EIIS, Annamaria Barrile (Confagricoltura): “Agricoltura fondamentale per sostenibilità attraverso economia circolare e digitalizzazione”

“Un’agricoltura forte e sostenibile contribuisce alla solidità del Paese, garantendo sicurezza alimentare e tutela ambientale”. Lo ha detto il direttore generale di Confagricoltura, Annamaria Barrile, durante il suo intervento all’European Innovation for Sustainability Summit, (EIIS), oggi a Palazzo Taverna, a Roma.

Barrile ha ribadito come le imprese agricole condividano con l’industria la principale delle sfide di oggi, attraverso un modello produttivo sempre più orientato verso filiere intelligenti che tengano insieme produttività, efficienza e attenzione all’ambiente per competere sui mercati.

Per queste ragioni – ha ricordato – Confagricoltura e Unione Italiana Food hanno dato vita al progetto Mediterranea, che unisce il mondo del settore primario e quello della trasformazione industriale, legando le filiere agroalimentari della dieta mediterranea, patrimonio Unesco, in una compagine da 106 mld di euro”.

“Abbiamo siglato questa alleanza per rafforzare le filiere verticali già esistenti e crearne di nuove – ha sottolineato il Dg di Confagricoltura – obiettivo da raggiungere con progetti di filiera integrata e iniziative di sostegno, promozione e comunicazione delle nostre produzioni per vincere le sfide della sostenibilità”.

Tra i temi affrontati, anche quello della bioeconomia. “Siamo un settore virtuoso: in agricoltura non si butta niente – ha sottolineato Barrile – occorre ripensare a politiche, investimenti e sistemi produttivi sostenibili più incisivi dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. L’economia circolare è oggi un paradigma imprescindibile per evitare sprechi e valorizzare gli scarti riutilizzandoli, perché possano diventare energia, concime e molto altro. In Europa sprechiamo circa il 20 % di ciò che produciamo. E’ inaccettabile. Con il Banco Alimentare onlus stiamo sviluppando iniziative specifiche per individuare buone pratiche da promuovere, con l’obiettivo di sensibilizzare le nostre imprese sul riutilizzo di materiali utili all’agricoltura”, ha concluso Annamaria Barrile.

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Click Day extracomunitari, Confagricoltura: servono più quote per le conversioni e maggiore rapidità nel rilascio dei visti

Si è svolto senza particolari problemi tecnici l’odierno click day per la richiesta di lavoratori extracomunitari stagionali per l’anno 2024. Le quote da assegnare sono complessivamente 89.050 per motivi di lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero, di cui 41.000 riservate alle Organizzazioni professionali agricole.

La Confederazione mette in rilievo lo sforzo organizzativo delle proprie strutture territoriali che, oltre a caricare sul portale del Ministero dell’Interno le istanze per conto delle aziende agricole associate, hanno espletato l’iter di controlli preventivi, come richiesto dalle nuove norme di semplificazione, sollevando gli ispettorati territoriali da questo onere.

Anche se le quote sono aumentate, resta il timore, a causa della cronica carenza di manodopera in agricoltura, che ancora una volta il numero delle domande possa superare le quote messe a disposizione. Ma le preoccupazioni maggiori, anche alla luce di quanto è accaduto nel 2023, riguardano i tempi di completamento delle procedure, soprattutto a causa del ritardo nel rilascio dei visti di ingresso agli stranieri provenienti da alcuni Paesi (Nord Africa, India e Pakistan) che ha precluso, in alcuni casi, l’instaurazione del rapporto lavorativo.

Sarebbe inoltre auspicabile, secondo l’Organizzazione che rappresenta i datori di lavoro agricolo, aumentare il numero delle quote da assegnare per motivi di conversione dei permessi di soggiorno stagionali in permessi per lavoro subordinato (fissate in 4.000 unità per l’anno 2024), attraverso un DPCM integrativo che accolga anche le domande già presentate nel click day di dicembre 2023, ma rimaste fuori quota per incapienza. È infatti in continua crescita l’interesse di aziende e lavoratori per questa tipologia di richieste che consente la stabilizzazione della situazione lavorativa e di quella soggettiva dello straniero, alleggerendo al contempo i click day stagionali.

Confagricoltura ricorda che un terzo della manodopera nel settore primario è di nazionalità straniera, con una quota elevata di extracomunitari (circa il 70%). Tra i Paesi di provenienza predomina l’Africa, in particolare Marocco, Tunisia, Senegal, Nigeria e Mali. Rilevante anche la quota di manodopera non comunitaria proveniente dell’Est Europa, in particolare Albania e Macedonia, e dall’Asia, soprattutto India e Pakistan.

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Fitofarmaci, Confagricoltura: quando il pragmatismo prevale sull’ideologia è sempre una buona notizia

 “Quando il pragmatismo prevale sull’ideologia è sempre una buona notizia. E’ stata accolta una richiesta avanzata da tempo dalla nostra Organizzazione per salvaguardare il potenziale produttivo del nostro settore. Prendiamo atto positivamente che la Commissione europea ha scelto di dare ascolto alle proteste in atto in numerosi Stati membri. Ora occorre andare avanti su questa strada”.

E’ il commento del presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, sull’annuncio della presidente von der Leyen che proporrà al Collegio dei commissari il ritiro formale della proposta di regolamento per ridurre della metà, entro il 2030, l’utilizzo dei fitofarmaci.

 

“In Italia – sottolinea Giansanti – il taglio avrebbe potuto superare addirittura il 60 per cento. La nostra linea è chiara. Il ricorso alle medicine delle piante nei processi produttivi va ridotto, come già si sta verificando, ma ogni divieto deve prevedere un’alternativa valida sotto il profilo tecnico ed economico”.

 

“Il ritiro della proposta di regolamento sui fitofarmaci dimostra che la soluzione dei problemi che stanno affrontando gli agricoltori vanno risolti in larga misura a Bruxelles. Per questo abbiamo deciso di tenere nella capitale belga un’assemblea straordinaria il 26 febbraio”.

 

“Ora – conclude il presidente della Confagricoltura – va sospesa l’entrata in vigore delle nuove misure in materia di emissioni industriali estesa agli allevamenti e sul ripristino della natura. I testi potranno essere rivisti alla luce dei risultati del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura promosso dalla Commissione UE. E’ una questione di coerenza”.

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Confagricoltura a Bruxelles per portare le istanze degli agricoltori nelle sedi competenti

In molti Paesi dell’Unione, tra i quali l’Italia, sono in atto proteste da parte di alcuni rappresentanti del mondo agricolo. Il comune denominatore delle rimostranze è la contestazione della PAC – Politica Agricola Comune – e del “Green Deal” applicato all’agricoltura.

Anche in questa occasione, Confagricoltura, da sempre in prima linea per rappresentare le istanze degli agricoltori, partendo dall’ascolto e comprendendo il disagio del settore, conferma il proprio impegno per portare le questioni poste nelle sedi competenti, in Europa. La Confederazione, infatti, condivide l’attenzione del Governo nazionale rispetto alle richieste degli agricoltori, ma auspica risposte più incisive ed urgenti da parte dell’Unione.

In questo senso, la giunta di Confagricoltura, riunitasi ieri a Palazzo della Valle, ha deciso di avviare una serie di iniziative a Bruxelles per chiedere che le richieste degli agricoltori vengano affrontate con maggiore sollecitudine, a tutela di un settore trainante della nostra economia che subisce le conseguenze economiche di uno scenario internazionale ad alta instabilità.

Le iniziative già avviate potrebbero portare ad un primo risultato già nei prossimi giorni, segnala Confagricoltura, con il rinnovo della deroga all’obbligo di destinare a finalità non produttive una parte dei seminativi.

L’impegno di Confagricoltura punta al raggiungimento dei seguenti obiettivi: assicurare un reddito adeguato ai produttori agricoli; migliorare la sostenibilità ambientale senza tagli produttivi; favorire la diffusione delle innovazioni tecnologiche per far fronte alle sfide del cambiamento climatico, salvaguardare i prodotti italiani ed europei nei confronti di una concorrenza non allineata con le regole dell’Unione per la sicurezza alimentare, la tutela delle risorse naturali e del lavoro, il benessere degli animali.

La Confederazione annuncia un’Assemblea Straordinaria a Bruxelles, convocata per il 26 febbraio, durante la quale verrà illustrata la visione dell’Associazione sul futuro dell’agricoltura e sulla nuova PAC.

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Edison e Confagricoltura: intesa per la transizione energetica del settore agricolo

L’accordo prevede lo sviluppo di progetti, tecnologie e modelli operativi per favorire la decarbonizzazione delle imprese agricole associate a Confagricoltura 

Milano/Roma, 24 novembre 2023 – Edison, società leader dell’energia con 140 anni di storia, attiva nella produzione rinnovabile e low carbon, nell’approvvigionamento e vendita di gas naturale e nei servizi energetici e ambientali, e Confagricoltura, dal 1920 la più antica organizzazione di rappresentanza e tutela dell’impresa agricola italiana, hanno firmato un Memorandum of understanding (MOU) per lo sviluppo di iniziative nel campo delle agroenergie.

L’intesa si focalizzerà principalmente sullo sviluppo delle agroenergie, tra cui la produzione di biometano, bioGNL, biomasse legnose per usi energetici e sulla gestione delle risorse idriche in campo energetico oltre che per altri usi, compreso quello irriguo nelle aree individuate congiuntamente con le imprese associale, condividendo e confrontando le rispettive competenze e buone pratiche delle due organizzazioni.

Con questo accordo di collaborazione, Edison e Confagricoltura intendono approfondire nuove opportunità, sviluppare iniziative, applicare tecnologie e modelli operativi con l’obiettivo di aumentare la produzione di energia rinnovabile degli associati di Confagricoltura contribuendo così alla decarbonizzazione del settore agricolo in linea con gli sfidanti obiettivi fissati dall’agenda dell’Unione Europea.

L’intesa acquista valore alla luce delle nuove opportunità legate all’approvazione a Bruxelles dei decreti presentati dall’Italia sull’incentivazione della diffusione dell’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e sull’agrivoltaico.

«La transizione energetica può realizzarsi solo attraverso un impegno concreto di tutti i settori produttivi, compreso quello agricolo che può dare un importante contributo a questo percorso». Dichiara Nicola Monti, amministratore delegato di Edison. «La firma di questo Memorandum of Understanding con Confagricoltura sancisce un significativo lavoro di cooperazione che farà leva sulle rispettive competenze per favorire la decarbonizzazione delle imprese agricole attraverso, per esempio, lo sviluppo di Comunità energetiche e di agroenergie, la produzione di biometano, bioGNL e delle biomasse legnose».

«Il settore primario intende essere protagonista della transizione energetica e ambientale. Confagricoltura è da tempo in prima linea per incentivare lo sviluppo delle agroenergie e l’intesa con Edison testimonia un ulteriore impegno concreto per la circolarità del comparto e il rafforzamento della sostenibilità dell’agroindustria». Dichiara Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.

L’accordo prevede inoltre l’avvio di iniziative di promozione e divulgazione sui temi dell’energia, della sostenibilità ambientale e sociale a favore dell’imprenditoria femminile.

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Edison

Edison è società leader dell’energia, con 140 anni di storia e primati che ne fanno il più antico operatore del settore in Europa. L’azienda, che avviò l’attività a Milano nel dicembre 1883, ha inaugurato l’inizio di una nuova era attraverso il processo di elettrificazione del Paese, contribuendo in modo tangibile al progresso sociale, culturale, economico ed industriale italiano. Oggi Edison impiega oltre 5.500 persone, operando in Italia ed Europa nella produzione rinnovabile e low carbon, nell’approvvigionamento e vendita di gas naturale, nella mobilità sostenibile, e attraverso Edison Energia ed Edison Next nei servizi energetici, ambientali e a valore aggiunto per clienti, aziende, territori e Pubblica Amministrazione. Il Gruppo è impegnato in prima linea nella sfida della transizione energetica, in coerenza con i Sustainable Development Goals dell’Onu e le politiche europee di decarbonizzazione. Edison ha un parco di produzione di energia elettrica altamente flessibile ed efficiente, composto da 200 centrali tra impianti idroelettrici, eolici, solari e termoelettrici a ciclo combinato a gas ad alta efficienza per una potenza complessiva di circa 7 GW; e soddisfa l’approvvigionamento di GNL e gas naturale al Paese, grazie a un portafoglio ampio e altamente diversificato pari a 12,6 miliardi di metri cubi all’anno. Nel 2021 Edison ha istituito la Fondazione EOS, Edison Orizzonte Sociale, la fondazione d’impresa con cui la società consolida il proprio impegno sociale contribuendo con le proprie persone e competenze agli obiettivi dell’Agenda 2030.

 

Confagricoltura

Confagricoltura è la più antica Organizzazione di rappresentanza e tutela dell’impresa agricola italiana. Si impegna per lo sviluppo delle aziende agricole e del settore primario in generale, a beneficio della collettività, dell’economia, dell’ambiente e del territorio. Favorisce l’accesso all’innovazione delle imprese, alla sostenibilità delle pratiche agricole e alla competizione delle aziende sul mercato nazionale e su quelli internazionali. La presenza di Confagricoltura nel territorio nazionale si concretizza in modo capillare attraverso le Federazioni regionali, le Unioni provinciali, gli uffici di zona e le delegazioni comunali. Vanta la rappresentanza di oltre 200.000 imprese, che generano occupazione per oltre 500mila lavoratori, e più del 45% del valore complessivo della produzione agricola. È attiva in tutte le principali sedi istituzionali, nazionali e internazionali, in tutti i tavoli di concertazione fra parti sociali e Governo. Stipula il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per operai, impiegati, dirigenti agricoli oltre ai dipendenti delle imprese del verde. È presente anche con un proprio ufficio a Bruxelles. www.confagricoltura.it

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Festa dell’Agricoltura: più di 5.000 visitatori nelle dimore storiche italiane con i giovani dell’ANGA e dell’ADSI

Grande successo per la seconda edizione di “Coltiviamo la cultura: la Festa dell’agricoltura nelle dimore storiche italiane”, l’evento promosso dai Giovani di Confagricoltura – Anga e i giovani dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI).

Una domenica all’insegna delle eccellenze della nostra agricoltura, presentati da oltre 100 aziende associate in alcune tra le ville storiche più suggestive del nostro Paese.

Tredici le dimore che hanno aperto le loro porte a più di 5000 visitatori e ospitato le aziende agricole del territorio, con l’obiettivo di promuovere lo stretto legame tra agricoltura e cultura, valorizzando insieme i beni culturali di interesse collettivo e i prodotti agricoli del territorio delle regioni coinvolte: Piemonte, Friuli, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sicilia.

Un viaggio attraverso lo Stivale che ha mostrato a cittadini e istituzioni l’importanza per il nostro Paese di un turismo capace di esaltare il connubio tra cibo e territorio e che può essere il perno di un’economia circolare per i borghi dove molte delle dimore storiche sono situate.

I numerosi partecipanti si sono completamente immersi nell’atmosfera di ogni dimora degustando e acquistando i prodotti delle aziende agricole in mostra (olio, vino, miele, confetture, succhi di frutta, mandorle), e apprezzando la storia della dimora con visite guidate. Coniugare l’arte con il buon cibo, tra storia e tradizioni gastronomiche di un territorio, si è rivelato vincente, attirando un pubblico eterogeneo costituito da semplici curiosi, ma anche da addetti ai lavori. Soddisfatte le aziende che hanno potuto valorizzare i propri prodotti in luoghi storici d’eccezione.

“Abbiamo voluto ripetere la nostra collaborazione con l’ADSI. Un legame profondo e consolidato con le dimore storiche, molte delle quali sono anche aziende agricole. Siamo riusciti – ha affermato il presidente dei Giovani agricoltori di Confagricoltura, Giovanni Gioia – a raggiungere l’obiettivo di promuovere insieme agricoltura e cultura. Continueremo a farlo sviluppando ancora la nostra collaborazione per valorizzare sempre più i nostri magnifici territori con loro le loro eccellenze, che rendono unica la nostra meravigliosa Italia”.

“Questa giornata ha voluto sancire in maniera ancora più salda il legame tra le dimore storiche e il territorio in cui si trovano. Il nostro scopo era quello di valorizzare i prodotti d’eccellenza Made in Italy delle aziende agricole, permettendo al contempo ai cittadini di visitare in maniera esclusiva questi luoghi. Siamo molto felici della grande partecipazione all’iniziativa e ci auguriamo di poter sempre di più mettere in luce il legame tra queste due realtà con iniziative volte non solo alla promozione delle dimore storiche, ma anche delle realtà dei borghi e dei comuni in cui si inseriscono”, ha dichiarato Anna Maria Pentimalli, presidente di ADSI Giovani.

Qui di seguito l’elenco delle dimore che hanno partecipato alla Festa dell’Agricoltura:

  • Friuli Venezia Giulia: Villa Pace, Tapogliano (UD)
  • Friuli Venezia Giulia: Casa Foffani, Trivignano Udinese (UD)
  • Friuli Venezia Giulia: Villa del Torso Paulone, Brazzacco (UD)
  • Friuli Venezia Giulia: Villa Vitas, Strassoldo (UD)
  • Emilia Romagna: Castello Di Tabiano, Salsomaggiore Terme (PR)
  • Emilia Romagna: Palazzo Rocca Isolani, Minerbio (BO) 
  • Piemonte: Tenuta La Marchesa, Novi Ligure (AL)
  • Sicilia: Palazzo Arezzo di Trifiletti, Ragusa (RG)
  • Toscana: Castello di Montegonzi, Montegonzi (AR)
  • Toscana: Palazzo Budini Gattai, Firenze (FI)
  • Toscana: Palazzo Guicciardini, Firenze (FI)
  • Umbria: Villa Antonelli, Montefalco (PG)
  • Veneto: Villa Zileri Motterle, Monteviale (VI)

Clicca qui per leggere la news relativa alla tappa siciliana dell’iniziativa a Palazzo Arezzo di Trifiletti a Ragusa

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Cambiamenti climatici, necessaria una nuova fase per la gestione dei rischi in agricoltura

Gli eventi climatici eccezionali sono ormai ricorrenti e stanno infliggendo un duro colpo all’agricoltura a livello globale. Per quanto riguarda l’Unione europea, basti far riferimento all’ingente perdita dei raccolti e ai danni strutturali provocati dalle alluvioni in Emilia Romagna e in alcune zone nelle Marche e in Toscana.

 

In Spagna, il ministero dell’Agricoltura ha segnalato che, a causa della siccità, la produzione di cereali autunno-vernini è diminuita quest’anno del 40% nei confronti della precedente campagna. Per le arance, è stata stimata una contrazione dei raccolti di circa il 15% sulla media degli ultimi cinque anni. Sempre a causa della siccità, nella campagna 2022-2023 la produzione di olio d’oliva è crollata del 50% rispetto ai livelli ordinari.

 

L’impatto degli eventi climatici eccezionali sul settore agricolo è pesante anche fuori dall’Unione europea. Nell’ultimo rapporto dell’USDA (il dipartimento di Stato Usa all’Agricoltura) sono state ridotte le previsioni sul raccolto mondiale di grano a causa, in particolare, della siccità in Australia e Canada. In dettaglio, i raccolti australiani sono stati rivisti al ribasso per un ammontare di tre milioni di tonnellate. Per quelli canadesi, la diminuzione nei confronti delle precedenti stime si attesta a due milioni di tonnellate.

 

Alla luce di queste cifre, le giacenze mondiali di grano sono state valutate in 258 milioni di tonnellate a fine campagna 2023-2024. Se la previsione fosse confermata dai dati reali, sarebbe il livello più basso dal 2015.

 

La scienza e le innovazioni tecnologiche sono gli strumenti più efficaci che gli imprenditori agricoli hanno a disposizione per limitare l’impatto degli eventi climatici straordinari. Per questo, Confagricoltura ha chiesto di rilanciare il programma “Agricoltura 4.0” con il rafforzamento del credito d’imposta e con la conferma dell’automaticità dell’incentivo. Inoltre, la misura dovrebbe avere una durata almeno triennale al fine di consentire alle imprese la programmazione degli investimenti. Una risposta a queste richieste dovrebbe arrivare dalle risorse finanziarie del capitolo “REPower EU” inserito nella revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

 

Occorre, però, andare oltre.  E non solo in termini di risorse finanziarie complessivamente disponibili. Le conseguenze del cambiamento climatico impongono una maggiore diffusione delle coperture assicurative da parte degli agricoltori. Senz’altro positiva è la scelta fatta dal governo di attivare, come consentito dalla nuova politica agricola comune (PAC), il fondo mutualistico nazionale “AGRICAT” alimentato con una trattenuta sugli aiuti diretti agli agricoltori. Serve anche una revisione normativa che consenta di ristorare i danni e far ripartire l’attività produttiva in tempi brevi.

 

I cambiamenti climatici richiedono, insomma, l’avvio di una nuova fase per la gestione dei rischi climatici in agricoltura.  E’ un tema da affrontare anche nell’ambito del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura nella UE che la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato di voler avviare nel recente discorso sullo stato dell’Unione.

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Agricoltura e sostenibilità: presentato al Meeting di Rimini il sondaggio di Confagricoltura e Università Cattolica di Piacenza

Sono bastate poche ore per ottenere centinaia di partecipazioni attive al sondaggio organizzato da Confagricoltura con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza dal titolo “Un’agricoltura sostenibile: quanto ne sai? News e fake news”, dedicato in particolare ai giovani e alle loro conoscenze sul settore primario.

Al Meeting di Rimini Confagricoltura ha presentato e lanciato il questionario che indaga, con 6 domande, la percezione del pubblico generalista rispetto ai messaggi mediatici sul settore primario.

Insieme al giornalista del quotidiano “Avvenire”, Paolo Viana, e all’agronomo di Confagricoltura, Silvia Piconcelli, il pubblico ha avuto modo di approfondire le relazioni tra sostenibilità e agricoltura attraverso alcuni temi: il consumo idrico, lo spreco alimentare, gli allevamenti, le pratiche di gestione forestale, l’effetto delle coltivazioni intensive e quindi delle monocolture sulla produzione degli impollinatori e, infine, l’interazione tra agricoltura e cambiamenti climatici.

Le linee guida europee, e a ricaduta quelle nazionali, stanno cambiando il sistema agricolo: la sostenibilità non è più una scelta, ma una prassi diffusa e consolidata tra le imprese. Questo, tuttavia, traspare poco nei confronti dei cittadini, che poi sono i consumatori finali delle produzioni dei campi. Partendo, quindi, dalle cosiddette “fake news” si è costruito il questionario insieme all’Università Cattolica di Piacenza con l’obiettivo di avvicinare il pubblico, prevalentemente i giovani, a scoprire i progressi, gli investimenti e le innovazioni che le aziende agricole hanno adottato per rispondere alle mutate esigenze sia legislative, sia di richiesta di sostenibilità da parte dei consumatori.

La partecipazione al sondaggio è anonima e i dati saranno gestiti dai ricercatori del Dipartimento di Economia agroalimentare dell’ateneo di Piacenza. Il questionario sarà somministrato durante tutta la durata del Meeting, ma anche in occasione di Ecomondo, che si terrà a Rimini a novembre. I risultati saranno presentati a Verona, alla prossima edizione di Fieragricola.

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Assemblea Confagricoltura, Giansanti: “Dal Governo risposte importanti per la crescita dell’agroalimentare”

“La due giorni di lavori assembleari di Confagricoltura è stata proficua e apre nuove prospettive per il settore primario. Il confronto tra istituzioni, politica e imprese fotografa un comparto che ha i numeri per consolidare il proprio primato”.

E’ soddisfatto il presidente Massimiliano Giansanti al termine dell’assemblea generale che a Palazzo della Cancelleria ha visto oggi gli interventi dei ministri Antonio Tajani, Matteo Salvini, Gilberto Pichetto Fratin, Daniela Santanché. Ieri avevano partecipato i ministri Adolfo Urso e Anna Maria Bernini, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio e il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni.

Nel faccia a faccia conclusivo con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, Giansanti ha accolto con soddisfazione quanto annunciato per il settore, in linea con le richieste di Confagricoltura. A partire dal miliardo in più a favore dei contratti di filiera, nell’ambito della revisione del PNRR, per soddisfare le richieste delle imprese, di gran lunga più numerose rispetto alla dotazione finanziaria iniziale. “Un risultato importante, perché rafforza il dialogo tra agricoltura e industria che può fungere da caposaldo per un piano di crescita per l’intero sistema agroalimentare italiano”.

Molto positiva anche l’attenzione che il governo ha mostrato alla richiesta del presidente Giansanti di avviare un confronto strutturato tra i soggetti della filiera sulla formazione dei prezzi, dal produttore al consumatore, in un’ottica di medio periodo capace di dare certezze a tutti. “Questo strumento – aggiunge Giansanti – avrebbe già consentito di far fronte alla forte crescita dell’inflazione alimentare che ha già prodotto un calo dei consumi”.

Il presidente di Confagricoltura ha quindi ribadito le preoccupazioni sull’inasprimento dei tassi di interesse che rischia di provocare un brusco calo dell’attività economica.

Sul fronte ambientale, anche alla luce delle recenti posizioni europee relative all’uso di fitofarmaci, alle emissioni e al ‘Ripristino della Natura’, il quadro resta aperto: “Non è stata presa alcuna decisione definitiva, anzi – precisa il presidente di Confagricoltura – i punti di riferimento dei rispettivi negoziati sono migliorati rispetto alle proposte iniziali della Commissione UE. Restano ancora impegnative le sfide per coniugare la sostenibilità ambientale con quella economica, ma va riconosciuto che i risultati ottenuti oggi sono il frutto delle azioni di Confagricoltura e delle decisioni assunte dal governo italiano in ambito europeo”. 

Confagricoltura Ragusa ha partecipato ai lavori dell’Assemblea 

Anche Confagricoltura Ragusa ha partecipato ai lavori dell’Assemblea Generale di Palazzo della Cancelleria: presente il presidente, Antonino Pirrè, e la componente del Direttivo, Paola Gurrieri.

Paola Gurrieri ha preso parte al Panel su ricerca, innovazione e azione che si è tenuto nella seconda giornata.
“Ho fatto presente, presentando la mia azienda, che la ricerca e l’innovazione sono stati dall’inizio i temi fondamentali sulla base dei quali è nata La Mediterranea, così come altre aziende associate a Confagricoltura nel ragusano”.
“Ricerca e innovazione – aggiunge Paola Gurrieri – per molte associate si sono tradotte anche in azioni, non soltanto sul versante della sostenibilità ambientale, ma anche su quello della sostenibilità sociale. Proprio in merito a questo, ho condiviso con l’Assemblea le attività di prevenzione del rischio oncologico che dal 2021 ha coinvolto numerose aziende associate e la collaborazione con il progetto TFT – trasformare la fascia trasformata”.
“Come imprenditrice del settore florovivaistico, – conclude la Gurrieri – ho chiesto alla Ministra dell’Università e della Ricerca uno sforzo per ridurre la burocrazia nei progetti di trasferimento tecnologico tra ricerca accademica e imprese, per facilitare la collaborazione tra università e aziende, velocizzare l’innovazione e migliorare la competitività del comparto. Le aziende vivono di scienza e ricerca”.
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Lavoro, è emergenza nei campi. Parte da Confagricoltura l’appello a fare sistema per risolvere il problema della mancanza di manodopera

Fare sistema, insieme a tutti gli attori del settore agricolo, partendo dal contratto nazionale di lavoro e rivedendo gli strumenti attuali, per dare una risposta concreta ed efficace alle esigenze delle imprese e degli addetti.

E’ questa la proposta scaturita oggi dal convegno sul lavoro organizzato da Confagricoltura, principale organizzazione datoriale agricola, a Palazzo della Valle a Roma.

Al tavolo, oltre al presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, anche i segretari generali della FAI CISL Onofrio Rota, della UILA UIL, Stefano Mantegazza e il segretario generale della CGIL Maurizio Landini, il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro Paolo Pennesi, il consigliere agricolo dell’Ambasciata australiana Emma Hatcher, il giornalista Alessandro Plateroti, oltre a Ersilia di Tullio di Nomisma e il direttore dell’Area Lavoro di Confagricoltura, Roberto Caponi. E’ intervenuto con un contributo il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.

“Oggi abbiamo un racconto dell’agricoltura che non fotografa la realtà; – ha detto Giansanti – il dibattito sui cambiamenti del contratto di lavoro è quindi necessario tenendo presente quali sono le difficoltà e le richieste effettive di imprese e lavoratori”.

Intervenire sui trattamenti economici per renderli più attrattivi e competitivi nell’ambito del CNL, mantenere il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti, detassare gli aumenti retributivi contrattuali, ma anche avvicinare i giovani al mondo agricolo riconoscendo crediti e incentivi, rivedere insieme il decreto flussi che così come è strutturato non funziona. Per quanto riguarda le esternalizzazioni, per Confagricoltura è essenziale poter contare su un quadro normativo chiaro e stabile, che consenta alle imprese agricole di operare correttamente senza correre il rischio di interpretazioni opinabili che possono comportare gravi conseguenze sotto il profilo sanzionatorio.

Queste alcune delle proposte avanzate da Confagricoltura per contrastare la mancanza di manodopera, grave problema delle campagne italiane. “L’emergenza è tale – ha rimarcato Giansanti – che alle richieste di ridurre il costo del lavoro e di semplificare gli adempimenti si è sommata, prendendo il sopravvento, l’esigenza di manodopera disponibile e qualificata. Semine, raccolte e lavorazioni seguono cicli naturali e non si possono rimandare”.

Oltre un milione di dipendenti e 117 milioni di giornate lavorate. Questo il quadro del settore agricolo italiano fotografato da Nomisma. Quasi un terzo dei lavoratori è straniero, sebbene cambi la geografia di provenienza: aumentano gli extracomunitari, in particolare indiani, albanesi e marocchini. Ma gli intoppi burocratici frenano il loro inserimento nelle aziende, che diventano così meno attrattive rispetto a quelle estere. L’esperienza illustrata per l’Australia è una delle più palesi conferme sul fronte del coinvolgimento dei giovani.

Lo stesso ministro Calderone ha evidenziato la necessità di rivedere gli strumenti utili allo sviluppo del settore primario, coinvolgendo proprio le nuove generazioni.

Nella tavola rotonda conclusiva moderata dal giornalista del Corriere della Sera Federico Fubini, il segretario generale della CGIL Landini ha sottolineato l’urgenza di gestire i cambiamenti in atto stabilendo insieme priorità per arrivare a scelte lungimiranti e di qualità per tutti.

Da Plateroti un invito a cambiare la visione dell’agricoltura partendo dalle scuole, costruendo una cultura del settore primario e facendolo diventare realmente attrattivo.

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