Rincari, Agriturist (Confagricoltura): gli aumenti soffocano i guadagni

Le presenze estive superano il pre pandemia. Grande riscoperta delle attività agricole legate alla produzione. L’analisi nelle regioni 

 

Il 21 settembre segna l’inizio dell’autunno e negli oltre 24.000 agriturismi italiani si tirano le somme di una stagione caratterizzata da un massiccio flusso dal Nord Europa, dal ritorno degli americani e dalla crescita della presenza di turisti dall’Est. A frenare gli entusiasmi l’aumento esponenziale dei costi: le bollette triplicate in un anno, i costi di Gpl per le cucine, carta e vetro più che raddoppiati, cresciuti dal 200 al 300% i costi delle altre materie prime.

“Gli agriturismi, per essere tali, hanno alle spalle delle aziende agricole – sottolinea Augusto Congionti, presidente Agriturist (Confagricoltura) –. L’ospitalità è attività accessoria alle imprese, che sono doppiamente penalizzate dall’impennata dei costi. Il bilancio complessivo dell’estate è molto positivo: le presenze, in particolare degli stranieri, hanno fatto raggiungere punte del tutto esaurito. Per le strutture con ristorante e piscina gli aumenti sono stati così forti che, paradossalmente, abbiamo lavorato di più, incassando di più, ma guadagnando di meno”.
Come tutte le attività imprenditoriali, quella dell’ospitalità nelle aziende agricole si confronta costantemente con il mercato e subisce le ripercussioni dell’aumento esponenziale dei costi delle materie prime, della guerra in Ucraina, ma anche della grave, prolungata carenza idrica. Nonostante questo, molti agricoltori hanno deciso di non aumentare i prezzi o di ritoccarli solo lievemente. Una scelta che, a parere di Agriturist, ha decisamente premiato l’ospitalità nelle aziende agricole e la riscoperta della parte agricola del turismo.

 

INDAGINE AGRITURIST SUL TERRITORIO

Ottimi i risultati degli agriturismi in Sicilia per la stagione estiva, da maggio a settembre, con ben il +52% rispetto allo stesso periodo del 2021. Nelle strutture si è registrato il 60% stranieri provenienti, prevalentemente, dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dalla Francia e da Malta. Le presenze di italiani si sono attestate sul 40%. Aspettative anche per la stagione autunnale che esercita un grande richiamo sia in Italia, sia all’estero per il clima ancora mite.

Molto bene la Liguria: quasi il tutto esaurito con presenze al 98% in agosto e, superando ogni previsione, a settembre con oltre il 60%. Richieste anche per ottobre e prenotazioni straniere per il 2023. Turisti provenienti principalmente da Belgio, Olanda, Svizzera e Germania, molti dal Nord Europa. In crescita il turismo dall’Est, mentre sono ancora pochi gli americani. Successo negli agriturismi dell’entroterra grazie alla ricerca del verde e alle attività legate al territorio e all’agricoltura. Soggiorni medi di 7/15 giorni.

In Piemonte si è riscontrato, in generale, un miglioramento delle presenze che si è tradotto in un buon andamento complessivo. Equamente suddivise le percentuali tra italiani ed europei, provenienti principalmente dalla Francia. Numerosi anche gli olandesi, i belgi e i tedeschi. Cominciano a ritornare anche americani, canadesi ed extra europei. Recuperate e, in alcuni casi superate, le presenze degli anni pre pandemici, con soggiorni di circa tre giorni fino a una settimana.

Ottima annata in Lombardia, anche rispetto al 2019, frenata però dagli aumenti dell’energia e delle materie prime. Buona la presenza degli italiani, anche gli stranieri sono tornati in massa dal Nord Europa (Svezia, Finlandia, Norvegia, Svizzera e Germania. I tedeschi con forte propensione per il Lago di Garda) con un più 10% di rispetto al pre covid e allungando la stagione fino a fine ottobre. Fondamentale la riscoperta della parte agricola del turismo, con le attività legate alla viticoltura, ai frantoi e ai caseifici.

Bilancio positivo, prima estate di netta ripresa in Veneto, che sta proseguendo bene anche a settembre. Si calcola una crescita di presenze del 20% rispetto al 2018-2019 (ultimi anni di riferimento utili), di cui 1/3 italiani e 2/3 stranieri. Netta la prevalenza di tedeschi, seguono olandesi, francesi, belgi, austriaci, svizzeri. Rilevante, anche se minoritaria, la presenza extra UE: inglesi e americani. Non è mancato, malgrado l’embargo, qualche turista russo.

Stagione estremamente favorevole in Toscana, nonostante gli inaspettati momenti di blocco tra fine luglio e i primi giorni d’agosto. Grande ritorno dei turisti dal Nord Europa (+10%), che hanno scelto di viaggiare prevalentemente in auto.  Positivo, in generale, anche il rientro degli americani. Premiate, in particolare, le strutture vicine alla costa. Ottimo il mese di settembre. Diminuita la presenza degli italiani, che avevano una permanenza media di tre giorni, rispetto ad almeno una settimana degli ospiti stranieri.

I flussi turistici in Umbria sono iniziati molto bene, con ospiti italiani già da maggio e giugno: un segnale di netta ripartenza. Pienamente recuperati i numeri pre pandemia, con l’aumento della durata del soggiorno per i nostri connazionali, provenienti da tutte le regioni, spinti dalla voglia di vivere una vacanza all’insegna dell’esperienza e del pieno contatto con la natura. Tra gli stranieri, al top Germania e Olanda, ritornati gli americani. Le strutture hanno mantenuto i prezzi e sono state piene fino ai primi dieci giorni di settembre, poi presenze nei weekend o durante eventi territoriali.

In Emilia Romagna record di presenze negli agriturismi con +10-15% rispetto al periodo pre Covid. Primato, a sorpresa, degli ospiti francesi che hanno raggiunto quasi il 30%, forte la presenza dall’Est Europa, tra cui anche i russi. Grande ritorno dell’auto per spostarsi e del turismo di passaggio, che ha permesso di scoprire gli itinerari rurali meno conosciuti. Apprezzati i percorsi enogastronomici in cantine, caseifici e salumifici, così come i pacchetti a misura di famiglia e di bambino, promossi dal club di eccellenza Agricycle.

I flussi turistici sono iniziati da giugno nelle Marche riportando, con luglio e agosto, le presenze finalmente ai livelli precedenti il periodo pandemico per gli ospiti italiani. Rispetto alle due annate precedenti sono anche cresciuti gli stranieri, provenienti in prevalenza da Olanda, Francia, Belgio e Germania, che hanno raggiunto il 30/60%. Maggiore richiesta per gli agriturismi vicini al mare, ma è stato apprezzato anche l’entroterra con soggiorni da 3 a 5 giorni.

In controtendenza il Lazio, che pur registrando un incremento degli stranieri (+15%) e della durata dei soggiorni (+10%), durante la stagione estiva rileva una riduzione delle presenze, in media del 17%, rispetto allo scorso anno, grazie alla possibilità di raggiungere nuovamente mete estere. Unica eccezione gli agriturismi collocati in prossimità del mare. Calati gli ospiti anche a settembre del 30%, in confronto al 2021, diminuito, in conseguenza dell’impennata dei costi, il Margine Operativo Lordo aziendale, abbassato di 10 punti.

La stagione giugno, luglio ed agosto positiva in Abruzzo più 6%, rispetto allo scorso anno. Vacanze più lunghe: tra una settimana e quindici giorni. Leggera diminuzione di famiglie con bambini e una maggiore presenza di coppie. Nel confronto tra l’estate 2019 e l’estate 2022 l’incremento delle presenze si può attestare intorno al 25%, grazie anche quasi totale realizzazione della “Pista ciclopedonale Costa dei Trabocchi”. Lieve flessione del servizio di ristorazione in azienda a beneficio di quella locale, che ha permesso agli ospiti di godere maggiormente del territorio. Cresciuto del 10% il turismo da Olanda, Germania, Svizzera, Romania e Usa, grazie ai ricongiungimenti familiari.

Estate molto positiva per gli agriturismi in Campania: +25% le presenze italiane, +35% per gli stranieri, per una durata media del soggiorno di tre giorni. Le presenze degli ospiti stranieri nelle strutture associate a Confagricoltura hanno superato di circa il 10% quelle registrate negli anni precedenti al Covid. Boom di presenze nelle costiere Sorrentina, Amalfitana e Cilentana. Settembre con andamento in netto aumento rispetto agli altri anni, compreso il periodo pre pandemia.

Meno afflusso del 2021 in Puglia, quando c’era stata una fortissima richiesta degli italiani a causa della Pandemia. Rispetto al 2019 le strutture hanno registrato un +10%. Premiati gli agriturismi vicino al mare. Sono tornati gli stranieri, in particolare da Francia, Belgio e Olanda, che hanno rappresentato il 50% delle presenze d’Oltralpe. Significativa anche la presenza tedesca pari al 15%, mentre si registra il 10% dagli USA; si rafforza il turismo dell’Est, principalmente polacco e ceco, che ha raggiunto il 25%. Da giugno a settembre il 60 % è stato di turisti stranieri, con un tasso di occupazione delle camere dell’80%, per una permanenza media di 3 notti.

Molto bene la Calabria, che registra +50% di presenze rispetto allo scorso anno, ripartite con un 70% d’italiani e un 30% di stranieri, principalmente americani, tedeschi, svizzeri e francesi. Ancora non pienamente recuperate le presenze pre pandemia, mentre i soggiorni si sono ridotti mediamente a 3 giorni. Buono l’andamento turistico nel mese di settembre, che vede un incremento del turismo internazionale del 50% in confronto allo scorso anno, con strutture occupate al 60%.

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Vacanze, Agriturist (Confagricoltura): estate 2022 in campagna all’insegna di natura, enogastronomia e ritmi lenti

Quest’estate gli agriturismi italiani fanno il pieno grazie a un mix vincente: la riscoperta, in seguito alla pandemia, della ruralità e soprattutto delle vacanze di prossimità, insieme al forte ritorno degli stranieri. Moltissime le strutture già al completo. Premiate le imprese che oltre alla piscina, la prima colazione e la ristorazione organizzano attività, come trekking, passeggiate a cavallo, ciclobike o esperienze enogastronomiche, come lezioni di cucina e degustazioni.

 

“Gli italiani – afferma Augusto Congionti, presidente Agriturist – non hanno rinunciato alle vacanze e, facendo molta attenzione al portafoglio, hanno scelto il contatto con la natura e la bellezza delle campagne. Secondo l’Enit ben un italiano su cinque ha optato per la vacanza outdoor. Complici anche gli scioperi aerei, gli stranieri hanno scelto l’automobile per spostarsi. Così oltre a scoprire durante il percorso quella che, a torto, viene definita l’Italia minore, è cresciuto l’apprezzamento per l’Italia rurale, tanto che il 10% degli agriturismi comincia ad avere già prenotazioni per l’estate 2023.

 

Per Agriturist viene assolutamente confermata ed è addirittura destinata a crescere la tendenza dello scorso anno, verso ricavi finalmente stabili, se non in crescita, rispetto all’anno precedente (nel 2021 in media + 30%). E’ anche destinata ad aumentare ancora, in percentuale, la quota di mercato sull’intero settore turistico sia per quanto riguarda gli ospiti, sia per i pernottamenti (lo scorso anno era rispettivamente + 1% e +1,2%). Si prevede, infine, una crescita dei turisti esteri, rispetto allo scorso anno, in media del 15%, con punte anche del 35% grazie al ritorno degli americani e all’arrivo massiccio di turisti d’Oltralpe, dal Benelux e Nord Europa.

 

Certamente – sottolinea l’associazione che riunisce gli agriturismi di Confagricoltura – molto dipenderà dagli imprenditori e dalla loro capacità d’innovarsi, così come dalle Istituzioni e dal saper valorizzare, anche con l’utilizzo virtuoso dei fondi del PNRR, l’Italia agricola.

 

“Viviamo – conclude Congionti – una situazione decisamente paradossale: sia il Covid, sia la situazione d’incertezza hanno lanciato la vacanza agrituristica, quasi meglio di una campagna pubblicitaria ad hoc. La tipicità, l’ambiente, la salute, le attività all’aria aperta, la scoperta di territori non lontani, insieme alla possibilità di soluzioni abitative autonome, grandi spazi, luoghi poco frequentati, che garantiscono il distanziamento sociale hanno rafforzato l’appeal delle nostre strutture. La possibilità di vivere con chi produce eccellenze da gustare, insieme allo stretto contatto con la natura che permette di rigenerare corpo e mente, hanno fatto il resto”.

 

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Agriturist (Confagricoltura): voglia di viaggiare e ampi spazi hanno accelerato la ripresa in campagna

Il post pandemia ha velocizzato lo sviluppo sostenibile economico, ambientale e sociale dei territori rurali

Grande protagonista delle vacanze degli italiani è stato indubbiamente l’agriturismo. La stagione è stata decisamente migliore dello scorso anno e, spesso, addirittura meglio del 2019 e le presenze tengono anche per tutto settembre. Certo parlare dell’altra faccia del Covid è esagerato, ma registriamo una vera e propria riscoperta delle vacanze in campagna, con gli ampi spazi, i ritmi, il contatto con la natura, le atmosfere familiari ed il buon cibo. Tocca ora riuscire a cogliere questa opportunità contribuendo, con le nostre offerte uniche, alla promozione dei territori rurali, una ricchezza nazionale da valorizzare di più”. Lo ha detto Augusto Congionti, presidente di Agriturist, facendo un bilancio dell’estate e delineando le prospettive per il settore.

La pandemia, sottolinea l’associazione che riunisce le aziende agrituristiche di Confagricoltura, ha cambiato radicalmente le abitudini di viaggio improntandole su sicurezza e distanziamento, spingendo gli italiani lontano dalla folla e dagli itinerari più battuti. Non è un caso che si siano modificate, di conseguenza, anche le abitudini: meno prenotazioni last minute, soggiorni più lunghi e maggiore attenzione alla sicurezza. A riscoprire la vacanza in campagna, oltre alle famiglie con bambini, anche moltissimi i gruppi di giovani, che hanno premiato soprattutto le strutture vicino al mare o quelle che offrono percorsi esperienziali, capaci, attraverso la scelta di attività inconsuete per chi vive in città, di renderli protagonisti della propria vacanza.

Secondo i dati di Agriturist, mediamente, le presenze italiane nelle 24.000 strutture sono state intorno al 70%, raggiungendo ad agosto anche punte del 90%, e il 30% di turisti provenienti dall’estero.  Trend diametralmente opposto in Costiera Amalfitana, Sorrentina e in Veneto dove le città d’arte come Venezia, Verona, Vicenza e Padova hanno attirato molti stranieri, mentre Belluno ha fatto il pieno con soggiorni italiani. Estremamente variegato, ma tutto sommato buono il bilancio della Toscana. Molto bene il Chianti, forte presenza dall’estero e bilancio superiore, per alcuni, anche all’ante Covid, positivo l’andamento nel Senese. Ad Arezzo presenza dall’estero al 75%; al 50%, meglio dello scorso anno a Grosseto e in Maremma dove, in alcune strutture, i risultati sono stati addirittura migliori rispetto a prima della pandemia.

Molto buoni i risultati in Piemonte, che ha registrato numerose presenze di turisti stranieri “di prossimità”; non sono mancati gli italiani che hanno allungato di qualche giorno le permanenze. Soddisfacente anche la stagione in Liguria dove, a sorpresa, è cresciuta la presenza di turisti provenienti dall’est. Il Lazio segnala un andamento positivo, in particolare, vicino ai laghi con presenze estere prevalenti e in Maremma laziale, bene anche le strutture vicine alla Capitale che offrono attività e ristorazione. Continua il boom della Puglia, che si conferma regina dell’estate. Già da metà maggio i turisti, per il 70% italiani, avevano scelto questa meta che registra il tutto esaurito per tutto il mese di settembre.

La Sicilia si è confermata una delle prime regioni ad appeal turistico. Gli agriturismi hanno accolto ospiti prevalentemente italiani. Con la zona gialla e la limitazione a tavoli da quattro, numerose le disdette per feste e banchetti. Ottimi i risultati dell’Alto Adige, che continua a registrare “full booked”. Superiore alle aspettative l’andamento della stagione in Umbria e nelle Marche. Bene la Calabria, così come l’Emilia Romagna, l’Abruzzo e il Friuli.

“Non sempre è oro tutto quel che luce – conclude Congionti – quest’anno è stato migliore di quel che molti operatori si aspettavano. E’ vero che come offerta agrituristica, come Italia, partiamo con un grande vantaggio: abbiamo paesaggi unici, borghi stupendi e offriamo anche buon cibo e ottimi vini. Le nostre strutture hanno grandi opportunità da sfruttare. Dobbiamo essere capaci di partire dalla riscoperta della campagna da parte dei nostri connazionali e, utilizzando in modo mirato le risorse del PNRR, riuscire a promuovere a pieno lo sviluppo sostenibile, economico e sociale dei nostri territori”.

 

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DL Sostegni: credito d’imposta 4.0, conto termico, vertical farming, accolte le richieste di Confagricoltura

Nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato si sono chiuse ieri notte le votazioni sugli emendamenti al Dl Sostegni.

Da quanto si apprende, per il settore primario sono stati approvati alcuni provvedimenti, proposti da Confagricoltura, a partire dalla cessione del credito d’imposta per le imprese che abbiano fatto investimenti per l’innovazione che rientrano nel piano Transizione 4.0, “un intervento prioritario per garantire liquidità alle aziende che investono in innovazione”.

Altrettanto sostenuto dalla Confederazione, e passato, è l’emendamento relativo all’accesso delle imprese agricole al conto termico, che permette l’utilizzo degli incentivi erogati dal GSE per interventi riguardanti l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Molto positiva è l’estensione alle produzioni delle vertical farming delle disposizioni in materia di prodotti di quarta gamma: il provvedimento – ad avviso di Confagricoltura – è importante perché va nella direzione dello sviluppo di un nuovo comparto, assai innovativo, del settore primario.

Approvata anche la possibilità di commercializzare, fino a esaurimento scorte, i prodotti immessi in commercio o etichettati al 1° gennaio 2022, pur privi dei requisiti disposti in materia di etichettatura dal decreto legislativo 152/2006.

Su questo argomento – rileva Confagricoltura – occorrerà intervenire nuovamente per risolvere le numerose questioni aperte relative agli imballaggi di numerosi prodotti, dal vino all’olio, alle conserve, ma l’approvazione dell’emendamento rappresenta un elemento positivo in questo periodo di difficoltà per le aziende.

Soddisfazione anche per l’emendamento approvato che prevede che per accedere agli esoneri contributivi ex art.222 del DL Rilancio, i beneficiari della domanda dichiarino di non avere superato i limiti individuali fissati dal Quadro Temporaneo per le misure di aiuto di Stato. Si tratta di un provvedimento importante – conclude Confagricoltura – perché va incontro all’esigenza di semplificazione espressa a gran voce dalle imprese agricole.

Positiva, infine, l’esenzione del canone Rai, per l’anno 2021, per le strutture ricettive. Si tratta di una misura – conclude la Confederazione – che interessa le strutture agrituristiche fortemente colpite dalla pandemia.

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Economia turistica, anche negli Iblei situazione al collasso: le proposte operative di Agriturist Ragusa

Le proposte dell’ing. Salvatore Giacchi (Agriturist-Confagricoltura Ragusa) per salvare le aziende, limitando i danni economici

Rateizzazione in 5 o 7 anni per le situazioni debitorie delle aziende turistiche e agrituristiche, riduzione del 50% degli oneri previdenziali INPS per gli anni 2020/2021, rateizzazione in 5 o 7 anni dei debiti previdenziali INPS, annullamento e/o rimborso dell’IMU sui terreni coltivati, sospensione e/o rimborso di tutte le imposte comunali per il biennio 2020-21, agevolazioni sulle tariffe dei costi inerenti l’energia elettrica ed i consumi idrici strettamente legati all’esercizio turistico e/o agrituristico, sostegni al reddito intesi come contratti di solidarietà espansivi per il mantenimento dei livelli occupazionali anche per i lavoratori del settore agrituristico, cambiamento della modalità di individuazione delle imprese beneficiarie degli aiuti, semplificazione burocratica nella presentazione delle domande e nell’erogazione degli aiuti (No Click Day e miglior suo dei codici Ateco).

Queste le proposte di Agriturist-Confagricoltura Ragusa, rese note venerdì 5 c.m. dall’ing. Salvatore Giacchi, all’interno di un incontro pubblico tenutosi a Punta Braccetto, nel comune di Santa Croce Camerina, alla presenza delle autorità politiche e non solo, organizzata dai proprietari di strutture ricettive sulla devastante crisi che sta colpendo le imprese e i lavoratori dei comparti turistico ed agrituristico, oltre a quello commerciale.

Gli effetti delle restrizioni da Covid-19 sull’indotto economico turistico siciliano, come si evince dai dati di Bankitalia, sono devastanti – spiega Giacchi –e stanno mettendo in ginocchio migliaia di imprese dei suddetti settori. Occorrono risposte urgenti e ad ogni livello da parte delle istituzioni, prima che sia troppo tardi”.

Le misure che proponiamo – aggiunge il rappresentante di Agriturist Ragusa – sono pratiche e mirano a creare le condizioni per dare ossigeno alle imprese turistiche e agrituristiche, adottando interventi già conosciuti ed approvati in passato nell’ambito agricolo. Non c’è tempo da perdere, siamo favorevoli all’organizzazione di un tavolo territoriale per l’economia iblea con la Prefettura, al fine di coordinare e rendere operativi interventi locali, bypassando procedure farraginose e dando soluzioni valide e tempestive”.

 

Ragusa, 10 febbraio 2021

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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La Regione Siciliana stanzia 5 milioni per gli agriturismi in crisi a causa del Covid-19

Pirrè (Confagricoltura Ragusa): “Una buona notizia, ma occorre maggiore attenzione da parte delle Istituzioni nei confronti del settore agricolo”

La Regione Siciliana stanzia 5 milioni di euro per sostenere gli agriturismi e le aziende didattiche colpite dall’interruzione delle attività a causa del Covid-19. Il bando è stato pubblicato ieri sul sito dell’assessorato all’Agricoltura, dopo il via libera della Commissione europea e l’approvazione del Comitato di sorveglianza.

Il contributo va da 3 a 7 mila euro, calcolato in base al fatturato 2019 e ci sarà tempo fino al 5 novembre per presentare la domanda sul portale del dipartimento regionale dell’Agricoltura. Le risorse stanziate provengono da economie della Misura 6.4 a) del Psr Sicilia 2014 -2020, destinate agli agriturismi, che il governo Musumeci ha voluto assegnare alle stesse aziende.

 

Clicca qui per scaricare il bando

Il commento del presidente di Confagricoltura Ragusa

“Una buona notizia, – dichiara il presidente di Confagricoltura Ragusa, dott. Antonino Pirrè – ma le Istituzioni ad ogni livello devono fare di più per sostenere gli agriturismi e, più in generale, il settore agricolo. Nello specifico, si tratta di un ristoro minimo a fronte delle gravissime perdite subite dai nostri agriturismi a causa del lockdown, coincidente con il pieno della stagione primaverile e delle festività pasquali. Nel periodo primaverile del 2020, secondo una ricerca effettuata da Ismea, il comparto agrituristico italiano ha subìto una perdita di fatturato di circa 800-900 milioni di euro”.

“Il turismo estivo di prossimità e nazionale – aggiunge il presidente di Confagricoltura Ragusa – non ha compensato le perdite. Inoltre, le necessarie regole di contrasto del Covid-19 hanno imposto numeri contingentati, pannelli e marcatori per il distanziamento sociale all’interno delle strutture e operazioni straordinarie di sanificazione”.

 

Ragusa, 13 ottobre 2020

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

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Turismo rurale, “Ripartiamo dai borghi”: webinar di Confagricoltura. Tra i relatori Francesca Planeta

Il turismo rurale come esperienza turistica compatibile con le norme di distanziamento sociale e come opportunità di ripartenza per l’economia: questo l’oggetto dell’interessante webinar in programma per domani, giovedì 16 luglio alle ore 16.30, organizzato da Confagricoltura, dal titolo “Ripartiamo dai borghi – Il Turismo rurale protagonista dell’Italia post emergenza”.

Parteciperanno al convegno il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, il Sottosegretario MiBACT, Lorenza Bonaccorsi, il presidente UNCEM, Marco Bussone, il presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, Giacomo Di Thiene e l’imprenditrice Francesca Planeta. Modererà l’incontro Roberto Arditti, presidente Kratesis.

“Gli agriturismi – dichiara il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè – hanno tutte le caratteristiche per garantire una vacanza sicura, immersi nella natura e alla scoperta dell’enogastronomia locale: sono situati in campagna, in zone spesso isolate, in strutture familiari e lontano dagli affollamenti, con ampi spazi all’aperto”.

“Riflettere e confrontarsi sulle opportunità concrete offerte dagli agriturismi – aggiunge il presidente di Confagricoltura Ragusa –, con relatori così qualificati, rappresenta un momento di formazione prezioso da cogliere. Tra i relatori la nostra Francesca Planeta che, da imprenditrice siciliana di successo, condividerà la sua visione e i suoi suggerimenti per il rilancio di questo segmento importante del settore turistico”.

Sarà possibile seguire il webinar in diretta sul canale Youtube e sulla pagina Facebook di Confagricoltura. Chi volesse partecipare ai lavori del webinar tramite Zoom può inviare un messaggio Whatsapp al numero 3292171259 o una mail all’indirizzo ufficiostampa@confagricolturaragusa.it per ottenere le credenziali e il link.

Ragusa, 15 luglio 2020

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice

 

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Estate 2020, Agriturist (Confagricoltura): “In campagna la vacanza sicura”

“Siamo ancora nel pieno della tempesta, pur essendo consapevoli delle caratteristiche uniche e delle potenzialità dell’offerta degli agriturismi. Un vero porto sicuro. Il nuovo trend, dettato dalle regole per una ripartenza, è proprio la riscoperta di luoghi che permettano di godere di spazi aperti, di un rapporto autentico con la natura e le campagne italiane. Le nostre strutture accolgono in modo spontaneo ed accurato, aiutano a far conoscere la cultura enogastronomica locale e permettono di praticare il distanziamento sociale passeggiando, nuotando in piscina, praticando sport o, semplicemente rilassandosi”. Commenta così Augusto Congionti, presidente di Agriturist, i dati dell’indagine svolta dall’associazione di Confagricoltura.

Lungo lo Stivale l’offerta dei 24.000 agriturismi è estremamente variegata ma con un denominatore comune: l’ospitalità in un’azienda agricola. Dalla montagna alla collina, dal mare ai laghi l’effetto della crisi è evidente: niente americani e orientali, pochissimi dal Regno Unito, timorosi di dover effettuare la quarantena al loro ritorno. Qualche segnale arriva da Germania, Francia, Austria, Svizzera e Olanda. “La ripresa è lenta – sottolinea Congionti – e partirà soprattutto in agosto. Va anche calcolato che è stata la politica del last minute a caratterizzare le prenotazioni degli ultimi anni e, se in alcune zone i casali con piscina, scelti da famiglie o gruppi di amici sono andati a ruba, in altre è ancora l’incertezza a dettare le regole”.

L’agriturismo, vanto del nostro Paese, ha pagato l’effetto Covid più di un milione di euro. “Non ci arrendiamo, anzi. Ci siamo rimboccati le maniche – conclude il presidente Agriturist – convinti che si possa ancora una volta ripartire proprio dall’agricoltura. Le nostre strutture hanno tutte le carte in regola per offrire soggiorni indimenticabili in luoghi incontaminati, lontani dalla folla, dove le distanze sono naturali, il cibo è buono e genuino. Senza rinunciare al comfort e alla vita moderna, si potranno così riscoprire sapori e saperi della cultura rurale italiana”.

In Sicilia è aperto il 90% delle strutture. La ristorazione, nel mese di luglio, ha registrato, rispetto allo scorso anno, un calo di circa il 40%. Le prenotazioni sono diminuite dal 10 al 30%. Analoga situazione si registra nelle altre regioni.

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Agriturist Sicilia: “Regole chiare per riaprire gli agriturismi siciliani in assoluta sicurezza”

L’intervista al presidente di Agriturist Sicilia, dott. Giuseppe Strano, a cura di Sicilia Agricoltura

“Regole chiare per riaprire le strutture in sicurezza ed in tempo per organizzare al meglio una stagione estiva che ci permetta di arginare, almeno in parte, le gravi perdite subite nella prima parte dell’anno a causa del lockdown”, a chiederle è il presidente regionale di Agriturist, Giuseppe Strano.

“Il nostro settore, che al 31 dicembre scorso contava 769 strutture, 12 mila posti letto e 50 milioni di fatturato annuo in tutta l’Isola, ha tutte le carte in regola per ripartire rispettando le norme di distanziamento sociale, ma ci servono delle indicazioni precise per garantire la salute dei nostri ospiti, dei nostri 4 mila lavoratori e per non incorrere in sanzioni”, spiega Strano.

“Il contraccolpo subito nei primi cruciali mesi dell’anno, con la disdetta del 100% delle prenotazioni è stato fortissimo. Adesso i presupposti per riavviare la macchina dell’ospitalità e ridare lavoro a migliaia di addetti ci sono tutti, ma vi sono ancora dei nodi da sciogliere e dei dubbi che ci auguriamo possano essere sciolti in breve tempo”.

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In particolare, gli imprenditori del settore agrituristico chiedono che vi siano indicazioni precise sull’uso dei parchi gioco e le piscine comprese nelle strutture e sulle regole da seguire nel settore della ristorazione”. “Nella fase 2 che stiamo vivendo l’agriturismo può e deve giocare un ruolo chiave per far ripartire il turismo e per far conoscere territori e luoghi ameni della Regione, solitamente fuori dalle rotte più battute dai viaggiatori. Se è vero che da ogni crisi possono nascere opportunità è altrettanto vero che noi imprenditori dobbiamo essere messi nelle condizioni di svolgere al meglio il nostro lavoro”.

“La materia agrituristica è demandata alle Regioni – osserva Strano – ma in questo momento è necessario un coordinamento dell’azione politica, con regole semplici, immediate, meno gravose sul fronte burocratico, che permettano a tutti gli operatori di ripartire, alla stessa velocità e con gli stessi tempi in ogni parte d’Italia”.

 

*Agriturist è l’Associazione Nazionale per l’Agriturismo, l’Ambiente e il Territorio, prima associazione agrituristica in Italia, costituita da Confagricoltura nel 1965, per promuovere e tutelare l’agriturismo, i prodotti nazionali dell’enogastronomia regionale, l’ambiente (ha ottenuto per questo, nel 1987, il riconoscimento ministeriale di Associazione ambientalista), il paesaggio, la cultura rurale.

Attualmente l’Agriturist associa circa 5.000 aziende agricole (soci “ordinari”) che svolgono o intendono svolgere attività agrituristica, assistendole sotto il profilo normativo, organizzativo e promozionale. Un sistema informativo “on-line” diffonde in tempo reale notizie ed aggiornamenti sui principali aspetti della gestione agrituristica. L’Agriturist associa anche 12.000 appassionati di agriturismo, ai quali distribuisce la Guida nazionale pubblicata annualmente dal 1975.

 

Fonte: Agricoltura Sicilia

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Se il vino non riparte, l’Italia perde occupazione, economia, cultura e paesaggio

Con 356mila aziende, 650mila ettari vitati, 50 milioni di ettolitri e un valore di 13 miliardi di euro, il comparto vitivinicolo è una delle eccellenze più rappresentative dell’Italia, non soltanto per il primato mondiale di volumi produttivi, ma per il significato che tutto ciò rappresenta in termini economici, occupazionali, culturali e paesaggistici. Tuttavia, il brusco calo dell’export e il perdurare della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus mettono a rischio la sopravvivenza del settore, che conta 1,3 milioni di addetti.

Confagricoltura evidenzia che il 35% del vino è consumato nel canale HoReCa, che assorbe il 55% del valore del comparto. Il lockdown di queste attività fino a inizio giugno, sommato al mancato recupero crediti degli ultimi mesi di vendite, farà perdere oltre il 40% del fatturato delle aziende.

“La maggior parte delle piccole e medie imprese vitivinicole italiane – spiega il presidente della Federazione Vino di Confagricoltura, Federico Castellucci – non serve la grande distribuzione, ma ha come principali canali di riferimento quello tradizionale e quello della vendita diretta in azienda, anche negli agriturismi, di fatto bloccati dalle restrizioni dei DPCM”.

“Il tracollo del settore vino – continua – avrebbe conseguenze nefaste per l’economia del Paese, con gravi perdite occupazionali e anche per l’ambiente, con alcune aree vitate che potrebbero essere abbandonate senza alternative sostenibili”.

La vitivinicoltura italiana, che ha origini antiche ed è immagine e sostanza di innumerevoli territori, più di altre al mondo ha un forte legame con le caratteristiche pedoclimatiche di ogni regione: queste peculiarità danno ai nostri vini un valore unico e irripetibile. Condannare la vitivinicoltura italiana al collasso, pertanto, significa condannare un settore che, insieme all’arte, alla cultura e alla gastronomia, costituisce l’identità e la fortuna del nostro Paese.

Confagricoltura ha proposto una serie di interventi, come la rinegoziazione del debito, la sospensione delle rate per 12 mesi, la concessione dei contributi in conto interessi, l’attivazione del pegno rotativo anche per il vino e lo sviluppo di garanzie sui crediti. Si è inoltre attivata per l’avviamento della vendemmia verde, anche parziale, per un sostegno allo stoccaggio dei vini di qualità e per una possibile distillazione di crisi accompagnata da un’adeguata riduzione delle rese per ettaro.

“Se in una fase critica come questa non si riesce ad avere una forte e immediata iniezione di liquidità, senza troppa burocrazia – conclude Castellucci – molte aziende rischiano realmente di non poter neanche arrivare al termine dell’emergenza Covid-19 e si vedranno superate dai concorrenti degli altri Paesi europei ed extraeuropei”.

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