“Coltiviamo agricoltura sociale”: candidature al rush finale

Decima edizione del bando di Confagricoltura, Senior-L’Età della Saggezza Onlus e Reale Foundation, con il patrocinio del MASAF.

Si chiudono il 27 ottobre i termini per la presentazione delle candidature alla 10^ edizione del bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, promosso da Confagricoltura, Senior – L’età della Saggezza Onlus e Reale Foundation, in collaborazione con la Rete Fattorie Sociali e con il patrocinio del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

L’iniziativa premia tre progetti di agricoltura sociale con 40.000 euro ciascuno a fondo perduto e borse di studio per il Master in Agricoltura Sociale dell’Università di Roma Tor Vergata. È prevista anche una sezione speciale da 20.000 euro per progetti di gestione e riqualificazione del verde pubblico.

Nei primi nove anni è stato assegnato oltre 1 milione di euro ai progetti vincitori e tutti i programmi sono stati completati. Un risultato che premia la validità dell’iniziativa che si è consolidata nel tempo come riferimento importante del panorama nazionale dedicato al comparto.

Possono partecipare al bando le imprese agricole e le cooperative sociali, anche in partenariato con altri soggetti del Terzo Settore, purché il capofila sia un imprenditore agricolo o una cooperativa con attività agricola.

Alla sezione speciale possono aderire anche enti non agricoli attivi nella cura del verde.

I progetti vanno inviati via e-mail a coltiviamoagricolturasociale@confagricoltura.it e anche tramite raccomandata A/R a Confagricoltura – Agricoltura Sociale, Corso Vittorio Emanuele II, 101 – 00186 Roma.

La Giuria valuterà tutti i progetti pervenuti entro la fine dell’anno e i vincitori saranno premiati con una cerimonia evento che si terrà a Roma.

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Rimodulazione Pnrr, via 1 miliardo dalle Comunità energetiche. Gherardi: “Un’occasione per i territori, ConfagriCer lo dimostra”

Per la rimodulazione delle risorse delle ultime due rate del Recovery (41,2 miliardi), il governo ha chiesto a Bruxelles di poter usare le risorse che non verranno utilizzate entro i termini su altri obiettivi del Pnrr con scadenze oltre il 2026. In questa richiesta rientrano anche i bandi delle Comunità energetiche rinnovabili che scadranno il 30 novembre prossimo.

Per le Cer, Palazzo Chigi ha chiesto l’autorizzazione di riallocare 1 miliardo dei complessivi 1,6 di finanziamento. La scelta di Roma è “una doccia fredda” per Nicola Gherardi, imprenditore agricolo ferrarese (tra i primi ad investire nella diversificazione della propria attività con la produzione di energia) e presidente del primo progetto di comunità energetica italiana in ambito agricolo, ConfagriCer.

Presidente cosa ne pensa delle ultime novità relative alla modulazione del Pnrr?

Siamo consapevoli che le domande di partecipazione ai bandi per la costituzione delle Cer sono tutt’oggi poche rispetto alla disponibilità finanziaria della misura. Ma questo è anche dovuto alle diverse modifiche che hanno subito tra maggio e giugno scorsi. Modifiche positive – come l’estensione dei contributi a fondo perduto per la realizzazione degli impianti ai comuni fino a 50.000 abitanti -, ma che hanno richiesto un tempo di maturazione maggiore rispetto al previsto. Per questo motivo avevamo chiesto che, invece di prevedere lo spostamento di risorse, si posticipasse la scadenza di fine novembre. In questo senso, la scelta del governo rappresenta una doccia fredda.

La probabile riduzione delle risorse quanto mette a rischio lo sviluppo e la diffusione delle Comunità?

Di certo rischiamo di fare grandi passi in dietro. Depotenziare i finanziamenti a fondo perduto vuol dire allontanare l’interesse ad investire.

A che punto è il progetto ConfagriCer?

Non basta essere stati i primi, tra le sigle del settore agricolo, a sviluppare l’opportunità offerta anche dal Pnrr. Aspetto che ci è stato riconosciuto recentemente, con l’invito al convegno organizzato al Meeting di Rimini. Dobbiamo essere soprattutto capaci di mettere a terra i progetti che abbiamo in mente. Nelle ultime settimane si è riunito il consiglio di amministrazione di ConfagriCer per discutere le prime domande di adesione.

Ne sono arrivate una quindicina, tra cui quella di un’importante azienda del settore agroalimentare della provincia di Mantova. Una provincia che si conferma lungimirante e che dimostra ancora una volta di avere voglia di investire nell’innovazione del settore energetico: non solo nell’ambito delle fonti rinnovabili, pensiamo al biometano. L’attenzione di quel territorio è rivolta anche alle nuove formule di produzione e autoconsumo diffuso dell’energia. Il successo del recente incontro pubblico che abbiamo avuto a Mantova città, ne è la dimostrazione.

State guardando anche ad altri territori?

Certo. Questa prima esperienza sta facendo da apripista. L’aspirazione è di guardare a tutto il territorio nazionale. La struttura di ConfagriCer sta già incontrando i settori produttivi e le comunità di altre regioni grazie al ponte che creano le strutture territoriali di Confagricoltura. Abbiamo avuto incontri con le unioni provinciali e le federazioni della Puglia, della Sicilia, del Lazio, del Marche, dell’Emilia Romagna e al Nord Est, a Rovigo.

Come associazione di categoria, stiamo seguendo un percorso  interno che coinvolge anche i soggetti pubblici: amministrazioni locali, comitati e associazioni. Non dimentichiamoci che una percentuale delle risorse destinate alle Cer deve arrivare alle realtà del terzo settore. Questo perché devono essere espressione di condivisione, non solo di energia ma anche di valori, sociali e ambientali.

Da una parte i produttori di energia, dall’altra chi la consuma.

Sì. Il ruolo dei cittadini è fondamentale. Personalmente, nella veste di imprenditore agricolo, mi è già chiaro da tempo, avendo aderito ad una Comunità energetica prima dei bandi finanziati dalla Comunità europea. Ma adesso, il sostegno del Pnrr rende la formula ancora più appetibile, anche per i singoli cittadini. E i feedback che stiamo registrando testimoniano che l’idea è convincente.

Se da una parte il mondo produttivo ha accesso ad un finanziamento a fondo perduto del 40% per i costi degli impianti di produzione di energia, dall’altro i cittadini si vedono riconosciuto sul proprio conto in banca un beneficio economico concreto pari al 30% del contributo che la comunità energetica riceve per ogni kilowatt-ora condiviso.

Quali saranno i passi successivi alla fase interlocutoria?

Abbiamo realizzato uno statuto e definito il regolamento interno della Cer. Siamo nella fase in cui i produttori e i consumatori stanno aderendo alla Comunità energetica. L’aspirazione è quella di produrre abbastanza energia da poter diventare interlocutori preferenziali anche dei grandi gruppi energetici.

Si tratta di una grande opportunità per il Sistema Paese di affiancare alla tradizionale produzione e vendita di energia, un sistema dal basso che vede, da una parte imprese e cittadini soggetti attivi e dall’altra una reta energetica nazionale più sicura, stabile e, quindi, meno soggetta a problemi di approvvigionamento.

 

L’articolo è presente su Mondo Agricolo di settembre, la rivista dell’agricoltura

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Presentati i risultati della ricerca sulla gestione sostenibile dei residui colturali: dopo la ricerca, si passa alle buone pratiche per gli agricoltori della Fascia Trasformata

Si è tenuto ieri presso la Fiera Agroalimentare Mediterranea a Ragusa l’evento di presentazione dei risultati della ricerca applicata sostenuta e promossa da Confagricoltura Ragusa e condotta dall’Università di Trento sulla gestione dei residui colturali nella Fascia Trasformata e del Vademecum delle buone pratiche per gli agricoltori del territorio. I lavori sono stati preceduti dal saluto del Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Nel suo intervento il Presidente Schifani ha sottolineato la centralità del Distretto agroalimentare di qualità Ibleo, la disponibilità della Regione a sostenere le imprese agricole in relazione agli effetti dei dazi USA sull’export agroalimentare siciliano e il valore strategico del progetto Cargo presso l’aeroporto di Comiso per la crescita e lo sviluppo del comparto agricolo dell’isola, fortemente voluto dal Governo regionale. Presenti ai lavori il Vice Presidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza, e il Presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona.

La ricerca, coordinata dalla Dott.ssa Cecilia Insinna e dal Prof. Massimo Zortea, ha affrontato due obiettivi strategici: la gestione dei residui colturali, comunemente chiamati fratta, in ottica di filiera e la realizzazione di un manuale operativo per gli agricoltori. L’approccio adottato è andato oltre gli aspetti puramente tecnologici per abbracciare anche quelli operativi, economici e normativi.

Il lavoro ha portato alla mappatura di diciannove attività presenti sul territorio, individuando per ciascuna il soggetto coinvolto, il possibile ruolo nella filiera e il referente di contatto. Tra le realtà censite emergono esperienze particolarmente significative ed innovative nel settore del trattamento e della valorizzazione dei residui agricoli.

Lo studio ha elaborato una proposta di filiera integrata articolata in tre fasi. La prima riguarda la raccolta e lo stoccaggio di due flussi separati, distinguendo tra fratta compostabile e fratta spuria. La seconda prevede una gestione differenziata: trattamenti biologici per la fratta compostabile e trattamenti termochimici per quella spuria. La terza fase prevede la reimmissione nel ciclo produttivo dei materiali trattati, utilizzandoli come ammendante agricolo oppure per la produzione di energia. La filiera proposta prevede inoltre la creazione di un polo multiplo per il trattamento, con l’obiettivo di ridurre significativamente le emissioni di anidride carbonica.

Parallelamente è stato sviluppato un Vademecum delle buone pratiche composto da dieci schede operative. Ciascuna scheda è articolata in tre sezioni: panoramica generale con analisi dei rischi, normativa di riferimento con le relative sanzioni, e proposte concrete di buone pratiche da implementare. Il manuale rappresenta un esempio di ricerca partecipata, realizzato “con e per gli agricoltori” attraverso focus group, riunioni operative con un gruppo di lavoro locale, interviste a produttori e tecnici agronomi, e sopralluoghi in centri di raccolta e impianti.

L’evento ha delineato le prospettive future attraverso diverse forme organizzative: la creazione di una commissione permanente interna a Confagricoltura, la costituzione di un comitato o rete contratto tra imprese, e la definizione di un consorzio senza scopo di lucro che coordini tutte le attività della filiera.

   

 

“Questa ricerca rappresenta un passo fondamentale verso la sostenibilità ambientale del nostro territorio agricolo”, ha dichiarato il Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “La mappatura delle realtà operative e la proposta di filiera integrata offrono agli agricoltori della Fascia Trasformata strumenti concreti per una gestione più efficiente e sostenibile dei residui colturali, trasformando quello che fino ad oggi è stato percepito come un problema in una risorsa per l’economia circolare del territorio”.

“Dopo la ricerca – conclude Pirrè – adesso è il momento di passare all’azione per gli imprenditori agricoli della Fascia trasformata. Confagricoltura c’è e continuerà a sostenere questo processo innovativo necessario”.

Il Vademecum delle buone pratiche sarà ora sottoposto a una fase di test sul campo da parte degli agricoltori del territorio, per raccogliere feedback operativi che permetteranno un ulteriore aggiornamento e perfezionamento delle procedure proposte.

 

Ragusa, 27 settembre 2025

 

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

 

 

 

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“Gestione sostenibile dei residui colturali, dalla ricerca alle buone pratiche”: presentazione dei risultati della ricerca dell’Università di Trento alla FAM a Ragusa

“Gestione sostenibile dei residui colturali: dalla ricerca alle buone pratiche”: si presentano presso la Fiera Agroalimentare Mediterranea a Ragusa, in via Prof. V. Malfitano, i i risultati della ricerca condotta dall’Università di Trento e sostenuta da Confagricoltura Ragusa sulla gestione dei residui colturali (fratta) in ottica di filiera e il Vademecum delle buone pratiche per gli agricoltori della Fascia trasformata. I lavori si terranno domani, 26 settembre, con inizio alle ore 15.30. Un momento significativo di condivisione e confronto sui risultati di un’importante ricerca applicata che interessa direttamente il nostro territorio e il settore serricolo della Fascia trasformata.

Il pomeriggio si articolerà in due momenti complementari e interconnessi. La prima parte sarà dedicata a una panel session per la presentazione dei risultati, una sessione a più voci che restituirà il lavoro di ricerca svolto attraverso la mappatura completa della filiera, i risultati dei focus group realizzati, l’analisi degli spunti emersi dai confronti territoriali e le prospettive di sviluppo individuate per il settore.

In questa fase interverranno:  il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per i saluti istituzionali, il Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè, per i saluti introduttivi, il Professor Massimo Zortea (Università di Trento) per l’introduzione ai lavori e la Dottoressa Cecilia Insinna, ricercatrice dell’ateneo trentino, per la presentazione dettagliata dei risultati della ricerca.

La seconda parte dell’evento sarà caratterizzata da un pubblico dibattito condotto con tecniche partecipative innovative. Questo momento di confronto aperto sarà facilitato attraverso metodologie interattive quali tavoli tematici, mappature visive e raccolta di proposte direttamente dal pubblico, con l’obiettivo di alimentare il dibattito sui temi emersi, raccogliere proposte concrete per il futuro e definire prospettive di sviluppo condivise per la filiera dei residui colturali.

L’iniziativa è rivolta a tutti gli stakeholder del settore serricolo e agroalimentare della Fascia trasformata, compresi autorità locali e regionali, rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore agricolo, istituti di ricerca e università, associazioni di categoria, tecnici e consulenti. La partecipazione è gratuita e rappresenta un’occasione unica di confronto e condivisione su tematiche di grande attualità per lo sviluppo sostenibile del comparto agricolo regionale.

L’evento costituisce un importante momento di restituzione alla comunità territoriale dei risultati di una ricerca che ha visto il coinvolgimento attivo di numerosi soggetti del settore e che promette di fornire strumenti concreti e pratici per migliorare la gestione dei residui colturali in una logica di sostenibilità ambientale ed economica.

 

Ragusa, 25 settembre 2025

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

 

 

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Corso online per operatori zootecnici

Iscrizioni aperte per il corso di formazione obbligatorio sul benessere animale per gli allevatori. Formazione obbligatoria entro il 2025

Si comunica che il 6 settembre 2023, il Ministero della Salute ha emanato un decreto che stabilisce nuovi requisiti per la formazione obbligatoria in materia di sanità animale per fronteggiare le nuove emergenze fitosanitarie.
Dal 1 gennaio 2024, tutti gli allevatori e i trasportatori sono obbligati a seguire una formazione di minimo 18 ore, completandola entro il 31 dicembre 2025.

Gli allevatori e i trasportatori di bovini, equini, ovini e caprini, suini, pollame e conigli sono obbligati a partecipare al corso.
Ad esempio, se in un’azienda si allevano più specie, è sufficiente un unico corso, scegliendo la specie prevalente.
Se l’allevamento è suddiviso in più sedi operative, è consigliabile che per ciascuna sede ci sia almeno un operatore che abbia completato il corso. Sebbene non obbligatorio, è fortemente consigliato che il corso venga frequentato da tutti coloro che operano nell’allevamento, compresi i dipendenti.

Il mancato rispetto dell’obbligo formativo costituisce una violazione sanabile ai sensi dell’articolo 31, comma 5, del D.LGS 136/2022. Si applica il regime di diffida, come previsto dal D.L. n. 91/2014, con possibilità di regolarizzare la propria posizione entro i termini previsti dalle norme.

Il corso sarà erogato in modalità di formazione a distanza (FAD) asincrona, consentendo ai partecipanti di seguire le lezioni secondo le proprie disponibilità, ed avrà un costo di 75 euro (70 per i Soci di Confagricoltura).

E’ possibile iscriversi entro il 15 ottobre.

Per maggiorni info: info@enfagaragusa.it – 0932642492 

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“Fare rete come strategia vincente per portare avanti la visione di sviluppo condivisa del territorio ibleo”

Ieri sera nella suggestiva Terrazza sul Porto di Marina di Ragusa, il nostro Presidente Pirrè ha partecipato al prestigioso evento “Oro degli Iblei”, organizzato dal giornale La Sicilia. Un confronto di alto livello che ha riunito i protagonisti del tessuto economico, sociale ed istituzionale della nostra Provincia in uno scenario straordinario.
“Un’organizzazione moderna deve saper guardare oltre i confini del proprio settore. E noi di Confagricoltura lo stiamo facendo erogando servizi di assistenza alle imprese innovativi e avanzati e sostenendo iniziative sociali e culturali”, ha dichiarato il Presidente Pirrè
“Il nostro territorio ha bisogni complessi che richiedono risposte articolate e innovative. Per questo crediamo fermamente nel fare rete come strategia vincente per costruire una visione condivisa di sviluppo sostenibile. Confagricoltura Ragusa vuole essere il partner strategico di riferimento, il vero snodo di interessi diffusi capace di aggregare energie e competenze per la crescita economica, sociale e culturale della nostra comunità iblea”.
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Confagricoltura Ragusa sostiene le “Olimpiadi del Teatro”: l’agricoltura protagonista nella ricerca della felicità

 Dal 25 al 28 settembre Ragusa Ibla si trasforma in città-palcoscenico con un progetto speciale del Ministero della Cultura che unisce arte, natura e territorio

Confagricoltura Ragusa annuncia con orgoglio la propria partecipazione alle “Olimpiadi del Teatro – Alla ricerca della felicità”, l’importante iniziativa culturale promossa dal Ministero della Cultura e diretta da Vicky DiQuattro per il Teatro Donnafugata, che dal 25 al 28 settembre trasformerà Ragusa Ibla in uno straordinario laboratorio artistico a cielo aperto.

L’Organizzazione agricola ragusana contribuisce in modo determinante alla realizzazione del suggestivo “Giardino della Felicità”, un’installazione poetica e sensoriale che sorgerà all’interno dei Magazzini Donnafugata. Questo spazio unico, reso possibile anche dalla collaborazione del Barocco Garden Club, si trasformerà in una piccola “foresta urbana” dove piante e alberi creeranno un ambiente di riflessione e condivisione.

“La terra, con i suoi cicli naturali e le sue stagioni, è da sempre maestra di felicità”, dichiara il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. “Abbiamo creduto sin dall’inizio in questa straordinaria manifestazione perché rappresenta perfettamente i valori che animano il nostro settore: la cura, la semina, l’attesa e la gioia che nasce dal rapporto autentico con la natura. Portiamo la nostra esperienza agricola per ricordare che la vera felicità nasce anche dal lavoro paziente della terra e dal rispetto dei suoi tempi”.

Il “Giardino della Felicità” rappresenta un ponte ideale tra tradizione agricola e innovazione culturale, offrendo ai visitatori un percorso esperienziale dove scoprire, tra le fronde e i fiori, citazioni di grandi autori che nei secoli hanno meditato sulla gioia, e lasciare a loro volta messaggi personali su un muro dedicato alla condivisione di pensieri ed emozioni.

Le “Olimpiadi del Teatro” si articolano intorno ai Cinque Cerchi dell’Umanesimo Contemporaneo – Parola, Natura, Memoria, Filosofia e Musica – e vedranno protagonisti nomi di primo piano della cultura italiana come Alessandro Baricco, Marcello Veneziani, Alessandro Preziosi, Mario Incudine e molti altri. Il programma prevede dialoghi, spettacoli, passeggiate naturalistiche e momenti di riflessione che culmineranno nella rappresentazione de “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar.

“Questo progetto”, sottolinea il Direttore di Confagricoltura Ragusa, Giovanni Scucces, “dimostra come l’agricoltura sia parte integrante del tessuto culturale e sociale del territorio ibleo. La nostra partecipazione alle Olimpiadi del Teatro conferma l’impegno della categoria agricola ragusana nel sostenere iniziative che valorizzano il patrimonio paesaggistico e culturale del territorio, creando sinergie virtuose tra mondo rurale e proposte artistiche di eccellenza”.

L’iniziativa, che gode del supporto di prestigiosi partner istituzionali e privati, rappresenta un modello di collaborazione tra settori diversi uniti dalla volontà comune di promuovere la bellezza, la cultura e l’identità territoriale ragusana.

Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito, ad eccezione dello spettacolo di Alessandro Preziosi.

Informazioni e prenotazioni: www.teatrodonnafugata.it

 

Ragusa, 18 settembre 2025

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Dieci proposte concrete per il rilancio dell’agricoltura ragusana

A delinearle il Vice Presidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza

Il settore agricolo ragusano ha bisogno di interventi concreti e mirati per affrontare le sfide attuali e proiettarsi verso un futuro sostenibile. È quanto emerge dalle proposte elaborate da Sandro Gambuzza, Vice Presidente di Confagricoltura, sollecitato dall’incontro avvenuto presso il Libero Consorzio Comunale di Ragusa sulla crisi agricola.

“Oltre che schierarsi a fianco delle aziende agricole e promuovere ordini del giorno alle altre Istituzioni – iniziative sempre apprezzabili – il territorio ragusano necessita di azioni concrete e immediate”, ha dichiarato Gambuzza, proponendo 10 priorità concrete che spaziano dal supporto diretto agli agricoltori fino all’innovazione tecnologica più avanzata.

Supporto immediato alle aziende agricole

La prima priorità individuata da Gambuzza riguarda il supporto diretto agli agricoltori attraverso fondi emergenziali destinati a coprire i costi di produzione sempre più elevati, dai fitofarmaci al carburante, dal trasporto alle sementi. Parallelamente, il vice presidente di Confagricoltura propone contributi specifici per il miglioramento delle sistemazioni irrigue, elemento chiave per aumentare le rese e promuovere coltivazioni più efficienti in un territorio che fa dell’agricoltura intensiva uno dei suoi punti di forza.

Diversificazione e valorizzazione del territorio

Il secondo pilastro della strategia punta sulla diversificazione produttiva e l’apertura a nuovi mercati. Gambuzza propone la creazione di impianti cooperativi per la trasformazione locale dei prodotti agricoli, dalle conserve agli oli, dai vini ai succhi, con l’obiettivo di aumentare il valore aggiunto delle produzioni locali. Particolare attenzione viene rivolta ai progetti per l’agricoltura biologica e sostenibile, supportati da campagne di marketing mirate e percorsi di certificazione.

Formazione e innovazione tecnologica

La formazione e l’innovazione tecnologica rappresentano il terzo asse di intervento. Il piano prevede corsi gratuiti per agricoltori su tecniche ecosostenibili, uso di droni, precision farming e agricoltura digitale. L’obiettivo è promuovere l’adozione di tecnologie verdi, come sistemi di monitoraggio colturale e sensori di irrigazione, per rendere le aziende agricole ragusane sempre più competitive e sostenibili.

Cooperazione e ricambio generazionale

Il quarto punto si concentra sulla cooperazione e il ricambio generazionale. Gambuzza propone di incentivare le cooperative agricole e le reti locali tra agricoltori, facilitando la vendita attraverso piattaforme digitali. Particolare enfasi viene posta sulle iniziative finalizzate ad agevolare il ricambio generazionale nelle imprese agricole e il sostegno alle start-up agroalimentari, elementi fondamentali per garantire continuità e innovazione al settore. Queste iniziative dovranno prevedere percorsi di accompagnamento per i giovani agricoltori, agevolazioni fiscali e creditizie specifiche, oltre a programmi di mentoring con imprenditori esperti del territorio. Non manca l’attenzione alla manutenzione delle strade a maggiore percorrenza agricola attraverso cooperative specializzate.

Ponte verso finanziamenti e credito

La quinta proposta prevede una collaborazione strategica con Regione, UE e sistema bancario. Il Libero Consorzio dovrebbe agire da ponte tra agricoltori e bandi regionali del PSR (Programma di Sviluppo Rurale) o fondi europei di emergenza, facilitando accordi con istituti di credito per prestiti agevolati e garanzie locali. Viene inoltre proposta la costituzione di fondi rotativi di garanzia specifici per gli agricoltori.

Marketing territoriale e turismo rurale

Il sesto pilastro riguarda il marketing territoriale e il turismo rurale. Gambuzza immagina la promozione del brand “Agricoltura di Ragusa” attraverso campagne di comunicazione, eventi enogastronomici e percorsi agro-turistici. Il piano include il supporto agli agriturismi, la creazione di itinerari gastronomici, visite aziendali e “agri-esperienze” dedicate ai turisti, valorizzando così il patrimonio agricolo locale anche sotto il profilo turistico.

Servizi tecnici e sicurezza

La settima proposta si focalizza su vigilanza e consulenza tecnica, con l’offerta di servizi tecnici gratuiti quali assistenza fitosanitaria, supporto contabile e consulenza per certificazioni biologiche, IGP e DOP. Viene inoltre prevista una maggiore attenzione alla sicurezza delle aziende agricole e dei beni aziendali.

Agricoltura sociale e sostenibilità

L’ottavo punto promuove iniziative sociali attraverso Gruppi di acquisto solidali, progetti di agricoltura sociale e collaborazione con il Banco Alimentare. Particolare attenzione viene rivolta agli interventi a favore di alloggi e trasporti per i lavoratori migranti, elemento cruciale per un territorio che fa ampio ricorso alla manodopera stagionale.

Semplificazione burocratica

Il nono intervento riguarda lo snellimento burocratico con l’introduzione di procedure amministrative semplificate specificamente dedicate alle imprese agricole della provincia, per ridurre i tempi e i costi delle pratiche amministrative.

Innovazione e agricoltura del futuro

L’ultimo punto del piano di Gambuzza guarda al futuro con proposte di innovazione avanzata: prototipi di agricoltura circolare, impiego dell’intelligenza artificiale per fini agricoli e digitalizzazione con l’agricoltura 5.0. Il vice presidente di Confagricoltura propone inoltre la promozione delle comunità energetiche agricole, strumento innovativo che consente alle aziende agricole di produrre, condividere e autoconsumare energia rinnovabile, riducendo i costi energetici e aumentando l’autonomia del settore. Queste comunità energetiche potranno sfruttare il fotovoltaico sui tetti delle strutture agricole, l’agrovoltaico sui terreni coltivati e altre fonti rinnovabili, creando un modello di sviluppo sostenibile e circolare per l’agricoltura ragusana.

Dieci proposte che delineano una visione integrata e moderna dell’agricoltura ragusana, in grado di coniugare tradizione produttiva e innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e competitività economica. Un piano concreto per costruire un modello di sviluppo agricolo sostenibile per tutto il territorio siciliano che non può realizzarsi attraverso ordini del giorno o dichiarazioni d’intenti.

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“Il Peso delle Parole”: una mostra sulla parità di genere attraverso il linguaggio presso l’azienda florovivaistica La Mediterranea ad Acate

Le parole come strumento di cambiamento culturale, come veicolo di una cultura inclusiva e non ostile, per disinnescare il sessismo e il patriarcato e per costruire un immaginario culturale condiviso che non sia ostile alle donne: è questo il senso della mostra “Il Peso delle Parole” organizzata presso l’azienda florovivaistica “La Mediterranea” ad Acate da Paola, Franco e Piero Gurrieri, in collaborazione con la Consulta Femminile di Ragusa, associazione Toponomastica Femminile e Confagricoltura Ragusa.

La mostra, che è stata inaugurata il 24 giugno alla presenza del sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, e del Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè, ha visto la partecipazione delle operaie e degli operai dell’azienda, sarà visitabile fino al 15 luglio, invita a riflettere su un aspetto specifico, ma profondamente rivelatore: la consuetudine, ancora oggi diffusa, di usare nomi comuni quasi esclusivamente al maschile, trascurando – talvolta inconsapevolmente – la declinazione al femminile.

“È un tema – spiega Paola Gurrieri – che tocca la lingua ma attraversa la società, svelando un’abitudine culturale che tende a rendere invisibile una parte fondamentale del reale. Ma c’è di più. Questa riflessione linguistica ci spinge ad aprire lo sguardo su un piano più ampio: il linguaggio stesso, nella sua totalità, è il primo ponte tra gli individui. È il filo invisibile che unisce storie, esperienze, identità. È ciò che ci consente non solo di comunicare, ma di comprenderci”.

“In un’azienda come la nostra – aggiunge -, fatta di persone con provenienze, lingue, accenti e vissuti diversi, il linguaggio è ciò che ci tiene insieme. È collante e ponte, strumento operativo ma anche veicolo di rispetto, inclusione, riconoscimento reciproco. È grazie alle parole che creiamo collaborazione, fiducia, senso di appartenenza. È grazie al linguaggio che possiamo dire: “siamo una squadra”, anche quando veniamo da angoli del mondo lontanissimi. Ecco perché parlare del peso delle parole non è un esercizio astratto o intellettuale. È una necessità concreta. Le parole che scegliamo – o che omettiamo – raccontano chi siamo e cosa vogliamo costruire insieme. Dare valore alle parole significa dare valore alle persone”.

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