Giansanti (Confagricoltura): il taglio della PAC svantaggia le imprese e la competitività dell’UE

“La proposta della Presidenza irlandese del Consiglio Ue conferma oggi il taglio alla PAC del 20% già presente nel primo disegno della Commissione. Non è quello che ci aspettavamo. Non si tratta di un buon risultato, in un momento in cui l’agricoltura è saldamente collegata alla sicurezza dell’Unione. Non smettiamo di ribadirlo: il cibo è potere. Non destinare risorse economiche alla produzione di cibo è una decisione politica che svantaggia le imprese, il settore, i cittadini europei e la competitività dell’Europa nel mondo. E che minaccia la nostra sicurezza”.

Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, commenta la bozza negoziale definita “nego box” circolata dalla presidenza irlandese del Consiglio Ue.

“Rispetto alla prima proposta della presidente Von der Leyen, – aggiunge – ci aspettavamo l’aggiunta del Rural target, l’anticipo dei due terzi dei fondi dell’agricoltura e della coesione, nonché il conteggio dell’inflazione. L’attuale “nego box” è molto distante da questo scenario. Insieme al COPA porteremo avanti un’azione oppositiva. Difendere la PAC significa difendere l’Unione Europea”.

“In quest’ottica – conclude Giansanti – sottolineiamo l’azione positiva del presidente del Consiglio Meloni che è riuscita a costituire un gruppo di 17 Paesi che faranno sentire la propria voce nel prossimo incontro dei capi di governo, previsto a novembre. L’obiettivo è che la presidente Von der Leyen modifichi la proposta e trovi maggiori fondi”.

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Giansanti (Confagricoltura): risorse europee e nazionali per evitare inflazione alimentare

Trovare le risorse, in Europa e a livello nazionale, per mettere gli agricoltori nelle condizioni di produrre di più e competere sui mercati internazionali. Questa è la priorità evidenziata oggi al Corriere della Sera da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, recentemente riconfermato alla guida del COPA (l’Associazione di rappresentanza delle principali organizzazioni agricole europee).

Interrogato sulla prossima Legge di Bilancio, Giansanti sottolinea: “La manovra deve contenere due elementi fondamentali. Vanno trovate le risorse per l’agevolazione dell’Irpef in agricoltura. Il secondo punto è procedere con il ripristino di Agricoltura 4.0, ossia le risorse per le imprese che investono in innovazione e tecnologia attraverso un credito d’imposta”. In Europa, è necessario lo stanziamento di un budget adeguato alle sfide e che l’agricoltura torni asset strategico. “La guerra nello stretto di Hormuz, oltre a generare un enorme danno in termini di costo dell’energia e dei fertilizzanti, rischia di far esplodere l’inflazione alimentare per mancanza di produzione. I prossimi due anni saranno fondamentali nella definizione del quadro finanziario e delle risorse per la politica agricola comune”.

Sugli accordi internazionali, il presidente di Confagricoltura ribadisce la necessità di tutelare la reciprocità. In merito al MERCOSUR, “avevamo segnalato che era necessario incrementare i livelli di controllo e tutela delle produzioni e degli standard da noi adottati all’interno dell’Unione europea. Non a caso sono state scoperte nel porto di Atene carni brasiliane con presenza di antibiotici vietati, come conseguenza è stato disposto il blocco dell’export di carne sul territorio europeo da parte dei Paesi sudamericani”.

Giansanti conclude evidenziando le maggiori preoccupazioni per le imprese del settore: energia e clima. “Oltre all’incremento del costo energetico pari al 100%, preoccupa il cambiamento climatico. Il caldo ricorrente ha condizionato le produzioni agricole, con un aumento dei costi e una diminuzione dei ricavi”.

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Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) confermato alla presidenza del COPA a Bruxelles

Difendere l’agricoltura europea con un budget adeguato alle sfide

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, è stato confermato nel ruolo di presidente del COPA, l’Associazione che riunisce le principali organizzazioni professionali agricole europee. Il comitato di Presidenza si è riunito oggi a Bruxelles in sessione plenaria.

“Ora o mai più. È tempo che l’agricoltura europea si rafforzi, in quanto asset di posizionamento nello scacchiere globale. Il cibo è soft power, la nostra sicurezza alimentare deve restare in cima all’agenda politica dell’Unione, al pari della difesa dei confini e dell’approvvigionamento energetico. Per raggiungere questo obiettivo, serve un budget adeguato alle sfide che siamo chiamati ad affrontare. Per reagire allo shock climatico e a quello petrolifero, le grandi potenze mondiali stanno investendo sulle risorse strategiche. L’impegno del COPA è che l’agricoltura europea sia riconosciuta come tale”. Così ha commentato Giansanti, ringraziando i presidenti delle organizzazioni parte del COPA e sottolineando: “Affronto questo nuovo incarico con grande senso di responsabilità e impegno. Intendo proseguire nel percorso avviato verso una nuova PAC che possa tutelare il reddito e il ruolo degli agricoltori europei, in prima linea ogni giorno per garantire a tutti noi beni di prima necessità, nonché la tenuta delle nostre preziose aree rurali”.

Il primo mandato del presidente Giansanti si è concentrato sul consolidamento di un’azione collettiva, tesa a portare la voce degli agricoltori in cima all’agenda politica europea. Tra i risultati più evidenti si citano due manifestazioni altamente partecipate: la prima, tenutasi a dicembre 2025 a Bruxelles, ha spinto la Commissione europea a riconoscere le carenze per il mondo agricolo all’interno del Quadro Finanziario Pluriennale proposto. La seconda, organizzata a gennaio 2026 a Strasburgo, ha portato il Parlamento europeo a deferire l’accordo con il Mercosur alla Corte di giustizia per un esame giuridico, in risposta alle richieste del comparto. Queste azioni hanno contribuito a portare in discussione ulteriori risorse finanziarie per il comparto e a rafforzare le restrizioni sulla carne proveniente dal Brasile.

“Due importanti risultati – ha commentato Giansanti – a dimostrazione che mobilitazioni forti, unite a un efficace impegno politico ai tavoli istituzionali, possono portare benefici tangibili agli agricoltori europei e alle comunità rurali. Queste iniziative hanno contribuito a spostare il dibattito, dal considerare l’agricoltura come un problema al riconoscerla come una risorsa strategica per l’Europa”.

Le principali sfide affrontate durante il mandato appena concluso hanno riguardato le conseguenze della nuova politica commerciale statunitense, l’aumento dei costi dei fattori di produzione, in particolare dei fertilizzanti, gli accordi commerciali con Paesi Terzi, nuovi e preesistenti, l’impegno per la semplificazione burocratica e per preparare il terreno per la nuova PAC, nonché la relativa proposta di un bilancio più ampio. L’azione del COPA, sotto la guida di Giansanti insieme ai vicepresidenti, ha rafforzato la competitività delle imprese, garantito prezzi più equi per i produttori, promosso la semplificazione e il contrasto alle fake news, migliorato atti normativi, portato a termine il regolamento sulle TEA e aumentato la trasparenza per i consumatori, anche attraverso norme più chiare sulle denominazioni relative alle carni.

Queste iniziative convergono verso un unico macro-obiettivo che resta fondamentale per la nuova presidenza 2026-2028: rafforzare il ruolo dell’agricoltura europea nel mondo e quello degli agricoltori all’interno della filiera alimentare dell’Unione.

Massimiliano Giansanti, 52 anni, romano, è imprenditore agricolo. Presidente di Agricola Giansanti srl e amministratore delegato del Gruppo Aziende Agricole Di Muzio, presente nelle province di Roma, Viterbo e Parma. Le aziende, specializzate nella produzione di cereali, kiwi, latte e prodotti zootecnici, sono attive in ambito agroindustriale e agroenergetico.

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Euro Mediterranean Water Forum: Agronetwork punta su infrastrutture, innovazione e una nuova governance della risorsa idrica

I cambiamenti climatici stanno modificando profondamente gli equilibri idrici, rendendo sempre più necessario per le aziende un approccio che sappia coniugare adattamento e innovazione: investire in sistemi irrigui efficienti genera benefici sul territorio, per cittadini e imprese.

È questo il filo conduttore di “Restituire acqua, rigenerare territori – Quando l’impegno delle imprese diventa investimento sul territorio”, il convegno promosso da Agronetwork nell’ambito del Forum Euromediterraneo dell’Acqua, al Centro Congressi La Nuvola di Roma, introdotto da Giulia Callini, Segretaria Generale dell’Associazione.

Per Confagricoltura è intervenuto Alberto Statti, componente della Giunta nazionale, evidenziando la necessità di una strategia di medio e lungo periodo per efficientare le infrastrutture: “La rete di distribuzione nazionale perde in media oltre il 40% di acqua lungo il percorso, anche a causa di invasi datati. È necessario un intervento tempestivo e strutturale, attraverso un’azione sinergica che coinvolga tutti gli attori coinvolti: istituzioni, consorzi di bonifica, gestori del servizio idrico, comunità scientifica e imprese. Anche in quest’ambito, ricerca, innovazione e digitalizzazione sono alleati fondamentali sui quali puntate per ottimizzare, riutilizzare e contrastare perdite”.

Al centro del dibattito, le esperienze di due aziende associate ad Agronetwork. Per Coca-Cola Italia, Cristina Camilli, Direttore Relazioni Istituzionali, Comunicazione e Sostenibilità ha sottolineato: “Coca-Cola è attiva in Italia dal 1927 con una presenza produttiva diffusa su tutto il territorio nazionale, e promuove iniziative a supporto delle comunità in cui opera. Anche nel segno di Fanta, marchio nato proprio in Italia nel 1955, abbiamo sostenuto da oltre un decennio progetti in Sicilia, dedicati alla competitività e alla resilienza della filiera agrumicola, in collaborazione con il Distretto Agrumi di Sicilia e l’Università di Catania. Negli ultimi anni, l’impegno si è concentrato sull’uso sostenibile della risorsa idrica, una sfida strategica per il futuro di un settore che è tra le eccellenze del nostro Paese”.

Tra le iniziative a supporto della resilienza idrica dei territori si inserisce il progetto “Valore Acqua” di HEINEKEN Italia, sviluppato insieme ad ARIF nel territorio di Massafra, in Puglia. Un progetto di rigenerazione delle risorse idriche che punta a tutelare la falda della Murgia, attraverso il recupero e la costruzione di infrastrutture, per consentire l’utilizzo di acque superficiali già disponibili sul territorio. L’iniziativa consentirà di alleggerire la pressione sulla falda acquifera della Murgia e rafforzare la resilienza idrica del territorio a favore del sistema agricolo locale.

Il Vicepresidente di Agronetwork, Alfredo Pratolongo, anche Direttore Comunicazione e Affari Istituzionali di Heineken Italia, ha affermato: “Per un’azienda come la nostra, la gestione responsabile dell’acqua significa oggi andare oltre l’efficienza dei propri processi e contribuire concretamente alla resilienza dei territori in cui opera. Con “Valore Acqua” abbiamo scelto di investire nella rigenerazione di una risorsa fondamentale per la comunità e per il sistema agricolo locale, attraverso il recupero di infrastrutture esistenti e la valorizzazione di una risorsa idrica superficiale già disponibile sul territorio. È un esempio concreto di come la collaborazione tra impresa e istituzioni possa generare un beneficio idrico condiviso e rafforzare, nel lungo periodo, la resilienza di comunità, agricoltura ed ecosistemi”.

Giosuè Arcoria, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, ha ricordato come la sicurezza idrica rappresenti una condizione essenziale per garantire continuità produttiva e competitività all’agricoltura italiana.

Al confronto hanno partecipato anche l’on. Maria Spena, presidente del Comitato One Water, e Alessandro Bratti, componente del Collegio di ARERA.

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Caro fertilizzanti, Confagricoltura auspica una veloce assegnazione delle risorse previste dal decreto Masaf e invita ad allargare la platea dei beneficiari

I contenuti del Decreto Masaf del 15 settembre scorso relativo ai sostegni finanziari agli agricoltori colpiti dalla crisi in Medio Oriente, con particolare riferimento all’aumento dei costi per i fertilizzanti e dell’energia, sono stati oggetto di approfondimento da parte del Consiglio direttivo di Confagricoltura, riunitosi oggi a Palazzo della Valle.

Dalla discussione è emerso un sostanziale apprezzamento per il provvedimento che accoglie la richiesta della Confederazione di coprire con risorse (in questo caso UE e nazionali) i maggiori costi dei fertilizzanti. Richiesta che era stata ufficialmente formalizzata al ministro Lollobrigida anche in occasione dell’assemblea di luglio a Roma.

L’auspicio del Direttivo, a fronte dell’emanazione del decreto ora in corso di registrazione alla Corte dei Conti, è che le risorse siano veicolate rapidamente alle imprese dei comparti beneficiari, ovvero quelli in cui l’incremento dei costi dei fertilizzanti incide di più sul valore della produzione per ettaro. In tal senso è stata giudicata positiva la possibilità di adottare modalità automatiche per individuare i destinatari.

Confagricoltura invita infine a provvedere con altri strumenti, a valere delle risorse comunitarie e/o nazionali, per coprire gli incrementi dei costi di produzione anche per le colture che sono state escluse da questa misura.

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Agrifood: siglato protocollo d’intesa tra Confagricoltura, Ordine dei tecnologi alimentari e Agronetwork

Rafforzare qualità, sicurezza, sostenibilità e competitività delle filiere agroalimentari, favorendo l’incontro tra competenze tecnico-scientifiche e fabbisogni delle imprese agroalimentari: è l’obiettivo dell’accordo siglato da Confagricoltura, Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari (OTAN) e Agronetwork: una collaborazione istituzionale finalizzata alla promozione e alla realizzazione di iniziative congiunte a beneficio del sistema agricolo e agroalimentare nazionale.

Il protocollo è stato firmato dai presidenti Massimiliano Giansanti (Confagricoltura), Laura Mongiello (OTAN) e Sara Farnetti (Agronetwork) e punta a mettere a sistema diverse professionalità per accompagnare le imprese agricole e agroalimentari nei processi di innovazione tecnico-scientifica e organizzativa, diffondere buone pratiche nei processi di trasformazione, valorizzando anche il ruolo del tecnologo alimentare nell’ambito della filiera, a beneficio di tutti i consumatori.

Le iniziative riguardano principalmente la formazione e l’aggiornamento professionale; l’elaborazione di linee guida e strumenti operativi su igiene e sicurezza alimentare, rintracciabilità, gestione delle non conformità, qualità e sostenibilità; lo sviluppo di progetti e candidature a bandi nazionali ed europei e iniziative di filiera.

E’ prevista inoltre la costituzione di tavoli tecnici e gruppi di lavoro su temi regolatori e di mercato di interesse comune, attività di comunicazione e divulgazione sui temi dell’innovazione, della qualità, della sicurezza e della sostenibilità. Gli accordi attuativi e le iniziative congiunte coinvolgeranno anche le strutture territoriali di Confagricoltura, degli Ordini regionali OTAN e della base associativa di Agronetwork.

“Con questo protocollo – sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – rafforziamo il dialogo e la collaborazione tra imprese agricole, professionisti e mondo della ricerca, creando nuove opportunità per favorire l’innovazione e sostenere la crescita dell’intero sistema agroalimentare italiano”.

“Le sfide che attendono l’agroalimentare richiedono sempre più la capacità di mettere in rete competenze, esperienze e punti di vista diversi – afferma la presidente di Agronetwork, Sara Farnetti –. Questa collaborazione mira a tradurre l’innovazione in soluzioni concrete, costruire risposte condivise e accompagnare lo sviluppo di filiere più solide, competitive e sostenibili”.

“La figura del tecnologo alimentare dà un contributo importante alla qualità, alla sicurezza e alla sostenibilità dei processi produttivi – dichiara la presidente di OTAN Laura Mongiello –. L’accordo siglato oggi ha un’importanza strategica, non solo perché mette in rete competenze diverse, ma valorizza una visione integrata dal campo alla tavola”.

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CBAM, Confagricoltura delusa dal voto dell’Europarlamento

Il Parlamento europeo ha respinto l’articolo 27-bis nella revisione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) che avrebbe consentito una sospensione temporanea della misura in circostanze eccezionali, tutelando gli agricoltori rispetto ai forti aumenti dei prezzi dei fertilizzanti e, più in generale, dei costi di produzione.

Confagricoltura evidenzia che, in una fase così difficile per il settore primario, la sua eliminazione rischia di gravare sulla capacità produttiva europea e di trasferire ulteriori rincari sui prezzi alimentari per i consumatori finali.

Non sembra inoltre sufficiente la proposta di consentire il reindirizzamento dei proventi del CBAM a favore dei settori colpiti dalla crisi, con valutazione in capo alla Commissione di estendere l’erogazione anche a periodi normali e non caratterizzati da emergenza.

Per Confagricoltura si tratta di una risposta parziale, che apre uno spiraglio sul problema dei maggiori costi dei fertilizzanti per gli agricoltori, ma che non offre ancora una risposta definitiva alle preoccupazioni sollevate.

La Confederazione, pertanto, ribadendo la necessità di un piano strutturato per contrastare il caro fertilizzanti, esorta gli eurodeputati e gli Stati membri a sfruttare i prossimi negoziati nell’ambito del Trilogo affinché il testo definitivo garantisca una tutela effettiva alle imprese agricole.

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L’impatto del caldo estremo sull’agricoltura: serve un chiaro indirizzo politico da parte dell’UE

Giansanti con il COPA-COGECA da Hansen con un’analisi puntuale della situazione in Europa

In vista del prossimo Agrifish a Dublino, i rappresentanti del Copa-Cogeca dei Paesi maggiormente colpiti da fenomeni meteorologici estremi durante l’estate in corso hanno evidenziato al commissario Christophe Hansen e al ministro Martin Heydon (in rappresentanza della presidenza irlandese) il diffuso deterioramento dell’agricoltura europea.

Da un’analisi del Copa-Cogeca, i Paesi maggiormente colpiti sono quelli a sud, centro e ovest. Slovenia, Austria, Francia e Italia segnalano le conseguenze più gravi. Danni significativi a livello regionale sono stati, inoltre, registrati in Spagna, Ungheria, Germania, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda e Romania.

Danneggiate soprattutto le colture erbacee: cereali, mais e semi oleosi. Per quanto riguarda il mais, ad esempio, la Slovenia ha registrato perdite del 50-70%, la Francia del 40% e l’Italia del 20-25%, con picchi fino al 70% in alcune aree non irrigue. Anche patate, barbabietole da zucchero e ortaggi hanno accusato un duro colpo, soprattutto nelle zone meno irrigate. Frutta, uva e olive hanno subito stress da calore, scottature solari, caduta precoce e una riduzione delle dimensioni e della qualità dei prodotti, con conseguenze particolarmente gravi segnalate in Croazia, Italia, Slovenia e Spagna. In Croazia la produzione di frutta, e di uva in particolare, è stimata in calo di circa il 30%, mentre oltre il 90% degli uliveti non dispone di irrigazione.

Anche la zootecnia è sottoposta a una pressione crescente. La riduzione della disponibilità di pascoli e foraggi ha determinato un forte calo della produzione di fieno, con perdite che raggiungono almeno il 50% in Ungheria e il 30-90% nelle aree colpite della Germania. Anche Francia, Slovenia, Spagna e Irlanda segnalano significative carenze di mangimi.

In alcune zone (Italia compresa), la produzione di latte è già diminuita tra il 10% e il 15%, mentre sono stati registrati impatti negativi anche sul benessere animale. La necessità di acquistare mangimi sta aumentando i costi di produzione, alimentando preoccupazioni per il prossimo inverno.

Questa crisi climatica, che si aggiunge alla già esistente crisi dei fattori produttivi e ai forti aumenti dei costi dei fertilizzanti e dell’energia, non rappresenta più soltanto una questione legata al raccolto di quest’estate; sta, infatti, generando rischi produttivi, economici, inflazionistici e di sicurezza alimentare che si protrarranno nei prossimi mesi.

Al momento le risposte a questa situazione sono limitate e prevalentemente di carattere nazionale o regionale. I vertici del Copa-Cogeca ritengono tali misure insufficienti, considerata la dimensione europea e l’ampia diffusione geografica degli impatti. Chiedono, pertanto, una risposta più incisiva e rapida da parte dell’Unione Europea con raggi di azione nel breve, medio e lungo periodo. Servono: un immediato sostegno alla liquidità delle imprese agricole, un utilizzo più flessibile degli strumenti della PAC, più coordinamento a livello europeo e maggiori investimenti per adattarsi al cambiamento climatico (varietà più resilienti, gestione delle risorse idriche, infrastrutture per l’irrigazione e strumenti più efficaci di gestione del rischio).

Nel medio periodo, l’auspicio è che l’Europa possa superare i vincoli strutturali che limitano la capacità degli agricoltori di adattarsi. Servirebbero: interventi sulle Direttive Nitrati, la sospensione del CBAM e l’attuazione dell’Omnibus Food and Feed al fine di snellire la burocrazia per agevolare soluzioni concrete, compreso un più semplice accesso a prodotti fitosanitari efficaci.

Quest’estate ha reso evidente che gli eventi meteorologici estremi non sono più fenomeni eccezionali. L’agricoltura europea ha bisogno di un chiaro indirizzo politico di lungo periodo e di risorse finanziarie adeguate a costruire la propria resilienza. La futura PAC e l’OCM, insieme al Fondo europeo per la competitività, devono garantire la capacità di investimento necessaria per l’adattamento, l’innovazione, la gestione delle risorse idriche e la gestione del rischio.

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Acquacoltura sostenibile: al Meeting di Rimini l’API presenta un ricettario per valorizzare la produzione di pesce allevato in Italia

“Prendersi cura del pesce, dell’uomo e dell’ambiente”: con questo messaggio l’API, l’Associazione Piscicoltori Italiani, è presente in questi giorni al Meeting di Rimini, dove quotidianamente svolge attività di divulgazione mirata ai più giovani e alle famiglie. Iniziative che vanno nella direzione di un approccio attento ai sistemi di allevamento ittico, alla cura della salute e dell’alimentazione, nonché alle risorse naturali.

Concetti che accompagnano da sempre l’attività dell’Associazione, che rappresenta oltre il 90% delle imprese attive nell’acquacoltura e maricoltura italiane, e che hanno ispirato la pubblicazione de “I sapori dell’acquacoltura”, il nuovo ricettario dell’API che sarà presentato domenica 23 agosto alle 16 al Meeting di Rimini, nello stand di Confagricoltura (padiglione A5): non una mera raccolta di ricette, ma uno strumento per avvicinare le famiglie al pesce allevato in Italia: buono, sicuro, controllato, tracciabile e semplice da cucinare.

Raccoglie le 45 ricette più visualizzate su acquacoltura.org andando incontro agli interessi concreti di chi cucina: preparazioni accessibili, adatte alla quotidianità, capaci di unire salute, gusto e praticità.

“Il Made in Italy ittico come scelta consapevole” – spiega il presidente dell’Associazione, Matteo Leonardi – “Scegliere pesce allevato in Italia significa sostenere imprese e territori, conoscere l’origine del prodotto e contribuire a un sistema alimentare più sostenibile. L’acquacoltura come agricoltura a mare è una realtà ancora poco conosciuta, ma strategica per il Paese. Produce proteine di qualità, crea occupazione e valore nelle aree costiere e interne, riduce la dipendenza dalle importazioni e merita di essere considerata con maggiore attenzione nelle politiche di sviluppo”.

L’Italia vanta il primato per qualità e sicurezza anche nel comparto ittico, un valore aggiunto riconosciuto a livello internazionale, che merita di essere valorizzato. L’Italia è anche il Paese con il più elevato consumo di pesce in Europa, circa 31 kg/anno pro capite.

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Olivicoltura vicina al collasso. Confagricoltura: a poche settimane dalla nuova campagna, rischio crisi senza precedenti

A poche settimane dall’avvio della nuova campagna olearia, il comparto olivicolo italiano vive una delle crisi più gravi della sua storia recente. Confagricoltura segnala, infatti, che le transazioni di olio extravergine di oliva italiano sono pressoché ferme, mentre le giacenze restano elevate e i prezzi riconosciuti alle imprese compressi. Inoltre, i costi di produzione, trasformazione, stoccaggio e finanziamento, rimangono insostenibilmente elevati.

In questo contesto di assoluta emergenza, Confagricoltura Unapol e Assofrantoi, rinnovano la richiesta di attivare con urgenza misure straordinarie per dare risposte capaci di garantire liquidità, sostenere il credito, alleggerire il peso finanziario delle aziende e consentire loro di affrontare la prossima campagna.

LEGGI L’ELENCO DELLE RICHIESTE DI CONFAGRICOLTURA, UNAPOL E ASSOFRANTOI

La situazione è ormai arrivata a un punto di non ritorno. Bene hanno fatto le Regioni Puglia e Calabria a richiedere il riconoscimento dello stato di crisi del comparto. Molti frantoi operano con i depositi ancora pieni e con gravi difficoltà di accesso al credito.

Sono tanti i produttori che si interrogano sulla possibilità stessa di raccogliere le olive, non essendovi la certezza di poter collocare il prodotto sul mercato né di coprire i costi di produzione.

Il rischio concreto è che la prossima raccolta si trasformi in una crisi senza precedenti, con pesanti ripercussioni economiche e occupazionali lungo tutta la filiera.

L’olivicoltura italiana rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale del Paese. Lasciare sole le aziende, in questo momento, significa mettere a rischio anche le decine di migliaia di posti di lavoro del comparto, uno dei simboli più rappresentativi del Made in Italy agroalimentare.

Confagricoltura Unapol e Assofrantoi auspicano che nelle prossime settimane arriveranno interventi concreti e tempestivi.

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