Benessere animale in allevamento, il 29 ottobre l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia incontra gli allevatori presso Confagricoltura Ragusa

Appuntamento alle 10:30 in via Spampinato 4. Al centro igiene delle produzioni, benessere degli animali da reddito e biosicurezza negli allevamenti.

Giovedì 29 ottobre, alle 10:30, la sede di Confagricoltura Ragusa ospita l’incontro di informazione per gli stakeholder “Il benessere animale in allevamento”. L’iniziativa è dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri” (IZS Sicilia), diretto dalla prof.ssa Francesca Di Gaudio, e rientra nel progetto obiettivo IZSSI 1.4.1.

Al centro del confronto con gli allevatori ci sono l’igiene delle produzioni, il benessere degli animali da reddito e la biosicurezza negli allevamenti.

Il punto di partenza lo indica l’Istituto: benessere e sanità animale sono strumenti cruciali per l’Unione europea nel controllo delle filiere, ai fini della sicurezza alimentare. Per questo i programmi di assicurazione della qualità nelle aziende zootecniche non possono prescindere dalla tutela del benessere animale, né dai futuri programmi europei di etichettatura “Welfare Friendly”, che riconoscono a questo requisito un valore aggiunto nel prezzo di vendita dei prodotti alimentari di origine animale.

È su questo terreno che l’IZS Sicilia incontra gli allevatori, a supporto di percorsi comuni. Confagricoltura Ragusa ospita l’appuntamento e invita le aziende zootecniche associate a partecipare.

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Accordo Confagricoltura e Uniceb per valorizzare la filiera italiana delle carni bovine

Rafforzare la filiera italiana delle carni bovine e favorire la produzione nazionale di capi attraverso un percorso comune. E’ l’obiettivo del protocollo di intesa firmato oggi da Confagricoltura e Uniceb (Unione Italiana Filiera delle Carni) per rispondere alle esigenze del comparto, anche alla luce del calo del numero di vitelli provenienti dalla Francia, storico Paese fornitore.

Sempre più frequentemente, infatti, si registra una crescente richiesta di aumentare la produzione di carne proveniente da una filiera totalmente Made in Italy, considerata la sensibilità del consumatore verso prodotti nazionali caratterizzati da un livello qualitativo elevato.

Attualmente, circa il 50% della carne prodotta in Italia deriva dall’ingrasso di animali provenienti dall’estero: il principale esportatore verso il nostro Paese è la Francia, dalla quale proviene oltre il 70% dei ristalli (circa 800.000 capi).

L’Italia è il quarto produttore europeo di carne bovina (con una quota del 10%), al pari della Polonia, e dopo Francia (20%), Germania (15%) e Spagna (11%) (fonte Ismeamercati). La produzione italiana è calcolata in circa 670.000 tonnellate, di cui 320.000, ovvero poco meno del 50%, derivano dall’importazione di animali vivi, mentre l’importazione delle carni si attesta intorno alle 430.000 tonnellate (fonte Ismeamercati su dati 2024). Quindi, l’autoapprovvigionamento si attesta intorno al 40%.

L’intesa, firmata a Palazzo della Valle dai presidenti Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) e Carlo Siciliani (Uniceb), punta a incentivare l’autoapprovvigionamento e una produzione di qualità, offrendo alle imprese associate un canale di commercializzazione stabile, fondato su standard condivisi e su criteri oggettivi per la determinazione dei prezzi e delle premialità.

Il progetto riguarda in dettaglio specifiche linee di produzione e di allevamento. Particolare attenzione viene riservata alla qualità delle produzioni, alle buone pratiche di gestione del vitello sin dalla nascita, alla sostenibilità ambientale, al benessere animale e alla riduzione dell’impiego di antibiotici.

Questa collaborazione tra Confagricoltura e Uniceb – è stato evidenziato – contribuisce alla crescita equilibrata della filiera agroalimentare italiana, sostenendo la competitività delle imprese italiane e una più equa distribuzione del valore lungo tutti i suoi passaggi.

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Zootecnia, al via gli stanziamenti Ue sollecitati di Confagricoltura

Ha avuto esito positivo la richiesta, avanzata da Confagricoltura al MASAF fin dai primi mesi del 2025, per lo stanziamento di risorse europee a sostegno degli allevamenti avicoli colpiti dall’Influenza aviaria (HPAI) e di quelli suinicoli, che hanno subito danni a causa della Peste Suina Africana (PSA).

Su impulso del governo italiano, che ha inoltre incrementato le risorse disponibili attraverso un cofinanziamento nazionale, la Commissione europea ha approvato i regolamenti che consentono di destinare agli allevatori italiani, colpiti da perdite indirette nelle zone sottoposte a restrizioni sanitarie, fondi attinti dalla riserva di crisi del bilancio dell’Unione europea.

Si tratta di un traguardo importante per le imprese italiane, raggiunto grazie al lavoro del ministro Lollobrigida, anche attraverso l’utilizzo di strumenti avanzati. La raccolta di dati, alla quale le sedi territoriali di Confagricoltura hanno contribuito con slancio e meticolosità, è infatti avvenuta tramite una piattaforma digitale che ha reso i controlli accurati e precisi.

Il comparto zootecnico italiano è stato colpito da una crisi senza precedenti a causa della recrudescenza delle epizoozie sopra richiamate. Come più volte evidenziato da Confagricoltura nelle sedi istituzionali, era urgente intervenire con misure in grado di offrire un concreto sostegno agli allevatori e alle imprese colpite.

La Confederazione ringrazia il governo per il concreto supporto e auspica che si proceda con la massima rapidità all’emanazione dei provvedimenti attuativi, così da rendere quanto prima disponibili le risorse a favore degli allevatori.

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Frisitali si presenta agli imprenditori zootecnici iblei: proficuo incontro promosso da Confagricoltura Ragusa

𝘈𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢𝘵𝘰 𝘈𝘭𝘦𝘴𝘴𝘢𝘯𝘥𝘳𝘢 𝘓𝘢𝘵𝘵𝘢𝘯𝘻𝘪 (𝘊𝘰𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘦 𝘚𝘷𝘪𝘭𝘶𝘱𝘱𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘛𝘦𝘳𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘊𝘰𝘯𝘧𝘢𝘨𝘳𝘪𝘤𝘰𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢) 𝘦 𝘈𝘭𝘦𝘴𝘴𝘢𝘯𝘥𝘳𝘰 𝘝𝘪𝘵𝘢 (𝘋𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘊𝘰𝘯𝘧𝘢𝘨𝘳𝘪𝘤𝘰𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘚𝘪𝘤𝘪𝘭𝘪𝘢)
Un incontro partecipato e denso di spunti operativi quello che si è tenuto oggi negli uffici di Confagricoltura Ragusa tra gli imprenditori zootecnici iblei associati all’Organizzazione e il vice presidente di Frisitali, Raffaele Di Ciommo. Hanno partecipato ai lavori Alessandra Lattanzi dell’Area Coordinamento e Sviluppo del Territorio di Confagricoltura e Alessandro Vita, Direttore di Confagricoltura Sicilia . A fare gli onori di casa il Presidente Antonino Pirrè e il Direttore Giovanni Scucces.
Frisitali è l’Associazione Nazionale Allevatori Frisona Italiana Indipendente, nata nel 2020 con il sostegno di Confagricoltura, per rappresentare gli allevatori di razza frisona italiana.
Riconosciuta come Ente Selezionatore con decreto ministeriale del 23 settembre 2021, offre servizi avanzati per il miglioramento genetico della razza frisona, tra cui: test genomici e valutazioni genomica su piattaforma condivisa, consulenza strategica per l’ottimizzazione delle mandrie e gestione dati proprietà esclusiva degli allevatori.
Il vice presidente Di Ciommo ha spiegato che gli obiettivi primari dell’associazione sono l’indipendenza da condizionamenti esterni, con un modello di rappresentanza basato sul numero di capi allevati, innovazione nel miglioramento genetico e servizi tecnologici avanzati, gestiti tramite l’organizzazione Synergy e gestione del Libro Genealogico per la selezione della razza, dopo aver ottenuto il riconoscimento ufficiale nel 2023.
Da parte del nutrito gruppo di imprenditori zootecnici presenti è emerso interesse verso l’associazione, testimoniato dalle diverse domande che hanno rivolto al vice presidente di Frisitali e che hanno stimolato un confronto utile e concreto.
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Zootecnia, Confagricoltura Ragusa partecipa alla giornata di formazione organizzata da Massari di Sicilia e presenta C.R.I.Bo.C.

 

Confagricoltura Ragusa ha partecipato con grande interesse al confronto tecnico-commerciale sulla linea vacca-vitello organizzato dai Massari di Sicilia, sabato 1 febbraio, presso il Centro Polivalente a Frigintini. A rappresentare l’Organizzazione degli imprenditori agricoli ragusani, il Vice Direttore, dott. Oscar Augugliaro.

Il dibattito è stato animato dalla brillante presentazione dell’Ing. Alessandro Bartoloni, esperto di genetica bovina, che è riuscito a suscitare un confronto denso di spunti con i numerosi imprenditori zootecnici presenti in sala.

Massari di Sicilia è l’associazione regionale dei produttori agricoli e zootecnici siciliani, fondata a Modica nel 2022, che si propone di dare attuazione a tutte quelle iniziative che possono dare lustro alla nobile arte del “massaro”, custode della terra e allevatore di bestiame.

Il dott. Augugliaro, nel suo saluto, dopo aver ringraziato gli organizzatori per il livello tecnico e divulgativo dell’iniziativa, ha annunciato il rafforzamento in atto dell’attività di C.R.I.Bo.C., Coordinamento Italiano Razze Bovine da Carne, in rappresentanza degli allevatori di bovini da carne di razza Chianina, Romagnola, Marchigiana, Maremmana, Podolica, Charolaise e Limousine.

C.R.I.Bo.C., fondata nell’ambito del percorso di costituzione di nuove Associazioni nazionali di razza libere rispetto al sistema ANA, ha ottenuto l’approvazione del proprio statuto da parte del Ministero dell’Agricoltura e si sta ultimando l’iter che permetterà il riconoscimento ministeriale come Ente selezionatore e l’affidamento dei relativi libri genealogici.

“Confagricoltura – ha spiegato Augugliaro – ha convintamente sostenuto dal primo momento il percorso di costituzione dell’associazione stessa, riconoscendone l’indipendenza e promuovendo l’adesione da parte degli allevatori a C.R.I.Bo.C., con l’unico obiettivo di mettere a disposizione del mondo allevatoriale quanto sia disponibile a livello più avanzato in ambito nazionale ed internazionale”.

“C.R.I.Bo.C. sta mettendo a punto – ha concluso il Vice Direttore di Confagricoltura Ragusa -, accanto ai servizi legati alla genetica, anche servizi disponibili per intervenire come assistenza e consulenza nel management e per essere pronti a gestire tutte le novità e le sfide del settore zootecnico”.

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Zootecnia, è emergenza. Confagricoltura chiede l’attivazione della riserva di crisi UE. Lunedì a Bruxelles il primo Agrifish sotto la presidenza polacca

Attivare la riserva di crisi unionale che permetterebbe, con l’aiuto delle risorse europee, di affrontare la grave crisi del settore zootecnico. E’ quanto propone Confagricoltura, che ha scritto al ministro Lollobrigida per sollecitare un suo intervento in questa direzione.

La zootecnia italiana sta infatti affrontando una crisi senza precedenti a causa del diffondersi inarrestabile di diverse epizoozie e del proliferare della fauna selvatica. I dati relativi all’influenza aviaria sono allarmanti: secondo il bollettino epidemiologico nazionale veterinario, solo nei mesi di dicembre 2024 e metà gennaio 2025 sono stati abbattuti oltre 1.700.000 animali tra tacchini, polli e galline, con un incremento significativo rispetto ai periodi precedenti. I focolai confermati nello stesso periodo sono arrivati ormai a 51 nel domestico e a 77 nel selvatico, con un tasso di crescita che sta accelerando.

Per il comparto suinicolo – aggiunge Confagricoltura – stanno partendo le procedure per la liquidazione dei danni indiretti subiti dagli allevatori per il periodo 1° dicembre 2023-30 novembre 2024, con un plafond che potrebbe rivelarsi insufficiente rispetto al fabbisogno.

A rendere ancora più complessa la situazione è la conferma della presenza dell’afta epizootica, virus ad altissima morbilità, in campioni prelevati da alcuni bufali presenti in un allevamento tedesco nel Brandeburgo e per cui si auspica la messa in atto di tutte le misure possibili per evitare il diffondersi della patologia.

Nonostante il forte impegno del ministro Lollobrigida nel reperire le risorse stanziate, la gravità della situazione supera le capacità finanziarie di intervento attualmente disponibili – evidenzia Confagricoltura – rendendo impossibile garantire un adeguato indennizzo  ai produttori colpiti. Per fronteggiare l’emergenza sanitaria l’istituzione di un fondo nazionale per le emergenze zootecniche che possa attingere al cofinanziamento comunitario, come già avvenuto in passato per l’aviaria, aumenterebbe la leva finanziaria degli interventi compensativi.

Lunedì prossimo, 27 gennaio, il presidente di Confagricoltura Giansanti, nel ruolo di presidente del COPA, sarà a Bruxelles alla prima riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish) sotto la neo presidenza polacca che presenterà il suo programma di lavoro e le sue principali priorità per il settore primario nel prossimo semestre. Sarà anche l’occasione per tornare sulla questione, che per l’Italia è una vera emergenza.

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PSA, Confagricoltura: più attenzione agli allevamenti suinicoli penalizzati dal mercato nelle zone di restrizione. Bene la nuova strategia di contenimento dei cinghiali

“Il nuovo metodo di identificazione e cattura dei cinghiali nei territori colpiti dalla PSA illustrato nella riunione al Ministero della Salute appare efficace. Confidiamo che con il coinvolgimento dei neo nominati sub commissari la situazione possa presto migliorare, valutando attentamente le aree interessate e la tempistica di intervento, a vantaggio di tutta la filiera suinicola, a partire dagli allevamenti”.

Lo ha affermato Giovanna Parmigiani, componente della Giunta di Confagricoltura, nell’incontro in cui sono stati anche presentati i tre sub commissari Mario Chiari, Giovanni Filippini e Simone Siena, appena nominati dai ministri Schillaci e Lollobrigida di concerto con il ministro Calderoli.

Parmigiani, ringraziando i sottosegretari La Pietra e Gemmato per la convocazione della riunione, ha auspicato che venga sempre garantita uniformità da parte delle autorità sanitarie locali nella gestione dell’epidemia negli allevamenti e nei macelli, nonché nelle misure di contenimento dei cinghiali, al momento assoluta priorità.

Confagricoltura ha chiesto particolare attenzione verso i suinicoltori che stanno subendo pesanti penalizzazioni di mercato nelle zone di restrizione. “Occorre trovare soluzioni a riguardo  – ha affermato Parmigiani – se non si vuole correre il rischio di depotenziare una parte essenziale della filiera”.

La strategia di contenimento presentata si basa sul partenariato pubblico-privato, la collaborazione con le associazioni della filiera e con le Regioni che stanno fornendo i dati necessari. Il nuovo metodo di azione è già stato sperimentato a Piacenza e si avvale della ricognizione, con i droni, in maglie del territorio della dimensione di 2×2 kmq che possono validamente essere esaminate con sistemi di rilevazione, anche notturni, per poi procedere alla cattura dei capi.

Il sistema – ricorda Confagricoltura – fa seguito alla prima riunione tra i ministri Lollobrigida e Crosetto di fine agosto scorso ed è in pratica la concretizzazione della collaborazione con le forze armate. Saranno 176 le unità che saranno messe a disposizione, oltre ai mezzi tecnici.

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Carbon farming, Confagricoltura: l’accordo UE lascia indietro la zootecnia

L’accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio sul primo quadro volontario per la certificazione di assorbimenti di carbonio a livello dell’UE è un passo avanti verso il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella mitigazione dei cambiamenti climatici.

L’accordo però soddisfa Confagricoltura solo in parte, dal momento che non prende in considerazione la riduzione di tutte le emissioni di gas effetto serra, e in particolare lascia fuori dal meccanismo di certificazione la riduzione delle emissioni di metano, scoraggiando di fatto l’adozione, da parte delle imprese zootecniche, di pratiche volte a ridurre gli impatti del settore.

Come Confagricoltura abbiamo sempre sottolineato come strategico l’inserimento, nel meccanismo di certificazione, delle pratiche di mitigazione riferite a tutte le emissioni di gas climalteranti, tenuto anche conto dell’esperienza positiva già avviata in altri Paesi dell’UE, come ad esempio la Francia.

La Confederazione chiede pertanto di tenere in considerazione queste richieste nei prossimi passaggi procedurali prima dell’approvazione finale del testo.

Il carbon farming, conclude Confagricoltura, è strategico nella lotta ai cambiamenti climatici, grazie all’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa mirate al sequestro di carbonio nei suoli agricoli, di pratiche di gestione sostenibile delle foreste e pratiche di mitigazione delle emissioni. È pertanto centrale che la proposta sia rivista in questa direzione.

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Focus Latte, plauso ai risultati positivi ma supporto alle imprese agricole. L’intervento di Gambuzza (Confagricoltura) al tavolo permanente del MIMIT su distribuzione, industria e produzione

Il vicepresidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza, ha partecipato al Tavolo permanente sui settori distribuzione, industria e produzione presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Al centro del suo intervento: i risultati positivi del “Trimestre Anti-Inflazione”; l’andamento di prezzi all’origine dei prodotti agricoli; le ultime decisioni prese in UE in favore del settore primario; la rimodulazione del PNRR. Per quanto riguarda i prezzi all’origine, il vicepresidente della Confederazione si è concentrato su quello di latte e cereali che – tra gennaio e ottobre scorsi – sono calati, rispettivamente, del 12% e del 28%. Nel caso del latte, tale contrazione non è stata seguita da una riduzione dei prezzi al consumo contribuendo, così, a acuire le difficoltà che stanno vivendo le imprese del comparto.

“Confagricoltura ha da subito accolto con favore l’iniziativa del Ministro Urso ‘Trimestre Anti-inflazione’ – ha detto il vicepresidente di Confagricoltura al tavolo del MIMIT –. Dunque, oggi applaudiamo ai risultati positivi ottenuti da un grande lavoro sinergico, di sistema, e auspichiamo che tale esperimento funga da apripista verso un meccanismo strutturato per la formazione dei prezzi nella filiera che oggi ancora manca. Obiettivo raggiungibile anche grazie alla definizione di una filiera integrata e tracciabile nell’ambito del Made in Italy”.

“Non posso non sottolineare il significativo impegno delle imprese agricole che, in questa operazione, risultano particolarmente esposte – ha proseguito Gambuzza –. Infatti, i prezzi di alcuni prodotti, in primis il latte (prodotto agroalimentare con maggiori scostamenti negativi) ma anche i cereali, stanno subendo una contrazione marcata”. A questo proposito Confagricoltura ritiene particolarmente benefico l’apporto della Social Card che può fornire nuovo impulso al mercato. “Ci auguriamo una pronta messa a terra a beneficio dei produttori”, ha commentato al riguardo il vicepresidente della Confederazione.

“Le imprese del sistema cibo stanno affrontando sfide incisive, come quella legata ai cambiamenti climatici, continuando a garantire la sicurezza alimentare al nostro Paese, per questo ogni supporto possibile da parte delle istituzioni è ampiamente apprezzato”.

Infine, il vicepresidente della Confederazione ha ringraziato i ministeri competenti “per i grandi raggiungimenti ottenuti nel recente periodo, tra cui il rinvio della Plastic Tax, la rivisitazione del regolamento sugli imballaggi e la rimodulazione del PNRR a favore del comparto”.

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PSA, Confagricoltura: bene il nuovo DL, misure che rafforzano prevenzione dal virus ed eradicazione dei focolai

Con l’approvazione del decreto-legge 22 giugno 2023 n. 75 sono state introdotte importanti novità sulle misure di contrasto alla Peste suina. Viene rafforzata la prevenzione e l’eradicazione della PSA e viene  ampliato il raggio di azione delle operazioni di contenimento dei cinghiali, primo vettore del virus, innocuo per l’essere umano e gli altri animali ma letale per i suini.

Il dl amplia anche le funzioni del Commissario straordinario che coordinerà l’azione dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, sia per le finalità eradicative della Peste suina, sia per il contenimento dei cinghiali. Il Commissario definirà, sentite le Regioni interessate, il piano straordinario delle catture a livello nazionale e regionale. I tempi, gli obiettivi numerici di cattura e l’abbattimento e smaltimento, saranno condivisi con l’Ispra. Positiva la previsione di procedure straordinarie (compreso l’affidamento a ditte specializzate) in caso di inerzia o mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle Regioni.

Il 21 giugno scorso è stata approvata anche una importante risoluzione sulla PSA da parte della Commissione Agricoltura della Camera che prevede interventi di depopolamento del cinghiale tramite una maggiore attenzione all’attuazione del Piano straordinario di contenimento della specie. Le misure previste potranno coinvolgere anche le aree non toccate dal virus ma vocate all’allevamento dei suini, per prevenirne l’arrivo attraverso un lavoro di monitoraggio da parte di ulteriori operatori autorizzati all’abbattimento dei cinghiali.

Confagricoltura condivide la ratio alla base della risoluzione della Camera: fare in modo che i focolai di PSA presenti in Italia rimangano isolati e non si estendano alle zone attualmente indenni. La risoluzione ha quindi colto un aspetto molto importante, suggerito dalla Confederazione, con la previsione di adeguate risorse per gli indennizzi tempestivi a favore degli allevatori danneggiati dalla presenza di focolai nelle aree in cui operano. Politica e mondo delle imprese devono lavorare per un unico obiettivo comune: tutelare e proteggere le zone a più alta intensità di capi suini allevati e di stabilimenti produttivi di carni e salumi. 

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