Confagricoltura Ragusa ha partecipato questa mattina, con il presidente Antonino Pirrè, il direttore Giovanni Scucces e Roberto Giadone, componente del consiglio direttivo, al tavolo sull’autotrasporto convocato da S.E. il Prefetto di Ragusa, Dott.ssa Tania Giallongo, al quale l’Organizzazione aveva chiesto ieri un incontro urgente. Presenti, tra gli altri, rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria, imprese di trasporto e Forze dell’ordine.

L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ragusani ringrazia il Prefetto per la rapidità con cui ha riunito le parti e per l’ascolto riservato agli operatori. Dalla discussione è emerso che il perdurare del blocco sta conducendo a risultati che peggiorano la situazione: la merce resta nei magazzini e gli operai sono a casa senza stipendio.

La revoca del fermo annunciata in Sicilia, da sola, non basta a sbloccare le spedizioni. In alcuni punti dell’Isola i presidi restano attivi e per raggiungere i mercati del Centro e del Nord i camion devono attraversare regioni in cui la protesta prosegue: nessuno mette in viaggio un carico deperibile senza la certezza di arrivare.

Per questo Confagricoltura Ragusa ha chiesto, insieme alle altre organizzazioni presenti, che lo Stato garantisca il transito dei mezzi carichi di prodotto fresco fino ai porti da cui la merce può proseguire via mare, con un raccordo tra le prefetture lungo il tragitto. Ha proposto inoltre che le decisioni vengano rese note con una comunicazione ufficiale: in giorni in cui circolano notizie contraddittorie, una fonte certa consente alle aziende di programmare le spedizioni e toglie spazio alle voci.

“Le ragioni degli autotrasportatori le abbiamo riconosciute dal primo giorno. Il caro gasolio lo paghiamo anche noi, nelle tariffe di trasporto che si adeguano ogni mese al prezzo del carburante. Una protesta, però, ha senso quando ha un inizio e una fine certi”, afferma Confagricoltura Ragusa.

“I camion fermi pesano su tutti, ma di più su chi produce beni deperibili. Gli ordini vengono revocati e a perdere mercati è la Sicilia: i clienti esteri rischiano di non fidarsi più di aziende abituate a rispettare i programmi di consegna. Il Governo ha preso impegni che deve onorare senza ritardi e il confronto proseguirà il 27 ottobre. Fino ad allora, chi vuole lavorare deve poterlo fare”.

Confagricoltura Ragusa attende ora le determinazioni della Prefettura e resta a disposizione per ogni ulteriore passaggio.

Ragusa, 21 ottobre 2026

 

L’addetto stampa

Bartolo Lorefice