Le parole come strumento di cambiamento culturale, come veicolo di una cultura inclusiva e non ostile, per disinnescare il sessismo e il patriarcato e per costruire un immaginario culturale condiviso che non sia ostile alle donne: è questo il senso della mostra “Il Peso delle Parole” organizzata presso l’azienda florovivaistica “La Mediterranea” ad Acate da Paola, Franco e Piero Gurrieri, in collaborazione con la Consulta Femminile di Ragusa, associazione Toponomastica Femminile e Confagricoltura Ragusa.

La mostra, che è stata inaugurata il 24 giugno alla presenza del sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, e del Presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè, ha visto la partecipazione delle operaie e degli operai dell’azienda, sarà visitabile fino al 15 luglio, invita a riflettere su un aspetto specifico, ma profondamente rivelatore: la consuetudine, ancora oggi diffusa, di usare nomi comuni quasi esclusivamente al maschile, trascurando – talvolta inconsapevolmente – la declinazione al femminile.

“È un tema – spiega Paola Gurrieri – che tocca la lingua ma attraversa la società, svelando un’abitudine culturale che tende a rendere invisibile una parte fondamentale del reale. Ma c’è di più. Questa riflessione linguistica ci spinge ad aprire lo sguardo su un piano più ampio: il linguaggio stesso, nella sua totalità, è il primo ponte tra gli individui. È il filo invisibile che unisce storie, esperienze, identità. È ciò che ci consente non solo di comunicare, ma di comprenderci”.

“In un’azienda come la nostra – aggiunge -, fatta di persone con provenienze, lingue, accenti e vissuti diversi, il linguaggio è ciò che ci tiene insieme. È collante e ponte, strumento operativo ma anche veicolo di rispetto, inclusione, riconoscimento reciproco. È grazie alle parole che creiamo collaborazione, fiducia, senso di appartenenza. È grazie al linguaggio che possiamo dire: “siamo una squadra”, anche quando veniamo da angoli del mondo lontanissimi. Ecco perché parlare del peso delle parole non è un esercizio astratto o intellettuale. È una necessità concreta. Le parole che scegliamo – o che omettiamo – raccontano chi siamo e cosa vogliamo costruire insieme. Dare valore alle parole significa dare valore alle persone”.