“Le nostre priorità: produttività, competitività, innovazione e progresso”: intervista al vice-presidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza

Intervista a tutto tondo a Sandro Gambuzza, imprenditore agricolo siciliano (di Scicli, Ragusa), presidente di Sac spa (Aeroporto Internazionale di Catania), riconfermato per il secondo mandato all’interno della Giunta Nazionale di Confagricoltura e recentemente nominato dal Consiglio Direttivo vice-presidente nazionale della più antica Organizzazione di tutela e rappresentanza degli imprenditori agricoli italiani.

  • Presidente Gambuzza, da alcuni giorni lei è uno dei tre vice-presidenti di Confagricoltura, la più antica Organizzazione di tutela e di rappresentanza delle imprese agricole italiane che oggi rappresenta i due terzi del totale delle imprese del comparto. Cosa significa per lei questo incarico dopo l’esperienza maturata nella giunta esecutiva di Confagricoltura?

 

Sono tanti i sentimenti e le emozioni legate a questo nuovo incarico. Innanzitutto gratitudine al Presidente Giansanti e al Consiglio Direttivo di Confagricoltura per avermi scelto, sono davvero onorato di questo ben più impegnativo ruolo. Poi la piena consapevolezza che il mio impegno dovrà essere adeguato al nuovo ruolo. Lavorerò con spirito di servizio e con senso di responsabilità, orgoglioso della nostra storia (ormai centenaria) che testimonia, ancora oggi, la nostra ragione di esistere, la nostra essenza: rappresentare e tutelare gli interessi degli imprenditori agricoli italiani.  

 

  • Le parole chiave lanciate dal presidente Giansanti per il prossimo quadriennio sono produttività, competitività, innovazione e progresso. Come declinerete questi concetti?

 

Produttività, competitività, innovazione e progresso sono le quattro parole d’ordine che il Presidente Giansanti ha inteso lanciare a valere tanto per la nostra Associazione tutta, quanto per gli agricoltori nostri associati. Confagricoltura dovrà aumentare la propria capacità di produzione. Una produzione che deve guardare da un lato ad una maggiore forza e concretezza sindacale e, dall’altro, innalzare il livello e la qualità dei servizi alle imprese con l’ausilio anche di strumenti innovativi e smart. Da questa azione deve discendere una visione ed una strategia in grado di aumentare la capacità di produzione dell’agricoltura italiana, con l’obiettivo di raggiungere la sovranità alimentare e puntare a nuovi mercati con le nostre produzioni, sinonimo di qualità e sicurezza. A ciò si lega la competitività, anche in termini di reciprocità di condizioni a livello comunitario e extracomunitario. Come raggiungere tali obiettivi ? Puntando decisamente a percorsi di innovazione attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie applicate all’agricoltura frutto dei risultati della scienza e della ricerca. In tal modo, il progresso potrà essere garantito e avremmo assolto al nostro più importante compito: garantire la redditività degli imprenditori agricoli.

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  • Quali sono le principali sfide che sono attualmente sul tavolo della Giunta Nazionale?

 

Negli anni a venire ci attendono chiaramente sfide importanti che potrebbero avere ripercussioni sul nostro futuro: la revisione della Politica Agricola Comune, la definizione del Piano Strategico Nazionale, il Next Generation EU, il Green Deal e la contrapposizione con il cibo sintetico. La presenza di Confagricoltura a Bruxelles, pertanto, è stata fortemente potenziata: un nuovo Ufficio, un’organizzazione dei lavori sui singoli dossier in stretto raccordo con la Struttura centrale, nuove alleanze europee strategiche e un forte riposizionamento nel COPA che ha portato la nostra Associazione ad avere la Vice Presidenza nella persona del nostro Presidente Giansanti. A questo, si deve aggiungere l’annoso problema della burocrazia, che soffoca la nostra vita di impresa.

 

  • Tanti i risultati incassati negli ultimi anni. Quale ricorda con maggiore soddisfazione?

Confesso che non mi è agevole focalizzarne uno. I risultati raggiunti sono tanti e si riferiscono a tutte le aree di interesse agricolo. Certamente, il credito d’imposta a favore di tutte le aziende agricole legato ad Industria 4.0 ha costituito un successo tutto da ascrivere all’impegno di Confagricoltura. Ma anche i risultati ottenuti in tema di energie rinnovabili ed economia circolare, di associazione allevatori di razza e specie, di assicurazione delle produzioni agricole e di contrasto alle pratiche sleali ed in tema di capping e contrasto al sistema di etichettatura a semaforo che penalizza il nostro patrimonio agroalimentare. Da ultimo, desidero rimarcare l’enorme impegno e lavoro della nostra Associazione durante l’emergenza Covid-19: quasi tutte le decisioni e le misure adottate nel campo produttivo agricolo sono andate nella direzione indicata da Confagricoltura.

 

  • A livello personale che tipo di bilancio si sente di tracciare dopo questi anni in Giunta Nazionale in qualità di Responsabile delle politiche del Lavoro?

 

È stata una esperienza estremamente positiva, maturata in un clima di grande coralità e gioco di squadra con il Presidente Giansanti e con i colleghi della Giunta. Confagricoltura è da sempre la “casa” della contrattazione del lavoro agricolo, delle genuine e stabili relazioni sindacali, del welfare contrattuale e del bilateralismo. Tutti i contratti di lavoro in agricoltura hanno visto la luce a Palazzo della Valle. Conscio del ruolo storico della nostra Associazione, ho interpretato il mio ruolo con equilibrio, avendo sempre come riferimento le esigenze delle imprese agricole nostre associate in termini di flessibilità, semplificazione e produttività del lavoro agricolo. Continuerò, con rinnovato impegno ed arricchito dall’esperienza dei precedenti anni,  ad occuparmi delle Politiche del Lavoro di Confagricoltura per i prossimi quattro anni e rappresenterò la nostra Associazione nel CNEL.

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  • Vice-presidente Gambuzza, ci sono ancora imprenditori agricoli che ritengono di poter prescindere dal supporto di una organizzazione datoriale come Confagricoltura e di poter continuare a operare in maniera solitaria come hanno sempre fatto. Cosa si sente di dire a questi imprenditori?

 

C’è una motivazione fondamentale che ritengo unica: chi meglio può rappresentare l’impresa agricola italiana, se non gli imprenditori agricoli stessi ? Le battaglie sindacali di Confagricoltura non nascono dalle scrivanie degli uffici, ma traggono origine dallo stare tra gli imprenditori e ai loro problemi, per comprenderli e fornire loro risposte efficaci. Non sono mai battaglie per “ingrassare” l’Associazione, sono invece battaglie per la tutela dell’impresa agricola e per il suo sviluppo attraverso da un lato l’assistenza qualificata e dall’altro attraverso una visione strategica del futuro della filiera agroalimentare. Un’associazione “grassa” è a volte autoritaria, l’Associazione che lotta per l’impresa è invece autorevole . Confagricoltura è autorevole.

 

  • Quanto ha portato a Roma della sua esperienza come presidente di Confagricoltura Ragusa?

Ritengo sia stata determinante. Se si fa parte della Giunta Nazionale, credo non sia solo per meriti personali, ma per merito di un sistema complessivo in cui si è stati impegnati. Il sistema Ragusa, inserito in quello siciliano, è sempre stato esempio di vivacità imprenditoriale vocata all’innovazione e all’export. La mia riconferma in Giunta, e con un ruolo di ancora maggiore responsabilità, è dunque merito di tutti coloro che mi hanno accompagnato e supportato in questi anni, a cui va il mio ringraziamento.

  • Concludiamo con una domanda sui giovani. Perché un giovane imprenditore agricolo dovrebbe iscriversi all’Associazione Nazionale Giovani Agricoltori di Confagricoltura ? Quali vantaggi ne otterrebbe?

Un vantaggio competitivo determinante per il suo futuro: quello di poter coniugare al meglio la propria vocazione all’innovazione, tipica degli under 35, potendo contare sulla solida ed articolata struttura di Confagricoltura, sempre a disposizione per supporto ed assistenza dei propri Associati. La prova di ciò è che da un lato i Giovani agricoltori dell’Anga affrontano meglio e con successo il delicato processo del passaggio generazionale nelle imprese e, dall’altro, si formano per diventare i dirigenti della Confagricoltura del futuro.

Intervista a cura dell’addetto stampa di Confagricoltura Ragusa, Bartolo Lorefice

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Sandro Gambuzza confermato nella Giunta Esecutiva Nazionale di Confagricoltura

Pirrè (Confagricoltura Ragusa): “Una conferma importante che premia e riempie d’orgoglio il nostro territorio”

Nella giornata di ieri Massimiliano Giansanti è stato confermato, per acclamazione, presidente di Confagricoltura. Unico candidato, guiderà la più longeva organizzazione professionale agricola per il prossimo quadriennio. L’assemblea ha anche eletto i nove componenti della Giunta Esecutiva, all’interno della quale viene confermato Sandro Gambuzza, ragusano (per l’esattezza, sciclitano), operante nei comparti orticolo e olivicolo, già presidente di Confagricoltura Ragusa e della Camera di Commercio di Ragusa, attuale presidente di SAC spa (aeroporto internazionale di Catania) e consigliere della Camera di Commercio del Sud Est della Sicilia.

“Una conferma importante che premia e riempie d’orgoglio il territorio da cui Sandro proviene” – dichiara il presidente di Confagricoltura Ragusa, dott. Antonino Pirrè. “Territorio che ha rappresentato al meglio nei suoi 4 anni di lavoro già svolto nell’esecutivo nazionale, al servizio di Confagricoltura e degli interessi degli agricoltori italiani. Al Presidente Massimiliano Giansanti, a Sandro e a tutta la Giunta, congratulazioni e auguri di buon lavoro da parte della nostra Unione Provinciale”.

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Entrano nella Giunta: Lamberto Frescobaldi, presidente dell’omonima azienda vitivinicola toscana e consigliere dell’Accademia dei Georgofili; Filippo Schiavone, cerealicoltore, presidente di Confagricoltura Foggia, già vicepresidente dei Giovani Agricoltori Anga e attuale componente del Consiglio di amministrazione di Mutua Fima, nonché vicepresidente della Camera di commercio di Foggia.

Riconfermati Luca Brondelli Di Brondello, imprenditore cerealicolo e viticolo, al vertice degli agricoltori di Alessandria e di Enapra, l’ente di formazione di Confagricoltura; Marco Caprai, vitivinicoltore, già presidente di Confagricoltura Umbria; Giordano Emo Capodilista, imprenditore vitivinicolo, vicepresidente vicario di Confagricoltura Veneto, già presidente di Confagricoltura e Anga Padova e del Consorzio Vini Colli Euganei Doc; Matteo Lasagna, allevatore, vicepresidente uscente di Confagricoltura, già presidente di Confagricoltura Mantova e di Confagricoltura Lombardia, consigliere di Confidi Systema; Giovanna Parmigiani, imprenditrice zootecnica, già vicepresidente di Confagricoltura Piacenza e presidente della Federazione Nazionale di Prodotto di Allevamenti Suini, è consigliere del Consorzio dei Salumi tipici piacentini; Rosario Rago, imprenditore orticolo specializzato nelle IV gamma, è vicepresidente di Confagricoltura Salerno e di Confagricoltura Campania.

 

Ragusa, 22 ottobre 2020

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

 

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Confagricoltura al tavolo interistituzionale sul caporalato, Gambuzza: “La legge persegue un fine nobile, ma necessita di interventi correttivi”

“Confagricoltura non si è mai sottratta al confronto con le istituzioni nazionali e territoriali sulle azioni di contrasto al caporalato, a tutela delle tante imprese che operano nel rispetto della legalità e che subiscono la concorrenza sleale di coloro che operano al di fuori delle regole. Lo dimostrano, tra le altre cose, i quattro avvisi comuni sottoscritti con i sindacati dei lavoratori negli ultimi anni, il protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo del 2016 (cui sono seguiti diversi accordi attuativi sottoscritti a livello territoriale), l’adozione di apposite norme nel codice etico dell’associazione”.

Ha esordito così il rappresentante della giunta di Confagricoltura con delega per le questioni del lavoro, Sandro Gambuzza, all’incontro di insediamento, tenutosi mercoledì presso il ministero del Lavoro, del tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

Come denunciato da Confagricoltura, le cause del fenomeno dell’intermediazione illecita di manodopera e delle condizioni di sfruttamento connesse sono composite e molteplici. Alcune hanno connotazioni economiche ed organizzative: la difficoltà crescente di reperimento della manodopera soprattutto per periodi di lavoro brevi ed intensi, l’assenza di adeguati servizi per l’impiego, la carenza di sistemi di trasporto nelle zone rurali; altre cause possono essere, invece, rinvenute al di fuori della sfera organizzativa dell’impresa, in fenomeni di contesto che favoriscono il ricorso al caporalato: la presenza sul territorio della criminalità organizzata o di fasce di lavoratori deboli o disagiate (in primis lavoratori immigrati, soprattutto irregolari).

“Occorre dunque intervenire efficacemente per prevenire il fenomeno, affrontando queste complesse questioni – ha detto Gambuzza -. Perciò Confagricoltura esaminerà con grande attenzione nei prossimi giorni il piano di interventi previsto dalla legge n.199/2016, la cui bozza è stata finalmente presentata dai ministri Catalfo e Bellanova, a quasi tre anni dalla sua emanazione”.

Legge che, fino ad ora, è stata applicata solo nella sua parte repressiva e che necessita, come sempre indicato da Confagricoltura, anche di interventi correttivi di alcune disposizioni di carattere penale, a partire da quelle che estendono la punibilità al datore di lavoro, a prescindere dall’intervento del caporale, a fronte anche di violazioni lievi e occasionali.

“E’ necessario altresì migliorare – ha concluso il rappresentante di Confagricoltura – l’attività di intelligence da parte degli organi di vigilanza nella selezione delle aziende da ispezionare, cercando di concentrare l’attenzione sulle violazioni più gravi ad opera di imprese agricole completamente o parzialmente sommerse, a volte contigue alla criminalità organizzata”.

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Partecipata assemblea dell’Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori di Confagricoltura a Scicli. Presente il segretario nazionale Angelo Santori

Oltre 150 iscritti hanno partecipato all’assemblea provinciale di Anpa all’ex Convento della Croce a Scicli

Un vero successo l’assemblea provinciale dell’Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori di Confagricoltura che si è tenuta martedì 1 ottobre nella prestigiosa cornice dell’ex Convento della Croce a Scicli: presenti un foltissimo gruppo di pensionati iscritti, oltre 150.

Presente il segretario nazionale, on. dott. Angelo Santori, il funzionario nazionale, dott. Andrea Lepri, il membro di giunta di Confagricoltura, Dott. Sandro Maria Gambuzza, il presidente di ANPA Ragusa, Sig. Giovanni Barcella, nonché tutti i dipendenti di Confagricoltura Ragusa.

Ad aprire i lavori Giovanni Barcella, con un intervento caratterizzato dal suo consueto e contagioso entusiasmo, seguito dal bellissimo intervento del segretario nazionale Angelo Santori sul tema di grande attualità e interesse, ovvero i servizi alle persone. L’intrattenimento musicale a cura del gruppo “Canta e Cunta” ha poi allietato la cena sul sagrato del suggestivo complesso architettonico.

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ANPA Confagricoltura (Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori di Confagricoltura) è stata fondata nel 1976 nell’ambito della Federazione Nazionale Impresa Familiare Coltivatrice. Raggruppa i Sindacati Regionali e Provinciali costituiti presso le sedi territoriali di Confagricoltura.

Lo scopo principale dell’ANPA Confagricoltura è la difesa degli interessi materiali e morali dei soci pensionati coltivatori diretti, imprenditori agricoli principali e di tutti i pensionati che fanno propri gli scopi statutari e, a tal fine, assume la rappresentanza di questi interessi nei confronti degli organi dell’Unione Europea, dello Stato Italiano, delle Regioni, Enti locali, Enti pubblici e privati.

Per la concreta realizzazione di tali interessi, ANPA Confagricoltura – in collaborazione con Confagricoltura – ha promosso il Patronato ENAPA, il CAAF Confagricoltura (di cui l’Associazione è socio unico), la ONLUS Senior-l’Età della Saggezza e la MUTUA FIMA nel settore dell’assicurazione sanitaria integrativa.

 

Ragusa, 3 ottobre 2019

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Due giovani imprenditori siciliani tra i vincitori del Premio Nazionale per l’Innovazione in Agricoltura

Lorenzo Cannella (Mangrovia) e Arturo Mannino (Ittica Siciliana) si aggiudicano il terzo posto nella categoria “Reti d’imprese”

Si è tenuta oggi, presso Palazzo della Valle a Roma, la cerimonia con cui Confagricoltura ha premiato gli innovatori agricoli. Sul podio tredici imprese ed aggregazioni che si sono poste in evidenza per il proprio impegno nell’utilizzare le più avanzate soluzioni tecnologiche e digitali, nell’aggregarsi per raggiungere precisi obiettivi (l’unione fa la forza), nel combinare sostenibilità economica ed ambientale, nell’essere attenti al territorio, nel fare cultura e arte.

Lorenzo Cannella (28 anni, titolare di Mangrovia, Scicli), e Arturo Mannino, (29 anni, titolare di Ittica Siciliana,  Aci Catena) si sono aggiudicati il terzo posto della categoria “Reti d’imprese”. Due giovani biologi siciliani che hanno reinventato l’acquacoltura adottando il sistema dell’acquaponica che riduce al minimo l’uso di acqua (-90%), l’uso di spazio, elimina l’uso di erbicidi ma anche di concimi, riduce quello di insetticidi, apportando due rilevanti vantaggi: i prodotti ittici ed i prodotti vegetali sono di qualità mediamente superiore, ed il processo produttivo è innovativo, a costi ridotti ed a bassissimo impatto ambientale. Il fondamento tecnico di riuso degli scarti a base di azoto, fosforo e potassio del metabolismo dei pesci per coltivare le piante rientra appieno nell’idea di economia circolare, e gli scarti vegetali vengono impiegati per alimentare altri pesci erbivori o altri organismi che a loro volta andranno ad alimentare i pesci.

“Siamo davvero onorati – dichiarano Cannella e Mannino – di ricevere questo importante premio dalle mani del presidente di Confagricoltura Giansanti e alla presenza del premier Conte e del ministro Centinaio. Un riconoscimento importante alla nostra volontà di fare innovazione in agricoltura nella nostra Sicilia. Uno sforzo che necessita di visionarietà e romanticismo, ma che ha solide basi legate alla sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro progetto“.

“Inizialmente – aggiungono – ci siamo conosciuti come cliente e fornitore. Potevamo diventare competitor, abbiamo scelto di essere complementari. Vogliamo rappresentare un esempio positivo e un invito ad altri giovani coraggiosi a ritornare in Sicilia per investire, per innescare il cambiamento di cui la nostra Terra ha bisogno. Occorre colmare un gap culturare e dimostrare, con i fatti, che un altro modello di impresa è possibile, anche in Sicilia“.

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Nella foto, da sinistra: Arturo Mannino, Sandro Gambuzza (Giunta Esecutiva Confagricoltura) e Lorenzo Cannella

Alla cerimonia sono intervenuti il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio.

Il “Premio nazionale per l’innovazione in agricoltura” di Confagricoltura è stato indirizzato a tutte le aziende agricole che hanno sviluppato o implementato negli ultimi tre anni soluzioni innovative. Si è articolato in tre categorie: Nuove frontiere (innovazioni tecnologiche relative a processi, prodotti e servizi, applicati a livello di impresa); Reti, Filiere (soluzioni innovative intraprese tra due o più attori); Smart land, Smart city (innovazioni che mettano in relazione le aree rurali con quelle urbane e progetti capaci di unire arte, turismo e cultura, creando sinergie fra la dimensione agricola e quella culturale nelle sue varie forme).

Emergono le nuove frontiere: dei sistemi idroponici fuori suolo con recupero dell’acqua per l’irrigazione; della precision farming che unisce dati satellitari, dati raccolti con i droni e con i sensori in campo, big data; della viticoltura 4.0; della difesa integrata delle colture. Risaltano le reti e filiere della birra artigianale, sostenibile e territoriale, delle gallette di cereali, dell’acquacoltura che diventa acquaponica, delle rinnovabili. Spiccano le esperienze Smart Land e Smart City con: spazi museali, paesaggistici, esperienze ludiche e ricreative; parco artistico a cielo aperto; parco letterario; fino al provocatorio museo del letame dell’azienda zootecnica, che realizza ed espone nuovi oggetti di reflui e argilla che è anche un progetto di design ed economia circolare.

“Si parla tanto di agricoltura 4.0, di rivoluzione digitale, di economia circolare, di sostenibilità di reti e filiere, di ‘agri-cultura’, con l’iniziativa del nostro Premio – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – abbiamo voluto presentare esperienze concrete, attività lungimiranti, coraggio imprenditoriale. C’è un volto nuovo dell’agricoltura, c’è un entusiasmo tangibile e contagioso”.

Il premio è stato indetto da Confagricoltura a dicembre 2018 con apposito bando; le molteplici candidature pervenute sono state vagliate dalla giuria presieduta dal prof. Michele Pisante (Università di Teramo) e composta da autorevoli rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale ed accademico: Luisa Todini (imprenditrice, presidente di Agronetwork), Andrea Granelli (presidente di Kanso), Silvio Franco, (Università della Tuscia), Raffaele Maiorano (imprenditore agricolo), Enrico Allasia (imprenditore agricolo).

Le imprese e le aggregazioni premiate entreranno a far parte del ‘Club delle imprese agricole innovative’ di Confagricoltura e parteciperanno ad una serie di iniziative come testimonial ufficiali dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli.

Per il Premio Innovazione – categoria Nuove frontiere sono saliti sul podio i rappresentanti delle imprese: Soc. Agr. Antonio Gandini (1° classificato); Soc. agr. Folli di Vigo Mario e Alberto e Soc. agr. Ss Porto Felloni  (2° classificato ex aequo); Ditta individuale Preghenella Giuliano e Soc. agr. Ss Terre Grosse (3° classificato ex aequo).

Per il Premio Innovazione – categoria Reti, Filiere sono risultati vincitrici le aggregazioni: Gruppo CerealInnova (1° classificato); Contratto di rete Gallettificio Valtidone (2° classificato); Gruppo Cannella – Mannino (3° classificato); Gruppo Banfi Avello e Raveri (Menzione speciale).

Per il Premio Innovazione – categoria Smart land, Smart city hanno vinto: Genagricola spa e Soc. az agr. Chiarlo (1° classificato ex aequo); Soc. agr. Castelvecchio (2° classificato); Agt società semplice (3° classificato).

Altre sette innovazioni sono state ritenute di rilevante interesse e saranno considerate nelle successive iniziative che Confagricoltura realizzerà sul tema dell’innovazione.  Sono state realizzate da: Soc.agr. Romei Biagi; Ditta individuale Cannella; Ditta individuale Parapini; Ezio Ditta individuale Carlo Spazzini; Soc. Agr. Bortolan; Ditta individuale Laura Cominato; Soc. Saba.

A Lorenzo Cannella e Arturo Mannino vive congratulazioni da parte dell’intera Unione Provinciale di Confagricoltura Ragusa, nelle persone del direttore, Giovanni Scucces, e del presidente, Antonino Pirrè.

 

Ragusa, 17 luglio 2019

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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“Nuovo presidente Sac equilibrato e saggio”: le congratulazioni di Confagricoltura Ragusa a Gambuzza

Il presidente di Confagricoltura Ragusa, il direttore e gli associati tutti salutano con gioia ed orgoglio l’elezione di Sandro Gambuzza a nuovo presidente della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania e detiene il controllo dell’aeroporto di Comiso.

“Sono sicuro che il nostro Sandro (componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura con delega al Lavoro, ndr) saprà portare avanti al meglio questo nuovo e prestigioso incarico – dichiara il presidente dell’Unione di Ragusa, dott. Antonino Pirrè -, assumendo decisioni strategiche e di vitale importanza per lo sviluppo dell’economia iblea e siciliana, con l’equilibrio e la saggezza che lo contraddistinguono.”.

“La biografia di Sandro – conclude con un sorriso Pirrè – conferma che è proprio vero che noi di Confagricoltura coltiviamo capolavori“.

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Welfare Index Pmi, premiata l’azienda agricola Colle D’Oro di Ispica

Le aziende agricole hanno dimostrato, nel tempo, di avere una funzione anche sociale, sviluppando progetti al proprio interno, e sul territorio, capaci di generare benessere e migliorare la produttività. A confermare l’importanza del settore primario nell’ambito del welfare è stata la presentazione del Rapporto Welfare Index PMI 2019, promosso da Generali Italia con Confagricoltura, Confindustria, Confartigianato e Confprofessioni, dedicato alla valutazione e implementazione delle buone pratiche aziendali rivolte ai dipendenti e al contesto in cui gli stessi operano.

Il Welfare Index PMI è giunto alla quarta edizione coinvolgendo il triplo delle imprese rispetto all’esordio, a conferma che il tema della sostenibilità sociale è di interesse trasversale per l’economia nazionale e in particolare per le piccole e medie aziende che rappresentano l’80% della forza lavoro del Paese. All’edizione 2019 hanno preso parte 4.561 realtà dei comparti produttivi, dei servizi e del terzo settore attive in tutta Italia.

Di queste, 154 sono imprese agricole (in crescita rispetto al 2018), e 43 sono attive nell’agricoltura sociale. Confagricoltura segue con attenzione lo sviluppo di queste realtà, valorizzandone esperienza e potenzialità.

Nel corso dell’evento che si è svolto oggi al Salone delle Fontane a Roma sono state premiate quattro aziende per il settore agricoltura, terzo settore, industria e commercio/servizi. Per il settore primario le aziende che si sono distinte per il particolare impegno nel welfare aziendale sono:

  1. Agrimad Srl Società Agricoladi San Demetrio Corone (CS)
  2. Azienda Agricola Fungar Sncdi Coriano (RN)
  3. Peverelli Srldi Fino Mornasco (CO)
  4. Colledoro Società consortile(RG)

Tre già premiate lo scorso anno una “new entry”: l’azienda Colle D’Oro di Ispica (Ragusa), a dimostrazione che il progetto di welfare crea un effetto leva in termini di maggior coinvolgimento per il benessere comune, sia in termini di qualità del lavoro sia del luogo di lavoro.

Tutte e quattro le aziende vantano anche le 5W di rating, ovvero il massimo livello di welfare.

Agrimad Società Agricola, azienda specializzata nell’allevamento, si distingue per il forte radicamento con la comunità del territorio: assunzione dei coniugi, formazione ed inserimento lavorativo dei figli dei dipendenti. Attraverso le sue politiche di welfare è riuscita a creare occupazione in una zona con elevato tasso migratorio.

Azienda Agricola Fungar, ha saputo rispondere con politiche sociali mirate ai bisogni dei propri dipendenti, per la maggior parte donne e mamme provenienti dalla Cina, offrendo orari flessibili, garanzie per i mutui e servizi, che vanno dalla ricerca degli asili nido, allo svolgimento delle pratiche burocratiche.

Peverelli, impresa che si occupa di progettazione e manutenzione del verde, fa dell’attenzione per la sicurezza il cardine della sua politica di benessere dei propri dipendenti. Ha introdotto un fondo sanitario di categoria con coperture molto estese e rimborsi delle spese per i figli.

Colle D’Oro Società consortile, azienda agricola per la produzione e commercializzazione di ortaggi e frutta, è particolarmente attiva nell’inserimento sociale, culturale e nell’integrazione dei propri dipendenti, duecento dei quali sono extracomunitari.

La menzione riservata all’agricoltura sociale, invece, è andata alla Azienda agricola Rondi Maria Elena – Sogni e Cavalli Onlus di Pavia. Nata nel 2016, svolge attività educative, sportive e integrative indirizzate a persone con disabilità neuromotorie, psichiche e relazionali attraverso la riabilitazione equestre e gli interventi assistiti con i cavalli, ma anche attraverso tecniche occupazionali nella cura delle stalle, nell’orto e nella produzione di miele.

“Siamo diventati una società più matura e gli esempi delle nostre imprese lo dimostrano – ha detto Sandro Gambuzza, componente di Giunta diConfagricoltura con delega al lavoro -. Abbiamo recuperato le buone pratiche e le condividiamo con i nostri lavoratori. L’agricoltura, grazie al suo profondo legame con il territorio e le sue popolazioni, è pioniera del welfare e conferma oggi, rinnovato, il suo ruolo sociale. Welfare Index PMI è uno strumento a disposizione delle imprese per fare un salto di qualità e per crescere. L’imprenditore che coinvolge i propri lavoratori al fine di comprenderne le esigenze e rispondervi con un progetto di welfare è sicuramente un imprenditore all’avanguardia.”

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Gambuzza (Confagricoltura) al Parlamento Europeo: “Avanti con la stipula degli accordi tra UE e Paesi terzi”

Bruxelles – “Per la crescita economica delle imprese agricole e agroalimentari l’export è essenziale. E, in questo senso, è interesse dell’Unione europea e delle nostre Istituzioni che i mercati internazionali sia reso più semplici e accessibili per le imprese”. Lo ha detto Sandro Gambuzza, componente della giunta di Confagricoltura, intervenendo nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles all’evento “L’Europa del fare, il commercio internazionale nell’Europa di oggi e di domani”, organizzato da Salvatore Cicu, a cui ha partecipato anche il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani.

Gambuzza ha anche ricordato le criticità dell’export agroalimentare, a partire dall’embargo russo, alla Brexit, alle difficoltà con l’Iran e all’entrata in vigore del TPP. “Senza dimenticare – ha detto –  i riflessi della guerra commerciale tra Usa e Cina, che potrebbero comportare un aumento dell’offerta sui mercati di quei prodotti che i due Paesi avrebbero problemi a commercializzare tra loro”.

“Il nostro messaggio – ha proseguito il componente di giunta della Confagricoltura – è che ognuno faccia la propria parte e si prosegua con la stipula degli accordi tra l’Ue e i Paesi terzi: gli scambi commerciali internazionali in situazioni regolamentate e chiare favoriscono le imprese”.

Confagricoltura ritiene poi che gli accordi bilaterali debbano essere basati su principi di reciprocità ed equilibrio tra le parti. A proposito degli accordi Euromed, pensa che debba essere rivista l’asimmetria a favore dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, considerati gli indirizzi produttivi simili ai nostri. “Pertanto è necessario che ci sia uno stretto coinvolgimento nell’ambito dei negoziati (e più in generale in riferimento a qualsiasi altra intesa venga prevista con i Paesi di questa area) degli Stati membri direttamente interessati e delle Organizzazioni più rappresentative dei produttori”.

Infine, in caso di effetto fortemente penalizzante per le nostre produzioni mediterranee (agrumi, ortaggi e olio d’oliva), l’Organizzazione degli imprenditori agricoli chiede che siano prese in seria considerazione misure compensative e, nei casi più critici, vengano attivate le clausole di salvaguardia. “Occorre che la Commissione – ha concluso Gambuzza –  rediga periodicamente una valutazione d’impatto sugli scambi commerciali della UE con tutti Paesi terzi nel settore agricolo ed agroalimentare”.

Fonte: Euronews.it

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Think Roma IBM, Gambuzza (Confagricoltura): “Occorre investire su ricerca e digitalizzazione in agricoltura”

“Bisogna favorire gli investimenti su innovazione, ricerca e digitalizzazione in agricoltura. Sono le condizioni necessarie per scalare nuove posizioni nella grande sfida dei mercati internazionali. La parola chiave è la competitività del sistema agricolo ed agroalimentare”. Lo ha detto il componente della giunta di Confagricoltura Sandro Gambuzza intervenendo a “Think Roma”, l’evento IBM dedicato all’innovazione.

“L’agricoltura 4.0, che oggi in Italia è una realtà – ha ricordato il rappresentante di Confagricoltura – ha un mercato di 100 milioni di euro, il 2,5% di quello globale che vale 3,5 miliardi di euro; si avvale di 300 nuove soluzioni tecnologiche, dai sensori ai droni in campo, al packaging intelligente o attivo, utilizzate lungo tutta la filiera (produzione, trasformazione, distribuzione e consumo)”.

“Rappresenta – ha proseguito Gambuzza – uno strumento strategico per il futuro dell’impresa agricola permettendo il miglioramento delle prestazioni ambientali, con la riduzione dell’uso di fertilizzanti, fitofarmaci, acqua, combustibili fossili e una ottimale gestione del terreno. Peraltro la precision farming tende a ridurre anche i pericoli derivanti dal lavoro agricolo, sia in termini di sicurezza, sia di salute. Inoltre, le nuove tecnologie legate all’agricoltura di precisione contribuiscono ad aumentare l’occupazione di giovani in agricoltura, perché hanno bisogno di manodopera ‘digitalizzata’. Eppure c’è ancora molto da fare in questo campo; basti pensare che meno dell’1% della superficie coltivata è gestita con queste soluzioni”.

Il delegato di Confagricoltura ha quindi posto l’accento sul ruolo della ricerca e della sperimentazione agraria italiana che possono contare su non pochi centri di eccellenza. “Però – ha sottolineato – va coordinata di più l’attività dei diversi enti e vanno ottimizzate le relazioni tra il mondo della ricerca e il settore agricolo”.

“I problemi da risolvere per avviare un nuovo corso di promozione dell’innovazione risiedono indubbiamente nell’esiguità delle risorse disponibili, ma anche e soprattutto – ha concluso il componente della giunta di Confagricoltura – nella qualità dell’organizzazione del sistema, con particolare riferimento al miglioramento strutturale e al disegno delle politiche, in una chiave di crescente orientamento alla domanda”.

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Fiera Agroalimentare Mediterranea: tagliato il nastro di un’edizione da record per aziende espositrici e capi di bestiame in mostra

All’Assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera il compito di tagliare il nastro della 44^ edizione della Fiera Agroalimentare Mediterranea.

Stamattina in contrada Nunziata a Ragusa si sono aperti i battenti della 44^ Fiera Agroalimentare Mediterranea, con una affollata cerimonia di inaugurazione alla quale hanno partecipato le massime autorità civili e militari provinciali, il Presidente della Commissione Attività Produttive On. Orazio Ragusa e i vertici della Camera del Commercio del Sud-Est, organizzatrice dell’evento che si conferma il più importante del settore dell’area del Mediterraneo.

Quest’anno edizione dei record per i numeri eccezionali di presenze in termini di aziende espositrici e di capi di bestiame in mostra. Subito dopo il taglio del nastro, il corteo delle autorità ha percorso tutta la Fiera, passando in rassegna i tantissimi stand che occupano interamente i quarantamila metri quadrati a disposizione.

L’assessore Bandiera ha voluto evidenziare la vicinanza della Regione ad un comparto fondamentale per l’economia siciliana e si è complimentato con gli operatori del settore che hanno voluto con la loro presenza partecipare ad un momento fondamentale di confronto e di rilancio per il settore. Bandiera ha fatto anche due importanti annunci: a breve ripartiranno i controlli zootecnici sugli animali, centralizzando il lavoro in Regione attraverso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale che fa capo all’Assessorato regionale all’Agricoltura e che avrà il compito di controllare e censire gli animali puntando alla valorizzazione delle razze autoctone. L’assessore ha anche annunciato la riapertura dell’Agenzia per la Sicurezza e il Controllo degli Alimenti, chiusa da tanti anni, ma pronta a ripartire grazie alla dotazione di macchinari e attrezzature. Per la riapertura si sono chiusi accordi tutti di natura pubblica che consentiranno di dotare il territorio del sud-est di questo presidio fondamentale che permetterà ai produttori di ottenere certificazioni sulla loro attività senza necessariamente andare fuori sede.

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Al taglio del nastro è stato presente il Presidente della Camera di Commercio del Sud-Est Pietro Agen, accompagnato dai componenti di Giunta Sandro Gambuzza e Salvatore Guastella, dal consigliere camerale Giuseppe Giannone e dal segretario generale, Alfio Pagliaro. Agen ha evidenziato come una realtà come la F.A.M., molto sentita dal territorio, meriti maggiori investimenti soprattutto dal punto di vista infrastrutturale e che i fondi che sarà possibile recuperare dalla vendita delle quote delle strutture aeroportuali permetteranno importanti investimenti in tal senso sul territorio. Tra questi la possibilità di un grande polo fieristico, con un centro di formazione eno-gastronomica, grandi parcheggi e collegamenti veloci.

Importante il contributo dato anche quest’anno all’evento dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa, il Presidente Schininà ha voluto sottolineare personalmente la storica vicinanza della BapR alla Fiera. Il Sindaco del Comune di Ragusa Peppe Cassì ha ribadito la bontà dell’evento e lo sforzo che l’Ente ha in programma di fare in vista del futuro per la creazione di un polo fieristico. Vicinanza espressa anche dal Commissario del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa Salvatore Piazza.

La F.A.M è realizzata grazie al sostegno di diversi soggetti istituzionali e organizzazioni di categoria. Tra queste, Confagricoltura Ragusa, con la piena consapevolezza dell’importanza strategica rappresentata dalla Fiera, in quanto momento di grande rilevanza di promozione del mondo agroalimentare ibleo e siciliano.

Fino a domenica ci saranno decine e decine di manifestazioni, concorsi, eventi. Per tenersi aggiornati basta collegarsi al sito www.famragusa.it e sulla pagina facebook FAM Ragusa. Per recarsi in Fiera sono stati messi a disposizione bus-navetta da sabato pomeriggio e per tutta la giornata di domenica.

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