Agrifood: siglato protocollo d’intesa tra Confagricoltura, Ordine dei tecnologi alimentari e Agronetwork

Rafforzare qualità, sicurezza, sostenibilità e competitività delle filiere agroalimentari, favorendo l’incontro tra competenze tecnico-scientifiche e fabbisogni delle imprese agroalimentari: è l’obiettivo dell’accordo siglato da Confagricoltura, Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari (OTAN) e Agronetwork: una collaborazione istituzionale finalizzata alla promozione e alla realizzazione di iniziative congiunte a beneficio del sistema agricolo e agroalimentare nazionale.

Il protocollo è stato firmato dai presidenti Massimiliano Giansanti (Confagricoltura), Laura Mongiello (OTAN) e Sara Farnetti (Agronetwork) e punta a mettere a sistema diverse professionalità per accompagnare le imprese agricole e agroalimentari nei processi di innovazione tecnico-scientifica e organizzativa, diffondere buone pratiche nei processi di trasformazione, valorizzando anche il ruolo del tecnologo alimentare nell’ambito della filiera, a beneficio di tutti i consumatori.

Le iniziative riguardano principalmente la formazione e l’aggiornamento professionale; l’elaborazione di linee guida e strumenti operativi su igiene e sicurezza alimentare, rintracciabilità, gestione delle non conformità, qualità e sostenibilità; lo sviluppo di progetti e candidature a bandi nazionali ed europei e iniziative di filiera.

E’ prevista inoltre la costituzione di tavoli tecnici e gruppi di lavoro su temi regolatori e di mercato di interesse comune, attività di comunicazione e divulgazione sui temi dell’innovazione, della qualità, della sicurezza e della sostenibilità. Gli accordi attuativi e le iniziative congiunte coinvolgeranno anche le strutture territoriali di Confagricoltura, degli Ordini regionali OTAN e della base associativa di Agronetwork.

“Con questo protocollo – sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – rafforziamo il dialogo e la collaborazione tra imprese agricole, professionisti e mondo della ricerca, creando nuove opportunità per favorire l’innovazione e sostenere la crescita dell’intero sistema agroalimentare italiano”.

“Le sfide che attendono l’agroalimentare richiedono sempre più la capacità di mettere in rete competenze, esperienze e punti di vista diversi – afferma la presidente di Agronetwork, Sara Farnetti –. Questa collaborazione mira a tradurre l’innovazione in soluzioni concrete, costruire risposte condivise e accompagnare lo sviluppo di filiere più solide, competitive e sostenibili”.

“La figura del tecnologo alimentare dà un contributo importante alla qualità, alla sicurezza e alla sostenibilità dei processi produttivi – dichiara la presidente di OTAN Laura Mongiello –. L’accordo siglato oggi ha un’importanza strategica, non solo perché mette in rete competenze diverse, ma valorizza una visione integrata dal campo alla tavola”.

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Agroalimentare siciliano in crescita grazie all’export: giro d’affari da 1,2 miliardi

I dati sull’agroalimentare siciliano dell’Industry Book, analisi condotta dal Corporate Marketing di UniCredit

In Sicilia il contributo dell’agroalimentare al Pil è pari al 5,3%. Il numero di imprese attive nel Food & Beverage è pari a 7.844 (dati al 30 giugno 2018) e il valore dell’export è pari a circa 1,2 miliardi di euro.

Anche in Sicilia è stata la domanda estera a sostenere il settore: le esportazioni sono cresciute in dieci anni del 68%, con un tasso medio annuo del 4,8%: il contributo maggiore è venuto dal F&B, le cui vendite all’estero sono aumentate del 73% contro il 63% dell’agricoltura.

Sono alcuni dei dati rilevati dall’Industry Book, analisi condotta dal Corporate Marketing di UniCredit sulla base di dati macroeconomici e analisi di bilancio delle imprese, presentato giovedì a Catania nel corso del Forum delle Economie Agrifood, organizzato da UniCredit, per stimolare il confronto e individuare strategie di sviluppo coinvolgendo associazioni di categoria e, soprattutto, aziende del comparto e buyer stranieri.

I mercati di sbocco dell’export sono in aumento ma ancora troppo concentrati: i primi quattro (Francia, Germania, Stati Uniti e Svizzera) assorbono infatti oltre il 50% dell’export totale.

La Sicilia è la prima regione italiana per superficie agricola dedicata al biologico (427.294 ettari su totale nazionale 1.908.653) e numero di operatori (11.626 su totale nazionale di 75.873). L’incidenza percentuale delle superfici biologiche sul totale delle superfici coltivate supera il 30% (31,1% contro una media nazionale del 15,4%).

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