Confagricoltura: Non possiamo più permetterci di distruggere cibo e reddito. Ripristinare immediatamente la normalità

I blocchi degli autotrasportatori, ancora in corso in numerose regioni del Sud Italia, stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole, con danni economici che rischiano di diventare irreversibili.

Numerosi produttori sono costretti a distruggere insalate, zucchine, melanzane, pomodori e altri ortaggi e frutta di stagione. Nelle stalle il latte resta fermo per giorni, senza essere ritirato e conferito ai caseifici. In alcuni casi, i produttori sono costretti a destinarlo all’alimentazione degli animali, svalutando completamente un prodotto che dovrebbe generare reddito. I prodotti freschi sono altamente deperibili e non si può attendere un giorno di più.

Sono a rischio il reddito delle imprese agricole, la tenuta occupazionale e il futuro di interi territori. E se i prodotti italiani non arrivano ai supermercati, a pagare sono anche i consumatori, con ripercussioni sulla disponibilità e sui prezzi degli alimenti.

Tuttavia, non si tratta soltanto di un’emergenza agricola, ma di un problema per l’economia del Paese. Mentre le aziende italiane perdono le proprie produzioni, i concorrenti stranieri sono pronti a occupare gli spazi vuoti sugli scaffali. Quote di mercato conquistate con anni di lavoro rischiano così di essere cedute alla concorrenza estera, con conseguenze che potrebbero protrarsi ben oltre la fine dei blocchi.

Non solo. Chi produce cibo non produce una merce qualsiasi: garantisce la sicurezza alimentare di tutti.

Confagricoltura chiede alle istituzioni interventi urgenti per ripristinare la regolarità dei trasporti così da tornare al più presto alla normalità: per gli agricoltori, già vessati dagli effetti del clima e dal caro carburante, e per i consumatori.

Siamo di fronte a una paralisi che mette a rischio l’interesse collettivo. Ogni giorno perso significa altro cibo distrutto, altro reddito bruciato e nuove opportunità regalate ai produttori stranieri. Il tempo è scaduto: servono risposte immediate, prima che i danni diventino irreparabili.