Lavoro agricolo, rinnovato il Contratto Integrativo Regionale per i quadri e gli impiegati della Sicilia

Firmato a Palermo il 30 luglio: aumenti retributivi del 5,5%, nuove figure professionali e l’introduzione della Banca delle Ore.

È stato sottoscritto a Palermo, presso la sede regionale di Confagricoltura Sicilia, il nuovo Contratto Integrativo Regionale di Lavoro (CIRL) per i Quadri e gli Impiegati Agricoli della Sicilia. L’intesa porta le firme delle organizzazioni datoriali  (Confagricoltura Sicilia, Coldiretti Sicilia e CIA-Agricoltori Italiani Sicilia) e delle organizzazioni sindacali di categoria Confederdia, FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL. Per Confagricoltura Sicilia hanno sottoscritto il Presidente regionale Rosario Marchese Ragona e il Vicepresidente Antonino Pirrè, che è anche Presidente di Confagricoltura Ragusa.

Il nuovo contratto ha decorrenza dal 1° gennaio 2026 e scadenza il 31 dicembre 2029 e disciplina, per la parte demandata alla contrattazione territoriale, il rapporto di lavoro del personale impiegatizio delle aziende agricole siciliane, integrando il CCNL nazionale di categoria.

Sul piano economico, l’accordo prevede un incremento retributivo complessivo del 5,5% sullo stipendio base e sull’integrativo regionale, articolato in due tranche: un primo aumento del 4% dal 1° luglio 2026 e un ulteriore 1,5% dal 1° gennaio 2027. Al testo sono allegate le tabelle retributive aggiornate con gli importi in vigore alle due decorrenze.

Tra gli aspetti più significativi figura l’aggiornamento delle classificazioni professionali, che recepisce l’evoluzione del settore introducendo nuove figure legate all’accoglienza e alle attività agrituristiche, ai controlli di qualità e alla tracciabilità dei prodotti e alla gestione dei flussi informativi provenienti da sensori satellitari, droni e strumenti basati su tecnologie 4.0 per l’ottimizzazione delle tecniche di coltivazione.

Sul versante organizzativo, il contratto istituisce la Banca delle Ore, uno strumento di flessibilità ad adesione volontaria che consente ai lavoratori di accantonare fino a 100 ore annue di lavoro straordinario, da recuperare come riposo compensativo entro i termini stabiliti. Confermati, inoltre, gli istituti in materia di indennità (funzione per i quadri, cassa, sostitutiva della mensa, RSPP), di formazione continua attraverso il fondo FOR.AGRI. e di assistenza sanitaria integrativa tramite il FIA Sanitario.

Con il rinnovo, le parti firmatarie hanno inteso coniugare il riconoscimento economico delle professionalità impiegatizie del comparto con l’esigenza di dotare le imprese agricole siciliane di strumenti organizzativi più flessibili, in una fase di crescente innovazione tecnologica e diversificazione delle attività aziendali.

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Agriturist-Confagricoltura: agosto traina l’estate della vacanza in campagna, luglio positivo e settembre già promettente

Un luglio che ha confermato la forte attrattività delle vacanze in campagna, un agosto che si annuncia tra i migliori degli ultimi anni e un settembre che registra già segnali incoraggianti nelle prenotazioni. È un’estate all’insegna dell’ottimismo per gli agriturismi italiani, sostenuti da una domanda che continua a premiare la qualità dell’accoglienza rurale, la varietà delle esperienze offerte e la valorizzazione delle eccellenze locali.

Dalle colline alle zone montane, fino alle campagne vicine ai borghi d’arte e in prossimità del mare, il turismo esperienziale si conferma una delle formule più apprezzate da italiani e stranieri in cerca di relax, contatto con la natura e buona cucina.

“Le prenotazioni registrate finora ci restituiscono un quadro positivo e confermano la solidità dell’attrattività degli agriturismi italiani – dichiara Augusto Congionti, presidente di Agriturist -. È il riconoscimento del lavoro svolto dagli agriturismi nel proporre un’accoglienza di qualità, con servizi sempre più in linea con le aspettative di chi cerca benessere, sostenibilità e ama scoprire le tradizioni locali. Non a caso, l’80% degli ospiti indica proprio questi elementi tra le principali motivazioni di scelta”.

Quest’anno le rilevazioni dell’associazione di Confagricoltura indicano infatti una buona performance delle strutture diffuse nel Paese, con una domanda orientata verso soggiorni che integrano ospitalità, eventi culturali o musicali nei borghi limitrofi (27%), visite in cantina e nei caseifici con degustazioni guidate (25%), escursioni (18%), attività per bambini, sport come trekking, cicloturismo e ippoturismo. Una tendenza che potrebbe estendersi oltre l’alta stagione, come dimostrano le richieste già pervenute per settembre. A influire sulle scelte dei turisti è anche il caldo sempre più intenso, che favorisce soggiorni in collina e montagna e una maggiore propensione a viaggiare fuori dai periodi di picco, che influenzano anche le scelte delle destinazioni.

Già da luglio si registra un aumento delle prenotazioni nelle aree collinari e montane, che si confermano tra le mete preferite anche per il pranzo di Ferragosto.

Da un’indagine a campione, Agriturist osserva come quest’anno Veneto, Friuli, Liguria, Toscana e Umbria siano le destinazioni agrituristiche con le migliori prospettive, seguite da PiemonteLombardia, Emilia-Romagna, Abruzzo, Lazio, Marche, Campania, Sicilia e Sardegna, con oltre il 65% di ospiti stranieri (principalmente coppie e famiglie con bambini).

Agriturist in questi giorni sta seguendo con attenzione la messa in atto dei provvedimenti in materia di sicurezza delle piscine, un tema particolarmente rilevante per le molte aziende agrituristiche che offrono questo servizio ai propri ospiti: “La sicurezza delle persone nelle nostre strutture è e resta una priorità assoluta – sottolinea il presidente Congionti – Per questo chiediamo che l’applicazione delle nuove norme sia accompagnata da tempi di adeguamento compatibili con l’operatività delle imprese, soprattutto in una fase delicata come questa, in cui gli agriturismi sono impegnati a pieno regime nell’accoglienza estiva”.

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Agricoltura sociale: apre il bando nazionale di Confagricoltura, Senior L’Età della Saggezza ETS e Reale Foundation

Si è aperta ieri, mercoledì 22 luglio, l’undicesima edizione di “Coltiviamo agricoltura sociale”, il bando ideato da Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza ETS e Reale Foundation, in collaborazione con la Rete Fattorie Sociali, che premia i migliori progetti di agricoltura sociale in Italia.

Due le sezioni previste. In quella ordinaria verranno erogati tre premi da 40.000 euro ciascuno. Oltre ai contributi in denaro, a ogni vincitore sarà assegnata una borsa di studio per la frequenza all’edizione 2027 del Master di Agricoltura Sociale presso l’Università di Roma Tor Vergata.

Nella sezione speciale verrà erogato un premio da 20.000 euro per un progetto dedicato alla gestione e riqualificazione del verde pubblico. Potranno partecipare anche gli enti del terzo settore non agricoli, purché attivi in questo ambito.

Tutti i progetti vincitori dovranno essere realizzati entro il 31 ottobre 2027.

Obiettivo del bando è favorire le attività che l’agricoltura realizza in ambito sociale a vantaggio di individui, famiglie e piccole comunità in condizioni di bisogno e che necessitano di sostegno.

Con questa iniziativa, Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza ETS e Reale Foundation promuovono e valorizzano le attività delle aziende agricole e delle cooperative sociali, con particolare riferimento alla solidarietà tra le generazioni, all’assistenza sociale e sociosanitaria dei gruppi svantaggiati, alla tutela dei diritti civili e all’inclusione di chi vive nelle aree rurali.

L’undicesima edizione consecutiva del bando conferma questo impegno e testimonia un investimento che va oltre il sostegno economico: l’azienda che pratica l’agricoltura sociale si confronta con la dimensione etica d’impresa e si responsabilizza nei confronti del territorio, proponendosi come risposta concreta ai bisogni della collettività.

Al bando 2026 possono partecipare imprese agricole e cooperative sociali, anche in associazione con altri attori del terzo settore, purché il progetto preveda come capofila un imprenditore agricolo oppure una cooperativa sociale che svolga attività agricole.

progetti dovranno essere presentati entro il 26 ottobre 2026, sia via e-mail a coltiviamoagricolturasociale@confagricoltura.it sia con raccomandata A/R a Confagricoltura – Agricoltura Sociale – Corso Vittorio Emanuele II, 101 – 00186 Roma.

La giuria valuterà tutti i progetti pervenuti entro la fine dell’anno. I vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia a Roma, a Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura.

Info: www.coltiviamoagricolturasociale.it.

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L’agricoltura torna a crescere, ma la qualità del lavoro resta la sfida: Confagricoltura Sicilia alla presentazione del Rendiconto INPS 2025

Il Vice Presidente di Confagricoltura Sicilia, Antonino Pirrè, è intervenuto venerdì 24 luglio alla Sala Magna del Complesso Monumentale allo Steri, a Palermo, alla tavola rotonda “Riaffermare il ruolo del lavoro di qualità per contrastare le distorsioni del mercato del lavoro”, all’interno dei lavori per la Presentazione del Rendiconto Sociale 2025 di INPS Sicilia.

Muovendo dai dati contributivi del documento, Pirrè ha ricordato che l’agricoltura è uno dei pochi comparti privati in risalita: nel 2025 il lavoro dipendente agricolo torna a crescere dopo tre anni di flessione. Una dinamica che convive però con il calo del lavoro autonomo, segno di un settore che si concentra più di quanto si espanda e composto in larga parte da piccole imprese.

Al centro dell’intervento, la specificità del lavoro agricolo: “La stagionalità è un dato agronomico, non una scelta organizzativa”. La raccolta non si contratta e non si sposta, la questione non è eliminare il tempo determinato in agricoltura, ma renderlo “continuativo, tracciabile e previdenzialmente utile” , una direzione già indicata dal rinnovo del CCNL degli operai agricoli e florovivaisti.

Netto il passaggio sulla legalità: meno controlli non significano meno irregolarità, ma meno visibilità. Confagricoltura non chiede meno ispezioni, ne chiede di più e meglio mirate, perché il caporalato è “falsa la concorrenza a danno di chi il contratto lo applica”.

Pirrè ha poi richiamato il nodo dei tempi sui flussi dei lavoratori stranieri, dove “il tempo amministrativo deve allinearsi al tempo agronomico, non il contrario”, e ha indicato nella previdenza il vero indicatore della qualità del lavoro, chiedendo all’Istituto un’informazione previdenziale preventiva e personalizzata per gli operai agricoli.

In chiusura, il riconoscimento del peso dell’agricoltura siciliana, alla quale l’INPS ha destinato tre delle cinque nuove Agenzie complesse regionali: “È la premessa giusta. Ora serve che il resto del sistema si allinei”.

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Ciclone Harry, contributi per i danni alle strutture agricole: domande entro il 27 luglio

Pubblicato l’avviso per l’accesso agli aiuti previsti dal decreto-legge n. 25/2026. Le istanze vanno presentate telematicamente tramite il portale AGEA

È stato pubblicato l’avviso per la presentazione delle domande di aiuto destinate alle imprese agricole che hanno subito danni alle strutture produttive in seguito ai cicloni che hanno colpito la Sicilia tra gennaio e febbraio 2026, a partire dal ciclone Harry.

La misura, prevista dal decreto-legge n. 25 del 27 febbraio 2026, riguarda esclusivamente i danni strutturali: sono ammissibili gli interventi relativi a stalle, serre, magazzini e recinzioni compromessi dagli eventi meteorologici. Restano invece esclusi i danni alle colture e alle produzioni agricole, per i quali è atteso un successivo avviso dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, ad oggi non ancora pubblicato.

Possono presentare domanda le imprese agricole, in forma singola o associata, regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e in possesso del fascicolo aziendale.

Le istanze devono essere trasmesse esclusivamente in via telematica attraverso il portale AGEA, a pena di irricevibilità, entro e non oltre le ore 24:00 del 27 luglio 2026. Il termine è stato aggiornato dall’avviso AGEA prot. n. 58428 del 10 luglio 2026, che sostituisce il precedente avviso della stessa data. I requisiti di ammissibilità, la documentazione richiesta e le modalità operative sono dettagliati nell’avviso pubblico, disponibile sul sito della Regione Siciliana insieme all’avviso AGEA.

Vista la ristrettezza dei tempi, Confagricoltura Ragusa invita le aziende associate ad attivarsi tempestivamente per la predisposizione della documentazione. I nostri uffici sono a disposizione per assistenza nella presentazione delle domande.

Allegati utili:

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Suini: PSA e aumento dei costi fanno chiudere le aziende

Persi oltre 5mila impianti in cinque anni. Confagricoltura: necessari interventi per sostenere il settore

Il contesto internazionale e la Peste Suina Africana (PSA) stanno colpendo il settore suinicolo italiano ed europeo alle sue fondamenta, erodendo la redditività delle aziende. Confagricoltura fa luce sul comparto, a oltre quattro anni dalla diffusione nazionale della PSA che tutt’oggi mina l’export extra UE di prodotti suinicoli causando blocchi sanitari e l’incremento delle tariffe doganali.

Molti i mercati importanti per l’Italia attualmente chiusi a causa della malattia. Tra questi Giappone, Thailandia e Cina, con cui Confagricoltura chiede di intensificare gli sforzi diplomatici per accordi bilaterali che contemplino il principio di regionalizzazione già sperimentato in altri Paesi Ue.

Il comparto suinicolo si trova anche ad affrontare gli effetti del conflitto mediorientale, in particolare l’incremento dei costi di produzione, soprattutto quelli legati a mangimi, energia, carburanti e servizi.

Preoccupano i contenuti della direttiva sulle emissioni industriali che, così come modificata, creerà molte problematiche soprattutto alle aziende meno strutturate e di minore dimensione.

Oggi in Italia ci sono circa 25mila allevamenti suinicoli, 5.200 in meno rispetto al 2021, con un calo del 17% (fonte: Ismea, 2026). Per Confagricoltura è necessario quindi mettere al sicuro la continuità finanziaria delle aziende attive con sostegni agli investimenti avviati e ai costi di gestione.

Sul fronte della PSA, la Confederazione ritiene positiva la scelta del Masaf di richiedere alla Commissione europea di attingere al Fondo UE di crisi per contribuire ai ristori da riconoscere alle aziende colpite indirettamente dalle restrizioni sanitarie con la forte riduzione dei prezzi di vendita.

Palazzo della Valle auspica anche il miglioramento della gestione della popolazione dei cinghiali selvatici, principale vettore della Peste Suina Africana e responsabile tra il 2015 e il 2023 di danni al settore primario per 171 milioni di euro. Una gestione che deve comprendere piani di contenimento e il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti suinicoli da finanziare anche con i piani di Sviluppo Rurale.

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Allarme cereali: produciamo in perdita e ci allontaniamo dall’autoapprovvigionamento

Sul grano duro i numeri sono preoccupanti. Le quotazioni della CUN per il frumento duro di qualità superiore sono oggi inferiori a 300 euro per tonnellata: al di sotto dei costi medi di produzione. Allarme da Palazzo della Valle: chi raccoglie grano duro quest’estate lo fa in perdita.

Il Centro Studi di Confagricoltura evidenzia un dato ancora più preoccupante, che va oltre la crisi congiunturale. Dal 2012 al 2025, le superfici coltivate a grano duro in Italia si sono ridotte del 10%. Il tasso di autoapprovvigionamento è sceso dal 78% al 56,5%. Oggi, per raggiungere l’autosufficienza mancherebbero oltre 880mila ettari. L’Italia dipende dall’estero per quasi la metà del grano duro che trasforma in pasta e questa dipendenza cresce ogni anno, con margini in contrazione per i cerealicoltori, o addirittura in perdita. Confagricoltura afferma che non si tratta di una crisi di mercato, ma di una crisi di sovranità produttiva.

Basandoci sulle stime a disposizione, a livello mondiale è previsto, per il 2026, un aumento dell’offerta di grano duro. Di conseguenza, le scorte globali cresceranno. Tuttavia, auspichiamo che la qualità della materia prima nazionale porti a un incremento delle quotazioni con una valorizzazione della pasta sui mercati italiani ed esteri.

La Confederazione non intende incentivare polemiche sullo strumento di rilevazione dei prezzi (la CUN), quanto piuttosto promuovere una strategia di filiera che inverta la tendenza strutturale alla riduzione delle superfici coltivate e riporti il tasso di autoapprovvigionamento sopra una soglia di sicurezza, garantendo un reddito ai nostri agricoltori.

Il 15 luglio, durante l’Assemblea estiva dell’associazione, Confagricoltura porterà questi dati e alcune proposte al ministro Lollobrigida. L’obiettivo è sedare lamentele sterili e puntare a risposte concrete che convergano su una visione di lungo periodo per la filiera del grano duro italiano.

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Welfare Index PMI 2026: Natura Iblea di nuovo “Welfare Champion” e fra le sole tre imprese italiane premiate per l’inclusione sociale

Per il nono anno consecutivo l’azienda ortofrutticola biologica di Ispica, associata a Confagricoltura Ragusa, entra tra le migliori 100 PMI d’Italia per il welfare aziendale. A Roma, al Palazzo della Cancelleria, il premio è stato ritirato da Andrea Giadone.

Confagricoltura Ragusa esprime grande soddisfazione e si congratula con la Società Agricola Natura Iblea, azienda di Ispica associata all’Unione provinciale, premiata oggi a Roma presso il Palazzo della Cancelleria, nell’ambito di Welfare Index PMI 2026 con il prestigioso rating di “Welfare Champion”.

A rendere il riconoscimento ancora più prezioso è la Menzione Speciale “Inclusione e responsabilità sociale”, attribuita a Natura Iblea per essersi particolarmente distinta nelle iniziative di welfare aziendale in questo ambito specifico. Si tratta di un traguardo di assoluto rilievo, ottenuto soltanto da tre imprese in tutta Italia tra le Welfare Champion di quest’anno, che smentisce le ricorrenti narrazioni giornalistiche sul territorio ragusano che lo dipingono come luogo di sfruttamento e di negazione dei diritti dei lavoratori. Natura Iblea non è un’oasi nel deserto, ma un esempio virtuoso e non isolato di un tessuto produttivo sano che vede nel rispetto, nella valorizzazione e nell’integrazione dei lavoratori condizioni imprescindibili per creare sviluppo e benessere diffuso.

A ritirare il premio in rappresentanza dell’azienda è stato Andrea Giadone, amministratore delegato di Natura Iblea.

Clicca qui per il video della cerimonia di premiazione

Welfare Index PMI, promossa da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è la più ampia indagine in Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese: un’iniziativa che vede Confagricoltura tra i suoi partner e che conferma quanto il benessere dei lavoratori sia ormai un valore centrale anche per il mondo agricolo. La classe “Welfare Champion” individua le eccellenze assolute del settore: per l’edizione 2026 il rating è stato assegnato alle prime 100 imprese classificate su oltre 7.000 partecipanti.

Per Natura Iblea non è una novità. L’azienda iblea è ormai una presenza stabile nell’albo d’oro del welfare italiano: ha conquistato il riconoscimento in ogni edizione a partire dal 2017, anno in cui le fu già assegnata una menzione speciale per l’integrazione sociale. Quello di oggi è il nono riconoscimento consecutivo, conferma di un impegno autentico e duraturo, che ha fatto dell’attenzione alle persone un tratto identitario dell’impresa. Una visione che il Presidente Roberto Giadone ha sempre rivendicato, legando la solidità e la crescita dell’azienda alla cura per chi vi lavora e per la comunità in cui opera.

Tra le realtà più importanti del Sud Italia nella produzione ortofrutticola biologica, con coltivazioni nel cuore degli Iblei ed esportazioni in tutta Europa, Natura Iblea ha costruito negli anni un modello di welfare fortemente orientato all’inclusione: ricongiungimenti familiari per le maestranze straniere, borse di studio per i figli dei dipendenti, corsi di lingua italiana e percorsi di formazione, sostegno per l’alloggio e assistenza nelle pratiche burocratiche. Misure concrete che valorizzano le diverse provenienze dei lavoratori e ne accompagnano l’integrazione nel territorio.

“Il risultato di Natura Iblea è un orgoglio per tutta l’agricoltura ragusana e per la nostra Organizzazione”, dichiara Antonino Pirrè, Presidente di Confagricoltura Ragusa. “Essere tra le prime cento PMI d’Italia per il welfare e tra le tre imprese premiate per l’inclusione e la responsabilità sociale significa aver fatto del benessere delle persone una scelta strutturale, non occasionale. La famiglia Giadone dimostra da anni che competitività e attenzione ai lavoratori non solo possono convivere, ma si rafforzano a vicenda. Ad Andrea e a tutta l’azienda vanno le nostre più sincere congratulazioni”.

“Natura Iblea è un esempio che parla a tutto il comparto”, aggiunge il Direttore Giovanni Scucces. “Dimostra come un’impresa agricola possa essere insieme competitiva sui mercati internazionali e profondamente radicata nei valori della comunità. In un’agricoltura che fa i conti ogni giorno con la difficoltà di reperire e trattenere manodopera, l’esperienza di Natura Iblea indica una via concreta: prendersi cura delle persone conviene, all’impresa e all’intero territorio”.

 

Ragusa, 1° luglio 2026

 

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Giunta Confagricoltura: a rischio filiere identitarie del sistema agricolo nazionale

Urgono misure risolutive non più rinviabili”

La Giunta esecutiva di Confagricoltura, riunita a Palazzo della Valle, dopo un’attenta analisi rivolta ai comparti-chiave del nostro sistema agricolo, ha registrato forti criticità per produzioni identitarie del made in Italy. La situazione è insostenibile per le imprese agricole che affrontano, contestualmente, un incremento medio dei costi, legato alla situazione internazionale drasticamente peggiorata negli ultimi tempi (ad aprile, produrre riso e frumento è costato circa l’11 per cento in più; +7,4 per cento per l’olivicoltura). Dall’incontro sono emerse proposte concrete alle istituzioni per interventi mirati.

Di seguito si riportano i principali rilevamenti. Le quotazioni del grano duro, negli ultimi anni, si sono dimezzate. Alla Commissione Unica Nazionale, il prezzo medio si è ridotto costantemente, tanto che quello del frumento duro “fino” – ossia il raccolto di fascia medio-alta destinato alla produzione di semola di qualità – è sceso di quasi il 50 per cento rispetto a quattro campagne fa. Per quanto riguarda il risone, il prezzo è crollato repentinamente nell’ultima campagna. Le principali varietà da risotto – Carnaroli, Arborio e Volano – nel mese corrente registrano una flessione ormai superiore al 33 per cento su base annua; con il Vialone Nano che a giugno è quotato oltre il 60 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Le quotazioni dei suini da macello si collocano ormai stabilmente intorno al 20 per cento in meno rispetto agli ultimi due anni, non registrando l’inversione di tendenza che è indicata dai fondamentali di mercato. Infine, l’olio EVO negli ultimi 12 mesi è andato incontro a una riduzione delle quotazioni di più del 33 per cento, con tagli, in alcune situazioni specifiche, che raggiungono e superano il 50 per cento su base annua; il tutto aggravato da un “fermo” degli scambi che sta ulteriormente complicando la congiuntura di mercato.

“Questo grave deterioramento della ragione di scambio  commenta la Giunta nazionale di Confagricoltura  mette a repentaglio le produzioni agricole alla base di filiere strategiche per il sistema agroalimentare nazionale. Urgono misure risolutive non più rinviabili: sia interventi pubblici di politica agricola che intese di filiera tra operatori, che attenuino i gravi effetti di una dinamica di mercato che sta mettendo a serio rischio la fiducia e la tenuta delle imprese agricole di questi comparti”.

Confagricoltura proporrà alle istituzioni una serie di interventi. Per il grano duro, è essenziale valorizzare il prodotto nazionale aumentando il dettaglio dei Paesi di origine, nel caso della miscela, e la percentuale minima – oggi fissata al 50 per cento – che consente di indicare il principale Paese di provenienza. Riguardo al riso, è essenziale agire, anche a livello comunitario, per aumentare i controlli sanitari sulle importazioni, favorendo la reciprocità. Circa il mercato suinicolo, occorre un attento monitoraggio di tutte le possibili perturbazioni – come l’aumento delle importazioni e gli effetti delle malattie animali (es. Peste Suina Africana) – affinché si riflettano correttamente sulle quotazioni. Per il comparto olivicolo, è urgente il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi e l’istituzione di un apposito fondo per finanziare misure specifiche, indirizzate a sostenere la liquidità, a coprire gli oneri creditizi e a promuovere il prodotto nazionale.

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“Agrifood Forum 2026”: Il 18 giugno torna l’appuntamento di Rinnovabili con il contributo di Confagricoltura

Anche quest’anno Confagricoltura conferma la propria partnership all’iniziativa promossa da Rinnovabili, “Energia che vale: meno costi, meno rischi, più sostenibilità per la filiera agricola italiana”, contribuendo a promuovere un confronto qualificato su modelli energetici efficienti e competitivi a sostegno del settore.

Giovedì 18 giugno, dalle 9 alle 17 a Palazzo della Valle, a Roma, istituzioni, imprese, stakeholder e mondo della ricerca si confronteranno sulle sfide energetiche che stanno ridefinendo il futuro dell’agroalimentare, ma anche sulle principali criticità: il costo dell’energia e le strategie per rafforzare competitività e resilienza del settore. Al centro dell’incontro le agroenergie, l’autoproduzione da fonti rinnovabili, l’efficienza nell’uso delle risorse, la digitalizzazione dei consumi e gli strumenti finanziari e normativi a supporto degli investimenti.

Confagricoltura contribuirà ai lavori con gli interventi di Alessandro Bettoni, presidente FNP Bioeconomia, Donato Rotundo, direttore Area Politiche di Sviluppo sostenibile e Innovazione, e Nicola Gherardi, componente della giunta nazionale dell’Organizzazione.

La giornata sarà articolata in panel e tavole rotonde con rappresentanti del governo, associazioni e aziende protagoniste della transizione energetica. L’obiettivo è offrire soluzioni concrete e visioni strategiche per accompagnare le imprese agricole verso un modello più efficiente, sostenibile e competitivo.

Tra gli ospiti il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, il presidente della commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo, il Consigliere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Alberto Romagnoli, il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci, il direttore generale di Area Science Park Giorgio Graditi, l’AD di RSE Franco Cotana, insieme a rappresentanti di ENEA, CREA, Earth Day Italia, Unioncamere e delle principali organizzazioni del settore energetico e agroalimentare. Aprirà i lavori Mauro Spagnolo, direttore Rinnovabili.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

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