Coltiviamo la cultura: ADSI e Confagricoltura insieme per celebrare il patrimonio rurale italiano tra storia, agricoltura e innovazione

Domenica 8 novembre, accanto alle aperture diffuse sul territorio nazionale, tre appuntamenti dedicati allo sviluppo di nuove tecnologie in agricoltura, organizzati da Confagricoltura Donna in Calabria, Emilia-Romagna e Piemonte.

La collaborazione con ASI porterà inoltre nelle dimore macchine agricole d’epoca, testimonianza dell’evoluzione del lavoro agricolo. 

Roma, 28 ottobre 2026 – Le dimore storiche italiane non sono soltanto custodi di arte, architettura e memoria: da secoli rappresentano anche un presidio del paesaggio agricolo, della biodiversità e delle produzioni che hanno contribuito a modellare l’identità dei territori. È da questa consapevolezza che nasce l’edizione 2026 di Coltiviamo la Cultura, l’iniziativa – promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS e patrocinata del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste – quest’anno si svolge, per la prima volta, in collaborazione con Confagricoltura, con il coinvolgimento di Confagricoltura Donna.

L’iniziativa rafforza il dialogo tra realtà impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio rurale italiano e pone al centro la capacità delle dimore storiche di coniugare conservazione, attività produttive e innovazione, contribuendo all’evoluzione dell’agricoltura e allo sviluppo economico e culturale delle comunità locali.

Attraverso aperture, visite e momenti di approfondimento, ville, castelli, cascine, masserie e tenute storiche racconteranno un patrimonio vivo, nel quale la conservazione si accompagna ad attività produttive, accoglienza e valorizzazione delle eccellenze locali, capaci di coniugare tradizione e innovazione. Le dimore storiche si confermano così presìdi attivi dei territori e parte di un sistema diffuso che mette in relazione patrimonio culturale, imprese agricole e sviluppo economico locale.

I dati del VII Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato confermano il ruolo delle dimore storiche come realtà capaci di integrare agricoltura, cultura e turismo: il 66% delle realtà agroalimentari coinvolte nell’indagine offre attività di agriturismo o altre forme di ospitalità rurale, mentre il 56% promuove, in modo strutturato o occasionale, percorsi di valorizzazione enogastronomica aperti al pubblico, tra degustazioni guidate, visite ai luoghi di produzione, itinerari tematici ed eventi. La vendita diretta in azienda, indicata dal 37% dei rispondenti, si conferma inoltre il principale canale di distribuzione, rafforzando il legame tra prodotto, luogo di origine e comunità locale.

Le attività prevalenti sono la coltivazione di cereali (35%) e la vitivinicoltura (26%), seguite da frutticoltura e agrumicoltura (13%), mentre olivicoltura e viticoltura rappresentano ciascuna il 9%. Le collaborazioni attivate per promuovere i prodotti coinvolgono soprattutto Comuni ed enti locali (22%), associazioni enogastronomiche (19%) e consorzi di tutela delle produzioni certificate (15%), confermando il ruolo delle dimore come nodi di reti territoriali che mettono in relazione imprese, istituzioni e comunità. Le dimore storiche si confermano non soltanto custodi del patrimonio culturale e delle tradizioni agricole italiane, ma anche presidi attivi di sviluppo sostenibile, attrattività turistica e promozione delle eccellenze del Made in Italy.

“Con Coltiviamo la Cultura vogliamo ricordare che le dimore storiche non sono soltanto custodi di arte e memoria, ma realtà vive, profondamente legate ai territori e alle loro attività produttive. Patrimonio culturale e patrimonio agricolo sono parti di un unico ecosistema, capace di generare valore economico, sociale e culturale per le comunità. Le dimore, attraverso la tutela del paesaggio, la valorizzazione delle produzioni locali e la diffusione di nuove conoscenze, contribuiscono ogni giorno a tenere insieme tradizione e innovazione. Sostenere questo legame significa tutelare l’identità dei territori e creare le condizioni perché questo patrimonio continui a vivere e a essere trasmesso alle generazioni future”, dichiara Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS.

“La sinergia tra cultura, agricoltura e turismo consente di offrire esperienze autentiche, in cui paesaggio, storia e produzioni di qualità si integrano in una proposta distintiva. Si mette poi a disposizione un patrimonio che include anche importanti archivi e biblioteche, custoditi nelle residenze e fonte di studio e interesse per ricercatori e cittadini. In questo contesto, Confagricoltura e ADSI rafforzano la propria collaborazione nella giornata dell’8 novembre con iniziative condivise e momenti di approfondimento dedicati non solo alla promozione del patrimonio storico, culturale e produttivo del Paese, ma anche alla ricerca e alla scienza con uno sguardo al futuro del settore primario” – aggiunge Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.

Custodire questo patrimonio significa, tuttavia, non soltanto proteggerne la memoria, ma anche interrogarsi sul suo futuro. Per questo, l’edizione 2026 amplia il dialogo tra tradizione e innovazione, promuovendo all’interno delle dimore storiche, in collaborazione con Confagricoltura e Confagricoltura Donna, un confronto sulle nuove tecnologie applicate all’agricoltura e, in particolare, sulle opportunità offerte dal miglioramento genetico delle piante.

Accanto al programma di aperture diffuse, Calabria, Emilia-Romagna e Piemonte ospiteranno tre appuntamenti pilota intitolati “Scrivere il futuro di una storia antica”. Le dimore diventeranno luoghi di incontro tra cultura del territorio, ricerca scientifica e mondo produttivo, offrendo occasioni accessibili di conoscenza e confronto sulle trasformazioni dell’agricoltura contemporanea.

La collaborazione tra ADSI e Confagricoltura Donna è stata ulteriormente consolidata dalla firma di un Protocollo d’intenti, con l’obiettivo di definire un quadro di impegno continuativo a sostegno dell’imprenditoria femminile e dello sviluppo di progettualità condivise nei settori agricolo, culturale e turistico.

“Le dimore storiche custodiscono la memoria dei nostri territori, in molti casi anche grazie a un’attività agricola viva e dinamica. A guidarle, custodirle e rinnovarle ogni giorno ci sono anche tante donne, che con competenza e visione ne accompagnano l’evoluzione. Il Rapporto dell’Osservatorio ci ha indicato una direzione chiara: andare oltre la conservazione per dare nuove prospettive a un patrimonio unico. Con questo progetto vogliamo raccontare, proprio attraverso i luoghi e le donne che li animano, una verità semplice ma fondamentale: la storia dell’agricoltura è da sempre una storia di innovazione”, commenta Paola Giovannini Pasti, presidente di Confagricoltura Donna.

Tra le novità di questa edizione figura anche la recente partnership con ASI – Automotoclub Storico Italiano, che consentirà di ampliare ulteriormente il racconto del patrimonio rurale italiano attraverso la valorizzazione dei trattori storici e delle macchine agricole d’epoca, custoditi in numerose aziende agricole e dimore del Paese. Questi mezzi documentano l’evoluzione della meccanizzazione, del lavoro nei campi e delle tecniche produttive che hanno accompagnato lo sviluppo dell’agricoltura italiana nel corso del Novecento.

 

Programma delle conferenze scientifiche “Scrivere il futuro di una storia antica” di Coltiviamo la Cultura 2026:

In Calabria, presso la Tenuta Acton di Leporano, il confronto prenderà le mosse dal volume Il pomodoro: storia di un immigrato di successo dei professori Luigi Frusciante e Nunzio D’Agostino per approfondire le prospettive offerte da genetica, genomica e biotecnologie agrarie, con una tavola rotonda organizzata insieme all’Accademia dei Georgofili dedicata alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA).

In Emilia-Romagna, a Villa Emaldi, il divulgatore scientifico Max Beretta guiderà una riflessione sull’evoluzione del miglioramento genetico delle colture e sul ruolo delle nuove tecnologie nel settore agroalimentare.

In Piemonte, infine, la Tenuta Berroni di Racconigi ospiterà un incontro con il ricercatore Alberto Acquadro dedicato alle più recenti innovazioni nel campo della genetica vegetale e alle sfide dell’agricoltura del futuro.

Al seguente link una selezione di foto: https://lion.box.com/s/3bslsk9qw9eo2fsrts3bpvdclua134o8

Per ulteriori informazioni consultare il sito: https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/eventi-dimore/495387/v-festa-dellagricoltura-coltiviamo-la-cultura-2026

Di seguito l’elenco – in costante aggiornamento – delle dimore divise per regione e per provincia che apriranno al pubblico domenica 8 novembre:

 

ABRUZZO

  • Palazzo D’Alessandro, Caporciano (AQ)
  • Convento di San Panfilo, Spoltore (PE)

 

BASILICATA

  • Palazzo Arcieri Bitonti, San Mauro Forte (MT)
  • Palazzo Viceconte, Matera (MT)
  • Castello di Valsinni, Valsinni (MT)

 

CALABRIA

  • Villa Cefaly Pandolphi, Acconia di Curinga (CZ)
  • Castello del Principe, Sangineto Lido (CS)
  • Palazzo Amarelli, Corigliano-Rossano (CS)
  • Tenuta Ciminata Greco, Corigliano-Rossano (CS)
  • Palazzo Cybo Malaspina, Aiello Calabro (CS)
  • Palazzo Grillo, Polistena (CS)
  • Masseria Zurlo, Scandale (KR)
  • Tenuta Acton, Cannavà di Rizziconi (RC)
  • Tenuta Candida, Locri (RC)
  • Casa Spanò, Gerace (RC)
  • Palazzo Candida, Gerace (RC)
  • Palazzo Malgeri, Bova Marina (RC)

 

EMILIA-ROMAGNA

  • Palazzo Minelli, Sala Bolognese (BO)
  • Tizzano, Casalecchio di Reno (BO)
  • Rocca Valle di Castrignano, Valle di Castrignano (PR)
  • Villa Emaldi, Faenza (RA)
  • Villa Casino di Sotto, Novellara (RE)

 

FRIULI-VENEZIA GIULIA

  • Villa del Torre, Romans d’Isonzo (GO)
  • Maglio Zuccato, Bannia di Fiume Veneto (PN)
  • Casaforte La Brunelde, Fagagna (UD)
  • Palazzo de Gleria, Comeglians (UD)
  • Palazzo Orgnani, Udine (UD)
  • Villa Iachia, Ruda (UD)
  • Villa Maseri, Pavia di Udine (UD)
  • Villa Pace, Campolongo Tapogliano (UD)
  • Villa Ritter de Zàhony, Aquileia (UD)

 

LAZIO

  • Villa Cavalletti, Grottaferrata (RM)

 

LOMBARDIA

  • Palazzo Fregoso, Colturano (MI)
  • Corti della Gualdana, Campoferro, Voghera (PV)
  • Palazzo Guicciardi, Ponte in Valtellina (SO)

 

PIEMONTE

  • Castello di Piovera, Alluvioni Piovera (AL)
  • Tenuta La Marchesa, Novi Ligure (AL)
  • Palazzo Terzano, Valenza (AL)
  • Tenuta Berroni, Racconigi (CN)

 

PUGLIA

  • Masseria Spina, Monopoli (BA)
  • Masseria Storica Pilapalucci, Toritto (BA)
  • Castel di Salve – Cantine Storiche Winspeare, Depressa di Tricase (LE)
  • Azienda Vitivinicola Leone de Castris, Salice Salentino (LE)
  • Masseria Tagliente, Martina Franca (TA)
  • Masseria Angiulli, Grottaglie (TA)

 

TOSCANA

  • Villa di Bivigliano, Vaglia (FI)
  • Castello di Barberino, Barberino di Mugello (FI)
  • Villa Ginori, Massarosa (LU)
  • Tenuta di Megognano , Poggibonsi (SI)
  • Tenuta di Bibbiano, Castellina in Chianti (SI)

 

UMBRIA

  • Castello di Montegiove, Montegiove (TR)

 

VENETO

  • Villa di Dussan, Santa Giustina (BL)
  • Villa Artili Perrona, Bosaro (RO)
  • Villa Tiepolo Passi, Carbonera (TV)
  • Palazzo da Schio “Ca d’Oro”, Vicenza (VI)
  • Villa Fracanzan Piovene, Orgiano (VI)
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Festa dell’Agricoltura: più di 5.000 visitatori nelle dimore storiche italiane con i giovani dell’ANGA e dell’ADSI

Grande successo per la seconda edizione di “Coltiviamo la cultura: la Festa dell’agricoltura nelle dimore storiche italiane”, l’evento promosso dai Giovani di Confagricoltura – Anga e i giovani dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI).

Una domenica all’insegna delle eccellenze della nostra agricoltura, presentati da oltre 100 aziende associate in alcune tra le ville storiche più suggestive del nostro Paese.

Tredici le dimore che hanno aperto le loro porte a più di 5000 visitatori e ospitato le aziende agricole del territorio, con l’obiettivo di promuovere lo stretto legame tra agricoltura e cultura, valorizzando insieme i beni culturali di interesse collettivo e i prodotti agricoli del territorio delle regioni coinvolte: Piemonte, Friuli, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sicilia.

Un viaggio attraverso lo Stivale che ha mostrato a cittadini e istituzioni l’importanza per il nostro Paese di un turismo capace di esaltare il connubio tra cibo e territorio e che può essere il perno di un’economia circolare per i borghi dove molte delle dimore storiche sono situate.

I numerosi partecipanti si sono completamente immersi nell’atmosfera di ogni dimora degustando e acquistando i prodotti delle aziende agricole in mostra (olio, vino, miele, confetture, succhi di frutta, mandorle), e apprezzando la storia della dimora con visite guidate. Coniugare l’arte con il buon cibo, tra storia e tradizioni gastronomiche di un territorio, si è rivelato vincente, attirando un pubblico eterogeneo costituito da semplici curiosi, ma anche da addetti ai lavori. Soddisfatte le aziende che hanno potuto valorizzare i propri prodotti in luoghi storici d’eccezione.

“Abbiamo voluto ripetere la nostra collaborazione con l’ADSI. Un legame profondo e consolidato con le dimore storiche, molte delle quali sono anche aziende agricole. Siamo riusciti – ha affermato il presidente dei Giovani agricoltori di Confagricoltura, Giovanni Gioia – a raggiungere l’obiettivo di promuovere insieme agricoltura e cultura. Continueremo a farlo sviluppando ancora la nostra collaborazione per valorizzare sempre più i nostri magnifici territori con loro le loro eccellenze, che rendono unica la nostra meravigliosa Italia”.

“Questa giornata ha voluto sancire in maniera ancora più salda il legame tra le dimore storiche e il territorio in cui si trovano. Il nostro scopo era quello di valorizzare i prodotti d’eccellenza Made in Italy delle aziende agricole, permettendo al contempo ai cittadini di visitare in maniera esclusiva questi luoghi. Siamo molto felici della grande partecipazione all’iniziativa e ci auguriamo di poter sempre di più mettere in luce il legame tra queste due realtà con iniziative volte non solo alla promozione delle dimore storiche, ma anche delle realtà dei borghi e dei comuni in cui si inseriscono”, ha dichiarato Anna Maria Pentimalli, presidente di ADSI Giovani.

Qui di seguito l’elenco delle dimore che hanno partecipato alla Festa dell’Agricoltura:

  • Friuli Venezia Giulia: Villa Pace, Tapogliano (UD)
  • Friuli Venezia Giulia: Casa Foffani, Trivignano Udinese (UD)
  • Friuli Venezia Giulia: Villa del Torso Paulone, Brazzacco (UD)
  • Friuli Venezia Giulia: Villa Vitas, Strassoldo (UD)
  • Emilia Romagna: Castello Di Tabiano, Salsomaggiore Terme (PR)
  • Emilia Romagna: Palazzo Rocca Isolani, Minerbio (BO) 
  • Piemonte: Tenuta La Marchesa, Novi Ligure (AL)
  • Sicilia: Palazzo Arezzo di Trifiletti, Ragusa (RG)
  • Toscana: Castello di Montegonzi, Montegonzi (AR)
  • Toscana: Palazzo Budini Gattai, Firenze (FI)
  • Toscana: Palazzo Guicciardini, Firenze (FI)
  • Umbria: Villa Antonelli, Montefalco (PG)
  • Veneto: Villa Zileri Motterle, Monteviale (VI)

Clicca qui per leggere la news relativa alla tappa siciliana dell’iniziativa a Palazzo Arezzo di Trifiletti a Ragusa

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“Coltiviamo Cultura”: a Ragusa l’incontro tra le eccellenze agricole siciliane e l’eleganza di Palazzo Arezzo di Trifiletti convince e conquista

È più che positivo il bilancio della tappa siciliana di “Coltiviamo Cultura”, l’iniziativa ogni che apre le porte delle dimore storiche in tutta Italia per ospitare le aziende agricole del territorio, che si è tenuta ieri a Palazzo Arezzo di Trifiletti a Ragusa in occasione della Festa dell’Agricoltura. Ad organizzarla i Giovani di Confagricoltura (ANGA) e l’Associazione delle Dimore Storiche Italiane (ADSI). In totale, per questa seconda edizione, sono state 13 le dimore storiche aderenti all’iniziativa e circa quaranta le aziende agricole in otto regioni: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Calabria e Sicilia.

In una giornata baciata dal sole, le imprenditrici e gli imprenditori di ANGA hanno accolto i numerosi turisti italiani e stranieri in un palazzo che è uno scrigno di bellezza rara nel cuore pulsante di Ragusa Ibla, presentando con orgoglio le loro eccellenze: dalle farine ai vini, dalle marmellate ai prodotti cosmetici, passando per le produzioni da agricoltura idroponica e i prodotti dolciari. Un biglietto da visita in cui c’è tutta la passione di chi crede nel futuro ed è in campo per costruirlo. 

Soddisfatto il presidente di ANGA Sicilia, Edoardo Orlando: “Una straordinaria giornata in cui abbiamo avuto modo di porre al centro lo stretto legame tra il mondo agricolo e quello delle dimore storiche, mostrando a cittadini e istituzioni la centralità di questo potente connubio. Abbiamo bisogno di strutturare un turismo esperienziale che sappia esaltare il legame indissolubile tra cibo e territorio, per un racconto autentico della nostra identità territoriale”.

Anche il presidente di ANGA Ragusa, Lorenzo Cannella, traccia un bilancio positivo della giornata: “Abbiamo fatto un gran lavoro, i nostri stand sono stati visitati da un gran numero di visitatori che, oltre ad apprezzare l’eleganza e la bellezza di stucchi, architetture e arredamenti storici del Palazzo, hanno voluto conoscere le nostre storie aziendali e i nostri prodotti. Abbiamo davvero unito bellezze monumentali e produzioni innovative e di qualità, dimostrando la ricchezza enogastronomica e storico-culturale di un territorio che merita di essere conosciuto e visitato”.

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“Coltiviamo Cultura”: il 12 novembre Palazzo Arezzo a Ragusa Ibla ospiterà le eccellenze produttive del territorio. Iniziativa di ANGA-Confagricoltura e ADSI

Tutto pronto per la seconda edizione di “Coltiviamo Cultura”, l’iniziativa che apre le porte delle dimore storiche in tutta Italia per ospitare le aziende agricole del territorio, che si terrà domenica 12 Novembre, in occasione della Festa dell’Agricoltura.

Una straordinaria opportunità per promuovere sia quei particolari beni culturali rappresentati dagli immobili privati di interesse collettivo, sia quei prodotti agroalimentari tipici del territorio delle regioni coinvolte.

Per la Sicilia ha aderito il prestigioso Palazzo Arezzo Di Trifiletti a Ragusa, perla di Ragusa Ibla dalla straordinaria bellezza architettonica e dalla storia affascinante, visitato tutto l’anno da turisti da ogni parte del mondo. Questo elegante edificio, risalente al XVIII secolo, rappresenta un esempio pregevole di architettura barocca siciliana. La facciata del palazzo è caratterizzata da ornamenti intricati, balconi in ferro battuto e dettagli artistici che testimoniano la ricchezza e il gusto dei proprietari. L’interno è altrettanto sontuoso, con stanze lussuosamente decorate e affreschi d’epoca.

Dalle ore 10 alle 17 sarà possibile visitare i locali del Palazzo al Corso XXV Aprile 4 e degustare ed acquistare la varietà dei prodotti offerti dalle giovani aziende associate a Confagricoltura.

L’iniziativa è resa possibile dalla collaborazione tra Confagricoltura, ANGA (Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori Agricoli) e ADSI Sicilia (Associazione delle Dimore Storiche Italiane).

“Scopo della manifestazione – spiega il presidente di ANGA Sicilia, Edoardo Orlando – è di porre al centro lo stretto legame tra il mondo agricolo e quello delle dimore storiche, mostrando a cittadini e istituzioni la centralità di questo connubio che è identificativo del nostro Paese. L’iniziativa mira anche a sottolineare l’importanza della riscoperta di un turismo che sa esaltare il legame indissolubile tra cibo e territorio, binomio di valore strategico per lo sviluppo del territorio”.

“Ragusa rappresenterà la Sicilia con Palazzo Arezzo di Trifiletti e con il meglio che il nostro ricco e generoso territorio offre nel settore primario. Non possiamo che essere orgogliosi e motivati come Giovani di Confagricoltura, da protagonisti e promotori di questa iniziativa in cui crediamo molto” aggiunge il presidente di ANGA Ragusa, Lorenzo Cannella. “Un’occasione  per i nostri giovani imprenditori agricoli – continua Cannella – per dimostrare che sono davvero l’anello di congiunzione tra passato e futuro, ritrovando l’identità nella cultura e nella storia del territorio, da protagonisti coraggiosi del presente e del futuro dell’imprenditoria agricola ragusana e siciliana”.

Ragusa, 7 novembre 2023

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Coltiviamo la cultura: il 16 ottobre prima Festa dell’Agricoltura nelle dimore storiche d’Italia

Domenica 16 ottobre si terrà la prima edizione di “Coltiviamo la cultura: prima Festa dell’Agricoltura nelle dimore storiche”, promossa dai gruppi giovani di ADSI e Confagricoltura Anga. Numerose dimore storiche su tutto il territorio nazionale apriranno le loro porte per ospitare le aziende agricole del territorio: una straordinaria opportunità per promuovere sia quei particolari beni culturali rappresentati dagli immobili privati di interesse collettivo, sia quei prodotti agroalimentari tipici del territorio delle regioni coinvolte.

Dieci le dimore storiche aderenti all’iniziativa e circa quaranta le aziende agricole in sette regioni: Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia.

Il taglio del nastro in tutte le sedi è previsto alle 10 e la chiusura della giornata alle 18.

Le dimore storiche costituiscono un patrimonio turistico di rara bellezza e il perno di un’economia circolare per i borghi su cui insistono. Il 54% di questi immobili, in particolare, si trova in piccoli comuni con una popolazione inferiore a 20.000 abitanti e, nel 29% dei casi, addirittura sotto i 5.000 residenti, mentre il 31% di questi beni è al di fuori dai centri abitati. A dimostrazione del nesso tra patrimonio culturale e produzione agricola basti pensare che il 34% delle aziende vitivinicole italiane afferisce ad una dimora storica.

Scopo della manifestazione è dunque quello di porre al centro lo stretto legame tra il mondo agricolo e quello delle dimore storiche, mostrando a cittadini e istituzioni la centralità di questo connubio che è identificativo del nostro Paese. L’iniziativa mira anche a sottolineare l’importanza della riscoperta di un turismo che sa esaltare il legame indissolubile tra cibo e territorio.

“Grazie alla collaborazione tra ADSI e Confagricoltura, il pubblico avrà la possibilità di visitare cortili, palazzi, ville e giardini ed – al contempo – scoprire i prodotti e le peculiarità enogastronomiche locali. La “Festa dell’Agricoltura” rappresenta un’ulteriore conferma di come sia possibile coniugare la tutela dell’arte e del paesaggio con la produzione agroalimentare di alta qualità e con l’offerta di un turismo esperienziale, consentendo ai visitatori di vivere la straordinaria bellezza della campagna italiana e dei nostri borghi, di cui le dimore storiche sono perno fondamentale”, ha dichiarato Anna Maria Pentimalli, presidente di ADSI Giovani.

“I Giovani di Confagricoltura – ha detto il presidente dell’Anga Francesco Mastrandrea – partecipano con grande entusiasmo a questa iniziativa che consente di promuovere alcune produzioni d’eccellenza delle nostre aziende in contesti unici che le valorizzano al meglio. In questo evento che unisce arte, cultura e buon cibo e vino, non mancheranno inoltre, in alcune dimore,
momenti di confronto e di approfondimento dedicati al settore primario e alle sue prospettive”.

Elenco delle dimore storiche:
Castello di Tabiano (PR); Villa Venenti (BO); Villa Mergé (RM); Castello di Piovera (AL);
Castello di Tagliolo (AL); Palazzo Ducale di Alessano (LE); Palazzo Castelnuovo (PA); Palazzo
Spadaro Libertini (CT); Palazzo Pandolfi Elmi (PG); Villa di Maser (TV).

Per informazioni consultare il sito www.confagricoltura.it

Sul canale YouTube di Confagricoltura il video di lancio dell’evento.

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