modifica dei Piani Nazionali degli Stati membri, attraverso atti delegati, e nelle decisioni relative alla programmazione delle risorse flessibili e agli adeguamenti legati a nuove esigenze o priorità.

Confagricoltura condivide l’impostazione indicata dai gruppi della “maggioranza Ursula”, che riconoscono il ruolo centrale dell’agricoltura nelle politiche comunitarie e la necessità di preservare una gestione realmente condivisa delle risorse europee. È indispensabile che la nuova PAC resti fondata sui principi di competitività, sostenibilità e coesione territoriale, valorizzando il contributo degli agricoltori alla crescita e alla sicurezza alimentare dell’Unione.

 

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Ragusa prima in Italia per nuove imprese. Confagricoltura: “L’agricoltura conferma il suo ruolo strategico”

La provincia di Ragusa conquista il primato nazionale per tasso di crescita imprenditoriale. I dati diffusi da Unioncamere sul terzo trimestre 2025 certificano un risultato storico per il territorio ibleo: 427 nuove attività e 191 cessazioni, con un saldo attivo di 236 imprese e un tasso di crescita record dello 0,67%, il più alto d’Italia.

Confagricoltura Ragusa evidenzia con particolare soddisfazione il contributo significativo del settore agricolo a questo exploit: tra le nuove imprese costituite, una quota importante opera nel comparto primario, confermando l’agricoltura come uno dei pilastri dell’economia provinciale.

“È un risultato straordinario che ci riempie di orgoglio e che testimonia la vitalità del tessuto economico ragusano”, dichiara il Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Questo primato nazionale è il frutto della cultura imprenditoriale che da sempre caratterizza il nostro territorio e della capacità di innovare pur mantenendo salde le proprie radici”.

“In questo quadro, il settore agricolo si conferma motore di sviluppo e attrattore di nuova imprenditorialità, soprattutto giovanile”, prosegue il presidente Pirrè. “I numeri fotografati dalla rilevazione camerale riflettano non solo la tradizionale vocazione agricola del ragusano, ma anche il rinnovato interesse verso un settore che sa coniugare tradizione e innovazione, sostenibilità ambientale e opportunità economiche”.

“Confagricoltura Ragusa – conclude Pirrè – continuerà a sostenere e accompagnare questo fermento imprenditoriale, offrendo alle nuove aziende agricole gli strumenti, la formazione e l’assistenza necessari per consolidarsi e crescere in un mercato sempre più complesso e competitivo”.

 

Ragusa, 23 ottobre 2025

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Confagricoltura e Uzbekistan insieme per la formazione di manodopera specializzata per le aziende italiane

Percorsi formativi per trattoristi specializzati da impiegare nelle aziende agricole italiane. È quanto prevede il protocollo d’intesa siglato oggi a Palazzo della Valle tra il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti e il ministro dell’Agricoltura del Governo Uzbeko, Ibrohim Abdurakhmonov.

I percorsi formativi, che verranno svolti in Uzbekistan prima della partenza per l’Italia, prevedono: formazione tecnica specifica per trattoristi, lingua italiana, sicurezza sul lavoro, educazione civica e ai diritti. L’accordo nasce a seguito del Memorandum d’Intesa firmato a Samarcanda nel maggio 2025, in occasione della missione ufficiale del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Durante l’incontro, a cui hanno partecipato per la Confederazione anche il vicepresidente Luca Brondelli di Brondello e il direttore generale, Roberto Caponi, il ministro Abdurakhmonov ha sottolineato l’importanza che l’accordo ha per l’Uzbekistan, Paese dell’Asia Centrale che sta vivendo una forte crescita demografica con le nuove generazioni sempre più interessate ad affiancare ai propri percorsi di studio, esperienze di lavoro e di formazione professionale.

Il progetto di formazione sarà coadiuvato dai professionisti dell’agenzia Umana. L’intenzione è partire con i primi corsi tra dicembre e gennaio prossimi. La Confederazione coinvolgerà il Governo italiano per ottenere i permessi necessari per l’ingresso in Italia dei lavoratori, una volta formati.

Confagricoltura conferma, così, il proprio impegno nella ricerca di manodopera agricola qualificata, anche attraverso la valorizzazione della cooperazione bilaterale e dei flussi regolari.

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